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venerdì 20 agosto 2021

A Great Pile of Leaves – Pono

 

Finalmente qualcosa di fresco in quest’ estate bollente grazie ai A Great Pile of Leaves. La band di Brooklyn infatti con il suo nuovo disco “Pono” ci regala un delizioso ascolto emo/math come pochi ne abbiamo ascoltati ultimamente. Per chi non la conoscesse la band nasce nel 2007 inizialmente formata da Pete Weiland e Tyler Soucy. Fin da subito le loro coordinate sono un indie-rock anni ’90. Successivamente il duo diventa un power-trio grazie all’ingresso di Tucker Yaro che porterà alla scrittura e alla composizione del primo disco “Have You Seen My PrefrontalCortex?” uscito in digitale nel 2010. Dopo il successo del primo disco nel 2013 il gruppo firma per la Topshelf Records, assoluto sinonimo di qualità ed etichetta riconosciuta come una delle migliori nel genere, per l’uscita del secondo LP “You’re Always On My Mind”. Il disco esordisce nella classifica di Billabord e riceve fin da subito ottime recensioni dalla critica specializzata. Questo terzo disco è stato registrato principalmente in casa, senza fretta e con i ritmi pacati che piacciono ai componenti della band. “Pono” esce infatti otto anni dopo il precedente album e il suo percorso lento e tranquillo emerge dall’ascolto, trasmettendo a chi ne fruisce una sensazione di appagamento e di relax. I dieci brani scorrono via veloce, uno dopo l’altro, grazie a degli arrangiamenti ben curati e a delle melodie soffici e accoglienti. Il disco è appena uscito in digitale su tutte le piattaforme ma è già in preorder sul sito di Topshelf che ne propone una seconda ristampa. La prima è volata via, non fatevi scappare anche questa. Vogliatevi bene, ascoltate gli A Great Pile of Leaves, aggiungete “Pono” alla vostra collezione.

 

Tracklist:

1)      Yesterday’s Clothes

2)      Hit Reset

3)      Beat Up Shoes

4)      Waiting for Your Love

5)      Halloween

6)      Kitchen Concert

7)      Swimmer

8)      Water Cycle

9)      Writing Untensils

10)   Simple Pleasures


mercoledì 10 luglio 2019

Holding Patterns – Endless


Gli Holding Patterns sono Jim chitarra e voce, Ian basso e voce, Oli batteria e voce; vengono dall’Inghilterra e fino al 2014 erano 3/5 dei Crash Of Rhinos (cinque voci, due chitarre, due bassi e una batteria) band di riferimento assoluto per quanto riguarda il genere emo, math e post-hardcore degli ultimi anni. “Knots” uscito nel 2013 è stato per anni il mio disco preferito dell’anno. Probabilmente fino a questa primavera, quando è uscito questo primo lavoro “Endless” con questa nuova formazione. Lo stile fortunatamente è rimasto invariato e gli arrangiamenti curati nei minimi dettagli sia dal punto di vista musicale che vocale fanno di questo lavoro l’ennesimo capolavoro firmato da questi musicisti. Insomma cambia la pelle, ma l’anima e il cuore rimangono sempre gli stessi e a noi piace così. Le canzoni che compongono questo disco scorrono via veloci proponendo all’orecchio dell’ascoltatore sonorità e atmosfere sempre diverse, sia tra un pezzo e l’altro, che all’interno del brano stesso. Il ritmo cambia repentinamente, le voci si susseguono veloci una perfettamente legata all’altra, stacchi continui di riff impetuosi e melodie avvolgenti. Si passa dalle più veloci come i primi singoli usciti “At Speed”, “Dust” alle più dilatate e introduttive “Glow”, “Pyre” o la title track “Endless” o alle riflessive come “This Shot Will Ring” e “House Fire”.  Le emozioni e le sensazioni che scaturiscono i pezzi di questo disco sono uniche e speciali, da custodire gelosamente nelle vostre cuffiette mentre state correndo o da sparare a manetta sotto la puntina del vostro giradischi fino alla fine. Ascoltando “Endless” vi verrà voglia di cantare, ballare, saltare, sorridere, fermarvi per poi ripartire, guardarvi indietro e poi sicuri correre ancora più veloci in avanti senza smettere mai. Non sarete mai soli, le voci calde e il ritmo sicuro e deciso di questi musicisti speciali e raffinati vi accompagnerà e non vi sentirete mai persi. Questo è un disco che vi farà stare bene.
In Italia “Endless” è fuori in doppio vinile colorato grazie alla casa delle emozioni To Lose La Track che li porta live all’Italian Party 2019 a Umbertide (PG) il 20 Maggio, mentre in UK è uscito per Vested Interest e in Jappone per Stiff Slack. Non fatevelo scappare, il loro precedente “Knots” è già una pietra miliare ed è introvabile, questo lo sarà altrettanto.

