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sabato 10 marzo 2018

Mount Fog - We Know Nothing


Mount Fog è un progetto artistico multidisciplinare nato nel 2011 composto da Nicola Domaneschi, Erich Grunewald e Marco Verdi. Il trio italo-svedese si muove tra musica sperimentale e avanguardia elettronica mischiata a immagini e fotografie di notevole spessore presentate al pubblico attraverso installazioni e performance artistiche. All’inizio, il progetto era composto solo dai due cremonesi Nicola e Marco che fin da subito hanno saputo valorizzare il proprio territorio di pianura, bagnato dal grande fiume Po, avvolto da una nebbia fitta  per buona parte dell’anno e umido come pochi altri. Nelle loro performance che uniscono musica, suoni e immagini possiamo ritrovare tutti questi elementi tipici della Pianura Padana ma non solo. Con l’innesto di Erich il gruppo acquisisce una consapevolezza e un’attitudine più europea e internazionale. Questo progetto ormai viaggia veloce su un binario che corre tra Milano, Berlino e Gothenburg senza dover più dimostrare niente a nessuno.

We Know Nothing è la loro prima uscita discografica, ma l’ultima dopo diverse pubblicazioni su riviste e siti specializzati, performance e  installazioni in giro per tutta Europa e un riconoscimento ormai assodato dal punto di vista del genere. Questo disco è una piccola perla uscita in sole cento copie in un formato fuori dagli schemi in collaborazione con la neonata etichetta bolognese Hustle Productions. Il disco infatti è un 8" lathe-cut di forma quadrata inciso a tornio e correlato da grafiche decisamente particolari e ricercate. Da avere e far girare nel proprio giradischi assolutamente.



Tracklist:



SIDE A – In A House Of Many Entrance

SIDE B – We Know Nothing

domenica 28 gennaio 2018

Verme – (RIP)


I Verme sono uno di quei gruppi che appartengono alla leggenda, un po’ come Falkor il FortunaDrago della Storia Infinita o come il caschetto arrogante di Fantaghirò. Quelle cose li che tutti conoscono e che tutti amano alla follia. Nati nel 2009 e morti la notte del 22/12/2012 in un concerto epico al Lo Fi di Milano, sono stati e saranno per sempre i paladini indiscussi dell’emo in Italia e per tutti gli appassionati e amanti del genere. Giacomo, Tommaso, Jacopo, Viole nel corso dei loro anni come Verme, ci hanno deliziati con alcune uscite ormai introvabili e rarissime. In ordine cronologico ricordiamo “Un verme resta un verme” (audiocasetta – 2010), “Vai verme vai” (audiocassetta – 2010), “Bad verme” (7” – 2011), “Vermica” (raccolta in cd delle precedenti uscite – 2011) e lo Splittone Paura (LP – 2012). Tutti dischi già sold-out da tempo. Ora grazie a un vero feticista dei dischi (come noi e tanti di voi immagino!), il buon Luca Benni di To Lose La Track, finalmente esce (RIP) la discografia completa dei Verme su vinile. Le bellissime stampe che accompagnano l’uscita sono invece a cura di Legno e alle grafiche di Jacopo e di Tommaso. Le fototessere che vi troverete all’interno sono del 2012 e il disco è uscito in edizione limitata a 300 copie. Fatelo vostro, mettetelo sul giradischi, abbassate la puntina e cantate a squarciagola come se non ci fosse un domani che tanto…”questo posto fa cagare”.


Tracklist:

Side A
A1 La Semplicità Della Montagna
A2 La Complessità Del Mare
A3 Piombo
A4 Ossimoro
A5 Coglione
A6 Figlio

Side B
B1 Gatto Gatto Gatto
B2 Risse Risse Risse
B3 Va Tutto Malone
B4 Va Tutto Marchette
B5 L'Inutilità Del Panorama
B6 Lo Squallore Del Tonno

sabato 18 marzo 2017

Fine Before You Came - Il numero sette

Il numero sette è il nuovo disco dei Fine before you came ed è uscito il 28 febbraio 2017 in free download dal loro sito.
La versione in vinile, disponibile dal 15 aprile, è già preordinabile dal sito legno.bigcartel.com

 Il numero sette è uscito come sempre quando nessuno se lo aspettava. Si sapeva dalla loro pagina facebook che i ragazzi avevano registrato qualcosa, ma non si sapeva cosa ne sarebbe uscito e soprattutto quando. Ai Fine before you came piace rimanere un po’ in silenzio, forse anche in disparte e colpire quando sono tutti distratti. La loro comunicazione è così, rapida e precisa come una punizione di Cristiano Ronaldo, guarda caso un numero sette. Anche questo nuovo disco del gruppo di Milano, colonna portante e fondante della musica emo in Italia, è finito in rete. Goal spettacolare. Un goal di quelli che si vedono poco in giro, di quelli che ci piace ricordare minuto per minuto. Questa è una rete corale di tutta la squadra, si vede che è scesa in campo come si deve ed ha esperienza più degli altri.
Attivi dal 1999, i Fine before you came si sono creati nel corso degli anni uno zoccolo duro di affezionati e di fans che aspetta sempre in grazia l’uscita di un loro lavoro in studio. Con assoluta onestà e con comprovata bravura la band è rimasta sempre nel cuori di tutti, anche durante le pause tra un disco e l’altro o un tour e l’altro. Questo filo diretto tra il gruppo e i loro ascoltatori è da sempre il loro vero punto di forza. Nessun filtro, nessun intermediario, è il gruppo stesso che si occupa della divulgazione e della promozione dei propri dischi. Questo alla maggior parte di noi è sempre piaciuto, ce li ha fatti sentire sempre più vicini. Così come le loro canzoni, diventate inni o veri e propri manifesti. Parole da cantare, da leggere, da scrivere e da sentire. Musica non solo per le orecchie, spesso per il cuore. E ancora una volta, anche con questo nuovo disco ci sono riusciti. Ascoltatelo a tutto volume, lasciatevi trasportare, galleggiate tra i testi, chiudete gli occhi e contate fino a sette. 



