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venerdì 30 dicembre 2022

Stinking Polecats e Retarded, il ritorno

 

Il 2022 è stato l’anno dei ritorni, vedi ad esempio i Blink182 che con il ritorno di Tom DeLonge in formazione hanno registrato un disco nuovo e programmato un tour mondiale già da tutto esaurito, i Pantera che sono tornati con un tour celebrativo, gli Abba che tornano a cantare ma in forma di avatar, i Rage Against the Machine che dovevano tornare ma poi ci hanno ripensato da veri ribelli, Max Pezzali che torna a cantare i primi dischi degli 883 e i Blur che si stanno preparando per festeggiare l’anno prossimo i 30 anni dall’uscita di “Parklife”. Insomma un anno ricco di reunion per tutti i gusti e per accontentare anche i fan più nostalgici.  A parte queste o altre operazioni, quello che sicuramente ci ha gasato di più di tutte è stato il ritorno in pianta stabile di due icone del punk rock italiano, ovvero gli Stinking Polecats e i Retarded. Per chi non li conoscesse i primi arrivano da Piacenza, si sono formati nel 1995, hanno pubblicato svariati dischi tra LP, 7” e split, venendo stampati anche da Wynona Records. Sono diventati in poco tempo uno dei nomi più conosciti tra la fine dei ’90 e i primi anni dei 2000, suonando ovunque in tutta Europa con un ottimo successo di critica e di pubblico. Dal loro scioglimento nel 2007 sono nati i Tough, mentre i loro membri hanno suonato anche nei Mitch and the Teekays e nei Kobenhavn Store. Il primo e unico concerto che riuscii a vedere della band ancora in attività fu nel giugno del 2006 al Tendenze Festival di Piacenza in apertura ai Queers. Fu una bomba. Già nel 2020 ci fecero intuire che qualcosa bolliva in pentola con la pubblicazione dell’EP 7” omonimo, ora con questo nuovo album riempiono un’attesa durata diciassette anni. Dieci pezzi tirati, in pieno stile Polecats, tra Screeching Weasel e Social Distortion che ci fanno stare bene come quando avevamo vent’anni. Il disco è uscito in vinile grazie a Bad Man Records (IT), El Topo Records (IT) e Mom’sBasement Records (USA). I Retarded invece sono originari di Voghera, si formano nel 1998 e nel 2007 fanno uscire il loro ultimo LP “Goes Louder” ristampato lo scorso anno e fatto suonare nel nostro giradischi un sacco di volte. Il nuovo lavoro “Locked Down City” è un 7” uscito grazie a Bad Man Records (IT) nella versione bianca o nera e contiene due pezzi che sono una bomba. In attesa dell’arrivo del disco nuovo ci spariamo a tutto volume questo piacevolissimo antipasto in pieno stile ramonescore.  Tutto sommato non è stato poi così male questo 2022.

 

Stinking Polecats – s/t

Attilio

Space Trip

Lost in Naples

Is this real?

Little jelly bean

A promise and a threat

I’m the wolf

Merry me

Go get ready

Once in a wild


Retarded - Locked Down City

Side A: Locked Down City

Side B: Same As The First


venerdì 31 dicembre 2021

Descendents - 9th & Walnut

 

I Descendents, band seminale della scena punk californiana attiva dal 1978, ha pubblicato quest’estate 9th & Walnut” ottavo album in studio che arriva a 5 anni di distanza dal precedente Hypercaffium Spazzinate. Nel 2002 il gruppo era tornato alla sua line-up originale (Aukerman, Stevenson, Navetta, Lombardo) registrando in studio questi pezzi, tenuti nel cassetto fino ad oggi. Tra vari tira e molla, pause e altri progetti musicali, il gruppo è ritornato in pianta stabile nel 2010, con grande gioia di tutti i suoi fans sparsi per tutto il mondo. Il sottoscritto, che anche lui rientra tra questi, gode ancora molto dei dischi che continuano a far uscire e soprattutto del concerto tenuto al Carroponte nell’estate del 2017 (vedi foto sotto). E’ stata un’emozione fantastica poter vedere dal vivo uno dei gruppi che ha fatto la storia del punk rock e poter cantare a squarciagola “Everything Sux” e “I’m the One” insieme a Milo, iconico cantante della band. Lo spirito dei quattro punk rockers è rimasto lo stesso, tanta energia e tanta voglia di divertirsi suonando le canzoni che nel corso della loro storia sono diventate dei piccoli grandi manifesti. Questo nuovo “vecchio” album ci riporta proprio agli albori della band, proponendoci 18 tracce che includono i loro primissimi brani composti tra il 1977 e il 1980, tra cui i singoli dell’esordio Ride The Wild e It’s A Hectic World (qui per la prima volta cantati da Milo) e una cover in pieno stile Descendents di Glad All Over dei The Dave Clark Five. 9th & Walnut è il nome della sala prove che in quegli anni i Descendents usavano e averlo scelto come titolo per questo album l’ho trovata una scelta azzeccata e di riconoscimento verso un luogo che gli ha visti nascere e crescere. La sala prove per una band che si trova quasi quotidianamente a suonare e a sudare la propria musica, rappresenta un fortino è il luogo che custodisce la propria intimità e la magia della nascita di ogni singola canzone. Capite bene quindi il grande valore emotivo che questa rappresenta. Ma questo è un altro discorso e anche se ci sono molto legato torniamo a parlare di musica. Il singolo che ha anticipato l’uscita del disco è stato “Baby Doncha Know” una mina di pezzo che rappresenta appieno lo stile della band. All’interno di questo album sentiamo un sacco di riferimento ad album leggendari e pietre miliari della band come “Milo Goes To College” del 1982 e “I Don't Want to Grow Up” del 1985. Riff di chitarra graffianti, una sezione ritmica incalzante e una voce inconfondibile fanno di questi pezzi un marchio di fabbrica di assoluto pregio nella discografia dei Descendents. Il disco è uscito per Epitaph Records e per noi è il disco dell’anno, con uno sguardo al passato per affrontare al meglio il futuro senza dimenticare mai le proprie radici e da dove si viene.

