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venerdì 31 dicembre 2021

Descendents - 9th & Walnut

 

I Descendents, band seminale della scena punk californiana attiva dal 1978, ha pubblicato quest’estate 9th & Walnut” ottavo album in studio che arriva a 5 anni di distanza dal precedente Hypercaffium Spazzinate. Nel 2002 il gruppo era tornato alla sua line-up originale (Aukerman, Stevenson, Navetta, Lombardo) registrando in studio questi pezzi, tenuti nel cassetto fino ad oggi. Tra vari tira e molla, pause e altri progetti musicali, il gruppo è ritornato in pianta stabile nel 2010, con grande gioia di tutti i suoi fans sparsi per tutto il mondo. Il sottoscritto, che anche lui rientra tra questi, gode ancora molto dei dischi che continuano a far uscire e soprattutto del concerto tenuto al Carroponte nell’estate del 2017 (vedi foto sotto). E’ stata un’emozione fantastica poter vedere dal vivo uno dei gruppi che ha fatto la storia del punk rock e poter cantare a squarciagola “Everything Sux” e “I’m the One” insieme a Milo, iconico cantante della band. Lo spirito dei quattro punk rockers è rimasto lo stesso, tanta energia e tanta voglia di divertirsi suonando le canzoni che nel corso della loro storia sono diventate dei piccoli grandi manifesti. Questo nuovo “vecchio” album ci riporta proprio agli albori della band, proponendoci 18 tracce che includono i loro primissimi brani composti tra il 1977 e il 1980, tra cui i singoli dell’esordio Ride The Wild e It’s A Hectic World (qui per la prima volta cantati da Milo) e una cover in pieno stile Descendents di Glad All Over dei The Dave Clark Five. 9th & Walnut è il nome della sala prove che in quegli anni i Descendents usavano e averlo scelto come titolo per questo album l’ho trovata una scelta azzeccata e di riconoscimento verso un luogo che gli ha visti nascere e crescere. La sala prove per una band che si trova quasi quotidianamente a suonare e a sudare la propria musica, rappresenta un fortino è il luogo che custodisce la propria intimità e la magia della nascita di ogni singola canzone. Capite bene quindi il grande valore emotivo che questa rappresenta. Ma questo è un altro discorso e anche se ci sono molto legato torniamo a parlare di musica. Il singolo che ha anticipato l’uscita del disco è stato “Baby Doncha Know” una mina di pezzo che rappresenta appieno lo stile della band. All’interno di questo album sentiamo un sacco di riferimento ad album leggendari e pietre miliari della band come “Milo Goes To College” del 1982 e “I Don't Want to Grow Up” del 1985. Riff di chitarra graffianti, una sezione ritmica incalzante e una voce inconfondibile fanno di questi pezzi un marchio di fabbrica di assoluto pregio nella discografia dei Descendents. Il disco è uscito per Epitaph Records e per noi è il disco dell’anno, con uno sguardo al passato per affrontare al meglio il futuro senza dimenticare mai le proprie radici e da dove si viene.

 

 

Tracklist:


Side A
Sailor’s Choice
Crepe Suzette
You Make Me Sick
Lullaby
Nightage
Baby Doncha Know
Tired of Being Tired
I’m Shaky
Grudge

Side B
Mohicans
Like the Way I Know
It’s A Hectic World
To Remember
Yore Disgusting
It’s My Hair
I Need Some
Ride the Wild
Glad All Over?



