venerdì 30 dicembre 2022

Stinking Polecats e Retarded, il ritorno

 

Il 2022 è stato l’anno dei ritorni, vedi ad esempio i Blink182 che con il ritorno di Tom DeLonge in formazione hanno registrato un disco nuovo e programmato un tour mondiale già da tutto esaurito, i Pantera che sono tornati con un tour celebrativo, gli Abba che tornano a cantare ma in forma di avatar, i Rage Against the Machine che dovevano tornare ma poi ci hanno ripensato da veri ribelli, Max Pezzali che torna a cantare i primi dischi degli 883 e i Blur che si stanno preparando per festeggiare l’anno prossimo i 30 anni dall’uscita di “Parklife”. Insomma un anno ricco di reunion per tutti i gusti e per accontentare anche i fan più nostalgici.  A parte queste o altre operazioni, quello che sicuramente ci ha gasato di più di tutte è stato il ritorno in pianta stabile di due icone del punk rock italiano, ovvero gli Stinking Polecats e i Retarded. Per chi non li conoscesse i primi arrivano da Piacenza, si sono formati nel 1995, hanno pubblicato svariati dischi tra LP, 7” e split, venendo stampati anche da Wynona Records. Sono diventati in poco tempo uno dei nomi più conosciti tra la fine dei ’90 e i primi anni dei 2000, suonando ovunque in tutta Europa con un ottimo successo di critica e di pubblico. Dal loro scioglimento nel 2007 sono nati i Tough, mentre i loro membri hanno suonato anche nei Mitch and the Teekays e nei Kobenhavn Store. Il primo e unico concerto che riuscii a vedere della band ancora in attività fu nel giugno del 2006 al Tendenze Festival di Piacenza in apertura ai Queers. Fu una bomba. Già nel 2020 ci fecero intuire che qualcosa bolliva in pentola con la pubblicazione dell’EP 7” omonimo, ora con questo nuovo album riempiono un’attesa durata diciassette anni. Dieci pezzi tirati, in pieno stile Polecats, tra Screeching Weasel e Social Distortion che ci fanno stare bene come quando avevamo vent’anni. Il disco è uscito in vinile grazie a Bad Man Records (IT), El Topo Records (IT) e Mom’sBasement Records (USA). I Retarded invece sono originari di Voghera, si formano nel 1998 e nel 2007 fanno uscire il loro ultimo LP “Goes Louder” ristampato lo scorso anno e fatto suonare nel nostro giradischi un sacco di volte. Il nuovo lavoro “Locked Down City” è un 7” uscito grazie a Bad Man Records (IT) nella versione bianca o nera e contiene due pezzi che sono una bomba. In attesa dell’arrivo del disco nuovo ci spariamo a tutto volume questo piacevolissimo antipasto in pieno stile ramonescore.  Tutto sommato non è stato poi così male questo 2022.

 

Stinking Polecats – s/t

Attilio

Space Trip

Lost in Naples

Is this real?

Little jelly bean

A promise and a threat

I’m the wolf

Merry me

Go get ready

Once in a wild


Retarded - Locked Down City

Side A: Locked Down City

Side B: Same As The First


domenica 10 aprile 2022

Not Moving LTD - Love Beat


Not Moving,  ovvero una delle band più famose 
(e cult) dell'underground punk-garage-rock italico nel decennio ottantiano è tornata.
La band piacentina, oltre a svariati concerti nella Penisola Italica, ha calcato palchi (tanti) europei e può vantare di aver suonato assieme ai Clash e non solo a loro. 
Dopo oltre trent'anni e vari progetti musicali; Lilith - Voce, Tony Face - batteria e Dome La Muerte - chitarra (ovvero i tre quinti della formazione originale) decidono di tornare in pista con un nuovo disco intitolato "Love Beat" e la sigla LTD accanto al nome della band (la sigla è la lettera iniziale dei loro nomi). In formazione, assieme a loro, c'è la talentuosa chitarrista Iride Volpi (già chitarrista di Dome La Muerte).
Love Beat, edito da Area Pirataè composto da nove tracce per una durata complessiva di ventidue minuti. In questo lasso di tempo la band vi porterà a scoprire (e ri-scoprire) il garage rock, il blues, il punk più ispirato... La batteria di Tony Face, semplice ed efficace, non sbaglia una colpo. I riff di Dome La Muerte e Iride Volpi  - tra fuzz, reverbero... - creano melodie ed intrecci sonori figli di un'altro tempo ma dal sound dannatamente attuale (il rock non ha età ricordatelo). La voce di Lilith è più ispirata che mai e non è mai stata così in forma come in questo lavoro; il suo riconoscibilissimo timbro vocale dona alle composizioni un tocco magico... voodoo blues.
Apre il disco "Deep Eyes" una canzone molto rollingstoniana nel sound dal ritornello catchy (si pianta in testa e non va più via). Segue Goin' for a Ride; dopo un intro di chitarra arpeggiata, voce iptnotica e batteria che da colpi singoli ecco che il brano prende velocità andando ad esplorare territori cuntryblues tirati (questo è uno dei miei brani preferiti). 
La terza traccia s'intitola "Down She Goes". Il sound è quello portato al grande pubblico da parte dei the Black Keys ossia: blues americano proiettato al futuro. Il sound delle chitarre il ritmo della batteria ed il ritornello (azzeccatisssimo) mi ha ricordato moltissimo le soluzioni musicali utilizzate dal duo di Ohio. Sfuma il brano ed ecco arrivare "Dirty Time" brano tirato dove le chitarre macinano riff garage rock. "Love Beat", la title track del disco, è blues selvaggio, oscuro dal ritmo sincopato. Sonorità tanto care alla band piacentina. Primitive, non cambia le carte in tavola rimanendo sulle stesse coordinate. "Don't Give Up" torna su sonorità più "moderne" come la precedente Down She Goes. "Rubbish Land" è un brano country blues ispirato che vi trasporterà nella Death Valley. Red Line si potrebbe definire la chiusura di Goin' for a Ride (stesso riff), questo brano chiude un disco ispirato nel quale i quattro, che non devono chiedere niente a nessuno, danno una lezione di attitudine a tante giovani band.