 

 

Tracklist:


Side A
Sailor’s Choice
Crepe Suzette
You Make Me Sick
Lullaby
Nightage
Baby Doncha Know
Tired of Being Tired
I’m Shaky
Grudge

Side B
Mohicans
Like the Way I Know
It’s A Hectic World
To Remember
Yore Disgusting
It’s My Hair
I Need Some
Ride the Wild
Glad All Over?



giovedì 29 luglio 2021

Retarded – Goes Louder

 

Ristampa di lusso per la Bad Man Records che ci ripropone in vinile l’ultimo disco registrato in studio dai Retarded e uscito precedentemente in CD nel 2007 per la Insubordination Records. “Goes Louder”. Esce nella versione color nero o nella bellissima color giallo che ben figurerà sul piatto del vostro giradischi. Rispetto all’originale questa edizione vanta due tracce in più. L’album è una mina punk rock che ti esplode dritta in faccia. Pezzi veloci, essenziali, tre accordi e via.  I vecchi fan come me, sanno di cosa parlo. Per tutti gli altri consiglio di recuperare tutta la discografia della band tra mercatini di vinili e negozi di dischi specializzati. I Retarded in attività dal 1998 al 2007, sono uno di quei gruppi  che hanno fatto la storia del genere nel nostro Bel Paese e in una collezione di dischi che si rispetti un loro album, split, ep o 7” non può mancare. Ricordo ancora come se fosse ieri che durante i primi anni del liceo, in una gita milanese presso Zabriskie trovai il loro primo e omonimo disco. Fu una folgorazione, me ne innamorai già dalla copertina e una volta arrivato a casa non facevo altro che ascoltarlo. Da allora sono entrati nella mia top 5 dei gruppi italiani preferiti. Riuscii a vederli dal vivo solo durante la loro reunion al Punk Rock Raduno del 2017, ma questa è un’altra storia. Non fate gli gnorri e recuperate questo disco!

 

Tracklist:

Side A

1) Staying Alive

2) The Monkey

3) High Heels Short Skirt

4) Gambling On Rock

5) Got her In My Brain

6) Faster and Faster (Time Is Running Out)

 

Side B:

1) Gasoline

2) Don't Wanna Be With You

3) You Gotta Hear Me

4) Reaction

5) Standing At The Party Without You

6) I Won't Give Up

7) Bye Bye Baby (bonus track, previously release on Gambling on Rock 7")

8) Sick On You (bonus track, originally performed by The Boys)


domenica 18 luglio 2021

Minus Hero – Songs about leaving

 

I Minus Hero sono un powertrio punk rock di Roma nato nel 2019 che vede all’interno delle proprie fila dei veterani della scena come Marco About voce e basso dei Twister, nonché disegnatore molto apprezzato e riconosciuto, Luca ex Nofu e Nappies e Riccardo dei Bravo. La missione di questa band è di impressionare l’ascoltatore quattro pezzi alla volta. Step by step o meglio “Inch By Inch” come direbbe Al Pacino nei panni di Tony D'Amato, allenatore della squadra di football americano dei Miami Sharks nel film Ogni maledetta domenica. Dopo “Evelyn” il primo straordinario ep di quattro tracce uscito in edizione limitata in cassetta nel 2019, ora è il turno di “Songs About Leaving” un 10” uscito in vinile per la collana Blue Feelings  nata in pandemia per dare voce al “lato più riflessivo e sentimentale del punk rock” da parte dell’etichetta Flamingo Records di Genova. Quattro pezzi che ti rapiscono e ti riportano a quei fantastici anni ’90 però con uno sguardo e una consapevolezza contemporanea. Un viaggio andata e ritorno a cento allora cantando a squarciagola un pezzo via l’altro. Un muro di chitarre e di melodia che non ti darà tregua e ti si appiccicherà addosso, proprio come quella big babol che masticavi alle medie mentre ascoltavi i Ramones o i Dinosaur Jr. I riferimenti compositivi della band sono proprio questi, conditi con un bel po’ di Husker Du e di sano spirito 90’s che tanto apprezziamo. Il disco è uscito in edizione limitata di 150 copie numerate e serigrafate, non fatevelo sfuggire!

