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domenica 10 aprile 2022

Not Moving LTD - Love Beat


Not Moving,  ovvero una delle band più famose 
(e cult) dell'underground punk-garage-rock italico nel decennio ottantiano è tornata.
La band piacentina, oltre a svariati concerti nella Penisola Italica, ha calcato palchi (tanti) europei e può vantare di aver suonato assieme ai Clash e non solo a loro. 
Dopo oltre trent'anni e vari progetti musicali; Lilith - Voce, Tony Face - batteria e Dome La Muerte - chitarra (ovvero i tre quinti della formazione originale) decidono di tornare in pista con un nuovo disco intitolato "Love Beat" e la sigla LTD accanto al nome della band (la sigla è la lettera iniziale dei loro nomi). In formazione, assieme a loro, c'è la talentuosa chitarrista Iride Volpi (già chitarrista di Dome La Muerte).
Love Beat, edito da Area Pirataè composto da nove tracce per una durata complessiva di ventidue minuti. In questo lasso di tempo la band vi porterà a scoprire (e ri-scoprire) il garage rock, il blues, il punk più ispirato... La batteria di Tony Face, semplice ed efficace, non sbaglia una colpo. I riff di Dome La Muerte e Iride Volpi  - tra fuzz, reverbero... - creano melodie ed intrecci sonori figli di un'altro tempo ma dal sound dannatamente attuale (il rock non ha età ricordatelo). La voce di Lilith è più ispirata che mai e non è mai stata così in forma come in questo lavoro; il suo riconoscibilissimo timbro vocale dona alle composizioni un tocco magico... voodoo blues.
Apre il disco "Deep Eyes" una canzone molto rollingstoniana nel sound dal ritornello catchy (si pianta in testa e non va più via). Segue Goin' for a Ride; dopo un intro di chitarra arpeggiata, voce iptnotica e batteria che da colpi singoli ecco che il brano prende velocità andando ad esplorare territori cuntryblues tirati (questo è uno dei miei brani preferiti). 
La terza traccia s'intitola "Down She Goes". Il sound è quello portato al grande pubblico da parte dei the Black Keys ossia: blues americano proiettato al futuro. Il sound delle chitarre il ritmo della batteria ed il ritornello (azzeccatisssimo) mi ha ricordato moltissimo le soluzioni musicali utilizzate dal duo di Ohio. Sfuma il brano ed ecco arrivare "Dirty Time" brano tirato dove le chitarre macinano riff garage rock. "Love Beat", la title track del disco, è blues selvaggio, oscuro dal ritmo sincopato. Sonorità tanto care alla band piacentina. Primitive, non cambia le carte in tavola rimanendo sulle stesse coordinate. "Don't Give Up" torna su sonorità più "moderne" come la precedente Down She Goes. "Rubbish Land" è un brano country blues ispirato che vi trasporterà nella Death Valley. Red Line si potrebbe definire la chiusura di Goin' for a Ride (stesso riff), questo brano chiude un disco ispirato nel quale i quattro, che non devono chiedere niente a nessuno, danno una lezione di attitudine a tante giovani band.

Tracklist 

Deep Eyes
Goin' For A Ride
Down She Goes
Dirty Time
Love Beat
Primitive
Don't Give Up
Rubbish Land
Red Line

venerdì 31 dicembre 2021

Descendents - 9th & Walnut

 

