mercoledì 28 ottobre 2015

Hartal! - S/T

Gli Hartal sono in cinque e arrivano da tre città diverse molto lontane tra loro in Italia. Quando però i componenti del gruppo si trovano e cominciano a suonare, viene fuori un fiume in piena di musica. Pezzoni psichedelici che ti risucchiano e ti fanno entrare nel loro mondo. Un mondo costruito a suon di noise, punk e rivolta. Già perchè Hertal nel mondo asiatico significa protesta di massa come disobbedienza civile. E la musica degli Hertal è proprio questo. Su questo splendido 7" uscito in edizione limitata a 110 copie su vinile nero, per la neonata ma già interessantissima ZenHex trovate due pezzi da paura. Okhunoghawe  e Der Tiger von Eschnapur / Moto by Casablanca sono un mix di ritmi tribali, una voce da santone che incute il giusto timore, un basso ipnotico e un organo suonato come si deve. Il tutto è confenzionato in maniera egregia grazie alle grafiche di Burial Dance serigrafato a cura di Serimal.

Tracklist:
01. Okhunoghawe – 4’30”
02. Der Tiger von Eschnapur / Moto by Casablanca – 6’35”

martedì 27 ottobre 2015

Johnny Mox - Obstinate Sermons


Johnny Mox è un figo e potrebbe benissimo finire qui la mia recensione. Ma se proprio vogliamo dire due parole, Johnny è uno che ne sa una cifra ed è in giro a portare le sue canzoni da parecchio tempo. Viene da Trento e la sua musica ne risente perché è spigolosa come il fianco di una montagna.
Questo nuovo lavoro, Obstinate Sermons è un viaggio nelle sonorità della musica nera tipica del sud degli Stati Uniti mischiato al beatbox delle strade del Bronx e al punk-hardcore della Washington D.C. anni ’80. Questo disco non ti lascia scampo, ti risucchia e ti trascina dentro senza alcuna speranza come solo i dischi blues fatti bene sanno fare. I chitarroni sono ben amalgamati ai synth, la voce e il beatbox sono dei pugni in faccia senza alcun ritegno. E’ un attimo e ci caschi dentro. Sei trascinato dentro ai sermoni che è un piacere. Il disco trasuda musica cruda e viscerale che solo un genio come Johnny Mox può saper creare in maniera così raffinata e curata. Il lavoro fatto all’Igloo AudioFactory con Sollo dei Gazebo Penguins si sente e ci piace assai. Quello che arriva all’orecchio dell’ascoltatore è una bella pacca. Credetemi, lasciatevi rapire da Johnny Mox e dai suoi sermoni.

Tracklist:

1. They told me to have faith and all I got was the sacred dirt of my empty hands

2. A War Sermon 

3. Praise the Stubborn 

4. Ex Teachers 

5. O' Brother

6. Endless Scrolling 

7. The Winners 

8. The Long Drape 

9. King Malik

sabato 3 ottobre 2015

Intervista ai Do nascimiento


A un anno esatto dalla nostra recensione di Giorgio, intervistiamo i Do nascimento per sentire come stanno. Il gentilissimo Amedeo risponde alle nostre domande.