 

Tracklist

Side A

1)      Goodbyes pt.1

2)      Care

Side B

3)      Serenity

4)      Goodbyes pt.2


domenica 21 marzo 2021

Screeching Weasel - Some Freaks of Atavism

 

Gli Screeching Weasel tornano con questo disco “Some Freaks of Atavism”, sulla scia del bellissimo album “FirstWorld Manifesto” e dell’EP Carnival of Schadenfreude” usciti entrambi nel 2011. “Baby Fat : Act 1” del 2015 forse è meglio non considerarlo troppo.  Fortunatamente la grinta di Ben Weasel soci è sempre la stessa, punk rock suonato come si deve, melodie strappa mutande e un ritmo che non ti lascia un attimo di respiro. Non è un caso che la band di Chicago è un punto di riferimento assoluto, fin dal 1987 anno di uscita del primo e straordinario disco omonimo. Questo disco con “She Ain’t Your Baby” parte subito con il piede giusto e ci fa capire la direzione che prenderà. La scaletta dei pezzi scorre via veloce con i coretti messi al posto giusto, le tastierine bubblegum che tanto adoriamo e gli assoli messi dove servono. Nella splendida ballad “Losing in my Mind” troviamo la partecipazione alla voce del cantante degli MXPX Mike Herrera, mentre in “Turn It Around” quella di Josie Cotton veterana cantautrice statunitense. C’è anche un pezzo che strizza l’occhio a sonorità un po’ swing come “Problematic”, mentre la strofa di “Brain in a Jar” ci rimane appiccicata in testa come una cicca da masticare per parecchio tempo. La voce inconfondibile di Ben è il valore aggiunto di un disco che ci piace e che ascoltiamo con piacere. “Settle In” e “Bleed Through Me” che chiude l’album, sono in assoluto i miei pezzi preferiti perché rappresentano appieno lo spirito degli Screeching Weasel e il loro unico e travolgente sound. Il disco in vinile in Europa è fuori per Striped Records mentre negli USA per la Recess Records.

 

 

Tracklist:


Lato A
1) She Ain’t Your Baby
2) Back of Your Head
3) God Help Us
4) To Hell With You
5) Settle In
6) Not Even Close
7) Losing My Mind

Lato B
1)Never Been In Love
2) Turn It Around
3) Crying Shame
4) Brain in a Jar
5) Dead by Dawn
6) Problematic
7) Bleed Through Me


sabato 20 marzo 2021

The Queers – Save the World

 

Grazie Joe King, fortuna che ci sei tu e che ci regali questo disco, ne avevamo davvero bisogno. Dieci anni che lo stavamo aspettando. Un po’ di spensieratezza, senza prendersi troppo sul serio, rimanendo sempre se fedeli a se stessi, cantando e suonando ancora come vent’anni fa. Fanculo a tutti e soprattutto fanculo al tempo che scorre. “Save the World”, il nuovo disco dei Queers suona come un disco uscito a fine anni novanta e questo ci gasa un casino, ma la cosa che ci piace ancora di più è la stessa energia e la stessa passione che Joe ci ha messo nella sua realizzazione. Attitudine da vendere, puttanelle. Prendete i Beach Boys e mischiateli ai Ramones, cosa ottenete? I Queers naturalmente, un mix di energia e melodia, testi graffianti e una voce unica nel suo genere. La scuola punk rock da cui andare a lezione e da cui prendere sempre esempio. Dal 1990 il nostro gruppo preferito. Sicuramente con questo disco i Queers non salveranno il mondo ma salveranno l’umore dei loro ascoltatori. Fatevi un piacere, ascoltate questo disco e amate i Queers, le vostre endorfine ne gioveranno. In Europa il disco in vinile è fuori per Striped Records, la prima stampa è già andata esaurita, non fatevi scappare anche la seconda!