 

 

Side A

1)      Glow

2)      At Speed

3)      First Responder

4)      Centered At Zero

 

Side B

1)      No Accident

2)      Pyre

3)      Dust

 

Side C

1)      This Shot Will Ring

2)      Endless

3)      House Fire

 

Side D

1)      Long Dead

2)      Momentarily

domenica 31 marzo 2019

Lantern – Ancora


A tre anni di distanza dal bellissimo e coinvolgente “Diavoleria”, tornano finalmente a suonare nel mio giradischi i Lantern, una delle band più amate ed osannate dell’underground musicale italiano.

“Ancóra” è il titolo del nuovo album uscito a fine 2018 per un cordata di etichette indipendenti, tra le più agguerrite in ambito screamo/post-hardcore genere di riferimento della band, come To Lose La Track, Coward Records, Flying Kids Records, Controcanti e FattyLiver records.

Nel disco troviamo otto tracce che segnano un ulteriore passo in avanti nel percorso artistico della band. Possiamo infatti trovare uno screamo ragionato, in grado di spaziare da momenti di fragore assoluto ad aperture post-rock, senza trascurare un paio di passaggi di puro ed emozionante spoken word che possono riportare a una versione estremizzata dei Massimo Volume. In questo nuovo disco troviamo i Lantern che abbiamo tanto amato in “Diavoleria” con una consapevolezza maggiore che si denota all’interno delle liriche sempre avvolgenti e ben urlate, così come negli arrangiamenti delle parti strumentali sempre ben dosate. “Ancóra” è un disco da avere assolutamente se amate il genere perché come i Lantern solo pochi altri ce ne sono qui da noi.





Tracklist:



Side A

1) In cambio di una pistola parte 1

2) In cambio di una pistola parte 2

3) Cimitero

4) Nube purpurea



Side B

1) Semaforo blu segnale per altre partenze

2) Dalla parte sbagliata di un telescopio

3) E. Fermi tutti!

4) A14 blues

mercoledì 6 marzo 2019

Riviera – Contrasto


I Riviera sono finalmente tornati e lo fanno alla grande, con questo bellissimo ed entusiasmante “Contrasto” uscito dopo il successo del precedente disco omonimo uscito nel 2014. Le sonorità punk/emo che caratterizzano la band si confermano e se possibile si migliorano in arrangiamenti e costruzione delle canzoni ancora migliori di prima. Otto pezzi suonati come si deve e urlati che arrivano diretti all’ascoltatore. Tormentoni che ti si appiccicano in testa e non ti mollano più. Melodie travolgenti e un’energia che pochi altri possono vantare in Italia. Uno stile unico e travolgente vi faranno amare questo disco già dal primo ascolto. I cinque romagnoli ci sanno davvero fare e non vi deluderanno, se li avete amati in precedenza continuerete a farlo senza alcun dubbio. Questo disco sarà la vostra colonna sonora per i prossimi mesi, ne sono più che certo. “Contrasto” è pieno zeppo di emozioni come una caduta in bicicletta è fuori in vinile grazie alla casa delle emozioni To Lose La Track. 

Tracklist:

1)      Lava
2)      Bronte
3)      Scogli
4)      Michele in bici
5)      Giaguaro
6)      Rodeo
7)      Terrazzo
8)      Disordine

domenica 28 gennaio 2018

Verme – (RIP)


I Verme sono uno di quei gruppi che appartengono alla leggenda, un po’ come Falkor il FortunaDrago della Storia Infinita o come il caschetto arrogante di Fantaghirò. Quelle cose li che tutti conoscono e che tutti amano alla follia. Nati nel 2009 e morti la notte del 22/12/2012 in un concerto epico al Lo Fi di Milano, sono stati e saranno per sempre i paladini indiscussi dell’emo in Italia e per tutti gli appassionati e amanti del genere. Giacomo, Tommaso, Jacopo, Viole nel corso dei loro anni come Verme, ci hanno deliziati con alcune uscite ormai introvabili e rarissime. In ordine cronologico ricordiamo “Un verme resta un verme” (audiocasetta – 2010), “Vai verme vai” (audiocassetta – 2010), “Bad verme” (7” – 2011), “Vermica” (raccolta in cd delle precedenti uscite – 2011) e lo Splittone Paura (LP – 2012). Tutti dischi già sold-out da tempo. Ora grazie a un vero feticista dei dischi (come noi e tanti di voi immagino!), il buon Luca Benni di To Lose La Track, finalmente esce (RIP) la discografia completa dei Verme su vinile. Le bellissime stampe che accompagnano l’uscita sono invece a cura di Legno e alle grafiche di Jacopo e di Tommaso. Le fototessere che vi troverete all’interno sono del 2012 e il disco è uscito in edizione limitata a 300 copie. Fatelo vostro, mettetelo sul giradischi, abbassate la puntina e cantate a squarciagola come se non ci fosse un domani che tanto…”questo posto fa cagare”.