Tracklist 

Deep Eyes
Goin' For A Ride
Down She Goes
Dirty Time
Love Beat
Primitive
Don't Give Up
Rubbish Land
Red Line

sabato 1 gennaio 2022

Oasis Knebworth 1996

Correva l’anno 1996, nasceva la pecora Dolly, veniva mandata in onda la prima puntata di Un posto al sole, la Juventus vinceva la Champions e la Coppa Intercontinentale, ci furono i giochi olimpici di Atlanta, Scalfaro era presidente della repubblica e il governo italiano passava da Berlusconi a Prodi. L’Inghilterra ospitò i campionati europei di calcio che perse in semifinale contro una fortissima Germania che vinse poi il torneo. Nel Regno Unito erano anni di grandi cambiamenti, si passava da decenni di governi conservatori al primo governo laburista guidato da Tony Blair. Una grande piccola rivoluzione era in atto in ogni strato della società. Anche la musica respirava e viveva questa straformazione che ha portato a qualcosa di nuovo, nel bene e nel male, come ad esempio i Take That, le Spice Girls, i Fool’s Garden, Jamiroquai e Babylon Zoo. Nelle sale cinematografiche usciva Trainspotting, trasposizione cinematografica del capolavoro scritto da Irvin Welsh mentre nelle discoteche si ballava Children di Robert Miles e la Macarena. Una città in particolare stava accogliendo questa rivoluzione, Manchester si stava prendendo il posto che le spettava dopo anni di dominio di Liverpool. Sono i due concerti dei Sex Pistols alla Lesser FreeTrade Hall nel 1976 a far letteralmente esplodere la situazione. Band come i Buzzcocks, i Joy Division e i Fall salgono sulla scena musicale non solo della città ma di tutto il mondo scatenando un vero e proprio fenomeno “dal basso” mai visto in precedenza. Nascono gruppi come i Durutti Column e i A Certain Ratio e, sulla loro scia, s’incamminano anche gli Smiths di Morrisey e i Simply Red di Mick Hucknall continuando così a mantenere Manchester al centro del mondo discografico. Neppure la tragica morte del carismatico cantante Ian Curtis fermerà i superstiti membri dei Joy Division che, quasi immediatamente, daranno vita ai New Order. È un rapido susseguirsi di stili quello che accade sulle rive del fiume Irwell: si passa dal punk al post-punk, dalla dance alla musica rave. Ma la liberazione fai-da-te innescata dal punk non si limita alla sola formazione di gruppi musicali ma si estende su tutto il panorama culturale di Manchester: nasce un nuovo modo di vestire, stili di vita differenti rispetto al passato e si formano tutta una serie di fanzine che recensiscono e seguono le attività musicali in città. E su tutto ciò, la più grande operazione di produzione indipendente di musica: la nascita della Factory Records  e dell’Hacienda da parte di Tony Wilson, Pete Saville e Alan Erasmus. L’Hacienda diventò sempre più centrale per ospitare concerti e nuovi gruppi, popolata com’era da studenti, ragazzi della working class, neri, gay, designer, gente di tutti i tipi, dando così vita al periodo della “Madchester”. Era il tempo della “folle squadra danzante” degli Happy Mondays, ragazzi di una generazione priva di aspirazioni ed influenzati dalla musica nera, degli Stone Roses e del loro successo grazie ai “warehouse party” e, successivamente al declino creativo della “Madchester”. Fu tutto possibile in quanto Manchester, era una città dalla “natura cosmopolita” dove la musica black si fuse con lo spirito indie dei ragazzi dando vita a una miscela originale, un vero e proprio melting pot culturale di stili e suoni. In questo spazio trovarono terreno fertile le aspirazioni di due giovani fratelli che con la propria musica volevano conquistare il mondo intero. Il brit-pop era il genere più suonato dalle radio e i video di gruppi come Blur, Supergrass, The Verve e Oasis spopolavano su MTV. Quest’ultimi in particolare dopo l’uscita dei primi due dischi, “Definitely Maybe” nel 1994 e “(What's the Story) Morning Glory?” nel 1995 avevano raggiunto una popolarità pari a quella dei Beatles negli anni ’60. Il gruppo toccò il picco della fama nell’estate 1996, quando nell'arco di due serate (10 e 11 agosto) ben 250 000 persone, distribuite su 10 km² di terreno, assistettero sul prato del parco di Knebworth a uno dei più grandi concerti all'aperto mai realizzati in Inghilterra. Si tratta dello spettacolo con più richieste in assoluto nella storia della Gran Bretagna. Furono, infatti, ben 2,5 milioni (quasi il 5% della popolazione britannica) le persone che cercarono inutilmente di acquistare un biglietto per il concerto. I biglietti andarono esauriti nel giro di otto ore e il ricavato delle vendite superò i 6 milioni di sterline (14 miliardi di lire), mentre l'evento fu trasmesso in diretta radiofonica in 34 paesi. La frase pronunciata da Noel Gallagher all'inizio del concerto (This is history, this is history, right here, right now ... this is history) e la risposta del fratello (We're all going to history for the weekend to watch Oasis), rimasero celebri. L'avvenimento, cui partecipò anche il chitarrista degli Stone Roses John Squire, chiamato sul palco da Liam per l'esecuzione di Champagne Supernova, consacrò gli Oasis come star internazionali: se giornali autorevoli come il Times, l'Independent e l'Observer dedicarono loro le copertine, un sondaggio condotto tra gli appassionati di musica dai 15 ai 45 anni rivelò che i fratelli Gallagher erano più amati dei Beatles. Il loro successo era all'apice. Grazie al documentario prodotto da entrambi i fratelli Gallagher e uscito nel settembre del 2021 abbiamo potuto godere anche noi, che non c’eravamo, di questo fantastico concerto. E’ stato un po’ come salire sulla macchina del tempo per rivivere quei momenti dal punto di vista dei fan dell’epoca e da una posizione privilegiata nel backstage dell’evento. Una scaletta da paura fatta con i migliori brani tratti dai primi due album più alcuni b-side che sarebbero poi andati a comporre l’album raccolta “The Masterplan” del 1998, fanno di questo concerto qualcosa di magico. Dallo schermo del cinema al giradischi di casa la strada è stata breve. Brani iconici come “Columbia”, “Supersonic”, “Wonderwall”, “Don’t look back in anger” e le mie preferite come “Some Might Say”, “Morning Glory”, “Life Forever” e “Whatever” accompagnata da una sezione di archi proprio come è stata registrata in studio, possono suonare ad alto volume anche a casa vostra, grazie all’uscita in triplo vinile di questo straordinario evento della storia della musica contemporanea. Se anche voi, rientrate come me tra quelli che nel 2009 avevano i biglietti per vederli dal vivo e non ce l’hanno fatta per i motivi che tutti sappiamo, fatevi un regalo e compratevi questo disco, vi sentirete un po’ meglio. Buon ascolto.