lunedì 25 maggio 2020

Rope – Crimson Youth


I Rope sono una nuovissima band torinese con ex componenti di band come Tutti i Colori del Buio e Ponches (che amavamo molto). Suonano punk misto al noise e al grunge con SubPop, Dischord e SST nelle orecchie. Torino ha sempre spaccato dal punto di vista delle proposte musicali e anche questa volta non ci delude. Crimson Youth è un disco hardcore fatto come si deve, sudato, urlato e di impatto. Il riferimento principale è una band italiana che ha fatto la storia del genere anche se cantava in italiano, ovvero La Crisi. Riff di chitarra potenti, cambi di ritmo improvvisi, un cantato urlato ma mai troppo sforzato fanno di questo disco gli ingredienti principali. “No More Chanche?” apre egregiamente il disco e ci da subito le coordinate, mentre “The Crimson Youth” dai continui cambi di ritmo è una mitragliatrice che ci spara milioni di proiettili inarrestabili addosso. “4 AM And Still Here” è un capolavoro hardcore che ci riporta agli OFF! così come la successiva e velocissima “New But Still Lone Rider”. Il disco fila via veloce e ci fa saltare e cantare a squarciagola pezzi come “About The Differences Between You And A Dog” e “Trust No One And You Will Never”. I Rope hanno tutte le carte in tavola per giocarsela alla grande e fare davvero bene. Questo è un disco d’esordio che ci piace tantissimo ed è fuori grazie alle italianissime etichette SonatineProduzioni, Nothing Left Records, Youth Of Today Records, No Reason Records, Fresh Outbreak Records e Mother Ship.



Tracklist:

1)      No More Chance?

2)      The Crimson Youth

3)      4 AM And Still Here

4)      New But Still Lone Rider

5)      Waiting For Myself Not So Patiently

6)      Choking Adults

7)      About The Differences Between You And A Dog

8)      Trust No One And You Will Never

9)       We Are The Lads

domenica 1 marzo 2020

The Love Supreme - A shade of yellow very close to the gold album


I The Love Supreme sono 5 amici sparsi in giro per l’Italia che hanno deciso di iniziare a suonare insieme come succede più o meno sempre. Questa però è una super band formata da membri di Die Abete, Cayman The Animal, Bennett, Tutti I Colori Del Buio, Rope, Chambers, Six Feet Tall, ovvero alcuni dei gruppi punk hardcore più interessanti nel panorama italiano. Questo nuovo progetto si caratterizza per le due voci sempre presenti, che si intrecciano ricamando delle melodie potenti e graffianti insieme ad arrangiamenti ben fatti e ben suonati. “A shade of yellow very closeto the gold album” dei The Love Supreme è un disco d’esordio di sette tracce che scorrono veloci una via l’altra. Appena metterete giù la puntina del giradischi su questo bellissimo vinilone prenderete una bella botta di energia e verrete travolti da questi pezzi velocissimi. Lasciatevi trasportare e non ve ne pentirete.  Il vinile giallo one side serigrafato e illustrato da Gigi Fagni ed è fuori per To Lose La Track e ShoveRecords due delle etichette italiane più attive nel panorama indipendente e assolute garanzie di qualità. Non lasciatevelo sfuggire!



Tracklist:

1)      Scalford Rain

2)      Cospea chainsaw massacre

3)      The age of Talparius

4)      About the chanches

5)      Beware, he’s a prick

6)      An albatross

7)      El cajon

venerdì 2 novembre 2018

Marnero – Quando Vedrai Le Navi In Fiamme Sarà Giunta L’Ora


“Quando Vedrai Le Navi In Fiamme Sarà Giunta L’Ora” è il nuovo e atteso disco dei bolognesi Marnero. Questa nuova uscita chiude quello che per la band rappresenta un ciclo, o forse meglio un concept di cui fanno parte i precedenti "Naufragio Universale" (2010), “Il Sopravvissuto” (2013) e “La Malora” (2016). Questo ultimo capitolo della saga incarna ancora una volta lo spirito di lotta e di quel maledetto male di male alla quale i Marnero ci hanno abituato nelle precedenti uscite. Insieme a loro cadremo ancora una volta in un nuovo abisso per intraprendere un ennesimo viaggio di maturazione e di forza che ci porta a sbattere ancora e ancora contro la potenza della natura e della vita, contro la quale tutti noi, prima o poi siamo, costretti a fare i conti. Le splendide liriche ci accompagnano come se fossero il nostro Virgilio, o forse il nostro Caronte, durante l’ascolto delle dieci tracce di questo potentissimo disco. I Marnero danno ancora una volta prova di cosa significhi fare musica come si deve in Italia. Arrangiamenti curati, musiche travolgenti che puntano dritte allo stomaco dell’ascoltatore, il quale non può far altro che rimanerne sommerso e affascinato proprio come i compagni di Ulisse dinanzi al canto delle splendide ma cattivissime sirene. Ancora una volta il mare e le sue profondità la fanno da padrone, nel bene e nel male l’acqua è l’elemento principe che ci accompagna nell’immaginario del disco. Questo capitolo però è quello finale, è quello dove si dà tutto, dove il nostro eroe, o meglio anti-eroe, si scontrerà contro i suoi mali più grandi e le navi sue compagne di mille avventure non potranno più salvarlo. Unitevi a quest’ ultima (?) avventura e lasciatevi trasportare dalle navi in fiamme che come una fenice rinasceranno in qualcosa di nuovo e forse migliore. Questo disco lo potete trovare fuori grazie a una produzione Do It Yourself tra To Lose La Track, Sonatine Produzioni, Sangue Dischi, Epidemic Records, Dischi Bervisti, Shove Records, Controcanti o in free download sul sito del gruppo. Il mio consiglio è quello di scaricare, comprare e andarvi ad ascoltare dal vivo questo gruppo. Non ve ne pentirete, sarà un bellissimo viaggio.





Tracklist:



1)      Le Navi Non Ardono Ancora

2)      A.C.H.A.B.

3)      Il settimo Senso

4)      Detriti

5)      Il Dilemma dei Due Guardiani

6)      Sulla Rupe

7)      A Torinoi Lo

8)      Il Gabbiere

9)      Prologue

10)  L’Assedio di Malgrado

giovedì 28 dicembre 2017

CRTVTR – Streamo

I CRTVTR sono una band di Genova nata nel 2009 con all’attivo un sacco di concerti in giro tra Italia, Europa, Stati Uniti e Cina. “Streamo” è il loro secondo full lenght, uscito dopo il precedente “Here It Comes, Tramontane!” feat. Mike Watt del 2013 che ha riscosso un notevole successo di critica e pubblico. I quattro liguri si aggirano molto bene tra i meandri dell’hardocore e del post, suonato come si deve e caratterizzato per i due bassi in formazione. La batteria che completa il reparto ritmico è rituale ed ipnotica mentre la voce principale sognante e malinconica è supportata da cori disperati e rabbiosi creando così il giusto contrasto all’orecchio dell’ascoltatore. Questo suono che oscilla per tutto la durata del disco, tra la bellezza del sogno e l’angoscia degli incubi è la vera chiave di lettura e punto di forza di questa band, diventata in questi anni un assoluto punto di riferimento per il genere in Italia e non solo. 
“Streamo” era precedentemente uscito sia in formato cd che audiocassetta già nel 2016 ma solo nell’estate del 2017 è uscito in questa bellissima versione vinile colore oro luccicante, in formato gatefold apribile e con stampa dorata in copertina che vi consigliamo assolutamente di avere.
“Streamo” dei CRTVTR è una splendida uscita grazie a: Already Dead Tapes & Records, To Lose La Track, Qsqdr, Santa Valvola Records, Astio Collettivo, Sangue Dischi, Burning Bungalow, Lafine, Scatti Vorticosi Records, Falena Dischi, Frammenti Di Un Cuore Esploso, Cave Canem D.I.Y., Dingleberry records and distribution, Brigante Records & Productions, Screamore., One Wild Collective, Boripunk asso, Dotto, Alberone Party Program, Più amici meno storie, Entes Anomicos, Taxi Driver Records, Distro Buridda.