Tracklist:

Side A
A1 La Semplicità Della Montagna
A2 La Complessità Del Mare
A3 Piombo
A4 Ossimoro
A5 Coglione
A6 Figlio

Side B
B1 Gatto Gatto Gatto
B2 Risse Risse Risse
B3 Va Tutto Malone
B4 Va Tutto Marchette
B5 L'Inutilità Del Panorama
B6 Lo Squallore Del Tonno

sabato 18 marzo 2017

Fine Before You Came - Il numero sette

Il numero sette è il nuovo disco dei Fine before you came ed è uscito il 28 febbraio 2017 in free download dal loro sito.
La versione in vinile, disponibile dal 15 aprile, è già preordinabile dal sito legno.bigcartel.com

 Il numero sette è uscito come sempre quando nessuno se lo aspettava. Si sapeva dalla loro pagina facebook che i ragazzi avevano registrato qualcosa, ma non si sapeva cosa ne sarebbe uscito e soprattutto quando. Ai Fine before you came piace rimanere un po’ in silenzio, forse anche in disparte e colpire quando sono tutti distratti. La loro comunicazione è così, rapida e precisa come una punizione di Cristiano Ronaldo, guarda caso un numero sette. Anche questo nuovo disco del gruppo di Milano, colonna portante e fondante della musica emo in Italia, è finito in rete. Goal spettacolare. Un goal di quelli che si vedono poco in giro, di quelli che ci piace ricordare minuto per minuto. Questa è una rete corale di tutta la squadra, si vede che è scesa in campo come si deve ed ha esperienza più degli altri.
Attivi dal 1999, i Fine before you came si sono creati nel corso degli anni uno zoccolo duro di affezionati e di fans che aspetta sempre in grazia l’uscita di un loro lavoro in studio. Con assoluta onestà e con comprovata bravura la band è rimasta sempre nel cuori di tutti, anche durante le pause tra un disco e l’altro o un tour e l’altro. Questo filo diretto tra il gruppo e i loro ascoltatori è da sempre il loro vero punto di forza. Nessun filtro, nessun intermediario, è il gruppo stesso che si occupa della divulgazione e della promozione dei propri dischi. Questo alla maggior parte di noi è sempre piaciuto, ce li ha fatti sentire sempre più vicini. Così come le loro canzoni, diventate inni o veri e propri manifesti. Parole da cantare, da leggere, da scrivere e da sentire. Musica non solo per le orecchie, spesso per il cuore. E ancora una volta, anche con questo nuovo disco ci sono riusciti. Ascoltatelo a tutto volume, lasciatevi trasportare, galleggiate tra i testi, chiudete gli occhi e contate fino a sette. 



Tracklist:

1)    Ultimo Giorno
2)    Sequel
3)    Trabocchetti
4)    Come Pecore
5)    Come Alberi
6)    Penultima Notte
      7)  Nonsenso Comune

I ragazzi porteranno questo disco in giro per lo stivale in una manciata di date, centellinate come ormai ci hanno abituato. Segnatevele e andate a sentirveli, che dal vivo meritano e vi faranno star bene.  

 
 

venerdì 17 marzo 2017

Gazebo Penguins - Nebbia

Nebbia è il nuovo attesissimo disco dei Gazebo Penguins e fin qui siamo tutti d'accordo. La copertina è chiara, ma in sostanza Nebbia è la capacità di guardarsi dentro e dare un nome alle cose. Non tutti ci riescono, ci vuole allenamento e una mente lucida, a volte cinica, ma sicuramente sincera. A far scomparire le cose dai nostri occhi siamo capaci un po' tutti, ma riaprirli con chi vogliamo noi solo in pochi ci riescono. Guardarsi in faccia, leggere la mappa e capire dove si è arrivati. Comprendere le persone e il proprio percorso. Questo è il dilemma, questo è il vero sforzo, la vera cima da raggiungere. Tirare le somme: a volte fa un po' male, forse stare così, tra il dolce cullare e il naufragar, ci conviene e a molti di noi poi piace tanto. Soffrire non è utile ma a volte consola rovinarsi il fegato. In questo siamo tutti davvero bravi. Su, non dite bugie, chi più chi meno... Se poi lo scrivi sui borderò e ci guadagni pure, meglio per te. Fuori è tutto confuso, peggio di una fotografia venuta male o di una strada con la nebbia fitta fitta la mattina presto. Non c'è niente che non avrà conseguenze, tanto meno la nebbia. Se tardi ad arrivare comincerò a sparire e oh-u-oh. Questo disco ti risucchia, ti fa suo, nei suoi testi, e nella sua potenza caotica ed è bello così. I Gazebo si confermano ancora una volta una mina sulla faccia in tutto e per tutto e questo disco è la loro giusta evoluzione dopo anni di attività. Punk, Emo, Shoegaze, c'è dentro tutto. La strada acquista un senso. Perdersi nella nebbia non è mai stato così piacevole. E ve lo dice uno che abita al centro della Pianura Padana.