 

Tracklist:

Columbia           

Acquiesce          

Supersonic        

Hello    

Some Might Say             

Roll With It        

Slide Away        

Morning Glory 

Round Are Way              

Cigarettes & Alcohol     

Whatever          

Cast No Shadow             

Wonderwall      

The Masterplan              

Don't Look Back In Anger           

My Big Mouth  

It's Gettin' Better (Man!!)          

Live Forever     

Champagne Supernova              

I Am The Walrus




venerdì 31 dicembre 2021

Descendents - 9th & Walnut

 

I Descendents, band seminale della scena punk californiana attiva dal 1978, ha pubblicato quest’estate 9th & Walnut” ottavo album in studio che arriva a 5 anni di distanza dal precedente Hypercaffium Spazzinate. Nel 2002 il gruppo era tornato alla sua line-up originale (Aukerman, Stevenson, Navetta, Lombardo) registrando in studio questi pezzi, tenuti nel cassetto fino ad oggi. Tra vari tira e molla, pause e altri progetti musicali, il gruppo è ritornato in pianta stabile nel 2010, con grande gioia di tutti i suoi fans sparsi per tutto il mondo. Il sottoscritto, che anche lui rientra tra questi, gode ancora molto dei dischi che continuano a far uscire e soprattutto del concerto tenuto al Carroponte nell’estate del 2017 (vedi foto sotto). E’ stata un’emozione fantastica poter vedere dal vivo uno dei gruppi che ha fatto la storia del punk rock e poter cantare a squarciagola “Everything Sux” e “I’m the One” insieme a Milo, iconico cantante della band. Lo spirito dei quattro punk rockers è rimasto lo stesso, tanta energia e tanta voglia di divertirsi suonando le canzoni che nel corso della loro storia sono diventate dei piccoli grandi manifesti. Questo nuovo “vecchio” album ci riporta proprio agli albori della band, proponendoci 18 tracce che includono i loro primissimi brani composti tra il 1977 e il 1980, tra cui i singoli dell’esordio Ride The Wild e It’s A Hectic World (qui per la prima volta cantati da Milo) e una cover in pieno stile Descendents di Glad All Over dei The Dave Clark Five. 9th & Walnut è il nome della sala prove che in quegli anni i Descendents usavano e averlo scelto come titolo per questo album l’ho trovata una scelta azzeccata e di riconoscimento verso un luogo che gli ha visti nascere e crescere. La sala prove per una band che si trova quasi quotidianamente a suonare e a sudare la propria musica, rappresenta un fortino è il luogo che custodisce la propria intimità e la magia della nascita di ogni singola canzone. Capite bene quindi il grande valore emotivo che questa rappresenta. Ma questo è un altro discorso e anche se ci sono molto legato torniamo a parlare di musica. Il singolo che ha anticipato l’uscita del disco è stato “Baby Doncha Know” una mina di pezzo che rappresenta appieno lo stile della band. All’interno di questo album sentiamo un sacco di riferimento ad album leggendari e pietre miliari della band come “Milo Goes To College” del 1982 e “I Don't Want to Grow Up” del 1985. Riff di chitarra graffianti, una sezione ritmica incalzante e una voce inconfondibile fanno di questi pezzi un marchio di fabbrica di assoluto pregio nella discografia dei Descendents. Il disco è uscito per Epitaph Records e per noi è il disco dell’anno, con uno sguardo al passato per affrontare al meglio il futuro senza dimenticare mai le proprie radici e da dove si viene.

