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domenica 6 dicembre 2020

The Rituals – The past twelve months

 

Edizione di lusso targata To Lose La Track per la ristampa di “The past twelve months” dei Rituals a quattordici anni di distanza dalla sua uscita. Questo bel discone giallo evidenziatore, fuori in sole 200 copie numerate a mano in questa edizione rimasterizzata suona da paura, forse ancora meglio dell’originale. Correva l’anno 2006, il filone punk hc in Italia stava andando alla grande, gruppi nostrani come Beer Bong, Sun Eats Hours, Pig Tails, Meanwhile la facevano da padrone su compilation, riviste specializzate e nei vari festival in giro per tutto lo stivale. A livello globale i Propogandhi e i Lawrence Arms influenzavano la scena con i propri dischi e la Fat Wreck Chords riempiva i negozi specializzati con il proprio catalogo. Noi ragazzi eravamo gasati, ci prendevamo bene, si andava a tutti i concerti possibili e si pogava a più non posso. Durante quel periodo d’oro tre ragazzi di Verona fecero uscire questo disco su cd per Wynona Records che all’epoca era il punto di riferimento in Italia per tutto il reparto punk rock, dall’emo a quello più hardcore. La produzione di questo disco colpisce già dal primo ascolto, suoni pulitissimi ma di un impatto strepitoso. Le registrazioni furono fatte all’Hate Studio di Vicenza, assoluto punto di riferimento per tutti. Le chitarre te le senti dritte in faccia, le rullate ti arrivano nello stomaco, il basso ti avvolge e non ti molla più. Testi profondi e taglienti che non ti lasciano alcun scampo, arrangiamenti ben curati e una scrittura davvero avanti per l’epoca fanno di questo disco una perla rara da avere assolutamente nella propria collezione. Dodici canzoni che sono indimenticabili inni punk capaci di far risuonare la rabbia e la depressione dell’essere giovani nella provincia italiana con una freschezza ancora oggi ineguagliata. Se già quando uscì ve lo siete perso, adesso non fate lo stesso errore.

                                                

Tracklist:

A1  Not A Tear
A2  Leave This Town In Flames
A3  An Inept Need For Backups
A4  Back In The Days
A5  Song Formerly Known As "Love Song"
A6  100 Razors

B1  Clean
B2  What You'll Pay For
B3  The Hand, The Knife And The Stab
B4  Tolerant
B5  The Brotherhood
B6  Button-shaped Eyes


domenica 31 marzo 2019

Caso – Ad ogni buca


A distanza di tre anni dallo splendido “Cervino” Caso è tornato con questo nuovo “Ad ogni buca”, un disco più corto, scarno e diretto proprio come piace a noi. Con questa formazione in trio, chitarra, basso e batteria le canzoni del disco scorrono via veloci una via l’altra senza lasciarti il tempo di pensare ed elaborare. I testi sono avvolgenti e ti portano all’interno di vecchie fotografie o film che non riguardavi da parecchio tempo “come il soffio di un ricordo”. La vera forza di Caso è proprio questa, testi scritti in maniera perfetta, mai banali come se fossero un piccolo racconto dove il protagonista possiamo essere anche noi “quelli nati senza muscoli ma senza paura di guardarsi negli occhi” perché “il titolo è il tuo nome”.
Questo disco è pura attitudine punk in una fiat del ’96,  è una una gara di rutti prima di entrare di nascosto nella piscina comunale ormai chiusa, è un’avventura, è qualcosa che ci mancava ma non lo sapevamo, è una sensazione che è sempre stata lì e ci fa stare bene anche se non la riconosciamo più.
Otto canzoni come le diverse sfacettature della vena componitiva di Caso, tutte da scoprire e tutte da amare. Mettete il disco sul giradischi, abbassate la puntina e lasciatevi trasportare perché “il vento in faccia è soltanto il nostro” “e dimostriamo al mondo che non serve essere eroi”.
Ad ogni buca è fuori in vinile grazie a tre etichette italiane che si impegnano quotidianamente a supportate la buona musica nel nostro bel paese. Grazie di cuore a To Lose La Track, WildHoney Records e Sonatine Produzioni.





Tracklist:



1)      Ogni volta l’inverno

2)      Dente di Leone

3)      Il tuo nome

4)      Piscina

5)      Strade minori

6)      Fosbury

7)      Majorette

8)      Supercinema

venerdì 2 novembre 2018

Marnero – Quando Vedrai Le Navi In Fiamme Sarà Giunta L’Ora


“Quando Vedrai Le Navi In Fiamme Sarà Giunta L’Ora” è il nuovo e atteso disco dei bolognesi Marnero. Questa nuova uscita chiude quello che per la band rappresenta un ciclo, o forse meglio un concept di cui fanno parte i precedenti "Naufragio Universale" (2010), “Il Sopravvissuto” (2013) e “La Malora” (2016). Questo ultimo capitolo della saga incarna ancora una volta lo spirito di lotta e di quel maledetto male di male alla quale i Marnero ci hanno abituato nelle precedenti uscite. Insieme a loro cadremo ancora una volta in un nuovo abisso per intraprendere un ennesimo viaggio di maturazione e di forza che ci porta a sbattere ancora e ancora contro la potenza della natura e della vita, contro la quale tutti noi, prima o poi siamo, costretti a fare i conti. Le splendide liriche ci accompagnano come se fossero il nostro Virgilio, o forse il nostro Caronte, durante l’ascolto delle dieci tracce di questo potentissimo disco. I Marnero danno ancora una volta prova di cosa significhi fare musica come si deve in Italia. Arrangiamenti curati, musiche travolgenti che puntano dritte allo stomaco dell’ascoltatore, il quale non può far altro che rimanerne sommerso e affascinato proprio come i compagni di Ulisse dinanzi al canto delle splendide ma cattivissime sirene. Ancora una volta il mare e le sue profondità la fanno da padrone, nel bene e nel male l’acqua è l’elemento principe che ci accompagna nell’immaginario del disco. Questo capitolo però è quello finale, è quello dove si dà tutto, dove il nostro eroe, o meglio anti-eroe, si scontrerà contro i suoi mali più grandi e le navi sue compagne di mille avventure non potranno più salvarlo. Unitevi a quest’ ultima (?) avventura e lasciatevi trasportare dalle navi in fiamme che come una fenice rinasceranno in qualcosa di nuovo e forse migliore. Questo disco lo potete trovare fuori grazie a una produzione Do It Yourself tra To Lose La Track, Sonatine Produzioni, Sangue Dischi, Epidemic Records, Dischi Bervisti, Shove Records, Controcanti o in free download sul sito del gruppo. Il mio consiglio è quello di scaricare, comprare e andarvi ad ascoltare dal vivo questo gruppo. Non ve ne pentirete, sarà un bellissimo viaggio.





Tracklist:



1)      Le Navi Non Ardono Ancora

2)      A.C.H.A.B.

3)      Il settimo Senso

4)      Detriti

5)      Il Dilemma dei Due Guardiani

6)      Sulla Rupe

7)      A Torinoi Lo

8)      Il Gabbiere

9)      Prologue

10)  L’Assedio di Malgrado

sabato 30 giugno 2018

Labradors – Future Ghosts


Il prower-trio migliore d’Italia torna con questo nuovo e bellissimo disco. Future Ghosts è il terzo full length, uscito dopo il precedente e spettacolare "The Great Maybe" del gennaio 2016 e tritato per tanto e tanto tempo sotto la puntina del mio giradischi.
Questo nuovo album prosegue in tutto quello che di buono sa fare questa band, ovvero ottimi arrangiamenti, canzoni mai banali, melodie pop che ti rimangono ben presto appiccicate in testa e un attitudine punk-rock come pochi altri. Il ritmo durante l’ascolto dell’album sa variare accompagnando l’ascoltatore tra diverse atmosfere e altrettante energie. La velocità è sempre ben dosata dalla band di Cantù e questo fa ben apprezzare tutti i brani proposti. Ascoltando Future Ghosts vi emozionerete e urlerete fortissimo con “Dancing In The Street” primo singolo estratto non per niente perché brano carico di speranza e spirito di fratellanza. Con “Apart” avrete tutto il tempo di riprendere fiato perdendovi nel riverberato ritornello finale, mentre proseguendo con “A Ton Of Friends” il ritmo ritornerà piano piano bello sostenuto così come in “When It’s Late” mentre a chiudere il lato A del disco ci pensa la tranquilla ballad “Song For Dave Insurgent”. 
Giriamo il vinilone e ad aprire il lato B troviamo l’energetica “Dirty” seguita a ruota da “Wave” e dalla riflessiva “Meet Me At The Ermitage”. “Ghost” ci riporta tutti in riga con il suo ritmo incalzante e diretto, mentre la mia preferita in assoluto di tutto il disco è la potente e urlata “One Doubt”. “That’s Not Us Anymore” chiude il lato e l’intero album con un personalità straordinaria che solo poche canzoni sanno avere.
Il disco è fuori grazie a due ottime etichette italiane, la veterana To Lose La Track e la neonata Fatty Liver Records. Comprate “Future Ghosts”, supportate questa grande band e le etichette che credono ancora nella buona musica stampata come si deve su vinile.