Tracklist:

1) Bismantova
2) Nebbia
3) Febbre
4) Soffrire non è utile
5) scomparire
6) Fuoriporta
7) Porta
8) Atlandide
9) Pioggia

martedì 12 gennaio 2016

Raein – Perpetuum

Recensire un disco a distanza di numerosi mesi dall’uscita, talvolta, può rivelarsi una mossa azzeccata o quantomeno onesta. Sì, perché Perpetuum, l’ultima fatica autoprodotta dei veterani Raein, ha debuttato in digitale sul finire della primavera 2015 per poi essere stampato in vinile nel successivo giugno e, devo ammetterlo, sulle prime non mi aveva convinto del tutto. Parliamoci chiaro: io apprezzo moltissimo i Raein, sono profondamente legato a “Ogni nuovo inizio” e ho goduto ascoltando “Sulla linea d'orizzonte…”. Ed essendo Perpetuum un ritorno sulle stesse coordinate seguite in precedenza dal gruppo, era impossibile che mi facesse schifo. In realtà, bollarlo dopo qualche ascolto come niente più che un bel compitino è stato un errore grossolano: perché, nonostante il mestiere, il mini-album (poco più di 17 minuti di durata) è più stratificato e intenso di quanto possa sembrare. E soprattutto rimane in testa e ti lascia qualcosa a livello emozionale. Rimane dopo mesi a prenderlo e rimetterlo via più volte. Inoltre ci sono delle differenze sostanziali. La più evidente sta nel cantato meno tagliente e lancinante rispetto al passato ma più corale, ovattato, stratificato. L’alternarsi soft/loud richiama più il post-rock che non il post-hardcore ma, al di là delle etichette, c’è dentro un po’ tutta la loro produzione espressa emozionalmente in modo diverso. Non c’è nulla di innovativo? Beh, non è obbligatorio che ci sia. Io mi sento di affermare tranquillamente che questo disco possa dare il suo contributo come colonna sonora del momento a fare da cornice alle proprie situazioni, specie se si è cultori del genere (ma non per forza). Breve, compatto e al contempo solido, eterogeneo e viscerale. Mi ha ricordato i vecchi tempi, quando lo stesso disco girava per mesi dopo l’acquisto e gli si dava il giusto tempo per crescere, maturare e farlo proprio.



Tracklist

01. Salvia

02. Tutte parole d'amore

03. Drvenik

04. Giovanni Drogo (Requiem)

05. Polline. Pensieri generosi delle donne

06. Senza titolo




Recensione a cura di Andre (andrenirvsonic@gmail.com)

sabato 31 ottobre 2015

Delta Sleep – Twin Galaxies

I Delta Sleep sono quattro ragazzoni che arrivano dall’Inghilterra e suonano emo in maniera esemplare. Twin Galaxies è il loro nuovo album ed è un viaggio all’interno di tutte le loro sfacettature e le anime che compongono la loro creatività. In questo viaggio tra galassie lontate, ma forse non troppo, siamo accompagnati da dieci pezzi eterogenei che ci fanno muovere e prendere bene sia quando incontriamo delle turbolenze e pezzi math rock, sia quando ci lasciamo cullare in momenti più tranquilli e distesi. L’astronave è partita, tutti a bordo. Vi assicuro che il viaggio è davvero una goduria per le vostre orecchie. Twin Galaxies è un disco davvero completo, che rispecchia l’anima di questo fantastico gruppo inglese. Lasciatevi trasportare, davvero. Tra poco passeranno anche nel nostro paese per alcune date. Io fossi in voi non ne perderei l’occasione per vederli anche dal vivo. Il disco è uscito grazie all’inglese Big Scary Monsters e la nostra italianissima To Lose La Track. Io ho avuto la fortuna anche di trovare la versione con disco colorato, una vera chicca! Cosa state aspettando, siete pronti per partire con i Delta Sleep?


Tracklist:
1)    Assemble
2)    21 Letters
3)    Aspetta
4)    Lake Sprinkle Sprankle
5)    Spy Turtles
6)    Spy Dolphin
7)    Daniel Craig Davide
8)    Hungry For Love
9)    Strongthany

sabato 3 ottobre 2015

Intervista ai Do nascimiento


A un anno esatto dalla nostra recensione di Giorgio, intervistiamo i Do nascimento per sentire come stanno. Il gentilissimo Amedeo risponde alle nostre domande.