Tracklist:

Side A
A1. A.M.
A2. Quite like me
A3. Dog Bones / Canossa
A4. I could be her

Side B
B1. Wait!
B2. Untold
B3. Soil Guerrilla

lunedì 17 luglio 2017

Bennett – s/t

I Bennett nascono dall’incontro tra alcuni musicisti di Chambers e Disquieted By. Dicono che Bennett è un personaggio del film Commando con Arnold Schwarzenegger ma io non ce l’ho presente. Voi? È un cattivo che alla fine, da quanto fa ridere, fa quasi tenerezza, a differenza della musica che il quartetto composto da David, Cola, Gigi, Ale produce picchiandoci dentro come dei dannatti. Nel loro disco d’esordio trovate sei pezzi di hardcore fatta e suonata da paura. Melodie strillate, riff potenti e ritmi incalzanti fanno di questo album un vero gioiellino. Il disco è stato registrato e mixato da Raffaele Marchetti di Audiobrothers poco fuori Bologna, mentre il master è di Andrea Suriani sinonimo di assoluta qualità. Fidatevi. Se vi affrettate lo potete trovare ancora in versione limitata rosa sugli store di To Lose La Track e Sonatine Produzioni, due tra le etichette italiane più interessanti del panorama indipendente. Fatevi un piacere, ascoltate questo disco e urlatelo dall’inizio alla fine. Vi farà stare bene e non ve ne pentirete. I Bennett diventeranno in un attimo la colonna preferita della vostra estate.


Tracklist:

A1. Love At The First Fight
A2. Confidence
A3. W Is For Writing

B1. Best view
B2. Start Again
B3. Zelda

giovedì 23 febbraio 2017

Shameless – Fourth Floor

Gli Shameless sono un trio Hardcore/Punk di Cosenza nato nel 2014 e questo Fourth Floor è il loro secondo EP. Il disco è uscito autoprodotto da loro stessi e dalla loro piccola distro M.A.D. Productions, con l'aiuto di altre etichette e distribuzioni D.I.Y. provenienti da Italia, Germania e UK. Stampato in 500 copie di cui 200 in vinile giallo e le restanti in classico vinile nero questo ep di quattro pezzi è un vera bomba di HC italiano. Le sonorità musicali viaggiano tra i ritmi tirati e incessanti di band come Rkl e Bad Religion, punti di riferimento per questa band. Le liriche in italiano per niente banali e sempre pungenti sono il vero punto di forza di questo disco. I due lati scorrono veloci mentre Mario, Attilio e Davide picchiano forte sui loro strumenti. A completare quest’ottima produzione ci pensano le grafiche a cura di Stefano Pullano disegnate rigorosamente a mano. Le etichette che hanno partecipato alla stampa sono: Black Fire Rec. \ Chosen Few \ Distrozione \ Impeto Records \ Passione Nera \ Prejudice Me REc. \ RumagnaSgroza \ Rumori In Cantina \ Sirboni Rec. \ Smegma Rec. \ SN – Rex. Un disco da avere assolutamente se siete amanti del genere e se volete supportare una giovane band che merita davvero.


Tracklist

Side A
1)    Quarto Piano
2)    A stento

Side B
1)    La Resa
2)    In Prospettiva

lunedì 16 gennaio 2017

Gli Altri – Prati, Ombre, Monoliti


Prati, Ombre, Monoliti è il nuovo disco de Gli Altri, gruppo di Savona che si era già fatto apprezzare per uno split con la band degli Uragano uscito nel 2014.
Questo loro nuovo lavoro è un disco urlato e sudato insieme a 38 etichette indipendenti, realtà ed amici che hanno condiviso la stampa e l’uscita in vinile.
L’album suona “come se vibrasse tutto introno a noi” (cit. da Ombre uno dei miei pezzi preferiti di tutto il disco) e in effetti è proprio così. I pezzi vibrano, riecheggiano forti e coraggiosi per tutta la durata del disco. Durante l’ascolto ci troviamo tra il post hardcore e l’emo più viscerale, quello che è capace di guardarsi dentro senza paura alcuna e al contempo buttar tutto fuori come un mattone sulla faccia. I testi delle canzoni sono pungenti e taglienti, veri come non mai. Le parole vengono fuori urlate con estrema precisione e come un Virgilio dantesco accompagnano l’ascoltatore in questo labirinto di emozioni per tutta la durata dei dieci pezzi. Gli arrangiamenti sono curati e gli strumenti suonano pesanti come un macigno “come emozioni confuse che scorrono lungo le rive di un fiume” (cit. da Monoliti).
I ragazzi ci sanno fare davvero, meritano di essere supportati così come tutte le realtà che hanno preso parte alla cordata.