Tracklist:

Side A 
1)    Dancing In The Street
2)    Apart
3)    A Ton Of Friends
4)    When It’s Late
5)    Song For Dave Insurgent

Side B
1)    Dirty
2)    Wave
3)    Meet Me At The Ermitage
4)    Ghost
5)    One Doubt
      6)    That’s Not Us Anymore

domenica 28 gennaio 2018

Verme – (RIP)


I Verme sono uno di quei gruppi che appartengono alla leggenda, un po’ come Falkor il FortunaDrago della Storia Infinita o come il caschetto arrogante di Fantaghirò. Quelle cose li che tutti conoscono e che tutti amano alla follia. Nati nel 2009 e morti la notte del 22/12/2012 in un concerto epico al Lo Fi di Milano, sono stati e saranno per sempre i paladini indiscussi dell’emo in Italia e per tutti gli appassionati e amanti del genere. Giacomo, Tommaso, Jacopo, Viole nel corso dei loro anni come Verme, ci hanno deliziati con alcune uscite ormai introvabili e rarissime. In ordine cronologico ricordiamo “Un verme resta un verme” (audiocasetta – 2010), “Vai verme vai” (audiocassetta – 2010), “Bad verme” (7” – 2011), “Vermica” (raccolta in cd delle precedenti uscite – 2011) e lo Splittone Paura (LP – 2012). Tutti dischi già sold-out da tempo. Ora grazie a un vero feticista dei dischi (come noi e tanti di voi immagino!), il buon Luca Benni di To Lose La Track, finalmente esce (RIP) la discografia completa dei Verme su vinile. Le bellissime stampe che accompagnano l’uscita sono invece a cura di Legno e alle grafiche di Jacopo e di Tommaso. Le fototessere che vi troverete all’interno sono del 2012 e il disco è uscito in edizione limitata a 300 copie. Fatelo vostro, mettetelo sul giradischi, abbassate la puntina e cantate a squarciagola come se non ci fosse un domani che tanto…”questo posto fa cagare”.


Tracklist:

Side A
A1 La Semplicità Della Montagna
A2 La Complessità Del Mare
A3 Piombo
A4 Ossimoro
A5 Coglione
A6 Figlio

Side B
B1 Gatto Gatto Gatto
B2 Risse Risse Risse
B3 Va Tutto Malone
B4 Va Tutto Marchette
B5 L'Inutilità Del Panorama
B6 Lo Squallore Del Tonno

giovedì 28 dicembre 2017

CRTVTR – Streamo

I CRTVTR sono una band di Genova nata nel 2009 con all’attivo un sacco di concerti in giro tra Italia, Europa, Stati Uniti e Cina. “Streamo” è il loro secondo full lenght, uscito dopo il precedente “Here It Comes, Tramontane!” feat. Mike Watt del 2013 che ha riscosso un notevole successo di critica e pubblico. I quattro liguri si aggirano molto bene tra i meandri dell’hardocore e del post, suonato come si deve e caratterizzato per i due bassi in formazione. La batteria che completa il reparto ritmico è rituale ed ipnotica mentre la voce principale sognante e malinconica è supportata da cori disperati e rabbiosi creando così il giusto contrasto all’orecchio dell’ascoltatore. Questo suono che oscilla per tutto la durata del disco, tra la bellezza del sogno e l’angoscia degli incubi è la vera chiave di lettura e punto di forza di questa band, diventata in questi anni un assoluto punto di riferimento per il genere in Italia e non solo. 
“Streamo” era precedentemente uscito sia in formato cd che audiocassetta già nel 2016 ma solo nell’estate del 2017 è uscito in questa bellissima versione vinile colore oro luccicante, in formato gatefold apribile e con stampa dorata in copertina che vi consigliamo assolutamente di avere.
“Streamo” dei CRTVTR è una splendida uscita grazie a: Already Dead Tapes & Records, To Lose La Track, Qsqdr, Santa Valvola Records, Astio Collettivo, Sangue Dischi, Burning Bungalow, Lafine, Scatti Vorticosi Records, Falena Dischi, Frammenti Di Un Cuore Esploso, Cave Canem D.I.Y., Dingleberry records and distribution, Brigante Records & Productions, Screamore., One Wild Collective, Boripunk asso, Dotto, Alberone Party Program, Più amici meno storie, Entes Anomicos, Taxi Driver Records, Distro Buridda.


Tracklist:

Side A
A1. A.M.
A2. Quite like me
A3. Dog Bones / Canossa
A4. I could be her

Side B
B1. Wait!
B2. Untold
B3. Soil Guerrilla

giovedì 20 luglio 2017

7pollici di carta numero otto

Ben ritrovati amici di 7pollici, la vostra fanzina su A4 preferita torna alla grande con questo nuovo numero otto. Il numero di quest’estate è dedicato a tutti gli amanti della buona musica che sono in spiaggia, montagna, collina, lago, piscina, rimasti in città o sul divano di casa propria. 7pollici c’è sempre e vi farà ancora compagnia. Sulle nostre pagine troverete infatti uno speciale sull’Italian Party 2017 di Umbertide in Umbria. Il buon Luca Benni, boss supremo di To Lose La Track e organizzatore del festival è stato così gentile da rispondere ad alcune nostre domande. Se amate la bella musica, le belle situazioni, i banchetti di dischi, stare con gli amici all’aria aperta e bervi delle fresche birrette questo festival fa sicuramente al caso vostro. Noi ci siamo stati e ci siamo sempre divertiti. Vedete di non farvelo scappare. Lo spazio delle recensioni è dedicato al nuovo disco dei Valerian Swing “Nights” e a quello di esordio dei Bennett. Infine lo spazio del fumetto si apre a chiunque abbia voglia di disegnare e interpretare in maniera personale la propria passione per i vinili. A sto giro ospitiamo un o una lettore/trice anonimo/a che ci aveva mandato il proprio lavoro. Se ache voi volete partecipare, inviate i vostri materiali via mail a zetinthestars@gmail.com i migliori saranno pubblicati.
Non mi resta che augurarvi buona lettura e una felice estate in compagnia dei vostri vinili preferiti.
A risentirci a presto. Gabba gabba hey!

