lunedì 14 settembre 2015

Millencolin – True Brew

I Millencolin sono tornati e lo fanno alla grande. A distanza di sette anni dall’uscita del precedente e pessimo “Machine 15”, il quartetto svedese torna con questo nuovo “True Brew”. Tredici pezzi di puro skate-punk come si faceva e si suonava una volta, quando nei nostri stereo giravano insieme ai gruppi della California targata Epitaph.
Vent’anni di band e non sentirli per niente sulle spalle. Con questo ottimo album i Millencolin inaugurano la loro seconda gioventù e ritrovano l’spirazione giusta per scrivere un disco come si deve e come ci si aspetta da un gruppo come il loro.
Questa rinnovata vena creativa e compositiva ci riporta agli albori della band e delle loro canzoni migliori. Riffettoni di chitarra e ritornelli che ti rimangono appiccicati in testa. Ritmo serrato e zero respiro. Canzoni che ti viene voglia di cantare fin dal primo ascolto e non ce la fai proprio a rimanere fermo. Questo “True Brew” è proprio una bomba e un bell’ascolto. Fatevi un piacere una volta nella vita, fatelo girare nel vostro giradischi che poi sarete ancora felici e spensierati proprio come quando avevamo diciassette anni, il mondo era una conquista e questa era la nostra colonna sonora. Grazie di cuore Nikola, Erik, Mathias e Frederik, questo disco è proprio quello che ci voleva per fermarsi un attimo, guardare indietro, capire dove siamo arrivati, fare il punto della situazione e andare avanti. Con lo stesso spirito e la stessa passione che ci contraddistingue da sempre. Perché noi siamo così, ed è questa l’unica verità.


Tracklist:

  1. Egocentric Man
  2. Chameleon
  3. Autopilot Mode
  4. Bring Me Home
  5. Sense & Sensibility
  6. True Brew
  7. Perfection Is Boring
  8. Wall Of Doubt
  9. Something I Would Die For
  10. Silent Suicide
  11. Man Of 1000 Tics
  12. Mr. Fake Believe
  13. Believe In John

sabato 5 settembre 2015

Biffers - Frankie Road

I livornesi Biffers tornano sul nostro blog dopo lo straordinario 7" d'esordio uscito nel 2012 recensito qui e il full-lenght "Whoa!" uscito nel 2014. Con questo "Frankie Road" il power-trio toscano si conferma come uno dei più interessanti gruppi in circolazione in ambito di punk-rock in Italia. Quattro pezzi tirati che ci riportano alle prime uscite targate Lookout! anni '90, proprio quelle che preferiamo. Dario e i suoi ci regalano un bel dischetto da far girare più e più volte nel giradischi. A confermare il buon lavoro fatto dai Biffers in questi anni, è il fatto che questo bel 7" è uscito in distribuzione digitale per Kung Fu Records e in versione vinile (3 diverse versioni) per Greenway Records. Insomma i Biffers hanno sbancato anche in USA con una produzione curata dal punto di vista delle grafiche by Riccardo Bucchioni e per quanto riguarda la registrazione e l'arrangiamento dei pezzi. Il disco lo potete ascoltare sul loro bandcamp o su spotify e acquistare direttamente dalle pagine delle etichette. Sostenete i Biffers, sostenete il punk-rock italiano. Gabba gabba hey!

Tracklist:
01.Werewolf
02.Dear Rocker
03.Happiness For Madness
04.The Law Won

domenica 12 aprile 2015

Tough - Hurricane

Dopo il precedente e fenomenale Obey the Ramones uscito nell'estate 2014, i Tough tornano subito a farsi sentire con questo nuovissimo Hurricane. Ancora una bombetta in 45giri capace di farvi ballare il piedino e la  testa su e giù con un sorriso giga stampato sulla vostra faccia. Quattro accordi e via andare. Così li vogliamo i notri beniamini, come nella migliore tradizione punkrock che si rispetti e che amiamo. Quattro pezzi che ci piacciono uno più dell'altro, uno più veloce dell'altro, un paio di minuti massimo a pezzo e stop. Godetevelo così, questo è Hurricane, questi sono i Tough. Alla chitarra esordisce Robi Tuono, veterano della scena che va a sostituire Stefan-eno e va alla grande. Il sound è lo stesso di sempre, da quel primo Fast/Faster del 2007 e noi ci gasiamo da matti. Con i Ramones nel cuore e i ritornelli di questo disco che ti si attaccano in testa già dopo il primo ascolto. Il disco è stato registrato presso i Giardni Sonori di Piacenza da Cristian Sanzeri, a curare le grafiche ci pensa Riccardo Bucchioni, sinonimi questi di assoluta qualità ed è uscito per l'olandese Monster Zero punto di riferimento nel genere. Insomma c'è nè alla grande sotto tutti i punti vista. L'esperienza paga e qui c'è nè a pacchi. Compratevi questo disco e godetevelo che i Tough sono fighi. Gabba gabba hey!