1. Ciao ragazzi, come state? E’ da un po’ che non vi si sente, cosa state combinando? Siete ancora sparsi per il mondo? 
Amedeo: Ma ciao! Siamo un po sparsi si, io sono a Londra oramai da una miriade di tempo, seba e’ partito per l’indonesia non si capisce bene a cosa fare, meglio non indagare. Rich e’ tornato dall’Australia, e ora anche lui qua Londra, abbiamo fatto la saletta in un sottoscala e stiamo scrivendo assieme il terzo disco degli eat the rabbit. Ale e’a casa.
2. Dopo un anno dall’uscita di “Giorgio” tiratene un po’ le fila. Ne siete soddisfatti quanto a riscontro ottenuto tra recensioni e concerti? Uscita in vinile insieme a “Lampino” per noi hipster col giradischi è stata la manna dal cielo. 
La soddisfazione massima e’ stata vederlo uscire, sono stati due anni difficili, fare un disco quando sei tutti sparsi e’ davvero problematico, poi il tempo a disposizione e’ inversamente proporzionale alla voglia di far le cose bene e concluderle. Senza flying kids noi probabilmente non avremmo fatto nulla e non ha prezzo vederli adesso che finalmente si possono permettere la jacuzzi in giardino grazie alle nostre vemdite. Le recensioni sono state belle e caratteristiche anche se piccole, perche la recensione e’ l’animale piu bello, dopo la donna.
3. A proposito, quando vi potremo ancora ascoltare dal vivo? I vostri fans vogliono tornare a sudare insieme a voi, i vostri concerti gasano una cifra.
A ottobre faremo delle date ma stiamo ancora organizzando siamo in un mezzo pasticcio, son saltate un po di date ma la voglia rimane. Ci diverte molto fare le cover di noi stessi, non vedo l’ora di risuonare un po, sempre che il Seba torni vivo dal’ indonesia. Sul serio cosa e’ andato a fare? Tutti se lo chiedono.
4. Cosa prevede la chiromante per il vostro futuro? Forse un disco, la serie A alla Sampdoria, o di ribeccare “quello stronzo che dice che nulla mai cambia”?
Direi proprio nulla, abbiamo tutti altri progetti e stiamo curando quelli, non so quando riusciermo a fare qualcosa di nuovo, si e’ parlato di uno split con gli Asino, ma cosi una volta al bar ma non saprei. Sicuramente uscira’ qualcos’altro a nome do nascimiento in un futuro, ma non so come dove e quando, alla fine siamo nati come un gruppo “1 pezzo a prova” ed e’ sempre stato cosi, tutto a caso, e il senso della cosa arriva alla fine. Rimaniamo cosi, a caso, quindi chi puo dirlo? Programmare un concerto o un disco sarebbe quasi rovinare questa fantastica aurea di vaneggiamento che ci circonda grazie alla quale e’ rimasta intatta na nostra genuinita’. Ora ti faccio una domanda io, ce li hai 20 euro?

giovedì 1 ottobre 2015

Capra - Sopra la panca

Capra è Gabriele Malavasi, voce e chitarra dei Gazebo Penguins. Sopra la panca è il suo disco solista fatto da dieci pezzi tiratissimi, suonato con i chitarroni che ci piacciono tanto e da tutti i pedali che ha collezzionato da quando ha cominciato a suonare. Capra si è chiuso nella cameretta che di solito lasciava agli ospiti dove ha voluto sperimentare, ascoltare cose nuove e in poco più di un mese ha scritto queste canzoni. Il disco rappresenta al meglio il mondo di Capra, fatto di concerti in giro per l’Italia, persone a cui si vuole bene, animali da accudire, furgoni che ti portano in giro, orti e pane fatto in casa.  Insieme a lui hanno suonato Pier Mattia Bardin (La Piovra, Il Buio) alla batteria, Andrea Suriani (i Cani) alle tastiere, registrato e prodotto da Andrea Sologni (Gazebo Penguins) presso Igloo Audio Factory a Correggio tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015. Il testo di Margherita di Savoia è scritto da Jacopo Lietti dei Fine Before You Came. Insieme hanno prodotto un bel muro di suono che godi ha tirare su il volume dello stereo mentre la puntina gira sul vinile. Accordi grossi e potenti come una montagna, testi brevi e precisi che ti raccontano tutto quello che ti devono raccontare in poche parole. Distorsioni e fuzz che ti sommergono come la neve. Così come deve essere. Così come ci piace. Canzoni che si fanno cantare e imparare a memoria già dal primo ascolto del disco. La voglia e la necessità di muoversi, saltare, urlare e sudare con una chitarra in mano per raccontare quello che ti sta attorno, nella buona e nella cattiva sorte. Questo è quello che potete ascoltare Sopra la panca, e vedrete che vi piacerà. Il disco è uscito grazie a To Lose La Track, Garrincha Dischi e Audioglobe.


