venerdì 11 dicembre 2020

Radio Days - I Got a Love

 

I Radio Days tornano alla grande, dopo gli ultimi dischi usciti nel 2018, con questo nuovo “I Got a Love”  7” frizzantino contenente tre canzoni che anticipano l’uscita prevista per il 21 Maggio 2021 di “Rave On!” il nuovo atteso album. Questo è l’aperitivo giusto per tutti i fan di una delle migliori band power-pop a livello globale e di cui dobbiamo essere molto orgogliosi nel nostro Bel Paese. I tre ragazzi di Voghera anche a questo giro ci fanno ballare per benino a partire dalla title track che apre le danze del vinile sul lato A e ci fa muovere il piedino e la testa su e giù. Cambiamo lato del disco e troviamo la romantica “Baby Blue” accompagnata alla voce da una bravissima Lia Pamina cantante e cantautrice spagnola che ben si mischia alla voce di Dario, voce principale della band. A chiudere questo fantastico singolo troviamo una cover azzeccatissima di “In the City” brano immortale dei The Jam che i nostri paladini del rock’n’roll sanno egregiamente come valorizzare.  Il disco in vinile, disponibile anche in una imperdibile versione blu,  è fuori grazie alla spagnola Snap Records, mentre in digitale lo trovate per Ammonia Records (IT) e Sounds Rad (USA).  Da segnalare la bellissima copertina realizzata da Hervé Peroncini di Slowbeat, cantante e chitarrista di un’altra fantastica band rock’n’roll italiana che sono i Peawees. In sostanza un disco da avere assolutamente per tutti i fanatici di rock’n’roll!

 

Tracklist:

 

Side A

I Got a Love

 

Side B

Baby Blue

In The City


domenica 6 dicembre 2020

The Rituals – The past twelve months

 

Edizione di lusso targata To Lose La Track per la ristampa di “The past twelve months” dei Rituals a quattordici anni di distanza dalla sua uscita. Questo bel discone giallo evidenziatore, fuori in sole 200 copie numerate a mano in questa edizione rimasterizzata suona da paura, forse ancora meglio dell’originale. Correva l’anno 2006, il filone punk hc in Italia stava andando alla grande, gruppi nostrani come Beer Bong, Sun Eats Hours, Pig Tails, Meanwhile la facevano da padrone su compilation, riviste specializzate e nei vari festival in giro per tutto lo stivale. A livello globale i Propogandhi e i Lawrence Arms influenzavano la scena con i propri dischi e la Fat Wreck Chords riempiva i negozi specializzati con il proprio catalogo. Noi ragazzi eravamo gasati, ci prendevamo bene, si andava a tutti i concerti possibili e si pogava a più non posso. Durante quel periodo d’oro tre ragazzi di Verona fecero uscire questo disco su cd per Wynona Records che all’epoca era il punto di riferimento in Italia per tutto il reparto punk rock, dall’emo a quello più hardcore. La produzione di questo disco colpisce già dal primo ascolto, suoni pulitissimi ma di un impatto strepitoso. Le registrazioni furono fatte all’Hate Studio di Vicenza, assoluto punto di riferimento per tutti. Le chitarre te le senti dritte in faccia, le rullate ti arrivano nello stomaco, il basso ti avvolge e non ti molla più. Testi profondi e taglienti che non ti lasciano alcun scampo, arrangiamenti ben curati e una scrittura davvero avanti per l’epoca fanno di questo disco una perla rara da avere assolutamente nella propria collezione. Dodici canzoni che sono indimenticabili inni punk capaci di far risuonare la rabbia e la depressione dell’essere giovani nella provincia italiana con una freschezza ancora oggi ineguagliata. Se già quando uscì ve lo siete perso, adesso non fate lo stesso errore.

                                                

Tracklist:

A1  Not A Tear
A2  Leave This Town In Flames
A3  An Inept Need For Backups
A4  Back In The Days
A5  Song Formerly Known As "Love Song"
A6  100 Razors

B1  Clean
B2  What You'll Pay For
B3  The Hand, The Knife And The Stab
B4  Tolerant
B5  The Brotherhood
B6  Button-shaped Eyes


domenica 29 novembre 2020

The Manges - Punk Rock Addio

 

