martedì 19 agosto 2014

Lantern – Diavoleria

Diavoleria è la seconda e ultima uscita dei giovanissimi Lantern, uscita dopo il precedente album di esordio Noicomete del 2012.  I Lantern sono un gruppo di Rimini da tenere sotto stretta osservazione per le potenzialità e lo spitirito che ci mettono nel suonare, sia su disco che dal vivo, vista la loro giovane età e la bravura innegabile. Questo disco, uscito a inizio anno, contiene otto pezzi che suonano da paura, in una maniera corale come solo pochi altri sanno fare.
Post-hardcore, screamo e punk sono le coordinate se proprio ne avete bisogno.
Daniele, Sergio, Luca, Marco e Michael ci sanno regalare arrangiamenti impeccabili, un cantato in italiano mai banale che alterna parti urlate e veloci a parti più lente e melodiche, chitarroni imponenti miscelati a una parte ritimica precisissima e potentissima. 
Le canzoni di Diavoleria suonano liscie una in fila all’altra trasportando l’ascoltatore in “…case senza finestre, le stesse dove avevamo bussato tante volte.”
Un disco che dura solo un lato, così non devi neanche fare lo sbatti di doverlo girare nel giradischi. Il collante di tutto il disco sono i testi delle canzoni che ci portano in una dimensione altra, dove passato presente e futuro si ritrovano sullo stesso livello. O forse non c’è più nessun livello? Starà poi a noi che ascoltiamo, saper rimettere i pezzi in ordine per non rimanervi intrappolati dentro. Le emozioni scorrono veloci ascoltando questo disco e la musica le accompagna fuori in maniera fragorosa. Diavoleria vi aiuterà nel cammino. Prendete carta e penna, fissate nero su bianco quali e quante emozioni vi tirerà fuori. Poi vedete voi cosa farne. Paul Auster e i Lantern avranno già fatto un buon lavoro per voi.
Il disco è uscito per V4V, Flyng Kids Records, Fallo Dischi e potete scaricarlo qui.

Tracklist:
1)    Inferno a rotta di collo
2)    Il segreto delle ragazze
3)    Bleck macigno
4)    Mucchio di ossa Copperpot
5)    Antonio
6)    Siberia
7)    L’invincibile S50
8)    Profeta
 

lunedì 18 agosto 2014

Marnero – il Sopravvissuto

“Da bimbetto sognavo di fare il pirata. Ora che sono un pirata il mio sogno è di fare il bimbetto…”