Scarica gratis il numero qui: goo.gl/8Fiik1
Se vuoi lo stampi, lo pieghi in quattro e buona lettura.
Poi se ti va puoi anche condividerlo.



Zet

martedì 18 luglio 2017

Valerian Swing – Nights

I Valerian Swing tornano con questo nuovo disco dopo il successo del precedente “Aurora” uscito nel 2014 che li ha portati ad affermarsi come una delle più interessanti band indipendenti in Europa. “Aurora”, infatti, viene ricordato da tutti come un album spettacolare di cui non ci si stanca mai. Il trio di Correggio (RE) con questo nuovo “Nights” si sperimenta introducendo nuove sonorità, allargando i propri confini e spingendosi ancora una volta un passettino sempre più in là di tutti quanti. Per un ascoltatore attento, questo è stato un percorso che la band ha cominciato piano piano già all’uscita nel 2011 di “A Sailor Lost Around The Earth”, disco che li ha fatti emergere dalla scena heavy italiana dalla quale provengono. Questo nuovo album ti avvolge e ti trasporta grazie a degli arrangiamenti sempre più curati, ti accompagna mano nella mano in maniera delicata grazie a una voce che è presente come sempre, solo a tratti. Qui l’importante è la musica e quello che le note ti trasmettono. Ognuno di noi vive questo album come un viaggio personale e affascinante. Le tappe di questo cammino sono diverse tra loro, come lo sono tutti i pezzi del disco, ma inevitabilmente scopri poi che sono legate dal filo rosso che solo l’oscurità della notte può dare. Durante questo viaggio le emozioni che si sprigionano sono eterogenee e altalenanti, così come il ritmo che ci accompagna, spezzato e incalzante, mentre i riff di chitarra non ci danno tregua portandoci dove le onde dell’oceano della psichedelia-progressive incontrano quelle del mare dell’elettro rock. Lo spazio che si apre alle nostre orecchie è pressochè infinito. Non ci resta che nuotare perché sarà bellissimo. Da lì poi non ne vorremo più uscire.
Questo bellissimo discone bianco è fuori in Italia per To Lose La Track, mentre in UK e nel resto del mondo per Small Pond. Lasciatevi avvolgere dalla magia di “Nights”.


Tracklist:

Side A
1)      A Leaf
2)      Two Ships
3)      Three Keys
4)      Four Horses

Side B
1)      Five Walls
2)      Six Feet
3)      Sevent Cliff
4)      Eight Dawns

lunedì 17 luglio 2017

Bennett – s/t

I Bennett nascono dall’incontro tra alcuni musicisti di Chambers e Disquieted By. Dicono che Bennett è un personaggio del film Commando con Arnold Schwarzenegger ma io non ce l’ho presente. Voi? È un cattivo che alla fine, da quanto fa ridere, fa quasi tenerezza, a differenza della musica che il quartetto composto da David, Cola, Gigi, Ale produce picchiandoci dentro come dei dannatti. Nel loro disco d’esordio trovate sei pezzi di hardcore fatta e suonata da paura. Melodie strillate, riff potenti e ritmi incalzanti fanno di questo album un vero gioiellino. Il disco è stato registrato e mixato da Raffaele Marchetti di Audiobrothers poco fuori Bologna, mentre il master è di Andrea Suriani sinonimo di assoluta qualità. Fidatevi. Se vi affrettate lo potete trovare ancora in versione limitata rosa sugli store di To Lose La Track e Sonatine Produzioni, due tra le etichette italiane più interessanti del panorama indipendente. Fatevi un piacere, ascoltate questo disco e urlatelo dall’inizio alla fine. Vi farà stare bene e non ve ne pentirete. I Bennett diventeranno in un attimo la colonna preferita della vostra estate.