I Manges, ovvero la migliore punk rock band della galassia torna con un disco nuovo di zecca dall’enigmatico titolo “Punk Rock Addio”, anticipato dal singolo su 7” Endless Detention /Ramones At Lollapalooza. A sei anni di distanza dal precedente album “All is well”, questo nuovo disco, prodotto da Danilo Silvestri e Lorenzo Moretti dei Giuda segna un ritorno alle origini rispetto alle ultime uscite. Per darvi delle coordinate le sonorità delle canzoni sono molto più simili a “The Manges Go Down”, disco straordinario della band spezzina uscito nel 2006. Questo nuovo quinto studio album è il disco più atteso della band, sicuramente il più maturo e quello che rappresenta al meglio i ventisette anni di storia di questa band culto che vanta fan in tutto il globo. Dodici tracce, una più bella dell’altra che filano via veloci accompagnando l’ascoltatore nel mondo Manges, fatto di avventure straordinarie o storie di dipendenze ambientate tra il Vietnam, la Nord Corea e la disperazione della domenica pomeriggio, in un immaginario che ha come protagonisti paninari anni ‘80, Dee Dee Ramone, il Stg. Mouse o i nostri peggiori incubi. La vera forza dei testi dei Manges è che in queste pazze storie ci possiamo ritrovare tutti quanti come protagonisti all’interno di un fumetto. Il mio pezzo preferito tra tutti è la cover di “Take It On The Chin”, struggente brano di William Elliott Whitmore appartenente alla cultura country folk nord americana, qui magistralmente rivisitato e valorizzato dai Manges. In conclusione del disco troviamo anche “Off My Tree” scritta da CJ Ramone e magistralmente suonata dai nostri che ben sanno come indossare la giacca di pelle ereditata dai quattro fratellini di Forest Hills. Eredità ed attitudine.

 

Tracklist:

Side A

1. Next To Zero
2. Vietnam Addio
3. Endless Detention
4. Paninaro
5. Ice Capades
6. Chinese Dragons

 

Side B
7. Viper Room
8. Tootsie Rolls
9. North Korea
10. Take It On The Chin
11. L.E.N.D.O.R.M.I.N.
12. Off My Tree


lunedì 21 settembre 2020

Proton Packs - Paradox

 

Paradox è il nuovo album dei senesi Proton Packs, band Ecto-Punk come amano definirsi, in attività già dal 2005. Le influenze della band sono Ramones, Misfits e Lillingtons giusto per darvi delle coordinate e in più in diversi pezzi personalmente ho trovato qualcosa anche di Gamits. Questo è il loro quarto full length uscito dopo il precedente “Conspiracy ‘66” del 2017 di cui trovate la nostra recensione proprio qui. Lo stile della band rimane invariato, la scrittura dei pezzi ricalca le atmosfere care al gruppo: fantascienza, viaggi nel tempo e nello spazio, universi paralleli, matematici pazzi e mostri da cui fuggire.  Quattordici pezzi suonati e arrangiati come si deve, una linea melodica avvolgente e un ritmo che ti fa muovere su e giù come pochi altri. Testi divertenti, avventure che tutti quanti vorremmo vivere e poter cantare nelle nostri canzoni fanno di questo disco una vera chicca da avere nella vostra collezione. Tutti i pezzi sono divertenti e filano via uno dopo l’altro come un’astronave che sfreccia tra le stelle. I miei preferiti sono la title-track “Paradox”, “Three Holes In My Head” cantata con Chris dei Mugwumps, “Beware Of The Spiral Shape” e “Retrofuture” con un intro super anni ’80 che richiama le atmosfere di serie Tv come Stranger Things. Da segnalare anche la bellissima copertina a cura dell’illustratore Dario Maggiore, assoluto punto di riferimento per tutta la segna DIY. Il disco è fuori in vinile grazie a Mom’s Basement Records (USA) e in cd grazie a Bad Man Records (IT). Non fatevelo scappare, sarebbe un paradosso!

 

Tracklist:

1)      Retrofuture

2)      Man With The Eyepatch

3)      Mistery Zone

4)      Enigma Machine

5)      Lucy In The Sky With Diagrams

6)      802.701

7)      Tentacle!

8)      Paradox

9)      Three Holes In My Head

10)   Beware Of The Spiral Shape

11)   Business As Unusual

12)   Parallel Guy

13)   Deadly Eye

14)   Continuum


sabato 5 settembre 2020

The Manges - Endless Detention / Ramones At Lollapalooza

 

Questo fantastico 7” è il giusto aperitivo in attesa del piatto forte della casa. I Manges da cuochi esperti quali sono, sfornano questi due pezzi come anteprima dell’attesissimo nuovo disco dall’enigmatico titolo “Punk Rock Addio” in uscita per il prossimo 25 Settembre. Sul lato A troviamo “Endless Detention”che è il vero primo singolo del nuovo album in arrivo a fine mese. Brano nel classico stile della band Spezzina con tanto di sfumatura finale che ci riporta negli album degli anni 80’ dei Ramones, assoluto riferimento per i Manges che ne sono i degni eredi. “Ramones At Lollapalooza” è un b-side di alto livello che ci fa muovere il piedino su e giù a ritmo del ritornello che ci rimane appiccicato in testa in un attimo già dal primo ascolto. Questo è un piccolo gioiellino che tutti i fans della band devono avere nella propria collezione, così come tutti i fanatici dei Ramones e gli amanti del punk rock. Il disco è fuori per Striped Records, non lasciatevelo sfuggire!