Sono mesi che voglio scrivere di questo disco. Già, perché “il Sopravvissuto” dei Marnero è uscito a metà dell’anno passato, ma sotto la puntina del mio giradischi è già passato un mucchio di volte. La pigrizia della scrittura per la tastiera ha fatto il resto, come sempre accade per le recensioni di questo blog.
Questo comunque mi è sembrato il periodo dell’anno più azzeccato, per condividere con voi un disco che parla di un viaggio, di mari, di porti e di cambiamenti.
Penso che adesso che siete tornati dalle ferie e vi siete riposati, siete davvero pronti per questo disco.
Lasciate a casa le vostre valigie grandi, le creme solari, le infradito e i costumini fashion; questo sarà un viaggio faticoso lungo rotte irreparabili dove imparerete a conoscervi meglio e se ce la farete sarete anche voi dei sopravvissuti.
Le musiche dei Marnero sono potenti come i cavalloni del mare quando è grosso e i loro testi sono pungenti come il grecale che spira da nord-est sulla vostra faccia fredda. Dovete essere pronti a tutto, perché neanche le sirene qui saranno dalla vostra.
Cari pirati, o presunti tali, imparate a memoria la lezione e salpate con i Marnero: “Il demone è figlio di luna calante. Il tempo è l’oceano, e io il navigante”.
Ascoltate questo disco e imparatelo come un mantra. Lasciatevi cullare dalle onde del mare e seguite la voce del capitano se volete arrivare al prossimo porto sani e salvi. Le insidie si nascondono dietro l’angolo ma “… la rotta è proprio questa sotto i piedi l’abisso, la schiuma negli occhi e il caos sopra la testa. Che cosa ci resta?”.
Ci resta un disco straordinario e completo (come dicono quelli che ne sanno). Un disco che davvero è un viaggio di formazione e di cambiamento. Spero solo per voi che non soffriate di mal di mare, perché qui i chitarroni e la linea di basso vi possono far brutti scherzi davvero. Qui si sente il miglior hardcore di scuola italiana. Musica potente e precisa, testi in italiano cantati come Poseidone comanda alternando sapientemente urla a linee vocali più melodiche. Gli arrangiamenti che vedono la presenza di viola e violino più dei cori ancestrali, rendono questa produzione una delle migliori degli ultimi anni nel panorama della musica indipendente italiana.
Finalmente “non c’è nessuna paura in questa notte senza luna”.
L’esperienza dei Marnero (ex Laghetto) da Bologna dopo i loro precedenti due dischi qui si fa sentire tutta ed è una goduria per le nostre orecchie da corsari del vinile.
Se non siete scemi ve lo scaricate gratis da marnero.bandcamp.com e se non lo siete del tutto ve lo comprate perché le grafiche e il packaging del vinile, dove trovate tutti i testi divisi in quattro cartoline come ognuno dei quadranti che compongono il filone narrativo del disco, sono qualcosa di spettacolare a cura di garadinervi.com
Il Sopravvissuto è stampato da una flotta variegata di etichette: Sangue Dischi, V4V Records, Fallo Dischi, Escape from Today, To Lose La Track, Dischi Bervisti e Mothership. Compratelo e supportate la musica indipendente italiana. Forza pirati!
“Dopo il primo passo oltre la prima soglia tutto è già dietro di miglia”.


Tracklist:

il Sopravvissuto Quadrante I
-       come se non ci fosse un domani
-       (come infatti non c’è)

il Sopravvissuto Quadrante II
-       non sono più il ghepardo di una volta
-       (che non sono mai stato)

il Sopravvissuto Quadrante III
-       il porto delle illusioni
-       prologologia

il Sopravvissuto Quadrante IV
-       rotta irreparabile
-       zonguldak

venerdì 8 agosto 2014

7pollici intervista To Lose La Track

1) Ciao Luca, presentati ai lettori di 7pollici e raccontaci come è nata l’idea di creare To Lose La Track e come si è sviluppata nel tempo.

Dalle cantine (anche se il magazzino di TLLT sta ancora nel mio garage) alle ribalte di Facebook =) la strada è stata lunga ma divertente e ci sono voluti 9 anni per stare dove siamo. Prossimo anno sono 10 anni che TLLT esiste, nata un po' per divertimento un po' per FARE qualcosa di buono con la musica che ci piace, la musica dei nostri amici che prima erano sono quelli di qui, in Umbria, poi la cerchia si è allargata e come dice Francesco di Baston8 (che riassume un po' tutto) "La filosofia dietro To Lose La Track è che A&R e scouting e quelle robe lì non servono. Si fa le cose con gli amici e si vede dove si arriva. Ha iniziato un sacco di anni fa e continua a lavorare più o meno allo stesso modo, un disco e un concerto alla volta".
 
 
2) Perché hai scelto di stampare in vinile?

Inizialmente siamo partiti con release in formato cd, vuoi per l'economicità della stampa in questo formato e perché ci sono molte più aziende in Italia che lo fanno. Però l'idea era quella di approdare prima o poi al formato vinile. Appena siamo diventati un minimo più scafati e appena presi i contatti giusti è stata la naturale evoluzione anche se in alcuni casi il cd viene ancora richiesto dal pubblico (soprattutto quello più giovane) e per certe produzioni in collaborazione con altre etichette (vedi le uscite di HAVAH dove il vinile è stato curato prima dai ragazzi di LEGNO e per l'ultimo da SOLO, il negozio di dischi di Milano) noi ci siamo occupati della stampa del cd.
 
 
3) Come ti organizzi con la stampa e la distribuzione delle copie dei dischi?