I Descendents, band seminale della scena punk californiana attiva dal 1978, ha pubblicato quest’estate 9th & Walnut” ottavo album in studio che arriva a 5 anni di distanza dal precedente Hypercaffium Spazzinate. Nel 2002 il gruppo era tornato alla sua line-up originale (Aukerman, Stevenson, Navetta, Lombardo) registrando in studio questi pezzi, tenuti nel cassetto fino ad oggi. Tra vari tira e molla, pause e altri progetti musicali, il gruppo è ritornato in pianta stabile nel 2010, con grande gioia di tutti i suoi fans sparsi per tutto il mondo. Il sottoscritto, che anche lui rientra tra questi, gode ancora molto dei dischi che continuano a far uscire e soprattutto del concerto tenuto al Carroponte nell’estate del 2017 (vedi foto sotto). E’ stata un’emozione fantastica poter vedere dal vivo uno dei gruppi che ha fatto la storia del punk rock e poter cantare a squarciagola “Everything Sux” e “I’m the One” insieme a Milo, iconico cantante della band. Lo spirito dei quattro punk rockers è rimasto lo stesso, tanta energia e tanta voglia di divertirsi suonando le canzoni che nel corso della loro storia sono diventate dei piccoli grandi manifesti. Questo nuovo “vecchio” album ci riporta proprio agli albori della band, proponendoci 18 tracce che includono i loro primissimi brani composti tra il 1977 e il 1980, tra cui i singoli dell’esordio Ride The Wild e It’s A Hectic World (qui per la prima volta cantati da Milo) e una cover in pieno stile Descendents di Glad All Over dei The Dave Clark Five. 9th & Walnut è il nome della sala prove che in quegli anni i Descendents usavano e averlo scelto come titolo per questo album l’ho trovata una scelta azzeccata e di riconoscimento verso un luogo che gli ha visti nascere e crescere. La sala prove per una band che si trova quasi quotidianamente a suonare e a sudare la propria musica, rappresenta un fortino è il luogo che custodisce la propria intimità e la magia della nascita di ogni singola canzone. Capite bene quindi il grande valore emotivo che questa rappresenta. Ma questo è un altro discorso e anche se ci sono molto legato torniamo a parlare di musica. Il singolo che ha anticipato l’uscita del disco è stato “Baby Doncha Know” una mina di pezzo che rappresenta appieno lo stile della band. All’interno di questo album sentiamo un sacco di riferimento ad album leggendari e pietre miliari della band come “Milo Goes To College” del 1982 e “I Don't Want to Grow Up” del 1985. Riff di chitarra graffianti, una sezione ritmica incalzante e una voce inconfondibile fanno di questi pezzi un marchio di fabbrica di assoluto pregio nella discografia dei Descendents. Il disco è uscito per Epitaph Records e per noi è il disco dell’anno, con uno sguardo al passato per affrontare al meglio il futuro senza dimenticare mai le proprie radici e da dove si viene.

 

 

Tracklist:


Side A
Sailor’s Choice
Crepe Suzette
You Make Me Sick
Lullaby
Nightage
Baby Doncha Know
Tired of Being Tired
I’m Shaky
Grudge

Side B
Mohicans
Like the Way I Know
It’s A Hectic World
To Remember
Yore Disgusting
It’s My Hair
I Need Some
Ride the Wild
Glad All Over?



lunedì 19 luglio 2021

Bennett - II

 

I Bennett sono un bellissimo pugno nella ghigna quando meno te lo aspetti, sono un panzer che macina metri senza mai fermarsi e ti si schianta contro, sono la band di cui hai bisogno. II è il loro secondo disco, uscito dopo il precedente omonimo e strabiliante album del 2017. Il quartetto arriva dalla Toscana ed è formato da veterani della scena hardcore italiana che anche con questo lavoro confermano la propria efficacia quando si tratta di pestare forte e trasmettere emozioni. Già, perché oltre alle pacche e alle frequenze basse che ti spaccano da dentro, c’è una voglia di stare bene intrinseca a questa band come solo in poche altre si può sentire. La voglia di urlare e di suonare sempre più forte ci porta a uno stato di salute di impagabile armonia. I Bennett sono la vostra medicina, ascoltate i loro dischi e starete meglio. Le coordinate sono un post hardcore cantato e urlato con il cuore, arrangiamenti pensati e ritmi cadenzati che non vi lasceranno scampo. Il disco è uscito in una bellissima versione color mostarda ed è fuori per To Lose La Track, Sonatine Produzioni, Smelly Cat Records e Dingleberry Records. Munitevi di pettine perché verrete spettinati.

 

Tracklist

Side A

1)      Distant

2)      The Season

3)      Go Get Fucked Montemurlo

4)      All Right

Side B

5)      Red H(V)elm(v)et

6)      Hurricane

7)      Deny

8)      Hug(hes) Me


domenica 6 dicembre 2020

The Rituals – The past twelve months

 

Edizione di lusso targata To Lose La Track per la ristampa di “The past twelve months” dei Rituals a quattordici anni di distanza dalla sua uscita. Questo bel discone giallo evidenziatore, fuori in sole 200 copie numerate a mano in questa edizione rimasterizzata suona da paura, forse ancora meglio dell’originale. Correva l’anno 2006, il filone punk hc in Italia stava andando alla grande, gruppi nostrani come Beer Bong, Sun Eats Hours, Pig Tails, Meanwhile la facevano da padrone su compilation, riviste specializzate e nei vari festival in giro per tutto lo stivale. A livello globale i Propogandhi e i Lawrence Arms influenzavano la scena con i propri dischi e la Fat Wreck Chords riempiva i negozi specializzati con il proprio catalogo. Noi ragazzi eravamo gasati, ci prendevamo bene, si andava a tutti i concerti possibili e si pogava a più non posso. Durante quel periodo d’oro tre ragazzi di Verona fecero uscire questo disco su cd per Wynona Records che all’epoca era il punto di riferimento in Italia per tutto il reparto punk rock, dall’emo a quello più hardcore. La produzione di questo disco colpisce già dal primo ascolto, suoni pulitissimi ma di un impatto strepitoso. Le registrazioni furono fatte all’Hate Studio di Vicenza, assoluto punto di riferimento per tutti. Le chitarre te le senti dritte in faccia, le rullate ti arrivano nello stomaco, il basso ti avvolge e non ti molla più. Testi profondi e taglienti che non ti lasciano alcun scampo, arrangiamenti ben curati e una scrittura davvero avanti per l’epoca fanno di questo disco una perla rara da avere assolutamente nella propria collezione. Dodici canzoni che sono indimenticabili inni punk capaci di far risuonare la rabbia e la depressione dell’essere giovani nella provincia italiana con una freschezza ancora oggi ineguagliata. Se già quando uscì ve lo siete perso, adesso non fate lo stesso errore.