 

Tracklist:

Side A - Endless Detention

Side B - Ramones At Lollapalooza


giovedì 3 settembre 2020

Stinking Polecats – s/t

 

Un ritorno inatteso ma che ci riempie di gioia, quello degli Stinking Polecats che a distanza di quindici anni da “Broken”, la loro ultima uscita discografica, tornano con questo EP su 7”. La storica band piacentina nata nel 1996 e scioltasi nel 2007 con la nascita dei Tough, è stata un importante punto di riferimento per tutta la scena punk rock italiana di quegli anni suonando ovunque in tutta Europa e condividendo i palchi e gli split con tantissime band notevoli sia italiane che straniere. Ad aprire le danze di questo nuovo EP ci pensa la bellissima “What Do You Do” accompagnata da un video promozionale che ne ha annunciato l’uscita verso la metà di giugno. Non ci può essere ritorno migliore. Il pezzo che strizza l’occhio ai ritmi più rock’n’roll cantato da Miccetta, ci rapisce subito con il suo ritornello sing-alone che ci rimane appiccicato in testa già dopo il primo ascolto. “Monday” che apre il lato B del disco ci spettina già dalla prima rullata di Davide e ci fa muovere il piedino su e giù mentre cantiamo a squarciagola insieme a Chris, che questa volta ne è la voce principale. In chiusura troviamo la travolgente e struggente pop-punk song “Perspective” cantata da Simone. I pezzi suonano tutti alla grande, sono ben arrangiati e hanno la botta giusta, quella che ogni buon disco punk-rock deve avere per essere tale. L’alternanza delle voci è un fattore positivo in più che valorizza il risultato finale e complessivo della proposta musicale da parte di questa band. Il tempo è passato ma la pacca è rimasta immutata e questo nuovo EP ci fa ben sperare per un’imminente uscita di un album e di un ritorno anche live da parte del gruppo. Noi non vediamo l’ora di poter tornare a cantare la colonna sonora della nostra giovinezza ancora una volta insieme sotto qualche palco. Intanto ci gustiamo questi tre pezzi usciti grazie a Moms Basement Records (USA), BadMan Records (IT) ed El Topo Records (IT).

 

Tracklist:

A1) What Do You Do

B2) Monday

B3) Perspective


sabato 18 luglio 2020

7pollici di carta numero dodici


Ben ritrovati amici di 7pollici, la vostra fanzina su A4 preferita torna dopo un anno di pausa con questo nuovo numero dodici, per tutti gli amanti della buona musica e delle autoproduzioni in generale. 7pollici sostiene da sempre chi si sporca le mani per farsi le cose da solo in qualsiasi ambito, proprio come facciamo noi da sempre. Questo numero lo vogliamo dedicare a chi si batte quotidianamente per la difesa dei diritti. Partendo dalla foto di copertina a cura del fotografo e video maker Stefano Muchetti, che ha ritratto i giovani partecipanti alla manifestazione cremonese aderente al movimento Black Lives Matter, nato negli Stati Uniti e sviluppatosi ormai in tutto il mondo. Anche noi vogliamo aderire a questo cambiamento. Sulle pagine di questo numero troverete infatti un’intervista a cui teniamo molto. Il poliedrico Johnny Mox ci parla della sua ultima produzione musicale, di come ha passato a casa il lockdown e del suo progetto musicale “Stregoni” che ben si allinea con le rivendicazioni del movimento BLM. All’interno di questo numero siamo ancora orgogliosi di ospitare il fumettista Riccardo Ronchi ideatore dei Fumetti Sbagliati che ci propone una vignetta sul tema di questo numero. Per quanto riguarda la parte prettamente musicale, potete leggere la recensione di “Big Sleeper”il fantastico disco d’esordio della band inglese In Technicolour che ci spettina a suon di stoner rock e una selezione di imperdibili uscite in 45 giri. Ora non mi resta che augurarvi una buona lettura e invitarvi a supportare con l’acquisto in vinili di gruppi ed etichette che nel nostro Bel Paese si sbattono un sacco per stampare la propria musica ancora in questo fantastico formato, specialmente in questo periodo.  
A risentirci al prossimo numero in un mondo migliore. Gabba gabba hey!