Riguardo alla stampa abbiamo i nostri contatti fidati che curano la produzione in tutti i dettagli, alcuni li facciamo con i sopracitati guaglioni di Legno, che seguono tutta la linea produttiva (tshirt, cd e vinili) dei Gazebo Penguins per esempio. Altri, come per l'ultimo dei DAGS! ci pensiamo direttamente noi contattando i pochi stampatori disponibili in Italia (in realtà me ne viene in mente solo uno, Phonopress in questo caso, che fa un lavoro certosino e super personalizzato, vedi foto allegata). Il doppio vinile di "Knots" dei Crash of Rhinos, ristampato già una volta, invece l'abbiamo stampato con l'inglese DMS che in pratica è un ufficio di Plymouth, UK che segue la produzione ma fisicamente stampa i dischi in Repubblica Ceca da un'azienda che si chiama CMZ dove attualmente viene fatto il 70% dei vinili europei: in questo caso la scelta è avvenuta perchè erano 3 le etichette coinvolte, noi, Big Scary Monsters (UK) e Topshelf Records (USA).
Riguardo alla distribuzione in Italia è seguita da Audioglobe che non ha bisogno di presentazioni. Mentre facciamo capolino anche fuori dell'Italia, in Giappone ad esempio grazie a Disk Union. Gli americani invece possono trovare qualche nostra produzione da Insound, gli amici inglesi invece da Rough Trade.
 

4) Spiegaci come scegli i gruppi da stampare e che rapporto hai con loro.

Tutto viene da relazioni con amici abbastanza aperte =)
Ci arrivano tante mail ogni giorno ma raramente si parte da una mail per quel che mi riguarda. Molto delle persone che pubblicano con TLLT sono amici che abbiamo incontrato per strada, ai festival, ai concerti, gente che come noi si sbatte e con cui condividere qualcosa, un disco, un concerto, un festival.

5) Chi ti piacerebbe stampare e quali progetti hai per il futuro?

Volevo stampare l'ultimo dei Braid ma poi è arrivata prima Topshelf Records! Scherzi a parte mi sto togliendo diverse soddisfazioni e già la prossimissima release in vinile di CRIMEA-X (Jukka dei Giardini di Mirò e Dj Rocca) che uscirà a ottobre e che rifanno i pezzi di John Carpenter rappresenta un cassetto che si è aperto dove avevo custodito un sogno.

6) Come vedi la realtà delle piccole etichette all’interno del nostro paese e in relazione con Europa e resto del mondo?

Il panorama americano è molto più organizzato che qui in Italia.
Vuoi anche perchè il mercato di riferimento è molto più grande numericamente parlando e ci sono più kids che ascoltano e comprano. Soprattutto il fatto che molte band pubblicano canzoni cantate in italiano rappresenta un limite per l'apertura del mercato ma d'altra parte c'è un grossa soddisfazione a cantare i pezzi sotto al palco in italiano (cosa che ho scoperto da pochi anni, prima coi Dummo e con gli Altro, poi coi Fine Before You Came e i Gazebo Penguins).

7) Come ultima curiosità, svela ai lettori di 7pollici qualè stato il primo vinile che hai ascoltato in vita tua e il primo che ti sei comprato.

Non ricordo l'anno, deve essere stato il 1988 o giù di lì. Avevo appena ricevuto in regalo per non ricordo quale ricorrenza uno stereo combo (senza lettore cd che era ancora troppo caro) con annesso giradischi, una roba non troppo di qualità ma che resiste ancora oggi nel garage di mio padre perchè un tempo l'elettronica di consumo era una cosa seria. Mi ricordo che proprio mio padre mi accompagnò ad acquistare due vinili, all'epoca ambitissimi: il doppio LP di LIVE AFTER DEATH degli IRON MAIDEN e LIVE IN UK degli HELLOWEEN. Tutti e due live, una sorta di best of dei rispettivi gruppi che come partenza della collezione di un giovane metallaro ci poteva stare. Il problema fu che ero poco pratico di questo formato (all'epoca solo cassette registrate) e purtroppo al secondo ascolto il primo vinile di Live after death mi cadde dalle mani e si spaccò (sogno la scena di notte ancora oggi!). Il giorno dopo mio padre, mosso a compassione, tornò a comperarne un'altra copia =)

Grazie per la disponibilità e in bocca al lupo per tutto. Ci si vede domenica ad Umbertide (PG) per l'Italian Party 2014. Lunga vita e prosperità!

grazie a te del supporto!
 
https://www.facebook.com/events/800298706655196/
 

sabato 19 aprile 2014

Record Store Day tutto l'anno!