1. Ciao ragazzi, come state? E’ da un po’ che non vi si sente, cosa state combinando? Siete ancora sparsi per il mondo? 
Amedeo: Ma ciao! Siamo un po sparsi si, io sono a Londra oramai da una miriade di tempo, seba e’ partito per l’indonesia non si capisce bene a cosa fare, meglio non indagare. Rich e’ tornato dall’Australia, e ora anche lui qua Londra, abbiamo fatto la saletta in un sottoscala e stiamo scrivendo assieme il terzo disco degli eat the rabbit. Ale e’a casa.
2. Dopo un anno dall’uscita di “Giorgio” tiratene un po’ le fila. Ne siete soddisfatti quanto a riscontro ottenuto tra recensioni e concerti? Uscita in vinile insieme a “Lampino” per noi hipster col giradischi è stata la manna dal cielo. 
La soddisfazione massima e’ stata vederlo uscire, sono stati due anni difficili, fare un disco quando sei tutti sparsi e’ davvero problematico, poi il tempo a disposizione e’ inversamente proporzionale alla voglia di far le cose bene e concluderle. Senza flying kids noi probabilmente non avremmo fatto nulla e non ha prezzo vederli adesso che finalmente si possono permettere la jacuzzi in giardino grazie alle nostre vemdite. Le recensioni sono state belle e caratteristiche anche se piccole, perche la recensione e’ l’animale piu bello, dopo la donna.
3. A proposito, quando vi potremo ancora ascoltare dal vivo? I vostri fans vogliono tornare a sudare insieme a voi, i vostri concerti gasano una cifra.
A ottobre faremo delle date ma stiamo ancora organizzando siamo in un mezzo pasticcio, son saltate un po di date ma la voglia rimane. Ci diverte molto fare le cover di noi stessi, non vedo l’ora di risuonare un po, sempre che il Seba torni vivo dal’ indonesia. Sul serio cosa e’ andato a fare? Tutti se lo chiedono.
4. Cosa prevede la chiromante per il vostro futuro? Forse un disco, la serie A alla Sampdoria, o di ribeccare “quello stronzo che dice che nulla mai cambia”?
Direi proprio nulla, abbiamo tutti altri progetti e stiamo curando quelli, non so quando riusciermo a fare qualcosa di nuovo, si e’ parlato di uno split con gli Asino, ma cosi una volta al bar ma non saprei. Sicuramente uscira’ qualcos’altro a nome do nascimiento in un futuro, ma non so come dove e quando, alla fine siamo nati come un gruppo “1 pezzo a prova” ed e’ sempre stato cosi, tutto a caso, e il senso della cosa arriva alla fine. Rimaniamo cosi, a caso, quindi chi puo dirlo? Programmare un concerto o un disco sarebbe quasi rovinare questa fantastica aurea di vaneggiamento che ci circonda grazie alla quale e’ rimasta intatta na nostra genuinita’. Ora ti faccio una domanda io, ce li hai 20 euro?

giovedì 1 ottobre 2015

Capra - Sopra la panca

Capra è Gabriele Malavasi, voce e chitarra dei Gazebo Penguins. Sopra la panca è il suo disco solista fatto da dieci pezzi tiratissimi, suonato con i chitarroni che ci piacciono tanto e da tutti i pedali che ha collezzionato da quando ha cominciato a suonare. Capra si è chiuso nella cameretta che di solito lasciava agli ospiti dove ha voluto sperimentare, ascoltare cose nuove e in poco più di un mese ha scritto queste canzoni. Il disco rappresenta al meglio il mondo di Capra, fatto di concerti in giro per l’Italia, persone a cui si vuole bene, animali da accudire, furgoni che ti portano in giro, orti e pane fatto in casa.  Insieme a lui hanno suonato Pier Mattia Bardin (La Piovra, Il Buio) alla batteria, Andrea Suriani (i Cani) alle tastiere, registrato e prodotto da Andrea Sologni (Gazebo Penguins) presso Igloo Audio Factory a Correggio tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015. Il testo di Margherita di Savoia è scritto da Jacopo Lietti dei Fine Before You Came. Insieme hanno prodotto un bel muro di suono che godi ha tirare su il volume dello stereo mentre la puntina gira sul vinile. Accordi grossi e potenti come una montagna, testi brevi e precisi che ti raccontano tutto quello che ti devono raccontare in poche parole. Distorsioni e fuzz che ti sommergono come la neve. Così come deve essere. Così come ci piace. Canzoni che si fanno cantare e imparare a memoria già dal primo ascolto del disco. La voglia e la necessità di muoversi, saltare, urlare e sudare con una chitarra in mano per raccontare quello che ti sta attorno, nella buona e nella cattiva sorte. Questo è quello che potete ascoltare Sopra la panca, e vedrete che vi piacerà. Il disco è uscito grazie a To Lose La Track, Garrincha Dischi e Audioglobe.


Tracklist:

A1. Il lunedì è la domenica del rock
A2. Galline
A3. Diciottenni
A4. Scaletta
A5. Margherita di Savoia

B1. Pierre Menard
B2. La finta non è la fine
B3. Mio padre faceva il fabbro
B4. MLVGRL
B5. Reset