Tracklist:
1)    Prati
2)    Unai
3)    Ripenseremo
4)    Un’isola
5)    Oltre la collina
6)    Ombre
7)    Nuovo e diverso da te
8)    Ventre
9)    Idomeni
10) Monoliti

mercoledì 13 aprile 2016

Marnero - La Malora

La Malora è il nuovo disco dei Marnero, mitico gruppo di Bologna che viaggia spedito tra i mari dell’hardcore e del punk seguendo una rotta tutta sua da sempre. Questa Malora è la terza tappa di un lungo viaggio partito nel 2010 con il primo tassello  “Naufragio Universale” e proseguito con lo splendido “Il Sopravvissuto” del 2013. Questi tre dischi insieme formano “La trilogia del fallimento”, percorso intrapreso dai Marnero all’interno dei mari tempestosi a cui la vita ci mette di fronte tutti i giorni. Le parole di J.D. Raudo ci accompagnano minacciose all’interno di un mondo andato a male, dove la paura regna sovrana e si vive sul bordo abissale dell’incertezza. Questa è una storia di resistenza: da leggere, suonare, riprodurre, passare, copiare, ribaltare, ribellarsi, cercare, cercare, mettere in questione la norma, mettere in questione il normale. Le musiche pesanti e veloci ci portano giù senza darci la possibilità quasi di prender fiato. Gli arrangiamenti delle canzoni sono sempre curati e impreziositi da parti di archi, fiati e tamburi dirompenti. Con “La Malora” scivoliamo dentro a una città quasi morta abitata da morenti intenti a vivere le proprie vite scavando la propria tomba giorno e notte. Qui c’è la “Taverna dello Scarto” dove prendono vita storie e leggende narrate e cantate dalla gente venuta dal mare, dai matti, dai ciechi, dai naufraghi, dai clandestini, tutti personaggi sopravvissuti. All’improvviso i naufraghi si rendono conto che uno di loro è sparito e le successive ricerche sono del tutto vane. L’ordine precedente viene ristabilito e la Malora inesorabile è accaduta da tempo e accadrà sempre, proprio quando meno te l’aspetti. Non hai sentito? Il Suono della Malora è quello della rottura del cielo. Questa e altre disavventure le trovate anche nel libro da cui sono tratti tutti i bellissimi testi: La Malora (4/3) di J.D. Raudo edito per BéBert Edizioni. La Malora prima di uscire è stata in crowdfounding su Produzioni dal Basso ed è poi uscita su due bei viniloni colorati di verde e di rosso per Sangue Dischi, Escape From Today, ToLose La Track e Shove Records. Ci vuole impegno, non rinuncia, per perdere colpi.

Tracklist:

Parte |

/ Lato A /
Porti e Labirinti
L’ubriaco e il Cieco
/ Lato B /
Il Clandestino e Il Marinaio
Il Baro e Il Bambino

nel vuoto-pieno

/ Lato C /
La Sparizione

Parte ||

/ Lato D /
Il Pendolo
La Sciamana e Il Testimone
/ Lato E /
Specchio Nero
L’altro lato

lunedì 14 marzo 2016

Cayman The Animal – Apple Linder

Apple Linder è il terzo disco dei Cayman The Animal, gruppo che si divide tra Roma e Perugia. I cinque, veterani della scena punk/hard-core di mezzo stivale, a questo giro ci sfornano un disco bello peso ma al contempo melodico. Il ritmo dei dodici pezzi è incalzante e preciso. Questo disco non da alcun respiro all’ascoltatore che si trova appiccicato letteralmente al muro in tempo zero. Le canzoni filano via veloci senza compromessi, una più dissacrante dell’altra. La voce di Diego, urlata al punto giusto, arriva diretta e senza fronzoli. Le chitarre ti tagliano in due la faccia, mentre la sezione ritmica basso-batteria marcia come un carro armato indiavolato. L’armata del caimano, pazza al punto giusto, è pronta con questo disco a stendervi tutti per benino. Nessuno escluso. Già perché adesso davvero nessuno potrà più fare a meno di questo gruppo e di questo disco. Le splendide grafiche che accompagnano il vinilone giallo di Apple Linder sono a cura del mitico Ratigher, fan del gruppo. All’interno della copertina ci trovate un bellissimo posterone con su un batman caymano anziano che fa la pipì, così senza scomporsi troppo. Com’è nello spirito del gruppo. I Cayman suonano da paura e questo disco è una perla da avere nella vostra collezione. Se io fossi in voi recupererei pure i primi due. Questo è uscito grazie a SonatineProduzioni, Escape From Today e Diysco.


Tracklist:
1. No Mics No
2. Easy English           
3. Bad Religion - Italian Dictionary      
4. I promise To Keep Your Comics With Me      
5. You Debored Me   
6. We Don't Care    
7. Time Tail    
8. San Diego Coletti, CA      
9. Call My Name, Bastian, Please!            
10. Rainy Rain            
11. I Work So I Can Say I Work  
12. This Goes On Fat Wreck

martedì 1 dicembre 2015

Lags – Pilot

I Lags vengono da Roma e Pilot è il loro esordio discografico, una polveriera punk hardcore distribuita in undici tracce dirette e coinvolgenti. Antonio, Andrew, Daniele e Gianluca sono un gruppo di trentenni che come tanti si confrontano con i temi centrali della società in cui vivono: il ruolo controverso della fede, la disperata ricerca di un'occupazione, il senso di frustrazione e disincanto di fronte alla vita politica del paese, l'emigrazione delle persone vicine, i rapporti logorati dalla distanza e quelli logorati dalla vicinanza, la paura di un futuro sempre più buio.
Questa che sentite nel giradischi è la "puntata pilota" di un racconto, in cui questo gruppo di trentenni così diversi condivide l'ansia di non riuscire a comprendere se quello che ognuno si trova davanti è l'inizio di un lungo cammino oppure un muro che minaccia continuamente di crollare sulle speranze di una vita. Sempre con un'unica chance a disposizione, sempre in bilico, sempre senza rete, in una società estremamente avara di seconde opportunità.
Queste canzoni sono il diario di soldati che vivono una guerra fuori, ma che combattono ogni battaglia internamente, alla disperata ricerca di una chiave per andare avanti, lasciare un segno, raccontare una storia. Undici pezzi che ti accompagnano tra emozioni e stati d’animo diversi in cui tutti ci possiamo ritrovare. Undici pezzi arrangiati e suonati magistrarmente che ti prendono uno più dell’altro, dal primo all’ultimo. Questo è solo l’inizio, voi cosa dite se queste sono le premesse non siete cuoriosi di sentire come va il seguito? Noi si. Questa è una  bellissima storia fuori grazie a To Lose La Track e Audioglobe.