Il numero dodici di 7pollici di carta lo puoi scaricare qui: shorturl.at/myLU7

Lo stampi, lo pieghi e lo leggi dove vuoi.


Zet

giovedì 16 luglio 2020

Intervista a Johnny Mox


Anteprima del nuovo numero di 7pollici di carta in uscita nei prossimi giorni. Ringraziamo Johnny Mox per la disponibilità e le parole importanti che ci ha scritto rispondendo alle nostre domande. Vi auguriamo una buona lettura. 7pollici di carta numero dodici coming soon…


1) Ciao Johnny, benvenuto sulle pagine di 7pollici di carta. Musicista, giornalista, agitatore culturale, osservatore attento, sei tutto questo e tanto altro. Presentati ai nostri lettori.

Ho cominciato con il rap. Poi mi sono avvicinato progressivamente a tutti gli strumenti. Ho suonato la batteria, la chitarra, il piano, la tromba in varie formazioni. Nel 2008 quando ero negli Usa ho fatto partire il mio progetto solista legato all'utilizzo dei loop e ad una personale reinterpretazione del gospel. Negli anni ho avuto la fortuna di collaborare con tanti musicisti diversi che hanno fatto parte della mia band (Moxters of the Universe). Dal 2016 assieme ad Above the Tree ho un progetto, Stregoni, una meta-band che si occupa esclusivamente di Immigrazione.

2) Siamo rimasti piacevolmente colpiti dall’uscita di “Spiritual Void”, il tuo ultimo disco registrato in maniera non convenzionale e accompagnato da un video stupendo che dà voce al nostro pianeta messo decisamente male. Ce ne vuoi parlare?

E' un disco particolare, una sola traccia di 16 minuti, composta nei boschi attorno a casa mia utilizzando una app che permette di registrare i loop. E' una lunga suite esclusivamente vocale con strati di voci che ripeto ossessivamente la parola "Help".
Ci ho lavorato un inverno intero: è una riflessione sull'eterno rapporto di interdipendenza tra uomo, natura e spiritualità. Non è la natura a chiedere aiuto: la natura, come si vede chiaramente nel video è spietata, bellissima e in continuo mutamento. L'ambiente sopravviverà alla sete di dominio umano. Gli uomini invece devono cambiare il loro rapporto con la competizione, devono riscoprire che vulnerabilità significa interdipendenza.



3) Come hai passato il periodo di lockdown, ti è servito per comporre e scrivere musica? Come la vedi la ripresa e quali saranno i tuoi progetti futuri?

Non sono riuscito a fare niente per due mesi. Ho bisogno di passare attraverso le cose per riuscire a raccontarle. Non ho fatto dirette streaming nè canzoni sulla quarantena ma ho messo su una "band" con mio figlio Giona alla "batteria". E' stato un periodo prezioso di grande riflessione e da qualche tempo la musica è tornata. Se tutto va bene entro l'estate registrerò i pezzi nuovi.
La ripresa la vedo necessaria e credo che per i circuiti più piccoli dovrebbe essere un'occasione per rilanciare, per essere più ambiziosi. Non credo ci sia nessuno che avrebbe problemi a fare un doppio liveset alle 21 e alle 23.


4) Cosa ne pensi del movimento spontaneo Black Lives Matter nato negli USA e sviluppatosi in tutto il mondo? Tu da anni porti avanti un progetto musicale con migranti che si chiama Stregoni, ce ne vuoi parlare? Cosa può fare la musica per migliorare la situazione?


Quando ho saputo della morte di George Floyd ho pensato che l'ondata di rivolte sarebbe rimasta confinata in Usa. La ritenevo l'ennesima segno del progressivo declino della sfera dell'influenza americana sulla cultura occidentale. Mi sbagliavo.
Il movimento è importantissimo non fraintendermi, ma in Europa abbiamo una situazione di fragilità estrema che avrebbe bisogno di un vero movimento continentale. Nel mediterraneo sono morte migliaia di persone negli ultimi 10 anni, senza contare la vergogna del caporalato. Non è vero, come si dice in questi giorni, che nessuno si inginocchia per loro: ma è evidente che sul tema dell'immigrazione si è giocata una partita politica miope e cinica.
Con Stregoni abbiamo cercato costantemente di rappresentare e fare emergere il punto di vista dei migranti cercando di creare un luogo aperto di confronto che sfidasse i confini della band. In tre anni abbiamo suonato con 5000 richiedenti asilo. La musica ha il potere di ridurre lo spazio tra le persone ma odio quando le si chiede di trovare soluzioni o indicare una strada. La musica è lo specchio di quello che succede.  Sai qual è una delle colonne sonore delle rivolte BLM in Usa? "Dior" del rapper Pop Smoke assassinato a febbraio a Los Angeles.