 

Tracklist

Side A
1) Attack of the 5 ft bitch
2) Shirley needs a dildo
3) Shit for brains
4) My heart’s in the right place
5) Cheeto in a speedo eating a burrito
6) Young dumb and into Iron Maiden
7) Fanculo a tutti
8) If i had a girl like you

Side B
9) Hong fucking kong
10)White power feud in Atlanta
11) Bubblegum girl
12) Let the rain wash away my tears
13) Leave that girl alone
14) Nightmare to deal with
15) We love our fans


domenica 24 gennaio 2021

Twister – Ten years of failures

 

I Twister sono una delle mie punk rock band preferite, vengono da Roma e per festeggiare come si deve i dieci anni di attività hanno pubblicato questo bellissimo 7”. “Ten years of failures” racchiude in soli due pezzi il valore, lo stile e l’attitudine di questa straordinaria band. Pezzi potenti che ti arrivano dritti al cuore ben arrangiati e magistralmente suonati.  Uno stile inconfondibile, tipico dei nostri romani preferiti suona nel nostro stereo appena facciamo scendere la puntina su “After me” traccia A del vinile che impariamo a memoria dopo pochi ascolti mentre “Frozen” il B side dal suono più cupo e incalzante completa questo quarantacinque giri che continua a girare nel nostro giradischi da quando ci è arrivato a casa il mese scorso. Il disco è fuori in edizione limitata a 250 copie in quattro colori diversi di copertina grazie a Mom’s Basement Records (USA), One Chord Wonder (IT)e Let’s Goat Records (IT). Non fatevelo scappare!

 

Tracklist:

Side A – After me

Side B – Frozen


domenica 29 novembre 2020

The Manges - Punk Rock Addio

 

I Manges, ovvero la migliore punk rock band della galassia torna con un disco nuovo di zecca dall’enigmatico titolo “Punk Rock Addio”, anticipato dal singolo su 7” Endless Detention /Ramones At Lollapalooza. A sei anni di distanza dal precedente album “All is well”, questo nuovo disco, prodotto da Danilo Silvestri e Lorenzo Moretti dei Giuda segna un ritorno alle origini rispetto alle ultime uscite. Per darvi delle coordinate le sonorità delle canzoni sono molto più simili a “The Manges Go Down”, disco straordinario della band spezzina uscito nel 2006. Questo nuovo quinto studio album è il disco più atteso della band, sicuramente il più maturo e quello che rappresenta al meglio i ventisette anni di storia di questa band culto che vanta fan in tutto il globo. Dodici tracce, una più bella dell’altra che filano via veloci accompagnando l’ascoltatore nel mondo Manges, fatto di avventure straordinarie o storie di dipendenze ambientate tra il Vietnam, la Nord Corea e la disperazione della domenica pomeriggio, in un immaginario che ha come protagonisti paninari anni ‘80, Dee Dee Ramone, il Stg. Mouse o i nostri peggiori incubi. La vera forza dei testi dei Manges è che in queste pazze storie ci possiamo ritrovare tutti quanti come protagonisti all’interno di un fumetto. Il mio pezzo preferito tra tutti è la cover di “Take It On The Chin”, struggente brano di William Elliott Whitmore appartenente alla cultura country folk nord americana, qui magistralmente rivisitato e valorizzato dai Manges. In conclusione del disco troviamo anche “Off My Tree” scritta da CJ Ramone e magistralmente suonata dai nostri che ben sanno come indossare la giacca di pelle ereditata dai quattro fratellini di Forest Hills. Eredità ed attitudine.

 

Tracklist:

Side A

1. Next To Zero
2. Vietnam Addio
3. Endless Detention
4. Paninaro
5. Ice Capades
6. Chinese Dragons

 

Side B
7. Viper Room
8. Tootsie Rolls
9. North Korea
10. Take It On The Chin
11. L.E.N.D.O.R.M.I.N.
12. Off My Tree


lunedì 21 settembre 2020

Proton Packs - Paradox

 

Paradox è il nuovo album dei senesi Proton Packs, band Ecto-Punk come amano definirsi, in attività già dal 2005. Le influenze della band sono Ramones, Misfits e Lillingtons giusto per darvi delle coordinate e in più in diversi pezzi personalmente ho trovato qualcosa anche di Gamits. Questo è il loro quarto full length uscito dopo il precedente “Conspiracy ‘66” del 2017 di cui trovate la nostra recensione proprio qui. Lo stile della band rimane invariato, la scrittura dei pezzi ricalca le atmosfere care al gruppo: fantascienza, viaggi nel tempo e nello spazio, universi paralleli, matematici pazzi e mostri da cui fuggire.  Quattordici pezzi suonati e arrangiati come si deve, una linea melodica avvolgente e un ritmo che ti fa muovere su e giù come pochi altri. Testi divertenti, avventure che tutti quanti vorremmo vivere e poter cantare nelle nostri canzoni fanno di questo disco una vera chicca da avere nella vostra collezione. Tutti i pezzi sono divertenti e filano via uno dopo l’altro come un’astronave che sfreccia tra le stelle. I miei preferiti sono la title-track “Paradox”, “Three Holes In My Head” cantata con Chris dei Mugwumps, “Beware Of The Spiral Shape” e “Retrofuture” con un intro super anni ’80 che richiama le atmosfere di serie Tv come Stranger Things. Da segnalare anche la bellissima copertina a cura dell’illustratore Dario Maggiore, assoluto punto di riferimento per tutta la segna DIY. Il disco è fuori in vinile grazie a Mom’s Basement Records (USA) e in cd grazie a Bad Man Records (IT). Non fatevelo scappare, sarebbe un paradosso!