Oggi è il Record Store Day, oggi è la festa del vinile. In questa importante ricorrenza, noi di 7pollici vogliamo rendere omaggio e farvi conoscere chi ancora in Italia stampa e produce dischi come piace a noi, ovvero rigorosamente in vinile. Sono poche realtà che però lavorano bene, con passione e dedizione, tanto che sono riuscite a costruirsi una piccola fetta di fans e affezionati. Chi compra in vinile, è un ascoltatore attento e preciso, che segue le uscite, va ai concerti e supporta volentieri il lavoro e la fatica che queste piccole realtà italiane portano avanti da tempo, sempre con grande entusiasmo. Andiamo con ordine.


La prima realtà che vi vogliamo presentare è To Lose La Track, attivissima etichetta umbra portata avanti con tanto cuore e qualità da Luca Benni. Il suo catalogo è davvero lungo e c'è né per tutti i gusti. Provare per credere. Tra gli altri vi segnaliamo Gazebo Penguins, Fast Animals and Slow Kids, Il Buio, Minnie's, L'Amo, Chambers, Crash of Rhinos e Caso.


Direttamente da Napoli i ragazzi di Fallo Dischi stampano musica e realizzano concerti per tenere viva la scena musicale della propria città. Ragazzi con il sorriso stampato in faccia sempre, orgogliosi della propria terra e della musica che promuovono. Vi innamorerete facilmente di loro e dei loro gruppi. Provate ad ascoltare il nuovo disco dei Lantern e ci darete retta.


Difensori e paladini dei tre accordi, i ragazzi di One Chord Wonder si sono da pochissimo tempo fatti notare per produzioni interessantissime e gustosissime a suon di punk-rock suonato con i Ramones nel cuore. Tanta passione, copie limitate e ad edizioni speciali rendono i dischi dell'etichetta milanese delle perle rare da avere assolutamente nella propria collezione. 

Etichetta attivissima dal 2009, con più di cinquanta uscite, la Surfin' Ki è una certezza di musica rock'n'roll di qualità ormai da anni. Il buon Carlo si sbatte una cifra producendo e stampando davvero tanto materiale di qualità che in Italia altrimenti non avremmo. Supportatelo, date un ascolto ai suoi dischi e fateci spesa. Non ve ne pentirete. Davvero.


In conclusione vi presentiamo, Striped Punk Rock Shop, non una vera e propria etichetta ma uno shop on-line gestito direttamente da Andrea dei Manges. Qui potete trovare la maggior parte delle uscite più interessanti italiane e straniere per quanto riguarda il punk-rock, pop-punk, rock'n'roll e l'hardore. Dischi, cd, magliette e merch per tutti i gusti e per tutti i vostri desideri. Un bel punto di riferimento. Supportare!

domenica 12 gennaio 2014

One Chord Wonder intervista


7pollici con l'anno nuovo inaugura una nuovissima rubrica dedicata alle etichette che ancora stampano in vinile. La prima etichetta che abbiamo voluto intervistare è la One Chord Wonder e il suo guru Davide Speciani.
Buona lettura!

1) Ciao Davide, presentati ai lettori di 7pollici e raccontaci come è nata l’idea di creare One Chord Wonder e come si è sviluppata nel tempo.