                                                

Tracklist:

A1  Not A Tear
A2  Leave This Town In Flames
A3  An Inept Need For Backups
A4  Back In The Days
A5  Song Formerly Known As "Love Song"
A6  100 Razors

B1  Clean
B2  What You'll Pay For
B3  The Hand, The Knife And The Stab
B4  Tolerant
B5  The Brotherhood
B6  Button-shaped Eyes


sabato 18 luglio 2020

7pollici di carta numero dodici


Ben ritrovati amici di 7pollici, la vostra fanzina su A4 preferita torna dopo un anno di pausa con questo nuovo numero dodici, per tutti gli amanti della buona musica e delle autoproduzioni in generale. 7pollici sostiene da sempre chi si sporca le mani per farsi le cose da solo in qualsiasi ambito, proprio come facciamo noi da sempre. Questo numero lo vogliamo dedicare a chi si batte quotidianamente per la difesa dei diritti. Partendo dalla foto di copertina a cura del fotografo e video maker Stefano Muchetti, che ha ritratto i giovani partecipanti alla manifestazione cremonese aderente al movimento Black Lives Matter, nato negli Stati Uniti e sviluppatosi ormai in tutto il mondo. Anche noi vogliamo aderire a questo cambiamento. Sulle pagine di questo numero troverete infatti un’intervista a cui teniamo molto. Il poliedrico Johnny Mox ci parla della sua ultima produzione musicale, di come ha passato a casa il lockdown e del suo progetto musicale “Stregoni” che ben si allinea con le rivendicazioni del movimento BLM. All’interno di questo numero siamo ancora orgogliosi di ospitare il fumettista Riccardo Ronchi ideatore dei Fumetti Sbagliati che ci propone una vignetta sul tema di questo numero. Per quanto riguarda la parte prettamente musicale, potete leggere la recensione di “Big Sleeper”il fantastico disco d’esordio della band inglese In Technicolour che ci spettina a suon di stoner rock e una selezione di imperdibili uscite in 45 giri. Ora non mi resta che augurarvi una buona lettura e invitarvi a supportare con l’acquisto in vinili di gruppi ed etichette che nel nostro Bel Paese si sbattono un sacco per stampare la propria musica ancora in questo fantastico formato, specialmente in questo periodo.  
A risentirci al prossimo numero in un mondo migliore. Gabba gabba hey!

Il numero dodici di 7pollici di carta lo puoi scaricare qui: shorturl.at/myLU7

Lo stampi, lo pieghi e lo leggi dove vuoi.


Zet

lunedì 25 maggio 2020

Rope – Crimson Youth


I Rope sono una nuovissima band torinese con ex componenti di band come Tutti i Colori del Buio e Ponches (che amavamo molto). Suonano punk misto al noise e al grunge con SubPop, Dischord e SST nelle orecchie. Torino ha sempre spaccato dal punto di vista delle proposte musicali e anche questa volta non ci delude. Crimson Youth è un disco hardcore fatto come si deve, sudato, urlato e di impatto. Il riferimento principale è una band italiana che ha fatto la storia del genere anche se cantava in italiano, ovvero La Crisi. Riff di chitarra potenti, cambi di ritmo improvvisi, un cantato urlato ma mai troppo sforzato fanno di questo disco gli ingredienti principali. “No More Chanche?” apre egregiamente il disco e ci da subito le coordinate, mentre “The Crimson Youth” dai continui cambi di ritmo è una mitragliatrice che ci spara milioni di proiettili inarrestabili addosso. “4 AM And Still Here” è un capolavoro hardcore che ci riporta agli OFF! così come la successiva e velocissima “New But Still Lone Rider”. Il disco fila via veloce e ci fa saltare e cantare a squarciagola pezzi come “About The Differences Between You And A Dog” e “Trust No One And You Will Never”. I Rope hanno tutte le carte in tavola per giocarsela alla grande e fare davvero bene. Questo è un disco d’esordio che ci piace tantissimo ed è fuori grazie alle italianissime etichette SonatineProduzioni, Nothing Left Records, Youth Of Today Records, No Reason Records, Fresh Outbreak Records e Mother Ship.