 

 

Tracklist:


Side A
Sailor’s Choice
Crepe Suzette
You Make Me Sick
Lullaby
Nightage
Baby Doncha Know
Tired of Being Tired
I’m Shaky
Grudge

Side B
Mohicans
Like the Way I Know
It’s A Hectic World
To Remember
Yore Disgusting
It’s My Hair
I Need Some
Ride the Wild
Glad All Over?



venerdì 20 agosto 2021

A Great Pile of Leaves – Pono

 

Finalmente qualcosa di fresco in quest’ estate bollente grazie ai A Great Pile of Leaves. La band di Brooklyn infatti con il suo nuovo disco “Pono” ci regala un delizioso ascolto emo/math come pochi ne abbiamo ascoltati ultimamente. Per chi non la conoscesse la band nasce nel 2007 inizialmente formata da Pete Weiland e Tyler Soucy. Fin da subito le loro coordinate sono un indie-rock anni ’90. Successivamente il duo diventa un power-trio grazie all’ingresso di Tucker Yaro che porterà alla scrittura e alla composizione del primo disco “Have You Seen My PrefrontalCortex?” uscito in digitale nel 2010. Dopo il successo del primo disco nel 2013 il gruppo firma per la Topshelf Records, assoluto sinonimo di qualità ed etichetta riconosciuta come una delle migliori nel genere, per l’uscita del secondo LP “You’re Always On My Mind”. Il disco esordisce nella classifica di Billabord e riceve fin da subito ottime recensioni dalla critica specializzata. Questo terzo disco è stato registrato principalmente in casa, senza fretta e con i ritmi pacati che piacciono ai componenti della band. “Pono” esce infatti otto anni dopo il precedente album e il suo percorso lento e tranquillo emerge dall’ascolto, trasmettendo a chi ne fruisce una sensazione di appagamento e di relax. I dieci brani scorrono via veloce, uno dopo l’altro, grazie a degli arrangiamenti ben curati e a delle melodie soffici e accoglienti. Il disco è appena uscito in digitale su tutte le piattaforme ma è già in preorder sul sito di Topshelf che ne propone una seconda ristampa. La prima è volata via, non fatevi scappare anche questa. Vogliatevi bene, ascoltate gli A Great Pile of Leaves, aggiungete “Pono” alla vostra collezione.

 

Tracklist:

1)      Yesterday’s Clothes

2)      Hit Reset

3)      Beat Up Shoes

4)      Waiting for Your Love

5)      Halloween

6)      Kitchen Concert

7)      Swimmer

8)      Water Cycle

9)      Writing Untensils

10)   Simple Pleasures


giovedì 29 luglio 2021

Retarded – Goes Louder

 

Ristampa di lusso per la Bad Man Records che ci ripropone in vinile l’ultimo disco registrato in studio dai Retarded e uscito precedentemente in CD nel 2007 per la Insubordination Records. “Goes Louder”. Esce nella versione color nero o nella bellissima color giallo che ben figurerà sul piatto del vostro giradischi. Rispetto all’originale questa edizione vanta due tracce in più. L’album è una mina punk rock che ti esplode dritta in faccia. Pezzi veloci, essenziali, tre accordi e via.  I vecchi fan come me, sanno di cosa parlo. Per tutti gli altri consiglio di recuperare tutta la discografia della band tra mercatini di vinili e negozi di dischi specializzati. I Retarded in attività dal 1998 al 2007, sono uno di quei gruppi  che hanno fatto la storia del genere nel nostro Bel Paese e in una collezione di dischi che si rispetti un loro album, split, ep o 7” non può mancare. Ricordo ancora come se fosse ieri che durante i primi anni del liceo, in una gita milanese presso Zabriskie trovai il loro primo e omonimo disco. Fu una folgorazione, me ne innamorai già dalla copertina e una volta arrivato a casa non facevo altro che ascoltarlo. Da allora sono entrati nella mia top 5 dei gruppi italiani preferiti. Riuscii a vederli dal vivo solo durante la loro reunion al Punk Rock Raduno del 2017, ma questa è un’altra storia. Non fate gli gnorri e recuperate questo disco!

 

Tracklist:

Side A

1) Staying Alive

2) The Monkey

3) High Heels Short Skirt

4) Gambling On Rock

5) Got her In My Brain

6) Faster and Faster (Time Is Running Out)

 

Side B:

1) Gasoline

2) Don't Wanna Be With You

3) You Gotta Hear Me

4) Reaction

5) Standing At The Party Without You

6) I Won't Give Up

7) Bye Bye Baby (bonus track, previously release on Gambling on Rock 7")

8) Sick On You (bonus track, originally performed by The Boys)


lunedì 19 luglio 2021

Bennett - II

 

I Bennett sono un bellissimo pugno nella ghigna quando meno te lo aspetti, sono un panzer che macina metri senza mai fermarsi e ti si schianta contro, sono la band di cui hai bisogno. II è il loro secondo disco, uscito dopo il precedente omonimo e strabiliante album del 2017. Il quartetto arriva dalla Toscana ed è formato da veterani della scena hardcore italiana che anche con questo lavoro confermano la propria efficacia quando si tratta di pestare forte e trasmettere emozioni. Già, perché oltre alle pacche e alle frequenze basse che ti spaccano da dentro, c’è una voglia di stare bene intrinseca a questa band come solo in poche altre si può sentire. La voglia di urlare e di suonare sempre più forte ci porta a uno stato di salute di impagabile armonia. I Bennett sono la vostra medicina, ascoltate i loro dischi e starete meglio. Le coordinate sono un post hardcore cantato e urlato con il cuore, arrangiamenti pensati e ritmi cadenzati che non vi lasceranno scampo. Il disco è uscito in una bellissima versione color mostarda ed è fuori per To Lose La Track, Sonatine Produzioni, Smelly Cat Records e Dingleberry Records. Munitevi di pettine perché verrete spettinati.