Tracklist:

Side A
1) Hurricane
2) Hey hey hey (oh no)

Side B
3) Badly
4) Sick of You

domenica 15 marzo 2015

Cowbell- Beat Stampede/Skeleton Soul


Ieri sera per caso me ne vado in un noto locale "che fa suonare" in quel di Piacenza e m'imbatto in una band, o meglio in un power duo che si chiama Cowbell proveniente da Londra. Londra est per l'esattezza. E le mie orecchie s'innamorano subito. Il cantante al microfono dice: oggi è il 22 show di fila che teniamo in giro per l' Europa...

I due che portano i nomi di Jack Sandham e Wednesday Lyle, formano i Cowbell nel 2009 e d'allora rilasciano tre singoli in 7" in diciotto mesi, dopo di che firmano con la Damage Goods nel 2012 ed incidono per essa due dischi: Beat Stampede (2012) e l'ultimo Skeleton Soul (2014)-dei quali vi parlerò qui in breve- Il resto dovrete, se interessati, scoprirlo voi stessi con le vostre orecchie.

Cosa propone il duo in questione? 
Garage/soul/ROCK & ROLL, che non nasconde le sue influenze da un lato americane (Stax, Motown per citarne alcuni) e dell'altro il tocco, manco a dirlo, British degli anni sessanta (The Small Faces, The Kinks, The Zombies)
Niente di originale, sia chiaro (ora cosa lo è? se riuscite spiegatemelo voi) Suonano per divertire, divertirsi come è giusto che sia. Niente fronzoli e tessiture armonica di chissà quale complicanza.
Canzoni dirette (di solito 2 minuti) che fanno battere il piedino a tempo e ti fanno ballare.

Il debutto su LP



 Beat Stampede è un misto di sonorità blues e country, grazie all'utilizzo della tecnica Slide Guitar ed al finger picking da parte del cantante/chitarrista Jack. Che prima ci delizia con un Delta Blues in "All in good Time" e poi via di slide in "Tallulah" primo singolo estratto dal disco ne è la prova del loro talento. Nella track list ci si imbatte anche in due canzoni Honky Tonk garage blues cantate dalla batterista Wednesday "Love got me down" e "Castle walls". Un ottimo debutto per loro.

Tracklist:

Side A

  1. Tallulah
  2. Hanging by a thread
  3. Never Satisfied
  4. Love got me down
  5. Mississippi
Side B

  1. Scratch my back
  2. Bills
  3. Castle walls
  4. Oh girl
  5. All in a good time



Due anni  dopo rilasciano Skeleton Soul



il sound matura- come è giusto che sia- reduci anche da visite negli Stati Uniti, dall'interesse della BBC. Il duo inserisce in questo disco il suono psichedelico di un organo e le vibrazioni soul del sassofono. Potrete ascoltare queste sonorità soprattutto in "She's all over you", molto bello anche il video, e nella funkeggiante "Dirt". Senza dimenticare le atmosfere dell'esordio "Shake the blues" ne è un ottimo esempio.

Tracklist:

Side A:

  1. Cry wolf
  2. She's all over you
  3. Oh Yolande
  4. Baby it's you love
  5. Dirt
  6. Heart on the line
Side B

  1. The fear
  2. Darkness in your heart
  3. Shake the blues
  4. Change her ways
  5. Heavy on my mind



Che dire di più? ieri dopo aver assistito al loro live ho preso i  due LP. Registrazione low-fi come piace a me che da il giusto tocco ai brani. Canzoni fatte con anima, sudore e tanta passione. Bravi.

Cowbell
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sabato 7 marzo 2015

And So Your Life Is Ruined - S/T

Gli And So Your Life Is Ruined sono un quartetto emo-core/post-rock di quelli che spaccano. Provenienti dalla ridente Rimini con questo loro primo disco, scaricabile in free download qui, edito per V4VRecords, Voice Of The Unheard (Francia) e Lonely Voyage Records (UK) sono stati in grado di attirare l'attenzione su di sé al primo colpo. Questo bellissimo discone, serigrafato su un lato grazie alle splendide grafihe di Errata Disain è un ascolto piacevole e completo. Nonostante la giovane età i quattro ci sanno regalare sei pezzi eterogenei e carichi di svariate sfacettature. Il cantato in italiano completa l'opera con testi semplici ma efficaci che arrivano diretti al punto. Si rimane piacevolmente colpiti dalla musica degli And So Your Life Is Ruined, in grado di spaziare senza troppa difficoltà dall'emo-core a un post-core che in alcuni tratti ricorda gruppi blasonati come Explosions In The Sky. Ascoltate questo disco e andate a vederli dal vivo, non ve ne pentirete. Supportate questo gruppo e amate le loro canzoni.