Tracklist:

1)    A Push And A Rush
2)    War Was Over
3)    Turbin
4)    Fear, Control, Mothers
5)    Solid Gold
6)    The Flight of the flies
7)    Queen Bee
8)    The Stream
9)    Family Man
10) Behind the clouds
11) Dreaming babylon

mercoledì 14 gennaio 2015

SMNTCS – Self Title

SMNTCS è una band post hardcore formatasi a Milano nell’autunno del 2013 con membri di presenti e passate band interne all’ambito punk hardcore. Andrea, Giulio, Luca e Simo dopo sei mesi entrano in studio per registrare le sei canzoni che poi saranno contenute in questo primo LP omonimo uscito a novembre 2014. Musicalmente, si possono tracciare influenze che partono dal roster della Dischord Records di metà anni 80, agli anni 90 di Quicksand e Drive Like Jehu, così come dai contemporanei The Hope Conspiracy o Modern Life Is War. I testi sono degli appunti esistenziali collegati nel titolo a nomi di luogi dai gloriosi fasti attualmente abbandonati dall’uomo o distrutti da eventi naturali. La pacca è grossa e lo nel vostro stereo questo discone suonerà bene. Non abbiate paura, lasciatevi trasportare dalla turbina che creerà in voi questo disco. Vi sentirete bene. SMNTCS è una buona dose di potenza e disperazione quotidiana e questo è quello che ci vuole quando dentro qualcosa non vi torna. SMNTCS vi saprà stupire e shakerare per benino. Lasciatevi spettinare senza indugi.  Questo disco è una fruttuosa collaborazione tra più etichette: Dead Crumbs Edizioni, Neat is Murder, Fallo Dischi, Salad Days Records, Indelirium Records, RainingRecords, Oceano Records, Blessed Hands Records.


Tracklist:
Note #1 (Mount Buzludzha)
Note #2 (Tuxedo Princess)
Note #3 (Majestic)
Note #4 (Tuxedo Royale)
Note #5 (Ruderi)
Note #6 (Antipodes)

martedì 19 agosto 2014

Lantern – Diavoleria

Diavoleria è la seconda e ultima uscita dei giovanissimi Lantern, uscita dopo il precedente album di esordio Noicomete del 2012.  I Lantern sono un gruppo di Rimini da tenere sotto stretta osservazione per le potenzialità e lo spitirito che ci mettono nel suonare, sia su disco che dal vivo, vista la loro giovane età e la bravura innegabile. Questo disco, uscito a inizio anno, contiene otto pezzi che suonano da paura, in una maniera corale come solo pochi altri sanno fare.
Post-hardcore, screamo e punk sono le coordinate se proprio ne avete bisogno.
Daniele, Sergio, Luca, Marco e Michael ci sanno regalare arrangiamenti impeccabili, un cantato in italiano mai banale che alterna parti urlate e veloci a parti più lente e melodiche, chitarroni imponenti miscelati a una parte ritimica precisissima e potentissima. 
Le canzoni di Diavoleria suonano liscie una in fila all’altra trasportando l’ascoltatore in “…case senza finestre, le stesse dove avevamo bussato tante volte.”
Un disco che dura solo un lato, così non devi neanche fare lo sbatti di doverlo girare nel giradischi. Il collante di tutto il disco sono i testi delle canzoni che ci portano in una dimensione altra, dove passato presente e futuro si ritrovano sullo stesso livello. O forse non c’è più nessun livello? Starà poi a noi che ascoltiamo, saper rimettere i pezzi in ordine per non rimanervi intrappolati dentro. Le emozioni scorrono veloci ascoltando questo disco e la musica le accompagna fuori in maniera fragorosa. Diavoleria vi aiuterà nel cammino. Prendete carta e penna, fissate nero su bianco quali e quante emozioni vi tirerà fuori. Poi vedete voi cosa farne. Paul Auster e i Lantern avranno già fatto un buon lavoro per voi.
Il disco è uscito per V4V, Flyng Kids Records, Fallo Dischi e potete scaricarlo qui.