 

Tracklist

Side A

1)      Distant

2)      The Season

3)      Go Get Fucked Montemurlo

4)      All Right

Side B

5)      Red H(V)elm(v)et

6)      Hurricane

7)      Deny

8)      Hug(hes) Me


domenica 18 luglio 2021

Minus Hero – Songs about leaving

 

I Minus Hero sono un powertrio punk rock di Roma nato nel 2019 che vede all’interno delle proprie fila dei veterani della scena come Marco About voce e basso dei Twister, nonché disegnatore molto apprezzato e riconosciuto, Luca ex Nofu e Nappies e Riccardo dei Bravo. La missione di questa band è di impressionare l’ascoltatore quattro pezzi alla volta. Step by step o meglio “Inch By Inch” come direbbe Al Pacino nei panni di Tony D'Amato, allenatore della squadra di football americano dei Miami Sharks nel film Ogni maledetta domenica. Dopo “Evelyn” il primo straordinario ep di quattro tracce uscito in edizione limitata in cassetta nel 2019, ora è il turno di “Songs About Leaving” un 10” uscito in vinile per la collana Blue Feelings  nata in pandemia per dare voce al “lato più riflessivo e sentimentale del punk rock” da parte dell’etichetta Flamingo Records di Genova. Quattro pezzi che ti rapiscono e ti riportano a quei fantastici anni ’90 però con uno sguardo e una consapevolezza contemporanea. Un viaggio andata e ritorno a cento allora cantando a squarciagola un pezzo via l’altro. Un muro di chitarre e di melodia che non ti darà tregua e ti si appiccicherà addosso, proprio come quella big babol che masticavi alle medie mentre ascoltavi i Ramones o i Dinosaur Jr. I riferimenti compositivi della band sono proprio questi, conditi con un bel po’ di Husker Du e di sano spirito 90’s che tanto apprezziamo. Il disco è uscito in edizione limitata di 150 copie numerate e serigrafate, non fatevelo sfuggire!

 

Tracklist

Side A

1)      Goodbyes pt.1

2)      Care

Side B

3)      Serenity

4)      Goodbyes pt.2


martedì 6 aprile 2021

Goin’ Places – Save The World

 

I Goin' Places hanno appena superato il traguardo dei vent’anni anni di carriera e per festeggiarlo lo fanno alla grande con l’uscita del nuovo disco “Save The World”. Nei loro dischi precedenti hanno lavorato con i mostri sacri del punk-rock, come Mass Giorgini (Sonic Iguana Studios) e Daniel Rey (Ramones, Misfits), mentre questa volta hanno voluto fare le cose in famiglia affidando la produzione al loro cantante chitarrista Richie Holes. Completano la formazione Victor batteria e cori insieme a Frank al basso. L'album di 16 tracce che ne risulta continua con la tradizione della band di fare sempre un passo avanti attraverso i propri dischi, senza dimenticare però le proprie radici. I ganci ben piazzati ci sono ancora e si sentono, le armonie sono sicuramente ancora lì ma le canzoni mostrano segni di crescita rispetto i dischi precedenti. Non troppa crescita però, state tranquilli, questi sono ancora gli stessi tre ragazzi che si sono diplomati alla Screeching Weasel High School sotto l'occhio vigile del preside Joe Queer.  "Save The World" ha un po ' di tutto ciò per cui la band è conosciuta. Se sei un fan del loro primo materiale ti consiglio la bellissima "Cell Phone Girl", ma se sei curioso di sapere come suona quando la generazione Dookie cresce, ascolta canzoni come "Recover" e "Message In a Dream". Il disco è fuori in vinile grazie a Mom's Basement Records (USA), mentre per gli amici della cassettina segnalo che ne è uscita un’edizione limitata per la Memorable But Not Honorable (USA). Come dice questa fantastica band di Staten Island, "Oggi il seminterrato, domani il mondo". I riferimenti penso che gli abbiate capiti, ovvero i primi dischi dei Green Day, i Queers e il catalogo della Lookout Records degli anni ’90, quindi aiutate questi ragazzi ad uscire dalla loro cantina per la conquista del mondo!

 

Tracklist:

1)      Save The World

2)      4:04

3)      I Don’t Know

4)      This Song Is Not About A Girl

5)      Listen To My Love Song

6)      Across The Room

7)      Lie

8)      Another Blackout Night

9)      Live Those Times

10)   And I Want You

11)   I’m Gonna Steal Your Girlfriend

12)   Cell Phone Girl

13)   Time To Kill

14)   Message In A Dream

15)   The End?