Tracklist:

A1. Il lunedì è la domenica del rock
A2. Galline
A3. Diciottenni
A4. Scaletta
A5. Margherita di Savoia

B1. Pierre Menard
B2. La finta non è la fine
B3. Mio padre faceva il fabbro
B4. MLVGRL
B5. Reset

sabato 7 marzo 2015

And So Your Life Is Ruined - S/T

Gli And So Your Life Is Ruined sono un quartetto emo-core/post-rock di quelli che spaccano. Provenienti dalla ridente Rimini con questo loro primo disco, scaricabile in free download qui, edito per V4VRecords, Voice Of The Unheard (Francia) e Lonely Voyage Records (UK) sono stati in grado di attirare l'attenzione su di sé al primo colpo. Questo bellissimo discone, serigrafato su un lato grazie alle splendide grafihe di Errata Disain è un ascolto piacevole e completo. Nonostante la giovane età i quattro ci sanno regalare sei pezzi eterogenei e carichi di svariate sfacettature. Il cantato in italiano completa l'opera con testi semplici ma efficaci che arrivano diretti al punto. Si rimane piacevolmente colpiti dalla musica degli And So Your Life Is Ruined, in grado di spaziare senza troppa difficoltà dall'emo-core a un post-core che in alcuni tratti ricorda gruppi blasonati come Explosions In The Sky. Ascoltate questo disco e andate a vederli dal vivo, non ve ne pentirete. Supportate questo gruppo e amate le loro canzoni.

Tracklist:

1) Berlino
2) Febbraio
3) Cariddi
4) 308 Negra Arroyo Lane
5) Inverno Senza Fuoco
6) Perchè Non Siamo Dove Siete Voi

venerdì 26 dicembre 2014

Riviera – Riviera

Scrivere dei Riviera è un po’ come scrivere di un bel libro. Uno di quelli che ti prende bene fin dalla prima pagina e fino alla fine ti tiene attaccato. I protagonisti sono cinque ragazzi della provincia romagnola e le loro canzoni. Canzoni semplici ma piene di vita, di vissuti e di speranza. La speranza è quella, che pur nella nostra piccolezza stiamo facendo qualcosa di giusto e di speciale. Almeno per noi e per le persone a cui vogliamo bene. Tutti i giorni, questi dannati giorni, stiamo riempiendo le pagine del nostro libro e vogliamo che sia un libro di quelli fighi, dove il protagonista siamo noi, si proprio gente come me o te. E la colonna sonora perfetta ad accompagnare le nostre avventure o disavventure, lo sai è proprio questo disco. Non te lo aspettavi vero? Undici pezzi, proprio come i giocatori della tua squadra del cuore, che ogni domenica scedono in campo nel campionato di seconda categoria, quello dove non c’è ne gloria ne grana per nessuno, solo fango, fiato corto e scarpette rotte. Riviera suona proprio bene ed è uno di quei dischi da cui ti fai accompagnare volentieri in ogni momento della tua giornata. La mattina quando ti fai la doccia e canti come non se ci fosse un domani le parole di “Piscina” perché sai che stai proprio così. Quando esci di corsa poi per andare a lavoro o a scuola ti senti sempre il protagonista di “Attrezzi” e alla sera quando rientri in treno o in macchina quello di “Cosa rimane”. A volte ti viene proprio da dire “ci si rivede alla prossima fermata” anche se sai che non sarà così perché tanto lo sai già che “è come un tuffo da sei metri, dove tutto quello che è resto non sei tu”. Anche a voi “serve un giorno per segnare tutto” altrimenti cosa stiamo qui a fare? Segnatevi che il disco è fuori grazie alla collaborazione di dieci etichette: Black With Sap, Cause Care, Fallo Dischi, Fight or Fight!, Neat is Murder, No Routine Records, Strigide Records, To Lose La Track, Trivel Records e Upwind Records. “Perché io metto i puntini sulle “i”, dove non li metti tu”. E i puntini dei Riviera, io spero proprio che proseguano regalandoci ancora tanti altri dischi così. Chiamatelo come vi pare, punk, emo o tiki-taka. Poco importa perché è proprio questa la musica che ci fa stare bene, sono queste le canzoni di cui abbiamo bisogno e sono questi i gruppi a cui vogliamo bene.


Lato 1
1)    aspetto
2)    a.n.c.o.r.a.
3)    camminare sui muri
4)    piscina
5)    tuffo bomba
6)    calanchi