lunedì 25 maggio 2020

Rope – Crimson Youth


I Rope sono una nuovissima band torinese con ex componenti di band come Tutti i Colori del Buio e Ponches (che amavamo molto). Suonano punk misto al noise e al grunge con SubPop, Dischord e SST nelle orecchie. Torino ha sempre spaccato dal punto di vista delle proposte musicali e anche questa volta non ci delude. Crimson Youth è un disco hardcore fatto come si deve, sudato, urlato e di impatto. Il riferimento principale è una band italiana che ha fatto la storia del genere anche se cantava in italiano, ovvero La Crisi. Riff di chitarra potenti, cambi di ritmo improvvisi, un cantato urlato ma mai troppo sforzato fanno di questo disco gli ingredienti principali. “No More Chanche?” apre egregiamente il disco e ci da subito le coordinate, mentre “The Crimson Youth” dai continui cambi di ritmo è una mitragliatrice che ci spara milioni di proiettili inarrestabili addosso. “4 AM And Still Here” è un capolavoro hardcore che ci riporta agli OFF! così come la successiva e velocissima “New But Still Lone Rider”. Il disco fila via veloce e ci fa saltare e cantare a squarciagola pezzi come “About The Differences Between You And A Dog” e “Trust No One And You Will Never”. I Rope hanno tutte le carte in tavola per giocarsela alla grande e fare davvero bene. Questo è un disco d’esordio che ci piace tantissimo ed è fuori grazie alle italianissime etichette SonatineProduzioni, Nothing Left Records, Youth Of Today Records, No Reason Records, Fresh Outbreak Records e Mother Ship.



Tracklist:

1)      No More Chance?

2)      The Crimson Youth

3)      4 AM And Still Here

4)      New But Still Lone Rider

5)      Waiting For Myself Not So Patiently

6)      Choking Adults

7)      About The Differences Between You And A Dog

8)      Trust No One And You Will Never

9)       We Are The Lads

venerdì 22 maggio 2020

In Technicolour - Big Sleeper


Big Sleeper il debut album della band In Technicolour si apre con il riff in drop D di un pezzo come “Miami Funk”, che di funk ha ben poco e tantomeno richiama sonorità tipiche di South Beach o di spiagge assolate e di gente in costume. Non lasciatevi ingannare dalla copertina dai colori sgargianti, dalla piscina e dagli ombrelloni. Questo è un bel disco peso e non c’è biglietto da visita migliore per intraprendere questo viaggio. Lasciate a casa ogni speranza, ma non il costume perché suderete. Nove tracce di stoner rock e non solo a cura di una delle band più interessanti dal sud del Regno Unito. “Under The Sun” con la sua marcetta marcia che strizza l’occhio a un ritornello pop ci accompagna mano nella mano per non farci temere il peggio perchè poi arrivano pezzi come “Shaker” e “Big Sleeper” pronti a prenderci a schiaffi per bene. Con “Gallonman” e la sua rullata dritta in faccia veniamo trascinati nel turbine mentre con “Doomer”, che già fa paura dal nome ed è la traccia più bella dell’intero album, ci lasciamo completamente andare a un ballo frenetico e oscuro.  Lend Me A Crushed Ear” ci fa prendere fiato con il suo groove imponente mentre con “Slow Moth” che è una ballad desert rock dilatata come il Texas viaggiamo senza fare un passo da casa. “Tortoise” l’ultima traccia del disco è un pezzo di dieci minuti di ambient rock dal riff di chitarra ipnotico, che ci tiene appiccicati allo stereo fino alla fine e con la bocca aperta. Se vi volete bene, non dovete assolutamente perdere questo disco. Questa band di Brighton ci sa fare e lo fa alla grande.  I riferimenti sono band come Queens of the Stone Age, Kyuss and Karma to Burn. Roba grossa insomma. Il vinile è fuori grazie a Big Scary Monsters (UK) and Art As Catharsis (AU).