Tracklist:

1) Berlino
2) Febbraio
3) Cariddi
4) 308 Negra Arroyo Lane
5) Inverno Senza Fuoco
6) Perchè Non Siamo Dove Siete Voi

sabato 14 febbraio 2015

Girless & The Orphan – The Circle And The Barrel

I Girless & The Orphan hanno un cuore grande e nelle loro canzoni si sente. Suonano un folk dalle accelerazioni improvvise e dalle distorsioni fulminanti, a tratti quasi punk. Ma a loro di essere categorizzati frega poco. Sono una mina sul muso quando suonano dal vivo e i loro dischi sono uno più bello dell’altro. Questo è quello che conta. Con il precedente NothingTo Be Worried About Except Everything But You hanno vinto la targa giovani del MEI come miglior disco del 2012.
Con l’ultimo The Circle And The Barrel hanno vinto tutto. Almeno per quanto ci riguarda. Questo è un disco con due anime, due cuori grandi come una casa. Talmente grandi da dover essere contenuti in due parti distinte (appunto part 1 & 2), a cercare due estremi sonori. Il primo più indirizzato verso un pop nobile ma sporco, solido nei suoni e stratificatissimo. Sei canzoni, avvolte da un’insolito grigiore, dove la presamale si fa lentamente largo tra le liriche di Tommaso, polemiche come sempre ma ben più riflessive. Il secondo più veloce e violento, arriva a urlare per farsi sentire e il ritmo cresce notevolmente portandoci in sonorità più vicine al punk-rock. Cinque canzoni d’impatto che ti rimangono velocemente appiccicate in testa e di cui non ne puoi più fare a meno. Tra il primo e il secondo lato sono undici canzoni in tutto che a cantarle ti farà stare bene. Questo è uno di quei dischi che ti danno una sensazione di libertà. Perché noi possiamo ancora sognare insieme. Fatelo con i Girless & The Orphan. The Circle And The Barrel è una proficua produzione tra Stop Records, Fallo Dischi, To Lose La Track ed è accompagnato dalle splendide grafiche di Luca Zamagna di Errata Disain.

(part 1)
1. Hodmen and Ghost Writers
2. F.A.S.C.
3. Open Books
4. The Same Blanket
5. A Nice Guy
6. 27 and Counting

(part 2)
1. Leaders
2. Colon Ladle Pedlar Scenario
3. FYD
4. Quite Old (Coff-coffin)
5. Your Opinion Is Bullshit

mercoledì 14 gennaio 2015

SMNTCS – Self Title

SMNTCS è una band post hardcore formatasi a Milano nell’autunno del 2013 con membri di presenti e passate band interne all’ambito punk hardcore. Andrea, Giulio, Luca e Simo dopo sei mesi entrano in studio per registrare le sei canzoni che poi saranno contenute in questo primo LP omonimo uscito a novembre 2014. Musicalmente, si possono tracciare influenze che partono dal roster della Dischord Records di metà anni 80, agli anni 90 di Quicksand e Drive Like Jehu, così come dai contemporanei The Hope Conspiracy o Modern Life Is War. I testi sono degli appunti esistenziali collegati nel titolo a nomi di luogi dai gloriosi fasti attualmente abbandonati dall’uomo o distrutti da eventi naturali. La pacca è grossa e lo nel vostro stereo questo discone suonerà bene. Non abbiate paura, lasciatevi trasportare dalla turbina che creerà in voi questo disco. Vi sentirete bene. SMNTCS è una buona dose di potenza e disperazione quotidiana e questo è quello che ci vuole quando dentro qualcosa non vi torna. SMNTCS vi saprà stupire e shakerare per benino. Lasciatevi spettinare senza indugi.  Questo disco è una fruttuosa collaborazione tra più etichette: Dead Crumbs Edizioni, Neat is Murder, Fallo Dischi, Salad Days Records, Indelirium Records, RainingRecords, Oceano Records, Blessed Hands Records.


Tracklist:
Note #1 (Mount Buzludzha)
Note #2 (Tuxedo Princess)
Note #3 (Majestic)
Note #4 (Tuxedo Royale)
Note #5 (Ruderi)
Note #6 (Antipodes)