Lato 2
7)    pioggia di forchette
8)    risata
9)    adriano
10) attrezzi
11) cosa rimane

giovedì 13 novembre 2014

DAGS! – S/T


 I DAGS! sono Viole, Marca e Fabio e vengono da Milano. Li conosciamo bene perché li abbiamo già visti e sentiti suonare in gruppi come Minnie’s, Verme, Agatha, Ayuhara, A Finnish Contact e Wendingo. Insomma non sono proprio dei novellini e si sente. In questa loro prima usicta omonima ci sparano fuori cinque bei pezzoni di cui ci siamo innamorati subito appena sono usciti quest’estate.
Ascoltando questo bel discone trasparente ve la potete cantare a squarciagola manco foste anche voi dei cantanti emocore americani degli anni ottanta. Le coordinate di questo disco sono quelle li, ma non lasciatevi ingannare perché i tre non disprezzano sperimentazioni e atmosfere più dilatate e ricercate. Insomma un disco d’esordio che ti lascia di stucco e piacevolente colpito. Canti, ti muovi, vai a tempo con le mani e con il piedino. Cosa vuoi di più? Dai, lasciati andare e segui il ritmo dei DAGS! che ti fa stare bene. La perla del disco poi è l’intrusione della tromba suonata da Paride dei Riviera quando meno te lo aspetti. Insomma la ciliegina su una torta davvero speciale.
Il disco è uscito per To Lose LaTrack e Neat is Murder ed è disponibile ai banchetti che trovate durante i loro concerti così come visitando direttamente i siti delle due etichette. Fatevi un regalo, prima lo scaricate qui e poi ve lo andate a comprare.


Tracklist:
1)    I don't know if you understand my analogy, but it's the clearest one I can make.
2)    I have seen the truth, and it doesn't make sense.
3)    Your rent should not exceed a week of your monthly wages
4)    With so many signatures, you could make a petition
5)    ...And then they crashed against technology, did that hurt?

sabato 4 ottobre 2014

Do Nascimiento – Giorgio

Giorgio è il disco nuovo dei Do Nascimiento, band ligure che da un paio di anni con la continuità del Recoba dei tempi d’oro, suona in giro e sforna dischi ogni tanto.
Giorgio è il secondo disco della band, uscito dopo anni di sbattimenti, di registrazioni e di gente che va e che viene dall’estero. Di concerti in giro i ragazzi non ne fanno tanti, ma se avete l’occasione vi raccomando di non perderli. Se suonano in posto senza palco, tanto meglio. Vi troverete Amedeo di fianco a cantare e urlare con voi. Il loro spirito è quello giusto, di chi si diverte e vuol far festa assieme. Questa è la cosa più importante, questo è quello che conta.
Ecco, proprio questo trovate all’interno di Giorgio. Vita. Quella vera, quella che vi fa star bene e capita anche a voi. Tra alti e bassi, momenti felici e momenti da cancellare. Tutto fa esperienza. Tutto quanto è vita. Che dite?
Si, Giorgio è proprio questo. Vita vissuta, cantata e suonata col cuore. Con il sudore di chi sa che ogni momento è unico e non va mai dimenticato. Ogni attimo ti scolpisce e va segnato “…in un giugno che pareva non avesse più niente da dire e invece continua a gasare”. Il tempo scorre e i Do Nascimiento lo hanno capito bene “ma noi saremo ancora qui, insieme a te al bar dell’angolo” perché la voglia di rimanere assieme e suonare è quella che ti fa andare avanti. Chi suona lo sa. Le canzoni servono anche a questo. Fissare li nero su bianco, momenti, emozioni, persone e posti che poi potrai riascoltare abbassando la puntina del giradischi. E per fortuna che i ragazzi della Flying Kids hanno insistito e coccolato come una madre i nostri, altrimenti Giorgio rimaneva nel cassetto. E che peccato che sarebbe stato.
Quindi comprate anche voi una copia di questo disco, perché qui se lo meritano davvero tutti un abbraccio e il vostro supporto. E poi sul lato B trovate Lampino, ma questa è un’altra storia…
Ah, la volete sentire? Lampino contiene qualche pezzo che magari avete già sentito. Tipo i sei pezzi che ci sono nella prima cassettina omonima della band, i due pezzi che ci sono nello Splittone Paura e “I fanti non piangono”, cover di “Boys don’t cry” dei Cure, che trovate nella cassetta di This Is Not A Love Song 01. Il tutto remixato e rimasterizzato, almeno i pezzi che i ragazzi sono riusciti a ritrovare.
Quindi non fate i buzzurri e prendetene anche voi una copia, che poi sono solo 200. Giorgio e Lampino vi faranno compagnia.

Giorgio
1)    Vecchio
2)    Estate
3)    Chitarra
4)    Fiato
5)    Baracchetta
6)    Chiromante

Lampino
1)    Bicicletta
2)    Cucchiaino
3)    Rasoio
4)    Ventilatore
5)    Materasso
6)    Megafono
7)    Amplificatore
8)    Tombino
9)    I fanti non piangono

sabato 19 aprile 2014

Record Store Day tutto l'anno!

Oggi è il Record Store Day, oggi è la festa del vinile. In questa importante ricorrenza, noi di 7pollici vogliamo rendere omaggio e farvi conoscere chi ancora in Italia stampa e produce dischi come piace a noi, ovvero rigorosamente in vinile. Sono poche realtà che però lavorano bene, con passione e dedizione, tanto che sono riuscite a costruirsi una piccola fetta di fans e affezionati. Chi compra in vinile, è un ascoltatore attento e preciso, che segue le uscite, va ai concerti e supporta volentieri il lavoro e la fatica che queste piccole realtà italiane portano avanti da tempo, sempre con grande entusiasmo. Andiamo con ordine.