L'idea di avere un'etichetta l'abbiamo sempre avuta da quando ascoltiamo questo tipo di musica e sono quasi vent'anni ormai; parlo al plurale perchè gli onnipotenti despoti della OCW sono due, io ed il Parolone. Dicevo, l'idea dell'etichetta ci ha sempre solleticato il palato, ma la pigrizia e la mancanza di quattrini han fatto sì che il progetto rimanesse tale fino all'inizio 2013 quando, per superare il periodo di crisi che attanaglia l'Italia, abbiamo finalmente deciso di passare all'azione e diventare ricchi. Non è passato neanche un anno, abbiamo fatto uscire 5 dischi della Madonna, ci siamo trasferiti in una villa con piscina e giriamo in limousine.

2) Perché hai scelto di stampare in vinile?

Il vinile è l'unico formato che reputiamo degno della grandiosa musica che produciamo. I cd fanno schifo, c'è poco da dire.

3) Come ti organizzi con la stampa e la distribuzione delle copie dei dischi?

Prendo il merdoso cd con i pezzi del gruppo, lo porto alla fabbrica di vinili, mercanteggio per un'ora col rabbino a capo della suddetta fabbrica, come da copione non riesco a spillargli nemmeno 1 euro di sconto, accetto il preventivo piangendo e torno a casa deluso; dopo due settimane rieccomi alla fabbrica dei vinili, mi incazzo perchè il rabbino ha sbagliato qualcosa, lui mi abbindola con scuse puerili, io ci casco e torno a casa contento con i miei vinilozzi.
Finora abbiamo sempre fatto edizioni limitate a 100/150 copie, proprio per il problema della distribuzione.

Noi riusciamo a fare qualcosina facendo pubblicità sui vari social network, il resto generalmente lo fa la band stessa.

4) Spiegaci come scegli i gruppi da stampare e che rapporto hai con loro.

I gruppi che stampiamo devono avere due requisiti: piacerci e suonare in giro (perchè altrimenti, come detto poco sopra, i dischi ce li teniamo tutti nell'armadio).
I gruppi fondamentalmente ci odiano perchè loro ci mettono il talento e noi diventiamo ricchi alle loro spalle, ma i contratti parlano chiaro! La prossima volta imparate a leggerli bene prima di firmare, stronzi!

5) Chi ti piacerebbe stampare e quali progetti hai per il futuro?

A Parolone sarebbe piaciuto fare un 7” ai Teengenerate in occasione della recente reunion. Ci abbiamo provato, ma abbiamo fallito. Io invece punto al prossimo disco degli Screeching Weasel e sembra procedere tutto bene, stiamo giusto definendo i dettagli, dobbiamo solo capire come allegare al disco un cubetto di ghiaccio senza che si sciolga.

6) Come vedi la realtà delle piccole etichette all’interno del nostro paese e in relazione con Europa e resto del mondo?

La realtà delle piccole etichette italiane credo sia quella della mera sopravvivenza: fare dischi per il piacere di farli, far girare musica che si reputa figa e sperare di andare in pari. La relazione col resto del mondo credo sia quasi inesistente. Comunque non ho capito perchè fai questa domanda a noi che siamo praticamente una major.. vai a intervistare la Bedo Records, loro sì che stanno con l'acqua alla gola.

7) Come ultima curiosità, svela ai lettori di 7pollici qualè stato il primo vinile che hai ascoltato in vita tua e il primo che ti sei comprato.

Il ritardo con cui ti rispondo è dovuto proprio a quest'ultima domanda. Sono due giorni che mi arrovello il cervello, ma non ho raggiunto nessuna certezza. Il primo vinile che ho ascoltato sarà sicuramente qualche 45 giri dei cartoni animati che ai miei tempi si ascoltava nel mangiadischi (quanto vorrei che mia madre non l'avesse buttato): dico lo split “Il Grande Mazinga/Jeeg Robot d'Acciaio”.
Il primo vinile che ho comprato invece è sicuramente un disco punk rock e l'avrò comprato intorno al 95: quindi sparo a caso un “Move back home” dei Queers, perchè mi piace credere che sia così anche se in realtà sarà “Punk in drublic” dei NOFX.