Tracklist:

1)      No More Chance?

2)      The Crimson Youth

3)      4 AM And Still Here

4)      New But Still Lone Rider

5)      Waiting For Myself Not So Patiently

6)      Choking Adults

7)      About The Differences Between You And A Dog

8)      Trust No One And You Will Never

9)       We Are The Lads

domenica 1 marzo 2020

The Love Supreme - A shade of yellow very close to the gold album


I The Love Supreme sono 5 amici sparsi in giro per l’Italia che hanno deciso di iniziare a suonare insieme come succede più o meno sempre. Questa però è una super band formata da membri di Die Abete, Cayman The Animal, Bennett, Tutti I Colori Del Buio, Rope, Chambers, Six Feet Tall, ovvero alcuni dei gruppi punk hardcore più interessanti nel panorama italiano. Questo nuovo progetto si caratterizza per le due voci sempre presenti, che si intrecciano ricamando delle melodie potenti e graffianti insieme ad arrangiamenti ben fatti e ben suonati. “A shade of yellow very closeto the gold album” dei The Love Supreme è un disco d’esordio di sette tracce che scorrono veloci una via l’altra. Appena metterete giù la puntina del giradischi su questo bellissimo vinilone prenderete una bella botta di energia e verrete travolti da questi pezzi velocissimi. Lasciatevi trasportare e non ve ne pentirete.  Il vinile giallo one side serigrafato e illustrato da Gigi Fagni ed è fuori per To Lose La Track e ShoveRecords due delle etichette italiane più attive nel panorama indipendente e assolute garanzie di qualità. Non lasciatevelo sfuggire!



Tracklist:

1)      Scalford Rain

2)      Cospea chainsaw massacre

3)      The age of Talparius

4)      About the chanches

5)      Beware, he’s a prick

6)      An albatross

7)      El cajon

domenica 31 marzo 2019

Caso – Ad ogni buca


A distanza di tre anni dallo splendido “Cervino” Caso è tornato con questo nuovo “Ad ogni buca”, un disco più corto, scarno e diretto proprio come piace a noi. Con questa formazione in trio, chitarra, basso e batteria le canzoni del disco scorrono via veloci una via l’altra senza lasciarti il tempo di pensare ed elaborare. I testi sono avvolgenti e ti portano all’interno di vecchie fotografie o film che non riguardavi da parecchio tempo “come il soffio di un ricordo”. La vera forza di Caso è proprio questa, testi scritti in maniera perfetta, mai banali come se fossero un piccolo racconto dove il protagonista possiamo essere anche noi “quelli nati senza muscoli ma senza paura di guardarsi negli occhi” perché “il titolo è il tuo nome”.
Questo disco è pura attitudine punk in una fiat del ’96,  è una una gara di rutti prima di entrare di nascosto nella piscina comunale ormai chiusa, è un’avventura, è qualcosa che ci mancava ma non lo sapevamo, è una sensazione che è sempre stata lì e ci fa stare bene anche se non la riconosciamo più.
Otto canzoni come le diverse sfacettature della vena componitiva di Caso, tutte da scoprire e tutte da amare. Mettete il disco sul giradischi, abbassate la puntina e lasciatevi trasportare perché “il vento in faccia è soltanto il nostro” “e dimostriamo al mondo che non serve essere eroi”.
Ad ogni buca è fuori in vinile grazie a tre etichette italiane che si impegnano quotidianamente a supportate la buona musica nel nostro bel paese. Grazie di cuore a To Lose La Track, WildHoney Records e Sonatine Produzioni.





Tracklist:



1)      Ogni volta l’inverno

2)      Dente di Leone

3)      Il tuo nome

4)      Piscina

5)      Strade minori

6)      Fosbury

7)      Majorette

8)      Supercinema

mercoledì 6 marzo 2019

Riviera – Contrasto


I Riviera sono finalmente tornati e lo fanno alla grande, con questo bellissimo ed entusiasmante “Contrasto” uscito dopo il successo del precedente disco omonimo uscito nel 2014. Le sonorità punk/emo che caratterizzano la band si confermano e se possibile si migliorano in arrangiamenti e costruzione delle canzoni ancora migliori di prima. Otto pezzi suonati come si deve e urlati che arrivano diretti all’ascoltatore. Tormentoni che ti si appiccicano in testa e non ti mollano più. Melodie travolgenti e un’energia che pochi altri possono vantare in Italia. Uno stile unico e travolgente vi faranno amare questo disco già dal primo ascolto. I cinque romagnoli ci sanno davvero fare e non vi deluderanno, se li avete amati in precedenza continuerete a farlo senza alcun dubbio. Questo disco sarà la vostra colonna sonora per i prossimi mesi, ne sono più che certo. “Contrasto” è pieno zeppo di emozioni come una caduta in bicicletta è fuori in vinile grazie alla casa delle emozioni To Lose La Track. 