Tracklist:

1) Miami Funk

2) Under The Sun

3) Shaker

4) Big Sleeper

5) Gallonman

6) Doomer

7) Lend Me A Crushed Ear

8) Slow Moth

9) Tortoise

lunedì 13 aprile 2020

Riccobellis – Battlestar Galactica


I Riccobellis sono tornati con “Battlestar Galactica” il loro terzo album uscito per Monster Zero assoluta garanzia in ambito punk-rock di scuola Ramones. Le coordinate per questa fantastica band sono state sempre queste, fin dall’inizio della loro entusiasmante storia. Dieci anni fa recensivamo sul nostro blog proprio la loro prima uscita, un 7” che ci aveva subito colpito per la qualità della proposta musicale e la freschezza con cui ci veniva sparata in faccia. Da allora abbiamo sempre seguito con passione questo trio punk rock bresciano. Ad aprire le danze di questo nuovo “Battlestar Galactica” ci pensa la title track del disco, un pezzo che ci fa subito prendere bene e ci fa muovere la testa su e giù. Si prosegue con una serie di mine che ti arrivano veloci addosso come un raggio laser (vedi “Crazy Molly” e “Murder On Avenue A”) . Così come ci hanno particolarmente colpito pezzi come la bellissima “Drunk e Drugs”, “I Don’t Wanna Go In A Psycho Therapy”, “The Night Of The Living Dead” per i loro ritornelli e le melodie che ti rimangono appiccicate in testa fin dal primo ascolto. Il disco ci prende bene fino alla fine con la sing-alone “You’re The Reason” e il tributo ai quattro fratellini di  Forest Hills con “Born To Die In Berlin”. Quattordici tracce suonate con passione, belle tirate e arrangiate con riff e coretti sempre azzeccati fanno di questo un ottimo disco che non dovete lasciarvi scappare.



Tracklist:

1. Battlestar Galactica
2. Crazy Molly
3. Murder On Avenue A
4. Lost In Tokyo
5. Drunk & Drugs
6. I Know What You Did Last Summer
7. Forever Holiday
8. I Remember You
9. Without You
10. I Don't Wanna Go In A Psycho Therapy
11. The Night Of The Living Dead
12. Alone Tonight
13. You're The Reason
14. Born To Die In Berlin

martedì 17 marzo 2020

Xabier Iriondo e Snare Drum Exorcism - TIERRA / MAREE


Il 13 marzo è uscito TIERRA / MAREE, lo split tra Xabier Iriondo (chitarrista di Afterhours, BUÑUEL e Pleiadees) e Franz Valente (batterista de Il teatro degli orrori, BUÑUEL, One Dimensional Man e LUME). I due musicisti si cimentano, ognuno con il proprio progetto, in due lunghe suite musicalmente dedicate alla sperimentazione: Tierra in cui Xabier Iriondo suona il suo Mahai Metak e Maree per lo Snare Drum Exorcism di Franz Valente. In Mosaique, invece, possiamo ascoltare la commistione delle improvvisazioni di entrambe le menti creative. TIERRA / MAREE è disco di pura improvvisazione e sperimentazione sonora, in cui i due artisti suonano strumenti auto costruiti e strumenti tradizionali in maniera non convenzionale. Il lavoro si compone di un unico brano sul lato A intitolato "TIERRA" in cui Xabier Iriondo suona il suo Mahai Metak. Registrato, mixato e masterizzato dallo stesso artista, la cover è opera di Annapaola Martin e le grafiche di Mirko Spino. Sul lato B sono incisi "MAREE" e "MOSAIQUE" due brani di Snare Drum Exorcism. Il primo è suonato interamente da Franz Valente, registrato presso Lesder Studio e masterizzato da Simone Castellan presso The Basement Studio. Il secondo è suonato da Franz Valente e Xabier Iriondo, registrato e masterizzato presso Zulogorria Studio da Xabier Iriondo e l'artwork è opera dello stesso Franz Valente. XABIER IRIONDO e’ il deus-ex-machina di alcuni dei progetti musicali più avventurosi che siano stati concepiti negli ultimi 20 anni in Italia, chitarrista di Afterhours, BUNUEL e Pleiadees nonché manipolatore sonoro di progetti come Tasaday, A Short Apnea ed Uncode Duello.
TIERRA è il suo primo lavoro in solo con il Mahai Metak, cordofono auto costruito a 10 corde con il quale crea un caleidoscopico metalinguaggio di suoni e sfumature che sfiorano a tratti il silenzio a tratti il rumore, in cui il gesto creativo ha origine nella costruzione dello strumento e si protrae nella manipolazione calda delle sue possibilità.
SNARE DRUM EXORCISM Nasce da un idea di Franz Valente, già batterista killer ed artefice di potentissime band: BUNUEL, il Teatro degli Orrori. Quando non indossa le vesti di One Dimensional Man, è la mente creativa di LUME band psych-pop di ispirazione punk.
Snare Drum Exorcism E’ un progetto musicale che esplora i confini tra performance ed esperienza sonora, E’ un lavoro di ricerca, volto ad unire l’aspetto selvaggio e diretto dell’esperienza rock, post punk e noise, con quello imprevedibile ed astratto della musica sperimentale elettroacustica.
MAREE è un viaggio emozionale dove dimensioni caotiche e fendenti rumoristici si sciolgono in liquide divagazioni psichedeliche. Vuole rappresentare l’incessante successione dinamica tra ‘memorie’ e ‘presenze’ che si sovrappongono in una melodica periodicità. Le sonorità sono state create mediante l' audace sperimentazione ritmica e timbrica su rullanti suonati in maniera non convenzionale, su strumenti atipici come le percussioni di metallo e un meccanismo costruito con aste di metallo, molle e altri accessori che consentono riverberi metallici ed effetti spettrali. L ’azione e il movimento su di essi sono volti ad unire in un solo strumento - quello percussivo - la meccanica e la funzionalità di questi materiali. Puri utensili per una psichedelia industriale, creando una mappatura nell'universo meccanico e percussivo. Lo split è fuori grazie alla collaborazione di Dio Drone, Dischi Bervisti, True Bypass, Wallace Records.