La prima realtà che vi vogliamo presentare è To Lose La Track, attivissima etichetta umbra portata avanti con tanto cuore e qualità da Luca Benni. Il suo catalogo è davvero lungo e c'è né per tutti i gusti. Provare per credere. Tra gli altri vi segnaliamo Gazebo Penguins, Fast Animals and Slow Kids, Il Buio, Minnie's, L'Amo, Chambers, Crash of Rhinos e Caso.


Direttamente da Napoli i ragazzi di Fallo Dischi stampano musica e realizzano concerti per tenere viva la scena musicale della propria città. Ragazzi con il sorriso stampato in faccia sempre, orgogliosi della propria terra e della musica che promuovono. Vi innamorerete facilmente di loro e dei loro gruppi. Provate ad ascoltare il nuovo disco dei Lantern e ci darete retta.


Difensori e paladini dei tre accordi, i ragazzi di One Chord Wonder si sono da pochissimo tempo fatti notare per produzioni interessantissime e gustosissime a suon di punk-rock suonato con i Ramones nel cuore. Tanta passione, copie limitate e ad edizioni speciali rendono i dischi dell'etichetta milanese delle perle rare da avere assolutamente nella propria collezione. 

Etichetta attivissima dal 2009, con più di cinquanta uscite, la Surfin' Ki è una certezza di musica rock'n'roll di qualità ormai da anni. Il buon Carlo si sbatte una cifra producendo e stampando davvero tanto materiale di qualità che in Italia altrimenti non avremmo. Supportatelo, date un ascolto ai suoi dischi e fateci spesa. Non ve ne pentirete. Davvero.


In conclusione vi presentiamo, Striped Punk Rock Shop, non una vera e propria etichetta ma uno shop on-line gestito direttamente da Andrea dei Manges. Qui potete trovare la maggior parte delle uscite più interessanti italiane e straniere per quanto riguarda il punk-rock, pop-punk, rock'n'roll e l'hardore. Dischi, cd, magliette e merch per tutti i gusti e per tutti i vostri desideri. Un bel punto di riferimento. Supportare!

martedì 29 ottobre 2013

Crash Of Rhinos - Knots

I Crash Of Rhinos sono cinque ragazzoni inglesi che scrivono e suonano belle canzoni da parecchio tempo. A vederli non immagineresti mai. E invece melodie strepitose e mai banali, cori della madonna e stacchi improvvisi così come gli innumerevoli cambi di ritmo, vanno a creare canzoni che ti prendono subito al primo ascolto e fanno di questo disco una perla rara. Due chitarre, due bassi e cinque voci completamente differenti tra loro creano la giusta armonia. Vederli dal vivo poi aiuta. A fine settembre abbiamo avuto il piacere di vederli durante il Festival dell’Arci Svolta di Rozzano (MI) ed è stato puro piacere. Cantano tutti e cinque, si scambiano spesso gli strumenti tra loro senza nessuna difficoltà e pestano come pochi. Ascoltarli su disco è un’altrettanto piacere. Knots è uno di quei dischi completi che ti rapiscono, ti trasportano con loro e ti fanno provare parecchie emozioni per tutta la loro durata. Knots è un viaggio che ti fa guardare e ascoltare dentro, anche nelle parti più nascoste e che fanno più paura. Ma stai tranquillo, non hai nulla di che temere perché i cinque Rhinos ti accompagnano magistralmente e ti fannno sentire sicuro in loro compagnia. Devi solo mettere la puntina sui due vinili che compongono l’album, alzare il volume e lasciarti andare. Due dischi che ospitano undici canzoni all’interno di una copertina doppia slendida, con una grafica semplice e pulita ma efficace, che rappresenta al meglio l’anima di questo disco e delle canzoni che lo compongono. Per dare dei riferimenti possiamo definirlo post-punk, emo, post hardcore o semplicemente punk fatto come si deve, dove gli intrecci tra melodia, voci e una sezione ritimica da paura hanno la meglio.
La stampa è affidata a Topshelf Records, Big Scary Monters e alla italianissima e  produttivissima To Lose La Track, etichetta umbra che si sta facendo notare sempre di più con le sue produzioni di qualità. Insomma una garanzia. Prendete questo disco, ascoltatelo a tutto volume e ve ne innamorerete subito. Fatelo!

 Tracklist:

Side A
1)    Luck has a name
2)    Opener
3)    Everything is
4)    Interiors

Side B
5)    Sum of all parts
6)    The reason I took so loney
7)    Impasses

Side C
8)    Mannheim
9)    Standards & Pratice

Side D
10) Lean out
11) Speed of Ocean Greyhounds