16)   Recover


domenica 21 marzo 2021

Screeching Weasel - Some Freaks of Atavism

 

Gli Screeching Weasel tornano con questo disco “Some Freaks of Atavism”, sulla scia del bellissimo album “FirstWorld Manifesto” e dell’EP Carnival of Schadenfreude” usciti entrambi nel 2011. “Baby Fat : Act 1” del 2015 forse è meglio non considerarlo troppo.  Fortunatamente la grinta di Ben Weasel soci è sempre la stessa, punk rock suonato come si deve, melodie strappa mutande e un ritmo che non ti lascia un attimo di respiro. Non è un caso che la band di Chicago è un punto di riferimento assoluto, fin dal 1987 anno di uscita del primo e straordinario disco omonimo. Questo disco con “She Ain’t Your Baby” parte subito con il piede giusto e ci fa capire la direzione che prenderà. La scaletta dei pezzi scorre via veloce con i coretti messi al posto giusto, le tastierine bubblegum che tanto adoriamo e gli assoli messi dove servono. Nella splendida ballad “Losing in my Mind” troviamo la partecipazione alla voce del cantante degli MXPX Mike Herrera, mentre in “Turn It Around” quella di Josie Cotton veterana cantautrice statunitense. C’è anche un pezzo che strizza l’occhio a sonorità un po’ swing come “Problematic”, mentre la strofa di “Brain in a Jar” ci rimane appiccicata in testa come una cicca da masticare per parecchio tempo. La voce inconfondibile di Ben è il valore aggiunto di un disco che ci piace e che ascoltiamo con piacere. “Settle In” e “Bleed Through Me” che chiude l’album, sono in assoluto i miei pezzi preferiti perché rappresentano appieno lo spirito degli Screeching Weasel e il loro unico e travolgente sound. Il disco in vinile in Europa è fuori per Striped Records mentre negli USA per la Recess Records.

 

 

Tracklist:


Lato A
1) She Ain’t Your Baby
2) Back of Your Head
3) God Help Us
4) To Hell With You
5) Settle In
6) Not Even Close
7) Losing My Mind

Lato B
1)Never Been In Love
2) Turn It Around
3) Crying Shame
4) Brain in a Jar
5) Dead by Dawn
6) Problematic
7) Bleed Through Me


sabato 20 marzo 2021

The Queers – Save the World

 

Grazie Joe King, fortuna che ci sei tu e che ci regali questo disco, ne avevamo davvero bisogno. Dieci anni che lo stavamo aspettando. Un po’ di spensieratezza, senza prendersi troppo sul serio, rimanendo sempre se fedeli a se stessi, cantando e suonando ancora come vent’anni fa. Fanculo a tutti e soprattutto fanculo al tempo che scorre. “Save the World”, il nuovo disco dei Queers suona come un disco uscito a fine anni novanta e questo ci gasa un casino, ma la cosa che ci piace ancora di più è la stessa energia e la stessa passione che Joe ci ha messo nella sua realizzazione. Attitudine da vendere, puttanelle. Prendete i Beach Boys e mischiateli ai Ramones, cosa ottenete? I Queers naturalmente, un mix di energia e melodia, testi graffianti e una voce unica nel suo genere. La scuola punk rock da cui andare a lezione e da cui prendere sempre esempio. Dal 1990 il nostro gruppo preferito. Sicuramente con questo disco i Queers non salveranno il mondo ma salveranno l’umore dei loro ascoltatori. Fatevi un piacere, ascoltate questo disco e amate i Queers, le vostre endorfine ne gioveranno. In Europa il disco in vinile è fuori per Striped Records, la prima stampa è già andata esaurita, non fatevi scappare anche la seconda!

 

Tracklist

Side A
1) Attack of the 5 ft bitch
2) Shirley needs a dildo
3) Shit for brains
4) My heart’s in the right place
5) Cheeto in a speedo eating a burrito
6) Young dumb and into Iron Maiden
7) Fanculo a tutti
8) If i had a girl like you

Side B
9) Hong fucking kong
10)White power feud in Atlanta
11) Bubblegum girl
12) Let the rain wash away my tears
13) Leave that girl alone
14) Nightmare to deal with
15) We love our fans


domenica 24 gennaio 2021

Twister – Ten years of failures

 

I Twister sono una delle mie punk rock band preferite, vengono da Roma e per festeggiare come si deve i dieci anni di attività hanno pubblicato questo bellissimo 7”. “Ten years of failures” racchiude in soli due pezzi il valore, lo stile e l’attitudine di questa straordinaria band. Pezzi potenti che ti arrivano dritti al cuore ben arrangiati e magistralmente suonati.  Uno stile inconfondibile, tipico dei nostri romani preferiti suona nel nostro stereo appena facciamo scendere la puntina su “After me” traccia A del vinile che impariamo a memoria dopo pochi ascolti mentre “Frozen” il B side dal suono più cupo e incalzante completa questo quarantacinque giri che continua a girare nel nostro giradischi da quando ci è arrivato a casa il mese scorso. Il disco è fuori in edizione limitata a 250 copie in quattro colori diversi di copertina grazie a Mom’s Basement Records (USA), One Chord Wonder (IT)e Let’s Goat Records (IT). Non fatevelo scappare!

 

Tracklist:

Side A – After me

Side B – Frozen


venerdì 11 dicembre 2020

Radio Days - I Got a Love

 

I Radio Days tornano alla grande, dopo gli ultimi dischi usciti nel 2018, con questo nuovo “I Got a Love”  7” frizzantino contenente tre canzoni che anticipano l’uscita prevista per il 21 Maggio 2021 di “Rave On!” il nuovo atteso album. Questo è l’aperitivo giusto per tutti i fan di una delle migliori band power-pop a livello globale e di cui dobbiamo essere molto orgogliosi nel nostro Bel Paese. I tre ragazzi di Voghera anche a questo giro ci fanno ballare per benino a partire dalla title track che apre le danze del vinile sul lato A e ci fa muovere il piedino e la testa su e giù. Cambiamo lato del disco e troviamo la romantica “Baby Blue” accompagnata alla voce da una bravissima Lia Pamina cantante e cantautrice spagnola che ben si mischia alla voce di Dario, voce principale della band. A chiudere questo fantastico singolo troviamo una cover azzeccatissima di “In the City” brano immortale dei The Jam che i nostri paladini del rock’n’roll sanno egregiamente come valorizzare.  Il disco in vinile, disponibile anche in una imperdibile versione blu,  è fuori grazie alla spagnola Snap Records, mentre in digitale lo trovate per Ammonia Records (IT) e Sounds Rad (USA).  Da segnalare la bellissima copertina realizzata da Hervé Peroncini di Slowbeat, cantante e chitarrista di un’altra fantastica band rock’n’roll italiana che sono i Peawees. In sostanza un disco da avere assolutamente per tutti i fanatici di rock’n’roll!