Tracklist:

1)      Xabier Iriondo – Tierra

2)      Snare Drum Exorcism – Maree

3)      Snare Drum Exorcism e Xabier Iriondo - Mosaique

lunedì 2 marzo 2020

The Livermores – s/t


I Livermores sono un trio punk rock di Ancona attivo dal 2016 che suona con i Ramones nel cuore e questo è il loro primo LP, uscito dopo una serie di partecipazioni a diverse compilation, un EP e un singolo d’esordio. Tre accordi e via, ritmi serrati, melodie poppeggianti che ti rimangono in testa per molto e coretti messi al punto giusto fanno di questo lavoro un ottimo disco. La missione dichiarata è semplice e chiara per tutti: arrivare dritti e veloci al punto,  attenersi alle regole stilistiche del punk rock e non fare prigionieri. La truppa Livermores in questo è molto brava e riceverà sicuramente una medaglia d’onore. Il disco è molto bello, i tredici pezzi girano bene e sono assolutamente ben suonati. Segnatevi questo nome perché saranno sicuramente uno dei gruppi del nostro Bel Paese a girare di più e a far vittime nel genere. Un applauso a questi tre ragazzi che con assoluta semplicità hanno sfornato un disco assolutamente ben fatto che non ha niente da invidiare ai padri fondatori del genere e a tutti i suoi adepti contemporanei.  Questo bel discone rosa è fuori grazie a un trio di etichette punk rock davvero interessanti: Mom's Basement (USA), I Buy Records (Italy) e Commando Records (Italy). Second verse, same as the first!



Tracklist:

1)      Copacabana

2)      I love her (she don’t care)

3)      P.P. is a spy

4)      Who killed F.P.?

5)      The reunione

6)      2nd chance

7)      Bay California

8)      48’s

9)      Easter Island H.E.A.D.

10)   G.K. Commando

11)   Summer 16

12)   C.I.A.

13)   The sixth rule

domenica 1 marzo 2020

The Love Supreme - A shade of yellow very close to the gold album


I The Love Supreme sono 5 amici sparsi in giro per l’Italia che hanno deciso di iniziare a suonare insieme come succede più o meno sempre. Questa però è una super band formata da membri di Die Abete, Cayman The Animal, Bennett, Tutti I Colori Del Buio, Rope, Chambers, Six Feet Tall, ovvero alcuni dei gruppi punk hardcore più interessanti nel panorama italiano. Questo nuovo progetto si caratterizza per le due voci sempre presenti, che si intrecciano ricamando delle melodie potenti e graffianti insieme ad arrangiamenti ben fatti e ben suonati. “A shade of yellow very closeto the gold album” dei The Love Supreme è un disco d’esordio di sette tracce che scorrono veloci una via l’altra. Appena metterete giù la puntina del giradischi su questo bellissimo vinilone prenderete una bella botta di energia e verrete travolti da questi pezzi velocissimi. Lasciatevi trasportare e non ve ne pentirete.  Il vinile giallo one side serigrafato e illustrato da Gigi Fagni ed è fuori per To Lose La Track e ShoveRecords due delle etichette italiane più attive nel panorama indipendente e assolute garanzie di qualità. Non lasciatevelo sfuggire!