 

Tracklist:

1)      Retrofuture

2)      Man With The Eyepatch

3)      Mistery Zone

4)      Enigma Machine

5)      Lucy In The Sky With Diagrams

6)      802.701

7)      Tentacle!

8)      Paradox

9)      Three Holes In My Head

10)   Beware Of The Spiral Shape

11)   Business As Unusual

12)   Parallel Guy

13)   Deadly Eye

14)   Continuum


sabato 5 settembre 2020

The Manges - Endless Detention / Ramones At Lollapalooza

 

Questo fantastico 7” è il giusto aperitivo in attesa del piatto forte della casa. I Manges da cuochi esperti quali sono, sfornano questi due pezzi come anteprima dell’attesissimo nuovo disco dall’enigmatico titolo “Punk Rock Addio” in uscita per il prossimo 25 Settembre. Sul lato A troviamo “Endless Detention”che è il vero primo singolo del nuovo album in arrivo a fine mese. Brano nel classico stile della band Spezzina con tanto di sfumatura finale che ci riporta negli album degli anni 80’ dei Ramones, assoluto riferimento per i Manges che ne sono i degni eredi. “Ramones At Lollapalooza” è un b-side di alto livello che ci fa muovere il piedino su e giù a ritmo del ritornello che ci rimane appiccicato in testa in un attimo già dal primo ascolto. Questo è un piccolo gioiellino che tutti i fans della band devono avere nella propria collezione, così come tutti i fanatici dei Ramones e gli amanti del punk rock. Il disco è fuori per Striped Records, non lasciatevelo sfuggire!

 

Tracklist:

Side A - Endless Detention

Side B - Ramones At Lollapalooza


giovedì 3 settembre 2020

Stinking Polecats – s/t

 

Un ritorno inatteso ma che ci riempie di gioia, quello degli Stinking Polecats che a distanza di quindici anni da “Broken”, la loro ultima uscita discografica, tornano con questo EP su 7”. La storica band piacentina nata nel 1996 e scioltasi nel 2007 con la nascita dei Tough, è stata un importante punto di riferimento per tutta la scena punk rock italiana di quegli anni suonando ovunque in tutta Europa e condividendo i palchi e gli split con tantissime band notevoli sia italiane che straniere. Ad aprire le danze di questo nuovo EP ci pensa la bellissima “What Do You Do” accompagnata da un video promozionale che ne ha annunciato l’uscita verso la metà di giugno. Non ci può essere ritorno migliore. Il pezzo che strizza l’occhio ai ritmi più rock’n’roll cantato da Miccetta, ci rapisce subito con il suo ritornello sing-alone che ci rimane appiccicato in testa già dopo il primo ascolto. “Monday” che apre il lato B del disco ci spettina già dalla prima rullata di Davide e ci fa muovere il piedino su e giù mentre cantiamo a squarciagola insieme a Chris, che questa volta ne è la voce principale. In chiusura troviamo la travolgente e struggente pop-punk song “Perspective” cantata da Simone. I pezzi suonano tutti alla grande, sono ben arrangiati e hanno la botta giusta, quella che ogni buon disco punk-rock deve avere per essere tale. L’alternanza delle voci è un fattore positivo in più che valorizza il risultato finale e complessivo della proposta musicale da parte di questa band. Il tempo è passato ma la pacca è rimasta immutata e questo nuovo EP ci fa ben sperare per un’imminente uscita di un album e di un ritorno anche live da parte del gruppo. Noi non vediamo l’ora di poter tornare a cantare la colonna sonora della nostra giovinezza ancora una volta insieme sotto qualche palco. Intanto ci gustiamo questi tre pezzi usciti grazie a Moms Basement Records (USA), BadMan Records (IT) ed El Topo Records (IT).