Tracklist:

A1. Love At The First Fight
A2. Confidence
A3. W Is For Writing

B1. Best view
B2. Start Again
B3. Zelda

martedì 11 luglio 2017

SPECIALE ITALIAN PARTY 2017



 
Amici di 7pollici, intervistiamo Luca patron di To Lose La Track, etichetta umbra che organizza con passione e dedizione uno dei festival musicali più belli e interessanti durante la stagione estiva in Italia. Sabato 22 Luglio a Umbertide in provincia di Perugia ci sarà infatti la 17° edizionedell’Italian Party. Scopriamo di più…

1) Ciao Luca, cosa ci dobbiamo aspettare quest’anno dall’Italian Party?
Il solito royal rumble di gruppi, VENTI in questa edizione, che sono tantissimi e pure troppi =)
Però giochiamo sul fatto che quest'anno il festival è di sabato e i vicini del centro storico saranno più tolleranti se sforiamo di mezz'ora...
Quest'anno ci saranno 3 palchi/location veramente suggestivi nella cornice di Piazza San Francesco (con un palco in piazza, uno nel chiostro e una situazione dentro la chiesa/museo di Santa Croce con i concerti acustici di fine serata, Tante Anna + Vespertina + Devin dei Delta Sleep).

2) In cartellone ci sono venti proposte musicali davvero eterogenee per tutti i gusti. Come scegli i gruppi che partecipano al festival?
ITALIAN PARTY è diventato negli anni il festival di To Lose La Track e quindi in genere c'è tutta la carrellata di gruppi dell'etichetta che hanno avuto uscite più o meno recenti. Ma è anche una scusa per rivedere un po' di amici che vengono da tutta Italia (quindi ci sta che qualche gruppo venga spesso a suonare a Umbertide). Poi quest'anno abbiamo voluto buttare dentro anche gli ZEUS, che è una sorta di recupero del loro concerto che era stato annullato causa terremoto qualche mese prima al Cinema Metropolis di Umbertide.

3) Quest’anno i vostri fan e tutti quelli che vogliono potranno sostenervi con un piccolo contributo economico comprando il supporter pack. Come funziona?
Il festival è tutto gratuito però le spese sono sempre tante e quindi abbiamo quindi pensato di mettere fuori un support pack contenente la t-shirt del festival (disegnata da DIANA BLU), la borsa di TLLT, 2 cd del nostro catalogo (a sorpresa), adesivi vari e una guida di Umbertide: il supporter pack costa 20 euro e si può acquistare prima a questo link www.toloselatrack.org/ip/ e ritirare il tutto una volta arrivati al festival. Un aiuto tangibile in modo che riusciamo a rimborsare tutti i gruppi HAHAH.

4) Chi ti da una mano a organizzare tutto il carrozzone?
Oltre ai vari amici e volontari nel giorno del festival, dietro l'organizzazione c'è l'associazione Effetto Cinema (quindi Matteo, Sara e altri pazzi come me) con la quale gestiamo anche il Cinema Metropolis di Umbertide e che ogni tanto è stato anche palcoscenico di concerti bellissimi e unici (circa un concerto al mese negli ultimi 3 anni, ecco qualche nome: Totorro, Bob Nanna, Olympians, Zu, Dags!, Gazebo Penguins, Fine Before You Came, Okkultokrati, Giona, Bachi Da Pietra, Ovo, Stregoni e altri ancora. Anticipazione: a ottobre verranno pure gli UNSANE!). Poi scomodiamo anche qualche nonna e mamma per cucinare qualche prelibatezza per il catering dei gruppi. Infine ci sono professionisti che sono anche amici (penso a Raffo per la parte tecnica globale, Amal per le foto, Carlo Alberto e Diego per i social) che praticamente gratis hanno sposato la causa Italian Party / TLLT e tutti gli anni vengono a passare del tempo con noi e a farsi il culo (provate a chiedere ad Amal che valore ha raggiunto il suo contapassi l'anno scorso, tanto per fare un esempio..)

Grazie della disponibilità.
A presto e buon Italian Party!




Le coordinate sono:

Sabato 22 luglio
ITALIAN PARTY 2017 - 17esima edizione
Piazza San Francesco, Umbertide (PG)
dalle ore 15,00 alle 01,00
INGRESSO GRATUITO

venerdì 17 marzo 2017

Gazebo Penguins - Nebbia

Nebbia è il nuovo attesissimo disco dei Gazebo Penguins e fin qui siamo tutti d'accordo. La copertina è chiara, ma in sostanza Nebbia è la capacità di guardarsi dentro e dare un nome alle cose. Non tutti ci riescono, ci vuole allenamento e una mente lucida, a volte cinica, ma sicuramente sincera. A far scomparire le cose dai nostri occhi siamo capaci un po' tutti, ma riaprirli con chi vogliamo noi solo in pochi ci riescono. Guardarsi in faccia, leggere la mappa e capire dove si è arrivati. Comprendere le persone e il proprio percorso. Questo è il dilemma, questo è il vero sforzo, la vera cima da raggiungere. Tirare le somme: a volte fa un po' male, forse stare così, tra il dolce cullare e il naufragar, ci conviene e a molti di noi poi piace tanto. Soffrire non è utile ma a volte consola rovinarsi il fegato. In questo siamo tutti davvero bravi. Su, non dite bugie, chi più chi meno... Se poi lo scrivi sui borderò e ci guadagni pure, meglio per te. Fuori è tutto confuso, peggio di una fotografia venuta male o di una strada con la nebbia fitta fitta la mattina presto. Non c'è niente che non avrà conseguenze, tanto meno la nebbia. Se tardi ad arrivare comincerò a sparire e oh-u-oh. Questo disco ti risucchia, ti fa suo, nei suoi testi, e nella sua potenza caotica ed è bello così. I Gazebo si confermano ancora una volta una mina sulla faccia in tutto e per tutto e questo disco è la loro giusta evoluzione dopo anni di attività. Punk, Emo, Shoegaze, c'è dentro tutto. La strada acquista un senso. Perdersi nella nebbia non è mai stato così piacevole. E ve lo dice uno che abita al centro della Pianura Padana.