Tracklist:
1)    Inferno a rotta di collo
2)    Il segreto delle ragazze
3)    Bleck macigno
4)    Mucchio di ossa Copperpot
5)    Antonio
6)    Siberia
7)    L’invincibile S50
8)    Profeta
 

lunedì 18 agosto 2014

Marnero – il Sopravvissuto

“Da bimbetto sognavo di fare il pirata. Ora che sono un pirata il mio sogno è di fare il bimbetto…”

Sono mesi che voglio scrivere di questo disco. Già, perché “il Sopravvissuto” dei Marnero è uscito a metà dell’anno passato, ma sotto la puntina del mio giradischi è già passato un mucchio di volte. La pigrizia della scrittura per la tastiera ha fatto il resto, come sempre accade per le recensioni di questo blog.
Questo comunque mi è sembrato il periodo dell’anno più azzeccato, per condividere con voi un disco che parla di un viaggio, di mari, di porti e di cambiamenti.
Penso che adesso che siete tornati dalle ferie e vi siete riposati, siete davvero pronti per questo disco.
Lasciate a casa le vostre valigie grandi, le creme solari, le infradito e i costumini fashion; questo sarà un viaggio faticoso lungo rotte irreparabili dove imparerete a conoscervi meglio e se ce la farete sarete anche voi dei sopravvissuti.
Le musiche dei Marnero sono potenti come i cavalloni del mare quando è grosso e i loro testi sono pungenti come il grecale che spira da nord-est sulla vostra faccia fredda. Dovete essere pronti a tutto, perché neanche le sirene qui saranno dalla vostra.
Cari pirati, o presunti tali, imparate a memoria la lezione e salpate con i Marnero: “Il demone è figlio di luna calante. Il tempo è l’oceano, e io il navigante”.
Ascoltate questo disco e imparatelo come un mantra. Lasciatevi cullare dalle onde del mare e seguite la voce del capitano se volete arrivare al prossimo porto sani e salvi. Le insidie si nascondono dietro l’angolo ma “… la rotta è proprio questa sotto i piedi l’abisso, la schiuma negli occhi e il caos sopra la testa. Che cosa ci resta?”.
Ci resta un disco straordinario e completo (come dicono quelli che ne sanno). Un disco che davvero è un viaggio di formazione e di cambiamento. Spero solo per voi che non soffriate di mal di mare, perché qui i chitarroni e la linea di basso vi possono far brutti scherzi davvero. Qui si sente il miglior hardcore di scuola italiana. Musica potente e precisa, testi in italiano cantati come Poseidone comanda alternando sapientemente urla a linee vocali più melodiche. Gli arrangiamenti che vedono la presenza di viola e violino più dei cori ancestrali, rendono questa produzione una delle migliori degli ultimi anni nel panorama della musica indipendente italiana.
Finalmente “non c’è nessuna paura in questa notte senza luna”.
L’esperienza dei Marnero (ex Laghetto) da Bologna dopo i loro precedenti due dischi qui si fa sentire tutta ed è una goduria per le nostre orecchie da corsari del vinile.
Se non siete scemi ve lo scaricate gratis da marnero.bandcamp.com e se non lo siete del tutto ve lo comprate perché le grafiche e il packaging del vinile, dove trovate tutti i testi divisi in quattro cartoline come ognuno dei quadranti che compongono il filone narrativo del disco, sono qualcosa di spettacolare a cura di garadinervi.com
Il Sopravvissuto è stampato da una flotta variegata di etichette: Sangue Dischi, V4V Records, Fallo Dischi, Escape from Today, To Lose La Track, Dischi Bervisti e Mothership. Compratelo e supportate la musica indipendente italiana. Forza pirati!
“Dopo il primo passo oltre la prima soglia tutto è già dietro di miglia”.


Tracklist:

il Sopravvissuto Quadrante I
-       come se non ci fosse un domani
-       (come infatti non c’è)

il Sopravvissuto Quadrante II
-       non sono più il ghepardo di una volta
-       (che non sono mai stato)

il Sopravvissuto Quadrante III
-       il porto delle illusioni
-       prologologia

il Sopravvissuto Quadrante IV
-       rotta irreparabile
-       zonguldak