 

Tracklist:

A1) What Do You Do

B2) Monday

B3) Perspective


lunedì 13 aprile 2020

Riccobellis – Battlestar Galactica


I Riccobellis sono tornati con “Battlestar Galactica” il loro terzo album uscito per Monster Zero assoluta garanzia in ambito punk-rock di scuola Ramones. Le coordinate per questa fantastica band sono state sempre queste, fin dall’inizio della loro entusiasmante storia. Dieci anni fa recensivamo sul nostro blog proprio la loro prima uscita, un 7” che ci aveva subito colpito per la qualità della proposta musicale e la freschezza con cui ci veniva sparata in faccia. Da allora abbiamo sempre seguito con passione questo trio punk rock bresciano. Ad aprire le danze di questo nuovo “Battlestar Galactica” ci pensa la title track del disco, un pezzo che ci fa subito prendere bene e ci fa muovere la testa su e giù. Si prosegue con una serie di mine che ti arrivano veloci addosso come un raggio laser (vedi “Crazy Molly” e “Murder On Avenue A”) . Così come ci hanno particolarmente colpito pezzi come la bellissima “Drunk e Drugs”, “I Don’t Wanna Go In A Psycho Therapy”, “The Night Of The Living Dead” per i loro ritornelli e le melodie che ti rimangono appiccicate in testa fin dal primo ascolto. Il disco ci prende bene fino alla fine con la sing-alone “You’re The Reason” e il tributo ai quattro fratellini di  Forest Hills con “Born To Die In Berlin”. Quattordici tracce suonate con passione, belle tirate e arrangiate con riff e coretti sempre azzeccati fanno di questo un ottimo disco che non dovete lasciarvi scappare.



Tracklist:

1. Battlestar Galactica
2. Crazy Molly
3. Murder On Avenue A
4. Lost In Tokyo
5. Drunk & Drugs
6. I Know What You Did Last Summer
7. Forever Holiday
8. I Remember You
9. Without You
10. I Don't Wanna Go In A Psycho Therapy
11. The Night Of The Living Dead
12. Alone Tonight
13. You're The Reason
14. Born To Die In Berlin

lunedì 2 marzo 2020

The Livermores – s/t


I Livermores sono un trio punk rock di Ancona attivo dal 2016 che suona con i Ramones nel cuore e questo è il loro primo LP, uscito dopo una serie di partecipazioni a diverse compilation, un EP e un singolo d’esordio. Tre accordi e via, ritmi serrati, melodie poppeggianti che ti rimangono in testa per molto e coretti messi al punto giusto fanno di questo lavoro un ottimo disco. La missione dichiarata è semplice e chiara per tutti: arrivare dritti e veloci al punto,  attenersi alle regole stilistiche del punk rock e non fare prigionieri. La truppa Livermores in questo è molto brava e riceverà sicuramente una medaglia d’onore. Il disco è molto bello, i tredici pezzi girano bene e sono assolutamente ben suonati. Segnatevi questo nome perché saranno sicuramente uno dei gruppi del nostro Bel Paese a girare di più e a far vittime nel genere. Un applauso a questi tre ragazzi che con assoluta semplicità hanno sfornato un disco assolutamente ben fatto che non ha niente da invidiare ai padri fondatori del genere e a tutti i suoi adepti contemporanei.  Questo bel discone rosa è fuori grazie a un trio di etichette punk rock davvero interessanti: Mom's Basement (USA), I Buy Records (Italy) e Commando Records (Italy). Second verse, same as the first!



Tracklist:

1)      Copacabana

2)      I love her (she don’t care)

3)      P.P. is a spy

4)      Who killed F.P.?

5)      The reunione

6)      2nd chance

7)      Bay California

8)      48’s

9)      Easter Island H.E.A.D.

10)   G.K. Commando

11)   Summer 16

12)   C.I.A.

13)   The sixth rule

venerdì 28 febbraio 2020

Huntingtons – ¡Muerto, Carcel, O Rocanrol!


Gli Huntingtons sono tornati e lo fanno alla grande! La band di Baltimora attiva dal 1993 al 2005, riformatasi poi nel 2009 è ormai diventata un punto di riferimento nella scena punk-rock mondiale in quanto apprezzata e amata in ogni dove e a ogni latitudine. Questo loro nuovo “Muerto, Carcel o Rocanrol” è l’ottavo LP pubblicato, il primo dopo quasi diciassette anni di silenzio in studio. Il gruppo è tornato anche grazie all’etichetta Monster Zero Records, capitanata da Kevin Aper assoluto guru e rappresentante del punk-rock europeo che ha creduto ancora in loro. Questo disco fin dal titolo rappresenta il passato, il presente e il futuro della band che ha rischiato di non esistere più ma fortunatamente per noi è tornata e fa quello che gli piace di più, ovvero suonare quello che ama ancora più veloce, con ancora più attitudine, quando vuole e dove vuole. I Ramones sono sempre nel cuore, così come i piccoli locali e tutte le persone che in giro per il mondo li hanno ospitato in tutti questi anni di attività e concerti.  Tre accordi, bel tiro, melodie, coretti e gli ingredienti per un bel disco ci sono tutti. Riffettoni di chitarra potenti al limite del metal come in “The Slammer” dove troviamo una citazione di “The Trooper” degli Iron Maiden, ritornelli ipnotici che ti rimangono in tesa come in “Be With You”, splendidi pezzi come “To Old to Care”, “Liar” o il finalone “I Don’t Wanna Die Alone”  fanno di questo disco un ottimo acquisto per tutti i fan della band ma anche per tutti i nuovi giovani punkers alla ricerca di buona musica.