Tracklist:

1) Bismantova
2) Nebbia
3) Febbre
4) Soffrire non è utile
5) scomparire
6) Fuoriporta
7) Porta
8) Atlandide
9) Pioggia

martedì 1 novembre 2016

Intervista ai DAGS!

Dopo l’uscita in primavera di “Snowed In / Stormed Out” il loro secondo e bellissimo lavoro in studio, i DAGS! hanno girato parecchio per tutto lo stivale e non solo, arrivando fino in Francia, in Spagna e in UK. Ora il trio proveniente da Lambrate è pronto per volare fino in Giappone. 7pollici li ha intervistati per sapere tutto ma proprio tutto su questo fantastico tour!  

1) Ciao ragazzi, quanto siete gasati di andare in tour in Giappone a suonare?
Siamo molto, molto gasati! Siamo un robottone di emozioni già ora che non siamo ancora partiti.

2) Come siete riusciti ad organizzare queste date, dove andrete a suonare, con chi e a chi vi appoggerete?
Ben, il chitarrista dei Cats&Cats&Cats vive a Tokyo da quando il gruppo si è sciolto dopo il tour che aveva organizzato Marca anni fa - sono rimasti in contatto e così è arrivata la prima data. Il resto è una bella favola diy: con l'aiuto di Luca di To Lose La Track abbiamo cercato un'etichetta che potesse aiutarci a trovare altri concerti e ci è apparsa magicamente Friend of Mine records che ha fissato il resto del tour trovando date a Kyoto, Kobe e Hachioji. Per mettere una ciliegina sulla torta, poco prima che comprassimo i biglietti ci hanno chiesto di arrivare un giorno prima perché eravamo stati invitati al festival di Fecking Bahamas a Tokyo, meraviglia. Suoneremo con gruppi locali, con il nuovo gruppo di Ben (i Merry Christmas) e due date di supporto agli Hikes, dagli Stati Uniti. 

3) Cosa vi aspettate dal pubblico del sol levante?
Potenzialmente di tutto! È affascinante leggere come il Giappone sia un posto dove la musica muove così tante persone e dove, per dirne una, siano sopravvissuti negozi di dischi che in tutto il resto del mondo sono falliti. 

4) Siete pronti per finire su Mai dire banzai?
Magari! Luca ha già pronta l'uniforme del presentatore sadico che ti lanciava nel fango e noi il caschetto immancabile ;)



Qui le date del tour!
19.11 Sat Shinjuku, Tokyo / Fecking Bahamas Fest
20.11 Sun Shibuya, Tokyo / HOME, w/ Merry Christmas
21.11 Mon Shinjuku, Tokyo / Marz, w/ Hikes (US)
23.11 Wed Kobe, KingsX
24.11 Thur Kyoto / Growly
25.11 Fri Hachioji, Tokyo / RIPS


domenica 29 maggio 2016

Labradors – The Great Maybe

Il nuovo disco dei Labradors comincia in maniera delicata, quasi sottovoce con una chitarra acustica e un violino che ti accolgono nel modo giusto, ti coccolano per benino, ti prendono per mano e ti accompagnano all’inizio di questo “The Great Maybe”.  Il ritmo cambia subito con la title track tirata al punto giusto e dal piglio powerpop che contraddistingue ormai da anni il trio lombardo. Jasmine ci fa muovere il piedino e la testa su e giù seguendo il suo ritmo quasi 60’s mentre Mario con la sua atmosfera soffusa, distesa e un po’ samba ci porta lontano facendo viaggiare la nostra mente per qualche minuto. Il piglio ritorna sostenuto e si canta col sorriso stampato in faccia con le melodiche Terrible Friend e Big Sure a chiudere il lato A. Giriamo lato e incontriamo le mie preferite, ovvero All I Have Is My Heart con un riff di chitarra che ti si appiccica subito addosso e la bellissima Paws arricchita da una voce femminile che accompagna la voce principale. Ci conducono magistralmente verso la fine la rockeggiante Strange Love, la pop-song Someone Else e la camaleontica Tearing Up The Globe.
Gli arrangiamenti delle canzoni sono sempre curatissimi, gli strumenti sono suonati e inseriti con cura, ogni cosa risulta essere al suo posto e il cantato in lingua inglese è perfetto. Se avrete l’occasione di conoscerli, scoprirete che i tre Labradors sono delle persone squisite e nelle loro canzoni questo si sente. 
Questo bellissimo vinilone è fuore grazie alle italiane To Lose La Track, Il Verso del Cinghiale, Neat Is Murder e Flying Kids Records e dentro ci trovate pure un comodo cd per ascoltarlo in auto quando andate in giro. Sarà la colonna sonora giusta per i vostri viaggi, non lasciatevelo scappare!