Tracklist:

1)      Scalford Rain

2)      Cospea chainsaw massacre

3)      The age of Talparius

4)      About the chanches

5)      Beware, he’s a prick

6)      An albatross

7)      El cajon

venerdì 28 febbraio 2020

Huntingtons – ¡Muerto, Carcel, O Rocanrol!


Gli Huntingtons sono tornati e lo fanno alla grande! La band di Baltimora attiva dal 1993 al 2005, riformatasi poi nel 2009 è ormai diventata un punto di riferimento nella scena punk-rock mondiale in quanto apprezzata e amata in ogni dove e a ogni latitudine. Questo loro nuovo “Muerto, Carcel o Rocanrol” è l’ottavo LP pubblicato, il primo dopo quasi diciassette anni di silenzio in studio. Il gruppo è tornato anche grazie all’etichetta Monster Zero Records, capitanata da Kevin Aper assoluto guru e rappresentante del punk-rock europeo che ha creduto ancora in loro. Questo disco fin dal titolo rappresenta il passato, il presente e il futuro della band che ha rischiato di non esistere più ma fortunatamente per noi è tornata e fa quello che gli piace di più, ovvero suonare quello che ama ancora più veloce, con ancora più attitudine, quando vuole e dove vuole. I Ramones sono sempre nel cuore, così come i piccoli locali e tutte le persone che in giro per il mondo li hanno ospitato in tutti questi anni di attività e concerti.  Tre accordi, bel tiro, melodie, coretti e gli ingredienti per un bel disco ci sono tutti. Riffettoni di chitarra potenti al limite del metal come in “The Slammer” dove troviamo una citazione di “The Trooper” degli Iron Maiden, ritornelli ipnotici che ti rimangono in tesa come in “Be With You”, splendidi pezzi come “To Old to Care”, “Liar” o il finalone “I Don’t Wanna Die Alone”  fanno di questo disco un ottimo acquisto per tutti i fan della band ma anche per tutti i nuovi giovani punkers alla ricerca di buona musica.



Tracklist:

A1
Too Old To Care
A2
I Am The Liquor
A3
The Slammer
A4
Innocent
A5
Dead Wrong
A6
Not Penny's Boat
A7
Thank God For The Bomb
B1
Things Are Gonna Get Better
B2
You Don't Have To Go
B3
Say Hi To Your Mom For Me
B4
Bottom Of The Bottle
B5
Be With You
B6
Liar
B7
I Don't Wanna Die Alone

giovedì 27 febbraio 2020

Maladroit – Steven Island


I Maladroit sono un gruppo punk rock parigino attivo da ormai più di dieci anni e riconosciuto come una delle band di riferimento in Francia per il genere. Tre accordi di scuola Ramones, melodie appiccicose, riff potenti e delle voci graffianti fanno gli ingredienti principali di questo gruppo che nel corso degli anni ha prodotto un sacco di materiale tra LP, EP e split. Questo nuovo “Steven Island” è un omaggio al mitico regista Steven Spielberg e a tutto l’immaginario legato ai suoi film. A partire già dalla copertina possiamo trovare infatti riferimenti a pellicole che hanno fatto la storia tra gli anni 80’ e i 90’ come E.T., lo Squalo, Jurassic Park e Indiana Jones. Per chi come me è cresciuto e a vissuto quegli anni e li ricorda con parecchio affetto e un po’ di nostalgia sicuramente questo disco non può che partire già avvantaggiato. Ance per quanto riguarda la parte musicale il parere non può che essere positivo. I quattro pezzi che troviamo nell’EP sono ben fatti e ben suonati. Arrangiamenti curati, voci che si alternano tra loro senza mai stancare e una bella pacca generale fanno di questi pezzi un’ottima produzione punk rock. Nel primo brano “Darwin’s Got Our Back” sembra di sentire gli ultimi Ramones di “Adios Amigos” cantati da CJ e questo ci piace proprio, così come in “Raptor Lover” ci ritroviamo davanti agli Apers dei primi dischi, mentre in “Exploration Team” il suono si fa più personale per finire con lo stand-alone finale “Communication Fuck Up”. Il disco è fuori per Monster Zero Records una garanzia di qualità per tutti gli amanti del punk rock.



1)      Darwin’s Got Our Back

2)      Raptor Lover

3)      Exploration Team

4)      Communication Fuck Up