Tracklist:

A1
Too Old To Care
A2
I Am The Liquor
A3
The Slammer
A4
Innocent
A5
Dead Wrong
A6
Not Penny's Boat
A7
Thank God For The Bomb
B1
Things Are Gonna Get Better
B2
You Don't Have To Go
B3
Say Hi To Your Mom For Me
B4
Bottom Of The Bottle
B5
Be With You
B6
Liar
B7
I Don't Wanna Die Alone

sabato 14 dicembre 2019

The Clash – London Calling


Il 14 dicembre del 1979 usciva London Calling il disco più bello dei Clash e sicuramente di tutta la storia della musica. 19 brani, suddivisi nei rispettivi quattro lati del doppio vinile, che nel corso di questi quarant’anni è riuscito a vendere oltre due milioni di copie nel mondo, nonostante il gruppo non sia più in attività dall’86.  Questi in breve i numeri record di un disco che è una pietra miliare della musica rock e punto di riferimento per un sacco di artisti di tutti i generi. Si proprio così, perché all’interno di questo album possiamo trovare diverse anime che lo compongono; c’è tanto punk rock, diverso reggae, così come del rockabilly, del rhythm and blues e perfino del jazz. Il crossover prima del crossover. Ogni artista musicale contemporaneo ha avuto a che fare almeno una volta con questo disco o con una delle sue canzoni. Pezzi che sono diventate delle icone o dei manifesti, canzoni imprescindibili nella cultura musicale pop di più generazioni strette tra lotte di classe e sogni di un futuro migliore. Il brano omonimo del disco posto in apertura mette subito in chiaro le cose: abbiamo tante cose da dire perché fuori stanno succedendo parecchie cose da raccontare, ascoltateci e se non ci volete sentire urleremo ancora più forte. La necessità di comunicare quello che stava accadendo in Inghilterra ma non solo, la voglia di porsi come megafono di una generazione pronta ad esplodere e la velocità di reazione tipica del punk fanno da humus per la scrittura di  tutto London Calling. Una dopo l’altra ogni canzone rapisce l’ascoltatore per il suo contenuto e per l’eterogeneità degli arrangiamenti musicali. Capolavori come Spanish Bombs, Lost in The Supermarket o Death Or Glory solo per citarne alcuni. I quattro Clash, Joe Strummer voce e chitarra, Mick Jones chitarra solista e voce, Paul Simonon basso e voce e Topper Headon batteria hanno saputo creare un suono unico e immortale, così come la copertina del disco. La foto del bassista che spacca sul palco il proprio strumento scattata dalla fotografa Pennie Smith durante il loro concerto al Palladium di New York il 21 settembre 1979 e la grafica che riprende quella del primo album di Elvis Presley sono diventate un’icona mondiale non solo in campo musicale. Fatevi un favore se non l’avete mai ascoltate ascoltatelo e se non l’avete nella vostra collezione di vinili rimediate subito. Non c’è niente di più bello al mondo che far scendere la puntina del giradischi, alzare il volume e lasciarsi andare alla magia creata dai Clash. Dopo quarant’anni di vita questo disco suona ancora così dannatamente attuale e noi che ne godiamo non possiamo far altro che festeggiarlo. Tanti auguri London Calling!



Side A

1)      London Calling

2)      Brand New Cadillac

3)      Jimmy Jazz

4)      Hateful

5)      Rudie Can’t Fail



Side B

1)      Spanish Bombs

2)      The Right Profile

3)      Lost In The Supermarket

4)      Clampdown

5)      The Guns Of Brixton



Side C

1)      Wrong’em Boyo

2)      Death or Glory

3)      Koka Kola

4)      The Card Cheat



Side D

1)      Lover’s Rock

2)      Four Horsemen

3)      I’m Not Down

4)      Revolution Rock

domenica 8 dicembre 2019

Senzabenza - Godzilla Kiss!


I mitici e immortali Senzabenza sono tornati e lo fanno alla grande con questo nuovo e strepitoso “Godzilla Kiss!”. La band di Latina, per chi ancora non lo sapesse, è una delle migliori e più longeve del panorama punk rock italiano, apprezzata non solo nel nostro Bel Paese e in attività dal 1989. A distanza di due anni dal precedente album “PopFrom Hell” che gli aveva visti ritornare in attività dopo quindici anni, questo “Godzilla Kiss!” è una bomba a orologeria composta da arrangiamenti power-pop, coretti e melodie straordinarie che vi scoppieranno nell’impianto hi-fi e sotto la puntina del vostro giradischi. Ad esempio il ritornello di “A Different Model of Underwear” vi rimmarrà appiccicato in testa per un sacco di tempo, statene certi.  L’inizio di “The Curse ofthe Ramones” cita l’inizio di “Rock’n’Roll Radio” proprio dei fratellini di Forest Hills e per questo lo amiamo tantissimo.  “Happier Together” è il pezzo più sperimentale dell’album che schiaccia l’occhiolino ad atmosfere più rarefatte, dilatate e psichedeliche vicine ai gruppi californiani tra i ’60 e i ’70 come i Doors.  A differenza del precedente disco, scritto nel corso del tempo, questo ha un suono più compatto e univoco facendo girare tutti i pezzi tra loro molto bene. Il disco è fuori per Striped Records e aspetta solo di farvi divertire.