Tracklist:

1)    Ultimo Giorno
2)    Sequel
3)    Trabocchetti
4)    Come Pecore
5)    Come Alberi
6)    Penultima Notte
      7)  Nonsenso Comune

I ragazzi porteranno questo disco in giro per lo stivale in una manciata di date, centellinate come ormai ci hanno abituato. Segnatevele e andate a sentirveli, che dal vivo meritano e vi faranno star bene.  

 
 

domenica 29 maggio 2016

Labradors – The Great Maybe

Il nuovo disco dei Labradors comincia in maniera delicata, quasi sottovoce con una chitarra acustica e un violino che ti accolgono nel modo giusto, ti coccolano per benino, ti prendono per mano e ti accompagnano all’inizio di questo “The Great Maybe”.  Il ritmo cambia subito con la title track tirata al punto giusto e dal piglio powerpop che contraddistingue ormai da anni il trio lombardo. Jasmine ci fa muovere il piedino e la testa su e giù seguendo il suo ritmo quasi 60’s mentre Mario con la sua atmosfera soffusa, distesa e un po’ samba ci porta lontano facendo viaggiare la nostra mente per qualche minuto. Il piglio ritorna sostenuto e si canta col sorriso stampato in faccia con le melodiche Terrible Friend e Big Sure a chiudere il lato A. Giriamo lato e incontriamo le mie preferite, ovvero All I Have Is My Heart con un riff di chitarra che ti si appiccica subito addosso e la bellissima Paws arricchita da una voce femminile che accompagna la voce principale. Ci conducono magistralmente verso la fine la rockeggiante Strange Love, la pop-song Someone Else e la camaleontica Tearing Up The Globe.
Gli arrangiamenti delle canzoni sono sempre curatissimi, gli strumenti sono suonati e inseriti con cura, ogni cosa risulta essere al suo posto e il cantato in lingua inglese è perfetto. Se avrete l’occasione di conoscerli, scoprirete che i tre Labradors sono delle persone squisite e nelle loro canzoni questo si sente. 
Questo bellissimo vinilone è fuore grazie alle italiane To Lose La Track, Il Verso del Cinghiale, Neat Is Murder e Flying Kids Records e dentro ci trovate pure un comodo cd per ascoltarlo in auto quando andate in giro. Sarà la colonna sonora giusta per i vostri viaggi, non lasciatevelo scappare!

Tracklist:

Side A
1)    I Won’t Let Anyone Hurt You
2)    The Great Maybe
3)    Jasmine
4)    Mario
5)    Terrible Friend
6)    Big Sure

Side B
7)    All I Have Is My Heart
8)    Paws
9)    Strange Love
10) Someone Else
11) Tearing Up The Globe

mercoledì 14 gennaio 2015

SMNTCS – Self Title

SMNTCS è una band post hardcore formatasi a Milano nell’autunno del 2013 con membri di presenti e passate band interne all’ambito punk hardcore. Andrea, Giulio, Luca e Simo dopo sei mesi entrano in studio per registrare le sei canzoni che poi saranno contenute in questo primo LP omonimo uscito a novembre 2014. Musicalmente, si possono tracciare influenze che partono dal roster della Dischord Records di metà anni 80, agli anni 90 di Quicksand e Drive Like Jehu, così come dai contemporanei The Hope Conspiracy o Modern Life Is War. I testi sono degli appunti esistenziali collegati nel titolo a nomi di luogi dai gloriosi fasti attualmente abbandonati dall’uomo o distrutti da eventi naturali. La pacca è grossa e lo nel vostro stereo questo discone suonerà bene. Non abbiate paura, lasciatevi trasportare dalla turbina che creerà in voi questo disco. Vi sentirete bene. SMNTCS è una buona dose di potenza e disperazione quotidiana e questo è quello che ci vuole quando dentro qualcosa non vi torna. SMNTCS vi saprà stupire e shakerare per benino. Lasciatevi spettinare senza indugi.  Questo disco è una fruttuosa collaborazione tra più etichette: Dead Crumbs Edizioni, Neat is Murder, Fallo Dischi, Salad Days Records, Indelirium Records, RainingRecords, Oceano Records, Blessed Hands Records.


Tracklist:
Note #1 (Mount Buzludzha)
Note #2 (Tuxedo Princess)
Note #3 (Majestic)
Note #4 (Tuxedo Royale)
Note #5 (Ruderi)
Note #6 (Antipodes)