Tracklist:

1)      Lava
2)      Bronte
3)      Scogli
4)      Michele in bici
5)      Giaguaro
6)      Rodeo
7)      Terrazzo
8)      Disordine

venerdì 2 novembre 2018

Marnero – Quando Vedrai Le Navi In Fiamme Sarà Giunta L’Ora


“Quando Vedrai Le Navi In Fiamme Sarà Giunta L’Ora” è il nuovo e atteso disco dei bolognesi Marnero. Questa nuova uscita chiude quello che per la band rappresenta un ciclo, o forse meglio un concept di cui fanno parte i precedenti "Naufragio Universale" (2010), “Il Sopravvissuto” (2013) e “La Malora” (2016). Questo ultimo capitolo della saga incarna ancora una volta lo spirito di lotta e di quel maledetto male di male alla quale i Marnero ci hanno abituato nelle precedenti uscite. Insieme a loro cadremo ancora una volta in un nuovo abisso per intraprendere un ennesimo viaggio di maturazione e di forza che ci porta a sbattere ancora e ancora contro la potenza della natura e della vita, contro la quale tutti noi, prima o poi siamo, costretti a fare i conti. Le splendide liriche ci accompagnano come se fossero il nostro Virgilio, o forse il nostro Caronte, durante l’ascolto delle dieci tracce di questo potentissimo disco. I Marnero danno ancora una volta prova di cosa significhi fare musica come si deve in Italia. Arrangiamenti curati, musiche travolgenti che puntano dritte allo stomaco dell’ascoltatore, il quale non può far altro che rimanerne sommerso e affascinato proprio come i compagni di Ulisse dinanzi al canto delle splendide ma cattivissime sirene. Ancora una volta il mare e le sue profondità la fanno da padrone, nel bene e nel male l’acqua è l’elemento principe che ci accompagna nell’immaginario del disco. Questo capitolo però è quello finale, è quello dove si dà tutto, dove il nostro eroe, o meglio anti-eroe, si scontrerà contro i suoi mali più grandi e le navi sue compagne di mille avventure non potranno più salvarlo. Unitevi a quest’ ultima (?) avventura e lasciatevi trasportare dalle navi in fiamme che come una fenice rinasceranno in qualcosa di nuovo e forse migliore. Questo disco lo potete trovare fuori grazie a una produzione Do It Yourself tra To Lose La Track, Sonatine Produzioni, Sangue Dischi, Epidemic Records, Dischi Bervisti, Shove Records, Controcanti o in free download sul sito del gruppo. Il mio consiglio è quello di scaricare, comprare e andarvi ad ascoltare dal vivo questo gruppo. Non ve ne pentirete, sarà un bellissimo viaggio.





Tracklist:



1)      Le Navi Non Ardono Ancora

2)      A.C.H.A.B.

3)      Il settimo Senso

4)      Detriti

5)      Il Dilemma dei Due Guardiani

6)      Sulla Rupe

7)      A Torinoi Lo

8)      Il Gabbiere

9)      Prologue

10)  L’Assedio di Malgrado

giovedì 30 agosto 2018

Asino - Amore


Orsomaria Arrighi (voce e chitarra) e Giacomo Jah Ferrari (batteria) sono gli Asino e vengono da Massa e da Carrara. Suonano insieme da tanto, sono amici e si vogliono bene. Il loro primo disco era “Crudo”(2012), il secondo era “Muffa” (2014), il terzo è “Amore” uscito nella primavera del 2018 per tantissime e bravissime etichette italiane indipendenti: Pioggia Rossa Dischi, fromSCRATCH Records, All Ways Wrong, Dischi Decenti, Santa Valvola, General Soreness, Floppy Dischi, Dreamin Gorilla Records e Uno a Zero. Tutti e tre i dischi degli Asino hanno dentro sette brani di breve durata e di facile ascolto. Tutti e tre questi dischi hanno cinque lettere nel nome e sono delle bombe. Amore è la fine di questa triologia, è il capitolo finale.
Gli Asino per chi ancora non li conoscesse sono un duo anomalo e divertente, ispirato come ben pochi da sonorità noise e da una rabbia punk esagerata. Asino canta in italiano e sforna testi che vanno contro tutto e tutti. Gli Asino sono un ascolto diverso da tutto ciò a cui siete stati abituati. O forse sono la sintesi di tutto ciò che avete ascoltato. Chi lo sa? Troverete influenze blues, metal, stoner tra testi a volte nonsense, spesso impegnati, cantati, parlati o urlati. Questo nuovo disco “Amore” difatti è un mix di diverse sonorità. Abbassate la puntina del giradischi e lasciatevi trasportare dalla potenza di questo super duo. Ascoltate i testi, imparateli e cantateli a squarciagola come se non ci fosse un domani. Ascoltatemi che poi vi sentirete meglio. Se riuscite poi andate a vederli dal vivo e scoprirete un live set scatenato e coinvolgente. Comprate assolutamente questo disco degno di essere catalogato tra la migliore saggezza popolare. Infine lasciatevi andare, chiudete gli occhi, urlate forte, perché tanto è solo amore.