Tracklist:
01)  The Curse Of The Ramones
02) Come Back Marion
03) A Different Model Of Underwear
04) Godzilla Kiss
05) We Never Get Played On The Radio
06) Bye Bye Baby
07) Waiting Around For The Show
08) Julie Is Chasing Butterflies
09) Meet Mature Women In Your Area
10) Happier Together

lunedì 13 novembre 2017

Escobar - The Biggest Sound

Gli Escobar sono un duo nato nel 2014 proveniente da Limoges in Francia, formato da Charles Caillaud e Remi Lucas. Il duo suona un potente e ruvido rock’n’roll velocissimo e ritmato a dovere. Questo nuovo “The Biggest Sound” è il loro terzo LP ed è una mina in faccia di chitarra e batteria suonati come se non ci fosse un domani. La voce di Remi è calda e avvolgente il giusto, quanto basta a trascinarti in un turbine di danze sfrenate, shake-shake e a tratti è capace di gettarti in atmosfere grunge. Durante le dodici tracce del disco il rock’n’roll la fa da padrone ed è l’unico dio che voi potrete avere. Ma state tranquilli che per la durata dell’intero disco non ne desiderete avere altro. Gli arrangiamenti dei pezzi sono semplici ma assolutamente efficaci. Le canzoni scorrono via veloci una via l’altra, il riverbero generale vi avvolgerà a puntino e non vi renderete bene conto di quanto sia passato veloce il tempo. Gli Escobar sono dei bravissimi picchiatori e si sente, il loro punk è ben fatto e ti prende in contropiede. Questo bellissimo disco è fuori grazie a Dirty Water Records (Usa), Adrenalin Fix Music (France), Beast Records (France) e all’italiana Strychnine Production. Un consiglio, fatelo vostro che non ve ne pentirete.

Tracklist:

Side A
1)    Terrible Man
2)    Misbehavior
3)    Stuck On You
4)    Paradise
5)    Salvation
6)    The Biggest Sound

Side B
1)    Big Town
2)    Brain Out
3)    Changeover
4)    Stranger In Blood
5)    Dumb Feeling
6)  Drifting

martedì 31 gennaio 2017

The Chromosomes / Teenage Gluesniffers split

Questo nuovo split tra due delle migliori e più longeve punk rock band del nostro bel paese, è una vera chicca per tutti gli appassionati del genere.
Quattro pezzi, due canzoni a testa come nelle migliori tradizioni, ben suonati e confenzionati come si deve. Basti dire che le grafiche del disco sono a cura di Manuel Cossu, conosciuto ai più come batterista dei Manges ma qui in veste di artista, ormai più che apprezzato non solo nella scena punkrock nostrana. Qui dal meglio di se con una delle sue grafiche migliori, in pieno stile Hey Ho Let’s Go!
Ma passiamo alla musica. Il lato A, quello dei toscani Chromosomes è quello più allegro e spensierato con due mine pop-punk che ti rimangono appiccicate in testa già dal primo ascolto. La loro seconda traccia, ovvero la super melodica e con un riff strappa mutande “Is was she was” è in assoluto la mia canzone preferita. Il ritornello è veramente azzeccatissimo e ben presto vi ritroverete a cantarlo anche voi mentre ascoltate il disco. Il lato B, quello dei milanesi Teenage Gluesniffer è quello più dark, proprio come cantato da loro nella bellissima “The Mosh-Pit and the Pendulum”, traccia che apre la loro parte di split. I ragazzi ci cantano che vedono tutto nero, ma fortunatamente ci vedono molto bene a suonare e a comporre ottime canzoni ci sanno davvero fare.
In conclusione, questa è un ottima accoppiata, con ottime canzoni e bellissime grafiche per uno split davvero ben fatto, prodotto e distribuito da diverse etichette italiane e non come Gabba Gabba De Records, Striped Music, Lapaguis, Monster Zero e Mom’sBasement Records.


Tracklist:

Side A: The Chromosomes
1)    Teach me To Hold On
2)    I Was She Was

Side B: Teeange Gluesniffers
1)    The Mosh-Pit And The Pendulum
2)    No Decline, No Story!