Grazie per la disponibilità e in bocca al lupo per tutto. Lunga vita e prosperità! 




domenica 5 gennaio 2014

The Ponches / Riccobellis, 7" split

L’ultima uscita targata One Chord Wonder ci propone due tra le migliori band punk-rock che abbiamo nel nostro Bel Paese. A condividere questo split 7” sono infatti The Ponches di Torino e i Riccobellis di Brescia.
Ad aprire le danze sul lato A troviamo due pezzi furiosi del quartetto torinese; la splendida “Balls At Large” e una delle canzoni cantate di più nei loro concerti, la bellissima “Stobbart In Paris”. Questi due pezzi ci confermano ancora una volta che i Ponches stanno facendo davvero un bel lavoro.
Sul lato B del disco, troviamo i fratelli Riccobellis che ci regalano due pezzi belli tirati e melodici allo stesso tempo, come ci hanno ben abituato nel tempo.
“Don’t Hesitate” è una bomba ad orologeria e “I Create A Monster” ti fa cantare dall’inizio alla fine grazie a un ritornello che ti si appiccica in testa alla velocità della luce. In definitiva quattro pezzi davvero ben fatti  e suonati da due dei migliori gruppi Ramones addicted che abbiamo la fortuna di avere in Italia.
All’interno del disco trovate anche un codicino per scaricarvi i brani in mp3 così non avete più scuse e ve li potete ascoltare davvero ovunque.
Il disco, in vinile rosso, è uscito in numero limitato a 150 copie di cui alcune in edizione limitatissima e specialissima, disegnata da Tony Kelvin, bassista dei Ponches.
Insomma un disco da avere assolutamente se andate pazzi per Ramones e Screeching Weasel e volete sostenere chi nel nostro paese fa ancora le cose “come vanno fatte” e con estrema passione.  

Side A (The Ponches)
1)  Balls At Large
2)  Stobbart In Paris

Side B (Riccobellis)
1)  Don’t Hesitate
2)  I Create A Monster

 

martedì 31 dicembre 2013

7pollici Awards 2013



7pollici Awards 2013
- prima edizione -

Anche 7pollici tira le fila di questo anno che volge al termine, segnalandovi quello che per noi sono state le migliore proposte musicali degne di nota. Sia chiaro, sono solo opinioni personali, nessuno vince niente di concreto, solo la gloria infinita all’interno del nostro piccolo blog scritto da appassionati di musica per altri appassionati di musica, che ascoltano roba in vinile. 7pollici durante l’ultimo anno ha teso l’orecchio, è stato un attento ascoltatore,  ha seguito con passione le proposte musicali, è andato ai concerti non rimandendo a casa dietro alla tastiera e si è fatto un’idea. Questa, noi di 7pollici, pensiamo sia una buona prassi per supportare e tenere viva la “scena” musicale italiana. Quella che leggerete poche righe più sotto è una fotografia che vi vogliamo lasciare di questo 2013, sottolineando quello che per noi è stato più importante e ci ha regalato emozioni. Perché in fondo noi amiamo la musica per questo, perché ci regala emozioni. Chi sta li sotto quest’anno ce ne ha regalate tante e lo vogliamo ringraziare così.

Bene, adesso basta pipponi e veniamo ai vincitori:

Miglior disco: “Knots” – Crash of Rhinos (leggetevi qui la recensione)

Miglior singolo: “Wild Tiger Woman” – Giuda (leggetevi qui la recensione)

Miglio artwork: “Il sopravvissuto” – Marnero (guarda qui)

Miglior etichetta: To Lose La Track (andate a farvi un giro qui)

Miglior nuova proposta: Fast Animals and Slow Kids (ascoltateli qui)

Miglior live:  Gazebo Penguins (guarda qui)

Premio alla carriera: The Manges (leggetevi qui la recensione)


E’ andata, adesso ci possiamo fare gli auguri in santa pace e dirci arrivederci all’anno prossimo, che poi è domani. 7pollici vi augura un buon fine/inizio anno, abbassando la puntina sul vinile che gira e alzando il volume come se non ci fosse un domani.

Gabba gabba hey!