Tracklist:

1)    Sentirsi Male
2)    Enorme
3)    Umberto Space Echo
4)    Orsomariah Curry
5)    Offensivo
6)    Schiaphpho Dve
7)    Trenita

martedì 21 marzo 2017

7pollici di carta numero sette

Ben ritrovati amici, 7pollici torna alla grande con questo nuovo numero di carta, il numero sette. In questo numero troverete la recensione di Nebbia, il nuovissimo disco dei Gazebo Penguins, un disco che ci porta insieme alla band emiliana verso nuove sonorità e spazi inesplorati. Questa volta, perché ci piacciono le coincidenze, ospiteremo uno speciale sul nuovo disco dei Fine before you came. Come mi ha scritto Jacopo in una mail: il “numero sette pollici” e ne siamo più che onorati. A scaldarvi stomaco e cuore, come da tradizione, ci pensa la rubrica culinaria di Big Food che a sto giro vi parla de La Scimmia Pazza, fantastica birreria di Piacenza. A chiudere questo numero di 7pollici di carta, ci pensa il fumetto/scarabocchio di Mirco, dedicato al disco recensito. Non mi resta che augurarvi buona lettura e un felice inizio di primavera. A presto. Gabba gabba hey!

Scarica gratis il numero qui: http://tiny.cc/j2ezjy
Se vuoi lo stampi, lo pieghi in quattro e buona lettura.
Poi se ti va puoi anche condividerlo.


Zet

venerdì 17 marzo 2017

Gazebo Penguins - Nebbia

Nebbia è il nuovo attesissimo disco dei Gazebo Penguins e fin qui siamo tutti d'accordo. La copertina è chiara, ma in sostanza Nebbia è la capacità di guardarsi dentro e dare un nome alle cose. Non tutti ci riescono, ci vuole allenamento e una mente lucida, a volte cinica, ma sicuramente sincera. A far scomparire le cose dai nostri occhi siamo capaci un po' tutti, ma riaprirli con chi vogliamo noi solo in pochi ci riescono. Guardarsi in faccia, leggere la mappa e capire dove si è arrivati. Comprendere le persone e il proprio percorso. Questo è il dilemma, questo è il vero sforzo, la vera cima da raggiungere. Tirare le somme: a volte fa un po' male, forse stare così, tra il dolce cullare e il naufragar, ci conviene e a molti di noi poi piace tanto. Soffrire non è utile ma a volte consola rovinarsi il fegato. In questo siamo tutti davvero bravi. Su, non dite bugie, chi più chi meno... Se poi lo scrivi sui borderò e ci guadagni pure, meglio per te. Fuori è tutto confuso, peggio di una fotografia venuta male o di una strada con la nebbia fitta fitta la mattina presto. Non c'è niente che non avrà conseguenze, tanto meno la nebbia. Se tardi ad arrivare comincerò a sparire e oh-u-oh. Questo disco ti risucchia, ti fa suo, nei suoi testi, e nella sua potenza caotica ed è bello così. I Gazebo si confermano ancora una volta una mina sulla faccia in tutto e per tutto e questo disco è la loro giusta evoluzione dopo anni di attività. Punk, Emo, Shoegaze, c'è dentro tutto. La strada acquista un senso. Perdersi nella nebbia non è mai stato così piacevole. E ve lo dice uno che abita al centro della Pianura Padana.