 

Tracklist:

 

Side A

I Got a Love

 

Side B

Baby Blue

In The City


domenica 6 dicembre 2020

The Rituals – The past twelve months

 

Edizione di lusso targata To Lose La Track per la ristampa di “The past twelve months” dei Rituals a quattordici anni di distanza dalla sua uscita. Questo bel discone giallo evidenziatore, fuori in sole 200 copie numerate a mano in questa edizione rimasterizzata suona da paura, forse ancora meglio dell’originale. Correva l’anno 2006, il filone punk hc in Italia stava andando alla grande, gruppi nostrani come Beer Bong, Sun Eats Hours, Pig Tails, Meanwhile la facevano da padrone su compilation, riviste specializzate e nei vari festival in giro per tutto lo stivale. A livello globale i Propogandhi e i Lawrence Arms influenzavano la scena con i propri dischi e la Fat Wreck Chords riempiva i negozi specializzati con il proprio catalogo. Noi ragazzi eravamo gasati, ci prendevamo bene, si andava a tutti i concerti possibili e si pogava a più non posso. Durante quel periodo d’oro tre ragazzi di Verona fecero uscire questo disco su cd per Wynona Records che all’epoca era il punto di riferimento in Italia per tutto il reparto punk rock, dall’emo a quello più hardcore. La produzione di questo disco colpisce già dal primo ascolto, suoni pulitissimi ma di un impatto strepitoso. Le registrazioni furono fatte all’Hate Studio di Vicenza, assoluto punto di riferimento per tutti. Le chitarre te le senti dritte in faccia, le rullate ti arrivano nello stomaco, il basso ti avvolge e non ti molla più. Testi profondi e taglienti che non ti lasciano alcun scampo, arrangiamenti ben curati e una scrittura davvero avanti per l’epoca fanno di questo disco una perla rara da avere assolutamente nella propria collezione. Dodici canzoni che sono indimenticabili inni punk capaci di far risuonare la rabbia e la depressione dell’essere giovani nella provincia italiana con una freschezza ancora oggi ineguagliata. Se già quando uscì ve lo siete perso, adesso non fate lo stesso errore.

                                                

Tracklist:

A1  Not A Tear
A2  Leave This Town In Flames
A3  An Inept Need For Backups
A4  Back In The Days
A5  Song Formerly Known As "Love Song"
A6  100 Razors

B1  Clean
B2  What You'll Pay For
B3  The Hand, The Knife And The Stab
B4  Tolerant
B5  The Brotherhood
B6  Button-shaped Eyes


domenica 29 novembre 2020

The Manges - Punk Rock Addio

 

I Manges, ovvero la migliore punk rock band della galassia torna con un disco nuovo di zecca dall’enigmatico titolo “Punk Rock Addio”, anticipato dal singolo su 7” Endless Detention /Ramones At Lollapalooza. A sei anni di distanza dal precedente album “All is well”, questo nuovo disco, prodotto da Danilo Silvestri e Lorenzo Moretti dei Giuda segna un ritorno alle origini rispetto alle ultime uscite. Per darvi delle coordinate le sonorità delle canzoni sono molto più simili a “The Manges Go Down”, disco straordinario della band spezzina uscito nel 2006. Questo nuovo quinto studio album è il disco più atteso della band, sicuramente il più maturo e quello che rappresenta al meglio i ventisette anni di storia di questa band culto che vanta fan in tutto il globo. Dodici tracce, una più bella dell’altra che filano via veloci accompagnando l’ascoltatore nel mondo Manges, fatto di avventure straordinarie o storie di dipendenze ambientate tra il Vietnam, la Nord Corea e la disperazione della domenica pomeriggio, in un immaginario che ha come protagonisti paninari anni ‘80, Dee Dee Ramone, il Stg. Mouse o i nostri peggiori incubi. La vera forza dei testi dei Manges è che in queste pazze storie ci possiamo ritrovare tutti quanti come protagonisti all’interno di un fumetto. Il mio pezzo preferito tra tutti è la cover di “Take It On The Chin”, struggente brano di William Elliott Whitmore appartenente alla cultura country folk nord americana, qui magistralmente rivisitato e valorizzato dai Manges. In conclusione del disco troviamo anche “Off My Tree” scritta da CJ Ramone e magistralmente suonata dai nostri che ben sanno come indossare la giacca di pelle ereditata dai quattro fratellini di Forest Hills. Eredità ed attitudine.