lunedì 14 settembre 2015

Millencolin – True Brew

I Millencolin sono tornati e lo fanno alla grande. A distanza di sette anni dall’uscita del precedente e pessimo “Machine 15”, il quartetto svedese torna con questo nuovo “True Brew”. Tredici pezzi di puro skate-punk come si faceva e si suonava una volta, quando nei nostri stereo giravano insieme ai gruppi della California targata Epitaph.
Vent’anni di band e non sentirli per niente sulle spalle. Con questo ottimo album i Millencolin inaugurano la loro seconda gioventù e ritrovano l’spirazione giusta per scrivere un disco come si deve e come ci si aspetta da un gruppo come il loro.
Questa rinnovata vena creativa e compositiva ci riporta agli albori della band e delle loro canzoni migliori. Riffettoni di chitarra e ritornelli che ti rimangono appiccicati in testa. Ritmo serrato e zero respiro. Canzoni che ti viene voglia di cantare fin dal primo ascolto e non ce la fai proprio a rimanere fermo. Questo “True Brew” è proprio una bomba e un bell’ascolto. Fatevi un piacere una volta nella vita, fatelo girare nel vostro giradischi che poi sarete ancora felici e spensierati proprio come quando avevamo diciassette anni, il mondo era una conquista e questa era la nostra colonna sonora. Grazie di cuore Nikola, Erik, Mathias e Frederik, questo disco è proprio quello che ci voleva per fermarsi un attimo, guardare indietro, capire dove siamo arrivati, fare il punto della situazione e andare avanti. Con lo stesso spirito e la stessa passione che ci contraddistingue da sempre. Perché noi siamo così, ed è questa l’unica verità.


Tracklist:

  1. Egocentric Man
  2. Chameleon
  3. Autopilot Mode
  4. Bring Me Home
  5. Sense & Sensibility
  6. True Brew
  7. Perfection Is Boring
  8. Wall Of Doubt
  9. Something I Would Die For
  10. Silent Suicide
  11. Man Of 1000 Tics
  12. Mr. Fake Believe
  13. Believe In John

sabato 5 settembre 2015

Biffers - Frankie Road

I livornesi Biffers tornano sul nostro blog dopo lo straordinario 7" d'esordio uscito nel 2012 recensito qui e il full-lenght "Whoa!" uscito nel 2014. Con questo "Frankie Road" il power-trio toscano si conferma come uno dei più interessanti gruppi in circolazione in ambito di punk-rock in Italia. Quattro pezzi tirati che ci riportano alle prime uscite targate Lookout! anni '90, proprio quelle che preferiamo. Dario e i suoi ci regalano un bel dischetto da far girare più e più volte nel giradischi. A confermare il buon lavoro fatto dai Biffers in questi anni, è il fatto che questo bel 7" è uscito in distribuzione digitale per Kung Fu Records e in versione vinile (3 diverse versioni) per Greenway Records. Insomma i Biffers hanno sbancato anche in USA con una produzione curata dal punto di vista delle grafiche by Riccardo Bucchioni e per quanto riguarda la registrazione e l'arrangiamento dei pezzi. Il disco lo potete ascoltare sul loro bandcamp o su spotify e acquistare direttamente dalle pagine delle etichette. Sostenete i Biffers, sostenete il punk-rock italiano. Gabba gabba hey!

Tracklist:
01.Werewolf
02.Dear Rocker
03.Happiness For Madness
04.The Law Won

domenica 12 aprile 2015

Tough - Hurricane

Dopo il precedente e fenomenale Obey the Ramones uscito nell'estate 2014, i Tough tornano subito a farsi sentire con questo nuovissimo Hurricane. Ancora una bombetta in 45giri capace di farvi ballare il piedino e la  testa su e giù con un sorriso giga stampato sulla vostra faccia. Quattro accordi e via andare. Così li vogliamo i notri beniamini, come nella migliore tradizione punkrock che si rispetti e che amiamo. Quattro pezzi che ci piacciono uno più dell'altro, uno più veloce dell'altro, un paio di minuti massimo a pezzo e stop. Godetevelo così, questo è Hurricane, questi sono i Tough. Alla chitarra esordisce Robi Tuono, veterano della scena che va a sostituire Stefan-eno e va alla grande. Il sound è lo stesso di sempre, da quel primo Fast/Faster del 2007 e noi ci gasiamo da matti. Con i Ramones nel cuore e i ritornelli di questo disco che ti si attaccano in testa già dopo il primo ascolto. Il disco è stato registrato presso i Giardni Sonori di Piacenza da Cristian Sanzeri, a curare le grafiche ci pensa Riccardo Bucchioni, sinonimi questi di assoluta qualità ed è uscito per l'olandese Monster Zero punto di riferimento nel genere. Insomma c'è nè alla grande sotto tutti i punti vista. L'esperienza paga e qui c'è nè a pacchi. Compratevi questo disco e godetevelo che i Tough sono fighi. Gabba gabba hey!

Tracklist:

Side A
1) Hurricane
2) Hey hey hey (oh no)

Side B
3) Badly
4) Sick of You