Tracklist:

1) Bismantova
2) Nebbia
3) Febbre
4) Soffrire non è utile
5) scomparire
6) Fuoriporta
7) Porta
8) Atlandide
9) Pioggia

giovedì 23 febbraio 2017

Shameless – Fourth Floor

Gli Shameless sono un trio Hardcore/Punk di Cosenza nato nel 2014 e questo Fourth Floor è il loro secondo EP. Il disco è uscito autoprodotto da loro stessi e dalla loro piccola distro M.A.D. Productions, con l'aiuto di altre etichette e distribuzioni D.I.Y. provenienti da Italia, Germania e UK. Stampato in 500 copie di cui 200 in vinile giallo e le restanti in classico vinile nero questo ep di quattro pezzi è un vera bomba di HC italiano. Le sonorità musicali viaggiano tra i ritmi tirati e incessanti di band come Rkl e Bad Religion, punti di riferimento per questa band. Le liriche in italiano per niente banali e sempre pungenti sono il vero punto di forza di questo disco. I due lati scorrono veloci mentre Mario, Attilio e Davide picchiano forte sui loro strumenti. A completare quest’ottima produzione ci pensano le grafiche a cura di Stefano Pullano disegnate rigorosamente a mano. Le etichette che hanno partecipato alla stampa sono: Black Fire Rec. \ Chosen Few \ Distrozione \ Impeto Records \ Passione Nera \ Prejudice Me REc. \ RumagnaSgroza \ Rumori In Cantina \ Sirboni Rec. \ Smegma Rec. \ SN – Rex. Un disco da avere assolutamente se siete amanti del genere e se volete supportare una giovane band che merita davvero.


Tracklist

Side A
1)    Quarto Piano
2)    A stento

Side B
1)    La Resa
2)    In Prospettiva

lunedì 16 gennaio 2017

Gli Altri – Prati, Ombre, Monoliti


Prati, Ombre, Monoliti è il nuovo disco de Gli Altri, gruppo di Savona che si era già fatto apprezzare per uno split con la band degli Uragano uscito nel 2014.
Questo loro nuovo lavoro è un disco urlato e sudato insieme a 38 etichette indipendenti, realtà ed amici che hanno condiviso la stampa e l’uscita in vinile.
L’album suona “come se vibrasse tutto introno a noi” (cit. da Ombre uno dei miei pezzi preferiti di tutto il disco) e in effetti è proprio così. I pezzi vibrano, riecheggiano forti e coraggiosi per tutta la durata del disco. Durante l’ascolto ci troviamo tra il post hardcore e l’emo più viscerale, quello che è capace di guardarsi dentro senza paura alcuna e al contempo buttar tutto fuori come un mattone sulla faccia. I testi delle canzoni sono pungenti e taglienti, veri come non mai. Le parole vengono fuori urlate con estrema precisione e come un Virgilio dantesco accompagnano l’ascoltatore in questo labirinto di emozioni per tutta la durata dei dieci pezzi. Gli arrangiamenti sono curati e gli strumenti suonano pesanti come un macigno “come emozioni confuse che scorrono lungo le rive di un fiume” (cit. da Monoliti).
I ragazzi ci sanno fare davvero, meritano di essere supportati così come tutte le realtà che hanno preso parte alla cordata.


Tracklist:
1)    Prati
2)    Unai
3)    Ripenseremo
4)    Un’isola
5)    Oltre la collina
6)    Ombre
7)    Nuovo e diverso da te
8)    Ventre
9)    Idomeni
10) Monoliti

giovedì 12 gennaio 2017

Intervista a Flying Kids Records

Intervistiamo i ragazzi di FlyingKids Records per scoprire tutto ma proprio tutto su questa fantastica etichetta!

1)      Ciao ragazzi, presentatevi ai lettori di 7pollici e raccontateci come è nata Flying Kids Records e come si è sviluppata nel tempo.
E’ nata nel 2012 da quattro amici di vecchia data che principalmente andavano ai concerti insieme e hanno deciso di provarci. Va avanti tuttora così, con qualche divagazione tipo avere stampato anche un libro.


2)      In che occasioni decidete di stampare in vinile? Come vi organizzate con la stampa e la distribuzione delle copie dei dischi?
Stampiamo spesso in vinile, soprattutto per le uscite di ambito indie rock o punk. Per la stampa ci affidiamo agli amici di Legno, mentre non abbiamo una distribuzione canonica. Vendiamo sui nostri canali web e attraverso qualche negozio amico con cui siamo in contatto diretto.


3)      Come scegliete i gruppi da stampare e che rapporto avete con loro.
Sono quasi sempre gruppi che conosciamo e stimiamo da tempo, o che ci vengono segnalati da amici, o in cui ci imbattiamo per caso. Raramente siamo stati davvero colpiti dai demo arrivati alle nostre caselle, ma mai dire mai.