 

Tracklist:

Side A

1. Next To Zero
2. Vietnam Addio
3. Endless Detention
4. Paninaro
5. Ice Capades
6. Chinese Dragons

 

Side B
7. Viper Room
8. Tootsie Rolls
9. North Korea
10. Take It On The Chin
11. L.E.N.D.O.R.M.I.N.
12. Off My Tree


lunedì 21 settembre 2020

Proton Packs - Paradox

 

Paradox è il nuovo album dei senesi Proton Packs, band Ecto-Punk come amano definirsi, in attività già dal 2005. Le influenze della band sono Ramones, Misfits e Lillingtons giusto per darvi delle coordinate e in più in diversi pezzi personalmente ho trovato qualcosa anche di Gamits. Questo è il loro quarto full length uscito dopo il precedente “Conspiracy ‘66” del 2017 di cui trovate la nostra recensione proprio qui. Lo stile della band rimane invariato, la scrittura dei pezzi ricalca le atmosfere care al gruppo: fantascienza, viaggi nel tempo e nello spazio, universi paralleli, matematici pazzi e mostri da cui fuggire.  Quattordici pezzi suonati e arrangiati come si deve, una linea melodica avvolgente e un ritmo che ti fa muovere su e giù come pochi altri. Testi divertenti, avventure che tutti quanti vorremmo vivere e poter cantare nelle nostri canzoni fanno di questo disco una vera chicca da avere nella vostra collezione. Tutti i pezzi sono divertenti e filano via uno dopo l’altro come un’astronave che sfreccia tra le stelle. I miei preferiti sono la title-track “Paradox”, “Three Holes In My Head” cantata con Chris dei Mugwumps, “Beware Of The Spiral Shape” e “Retrofuture” con un intro super anni ’80 che richiama le atmosfere di serie Tv come Stranger Things. Da segnalare anche la bellissima copertina a cura dell’illustratore Dario Maggiore, assoluto punto di riferimento per tutta la segna DIY. Il disco è fuori in vinile grazie a Mom’s Basement Records (USA) e in cd grazie a Bad Man Records (IT). Non fatevelo scappare, sarebbe un paradosso!

 

Tracklist:

1)      Retrofuture

2)      Man With The Eyepatch

3)      Mistery Zone

4)      Enigma Machine

5)      Lucy In The Sky With Diagrams

6)      802.701

7)      Tentacle!

8)      Paradox

9)      Three Holes In My Head

10)   Beware Of The Spiral Shape

11)   Business As Unusual

12)   Parallel Guy

13)   Deadly Eye

14)   Continuum


sabato 5 settembre 2020

The Manges - Endless Detention / Ramones At Lollapalooza

 

Questo fantastico 7” è il giusto aperitivo in attesa del piatto forte della casa. I Manges da cuochi esperti quali sono, sfornano questi due pezzi come anteprima dell’attesissimo nuovo disco dall’enigmatico titolo “Punk Rock Addio” in uscita per il prossimo 25 Settembre. Sul lato A troviamo “Endless Detention”che è il vero primo singolo del nuovo album in arrivo a fine mese. Brano nel classico stile della band Spezzina con tanto di sfumatura finale che ci riporta negli album degli anni 80’ dei Ramones, assoluto riferimento per i Manges che ne sono i degni eredi. “Ramones At Lollapalooza” è un b-side di alto livello che ci fa muovere il piedino su e giù a ritmo del ritornello che ci rimane appiccicato in testa in un attimo già dal primo ascolto. Questo è un piccolo gioiellino che tutti i fans della band devono avere nella propria collezione, così come tutti i fanatici dei Ramones e gli amanti del punk rock. Il disco è fuori per Striped Records, non lasciatevelo sfuggire!

 

Tracklist:

Side A - Endless Detention

Side B - Ramones At Lollapalooza


giovedì 3 settembre 2020

Stinking Polecats – s/t

 

Un ritorno inatteso ma che ci riempie di gioia, quello degli Stinking Polecats che a distanza di quindici anni da “Broken”, la loro ultima uscita discografica, tornano con questo EP su 7”. La storica band piacentina nata nel 1996 e scioltasi nel 2007 con la nascita dei Tough, è stata un importante punto di riferimento per tutta la scena punk rock italiana di quegli anni suonando ovunque in tutta Europa e condividendo i palchi e gli split con tantissime band notevoli sia italiane che straniere. Ad aprire le danze di questo nuovo EP ci pensa la bellissima “What Do You Do” accompagnata da un video promozionale che ne ha annunciato l’uscita verso la metà di giugno. Non ci può essere ritorno migliore. Il pezzo che strizza l’occhio ai ritmi più rock’n’roll cantato da Miccetta, ci rapisce subito con il suo ritornello sing-alone che ci rimane appiccicato in testa già dopo il primo ascolto. “Monday” che apre il lato B del disco ci spettina già dalla prima rullata di Davide e ci fa muovere il piedino su e giù mentre cantiamo a squarciagola insieme a Chris, che questa volta ne è la voce principale. In chiusura troviamo la travolgente e struggente pop-punk song “Perspective” cantata da Simone. I pezzi suonano tutti alla grande, sono ben arrangiati e hanno la botta giusta, quella che ogni buon disco punk-rock deve avere per essere tale. L’alternanza delle voci è un fattore positivo in più che valorizza il risultato finale e complessivo della proposta musicale da parte di questa band. Il tempo è passato ma la pacca è rimasta immutata e questo nuovo EP ci fa ben sperare per un’imminente uscita di un album e di un ritorno anche live da parte del gruppo. Noi non vediamo l’ora di poter tornare a cantare la colonna sonora della nostra giovinezza ancora una volta insieme sotto qualche palco. Intanto ci gustiamo questi tre pezzi usciti grazie a Moms Basement Records (USA), BadMan Records (IT) ed El Topo Records (IT).

 

Tracklist:

A1) What Do You Do

B2) Monday

B3) Perspective