Tracklist:

Side A
1)    I Won’t Let Anyone Hurt You
2)    The Great Maybe
3)    Jasmine
4)    Mario
5)    Terrible Friend
6)    Big Sure

Side B
7)    All I Have Is My Heart
8)    Paws
9)    Strange Love
10) Someone Else
11) Tearing Up The Globe

mercoledì 13 aprile 2016

Marnero - La Malora

La Malora è il nuovo disco dei Marnero, mitico gruppo di Bologna che viaggia spedito tra i mari dell’hardcore e del punk seguendo una rotta tutta sua da sempre. Questa Malora è la terza tappa di un lungo viaggio partito nel 2010 con il primo tassello  “Naufragio Universale” e proseguito con lo splendido “Il Sopravvissuto” del 2013. Questi tre dischi insieme formano “La trilogia del fallimento”, percorso intrapreso dai Marnero all’interno dei mari tempestosi a cui la vita ci mette di fronte tutti i giorni. Le parole di J.D. Raudo ci accompagnano minacciose all’interno di un mondo andato a male, dove la paura regna sovrana e si vive sul bordo abissale dell’incertezza. Questa è una storia di resistenza: da leggere, suonare, riprodurre, passare, copiare, ribaltare, ribellarsi, cercare, cercare, mettere in questione la norma, mettere in questione il normale. Le musiche pesanti e veloci ci portano giù senza darci la possibilità quasi di prender fiato. Gli arrangiamenti delle canzoni sono sempre curati e impreziositi da parti di archi, fiati e tamburi dirompenti. Con “La Malora” scivoliamo dentro a una città quasi morta abitata da morenti intenti a vivere le proprie vite scavando la propria tomba giorno e notte. Qui c’è la “Taverna dello Scarto” dove prendono vita storie e leggende narrate e cantate dalla gente venuta dal mare, dai matti, dai ciechi, dai naufraghi, dai clandestini, tutti personaggi sopravvissuti. All’improvviso i naufraghi si rendono conto che uno di loro è sparito e le successive ricerche sono del tutto vane. L’ordine precedente viene ristabilito e la Malora inesorabile è accaduta da tempo e accadrà sempre, proprio quando meno te l’aspetti. Non hai sentito? Il Suono della Malora è quello della rottura del cielo. Questa e altre disavventure le trovate anche nel libro da cui sono tratti tutti i bellissimi testi: La Malora (4/3) di J.D. Raudo edito per BéBert Edizioni. La Malora prima di uscire è stata in crowdfounding su Produzioni dal Basso ed è poi uscita su due bei viniloni colorati di verde e di rosso per Sangue Dischi, Escape From Today, ToLose La Track e Shove Records. Ci vuole impegno, non rinuncia, per perdere colpi.

Tracklist:

Parte |

/ Lato A /
Porti e Labirinti
L’ubriaco e il Cieco
/ Lato B /
Il Clandestino e Il Marinaio
Il Baro e Il Bambino

nel vuoto-pieno

/ Lato C /
La Sparizione

Parte ||

/ Lato D /
Il Pendolo
La Sciamana e Il Testimone
/ Lato E /
Specchio Nero
L’altro lato

mercoledì 9 dicembre 2015

Intervista ai Giona













A un paio di mesi dall’uscita dello straordinario esordio con “Per tutti i giovani tristi” intervistiamo i Giona per sentire come stanno. Il gentilissimo Alessio risponde alle nostre domande.

1.  Ciao Alessio, presenta ai lettori di 7pollici Giona, la sua nascita, la sua anima e la sua evoluzione.
E’ accaduto tutto con molta naturalezza, quasi per caso. Finito L’Amo non avevo più molta voglia di suonare, di stare in mezzo e m’ero davvero deciso a smettere a tal punto da chiudere tutte le chitarre nell’armadio. Poi, un giorno, mi è capitato di ritrovarmi con le chitarre in giro ed in una quarantina di minuti mi sono scappate dalle mani Squassanti e Pendere e sempre in virtù del proposito iniziale, deciso a non suonare, soprattutto a non voler suonare con nessuno, le registrai solo col microfonino del Mac. Continuai così per un mesetto circa ed avevo le dodici canzoni del disco che immaginavo di lasciar morire in qualche hard-disk esterno, alla stregua di quello che Salinger fece con i suoi scritti, ma è qui che subentra il fattore Luca Benni. Non ricordo bene, ma credo di avergli linkato il soundcloud con tutte queste demo e lui ha cominciato a dirmi che dovevo fare, registrare, portarlo avanti, che era un discone e che dovevo suonarle alla festa per i dieci anni di To Lose La Track a Napoli ed è qui scatta il fattore Michele Leo. Mentre ci fumavamo la prima sigaretta della serata, ascoltando gli esiti delle nuove registrazioni, dicendogli del fatto che Luca ci teneva che suonassi quelle canzoni, Michele disse che lui poteva suonare il basso e che potevamo chiedere a Daniele di suonare i fusti. E così fu. Facemmo quattro prove e suonammo alla festa di To Lose La Track, poi da lì non ci siamo fermati. Forse non ci siamo accorti che la festa è finita.
Menzione la merita anche Ivan Tonelli di Stop Records perché anche lui è stato un fattore bello grosso da quando venne a suonare a Napoli con i Cosmetic e dopo il check gli feci sentire le demo. Si gasò tantissimo e da quel giorno Ivan c’è sempre e gli vogliamo bene nonostante tifi per brutte squadre.