4)      Chi vi piacerebbe stampare e quali progetti avete per il futuro?
Dopo avere fatto un disco dei Van Pelt diciamo che sui sogni almeno per un po' siamo a posto. La prossima uscita sarà il secondo album dei Rainbow Island (il loro esordio era stato anche il nostro) e sarà il miglior disco italiano del 2017 a mani bassissime.



mercoledì 13 aprile 2016

Marnero - La Malora

La Malora è il nuovo disco dei Marnero, mitico gruppo di Bologna che viaggia spedito tra i mari dell’hardcore e del punk seguendo una rotta tutta sua da sempre. Questa Malora è la terza tappa di un lungo viaggio partito nel 2010 con il primo tassello  “Naufragio Universale” e proseguito con lo splendido “Il Sopravvissuto” del 2013. Questi tre dischi insieme formano “La trilogia del fallimento”, percorso intrapreso dai Marnero all’interno dei mari tempestosi a cui la vita ci mette di fronte tutti i giorni. Le parole di J.D. Raudo ci accompagnano minacciose all’interno di un mondo andato a male, dove la paura regna sovrana e si vive sul bordo abissale dell’incertezza. Questa è una storia di resistenza: da leggere, suonare, riprodurre, passare, copiare, ribaltare, ribellarsi, cercare, cercare, mettere in questione la norma, mettere in questione il normale. Le musiche pesanti e veloci ci portano giù senza darci la possibilità quasi di prender fiato. Gli arrangiamenti delle canzoni sono sempre curati e impreziositi da parti di archi, fiati e tamburi dirompenti. Con “La Malora” scivoliamo dentro a una città quasi morta abitata da morenti intenti a vivere le proprie vite scavando la propria tomba giorno e notte. Qui c’è la “Taverna dello Scarto” dove prendono vita storie e leggende narrate e cantate dalla gente venuta dal mare, dai matti, dai ciechi, dai naufraghi, dai clandestini, tutti personaggi sopravvissuti. All’improvviso i naufraghi si rendono conto che uno di loro è sparito e le successive ricerche sono del tutto vane. L’ordine precedente viene ristabilito e la Malora inesorabile è accaduta da tempo e accadrà sempre, proprio quando meno te l’aspetti. Non hai sentito? Il Suono della Malora è quello della rottura del cielo. Questa e altre disavventure le trovate anche nel libro da cui sono tratti tutti i bellissimi testi: La Malora (4/3) di J.D. Raudo edito per BéBert Edizioni. La Malora prima di uscire è stata in crowdfounding su Produzioni dal Basso ed è poi uscita su due bei viniloni colorati di verde e di rosso per Sangue Dischi, Escape From Today, ToLose La Track e Shove Records. Ci vuole impegno, non rinuncia, per perdere colpi.

Tracklist:

Parte |

/ Lato A /
Porti e Labirinti
L’ubriaco e il Cieco
/ Lato B /
Il Clandestino e Il Marinaio
Il Baro e Il Bambino

nel vuoto-pieno

/ Lato C /
La Sparizione

Parte ||

/ Lato D /
Il Pendolo
La Sciamana e Il Testimone
/ Lato E /
Specchio Nero
L’altro lato

lunedì 14 marzo 2016

Cayman The Animal – Apple Linder

Apple Linder è il terzo disco dei Cayman The Animal, gruppo che si divide tra Roma e Perugia. I cinque, veterani della scena punk/hard-core di mezzo stivale, a questo giro ci sfornano un disco bello peso ma al contempo melodico. Il ritmo dei dodici pezzi è incalzante e preciso. Questo disco non da alcun respiro all’ascoltatore che si trova appiccicato letteralmente al muro in tempo zero. Le canzoni filano via veloci senza compromessi, una più dissacrante dell’altra. La voce di Diego, urlata al punto giusto, arriva diretta e senza fronzoli. Le chitarre ti tagliano in due la faccia, mentre la sezione ritmica basso-batteria marcia come un carro armato indiavolato. L’armata del caimano, pazza al punto giusto, è pronta con questo disco a stendervi tutti per benino. Nessuno escluso. Già perché adesso davvero nessuno potrà più fare a meno di questo gruppo e di questo disco. Le splendide grafiche che accompagnano il vinilone giallo di Apple Linder sono a cura del mitico Ratigher, fan del gruppo. All’interno della copertina ci trovate un bellissimo posterone con su un batman caymano anziano che fa la pipì, così senza scomporsi troppo. Com’è nello spirito del gruppo. I Cayman suonano da paura e questo disco è una perla da avere nella vostra collezione. Se io fossi in voi recupererei pure i primi due. Questo è uscito grazie a SonatineProduzioni, Escape From Today e Diysco.


Tracklist:
1. No Mics No
2. Easy English           
3. Bad Religion - Italian Dictionary      
4. I promise To Keep Your Comics With Me      
5. You Debored Me   
6. We Don't Care    
7. Time Tail    
8. San Diego Coletti, CA      
9. Call My Name, Bastian, Please!            
10. Rainy Rain            
11. I Work So I Can Say I Work  
12. This Goes On Fat Wreck