2. Chi sono “tutti i giovani tristi” da cui prende spunto il titolo del tuo disco? 
Il titolo è un debito che avevo con Fitzgerald e con quegli amori che s’attorcigliano su stessi, in cui ci credi, crescono e poi implodono, sperdendosi nell’hangover del giorno dopo. Diciamo che il disco è un invito a godersi il momento, tutto finisce e tutti ne siamo consapevoli ed è nella consapevolezza della fine che dovremmo trarre la gioia per viverci il momento, riconoscendolo, appunto, come momentaneo, effimero e soprattutto leggero.
Chiamarlo così è anche per ricordarmi d’essere più leggero con le cose e le persone, anche ora che giovane non lo sono più. Magari a maggior ragione ora che giovane non lo sono più e comunque il disco tratta di un amore felice. Felice e basta.

3. State girando parecchio, cosa ci dobbiamo aspettare dal vostro live?
Un mucchio di birrette in giro, un po’ di dischi della distro, caramelle per la gola sparse ovunque. Diciamo che il live è più “picchiato” del disco.

4. Il mio gruppo preferito in assoluto sono i Ramones, quindi la domanda nasce spontanea, come mai hai scelto di fare la cover della cover di “Do you wanna dance”?
I Ramones, ancora oggi, sono una delle mie ossessioni musicali, ma a livello che posso riascoltare anche cinque volte consegutive un loro disco. L’unica cosa che cambia è la momentanea fissazione per un disco specifico. Un mese è Rocket To Russia, l’altro Leave Home - questo è il momento di End of the Century. Trovo che solo la parola “geniale” li descriva compiutamente, ma così geniali che appena aggiungi qualcos’altro li stai già sminuendo. Geniale è la loro estetica, la loro poetica, i loro cazzo di testi.
Non sapevo fosse una cover, l’abbiamo scoperto quando è stato il momento di scrivere i credits del disco, però ecco, mi sono voluto regalare l’attimo di essere i Ramones. S’invecchia, ma si rimane dei fanatici invasati per tutta la vita.

martedì 1 dicembre 2015

Lags – Pilot

I Lags vengono da Roma e Pilot è il loro esordio discografico, una polveriera punk hardcore distribuita in undici tracce dirette e coinvolgenti. Antonio, Andrew, Daniele e Gianluca sono un gruppo di trentenni che come tanti si confrontano con i temi centrali della società in cui vivono: il ruolo controverso della fede, la disperata ricerca di un'occupazione, il senso di frustrazione e disincanto di fronte alla vita politica del paese, l'emigrazione delle persone vicine, i rapporti logorati dalla distanza e quelli logorati dalla vicinanza, la paura di un futuro sempre più buio.
Questa che sentite nel giradischi è la "puntata pilota" di un racconto, in cui questo gruppo di trentenni così diversi condivide l'ansia di non riuscire a comprendere se quello che ognuno si trova davanti è l'inizio di un lungo cammino oppure un muro che minaccia continuamente di crollare sulle speranze di una vita. Sempre con un'unica chance a disposizione, sempre in bilico, sempre senza rete, in una società estremamente avara di seconde opportunità.
Queste canzoni sono il diario di soldati che vivono una guerra fuori, ma che combattono ogni battaglia internamente, alla disperata ricerca di una chiave per andare avanti, lasciare un segno, raccontare una storia. Undici pezzi che ti accompagnano tra emozioni e stati d’animo diversi in cui tutti ci possiamo ritrovare. Undici pezzi arrangiati e suonati magistrarmente che ti prendono uno più dell’altro, dal primo all’ultimo. Questo è solo l’inizio, voi cosa dite se queste sono le premesse non siete cuoriosi di sentire come va il seguito? Noi si. Questa è una  bellissima storia fuori grazie a To Lose La Track e Audioglobe.


Tracklist:

1)    A Push And A Rush
2)    War Was Over
3)    Turbin
4)    Fear, Control, Mothers
5)    Solid Gold
6)    The Flight of the flies
7)    Queen Bee
8)    The Stream
9)    Family Man
10) Behind the clouds
11) Dreaming babylon