giovedì 16 luglio 2020

Intervista a Johnny Mox


Anteprima del nuovo numero di 7pollici di carta in uscita nei prossimi giorni. Ringraziamo Johnny Mox per la disponibilità e le parole importanti che ci ha scritto rispondendo alle nostre domande. Vi auguriamo una buona lettura. 7pollici di carta numero dodici coming soon…


1) Ciao Johnny, benvenuto sulle pagine di 7pollici di carta. Musicista, giornalista, agitatore culturale, osservatore attento, sei tutto questo e tanto altro. Presentati ai nostri lettori.

Ho cominciato con il rap. Poi mi sono avvicinato progressivamente a tutti gli strumenti. Ho suonato la batteria, la chitarra, il piano, la tromba in varie formazioni. Nel 2008 quando ero negli Usa ho fatto partire il mio progetto solista legato all'utilizzo dei loop e ad una personale reinterpretazione del gospel. Negli anni ho avuto la fortuna di collaborare con tanti musicisti diversi che hanno fatto parte della mia band (Moxters of the Universe). Dal 2016 assieme ad Above the Tree ho un progetto, Stregoni, una meta-band che si occupa esclusivamente di Immigrazione.

2) Siamo rimasti piacevolmente colpiti dall’uscita di “Spiritual Void”, il tuo ultimo disco registrato in maniera non convenzionale e accompagnato da un video stupendo che dà voce al nostro pianeta messo decisamente male. Ce ne vuoi parlare?

E' un disco particolare, una sola traccia di 16 minuti, composta nei boschi attorno a casa mia utilizzando una app che permette di registrare i loop. E' una lunga suite esclusivamente vocale con strati di voci che ripeto ossessivamente la parola "Help".
Ci ho lavorato un inverno intero: è una riflessione sull'eterno rapporto di interdipendenza tra uomo, natura e spiritualità. Non è la natura a chiedere aiuto: la natura, come si vede chiaramente nel video è spietata, bellissima e in continuo mutamento. L'ambiente sopravviverà alla sete di dominio umano. Gli uomini invece devono cambiare il loro rapporto con la competizione, devono riscoprire che vulnerabilità significa interdipendenza.



3) Come hai passato il periodo di lockdown, ti è servito per comporre e scrivere musica? Come la vedi la ripresa e quali saranno i tuoi progetti futuri?

Non sono riuscito a fare niente per due mesi. Ho bisogno di passare attraverso le cose per riuscire a raccontarle. Non ho fatto dirette streaming nè canzoni sulla quarantena ma ho messo su una "band" con mio figlio Giona alla "batteria". E' stato un periodo prezioso di grande riflessione e da qualche tempo la musica è tornata. Se tutto va bene entro l'estate registrerò i pezzi nuovi.
La ripresa la vedo necessaria e credo che per i circuiti più piccoli dovrebbe essere un'occasione per rilanciare, per essere più ambiziosi. Non credo ci sia nessuno che avrebbe problemi a fare un doppio liveset alle 21 e alle 23.


4) Cosa ne pensi del movimento spontaneo Black Lives Matter nato negli USA e sviluppatosi in tutto il mondo? Tu da anni porti avanti un progetto musicale con migranti che si chiama Stregoni, ce ne vuoi parlare? Cosa può fare la musica per migliorare la situazione?


Quando ho saputo della morte di George Floyd ho pensato che l'ondata di rivolte sarebbe rimasta confinata in Usa. La ritenevo l'ennesima segno del progressivo declino della sfera dell'influenza americana sulla cultura occidentale. Mi sbagliavo.
Il movimento è importantissimo non fraintendermi, ma in Europa abbiamo una situazione di fragilità estrema che avrebbe bisogno di un vero movimento continentale. Nel mediterraneo sono morte migliaia di persone negli ultimi 10 anni, senza contare la vergogna del caporalato. Non è vero, come si dice in questi giorni, che nessuno si inginocchia per loro: ma è evidente che sul tema dell'immigrazione si è giocata una partita politica miope e cinica.
Con Stregoni abbiamo cercato costantemente di rappresentare e fare emergere il punto di vista dei migranti cercando di creare un luogo aperto di confronto che sfidasse i confini della band. In tre anni abbiamo suonato con 5000 richiedenti asilo. La musica ha il potere di ridurre lo spazio tra le persone ma odio quando le si chiede di trovare soluzioni o indicare una strada. La musica è lo specchio di quello che succede.  Sai qual è una delle colonne sonore delle rivolte BLM in Usa? "Dior" del rapper Pop Smoke assassinato a febbraio a Los Angeles.



lunedì 25 maggio 2020

Rope – Crimson Youth


I Rope sono una nuovissima band torinese con ex componenti di band come Tutti i Colori del Buio e Ponches (che amavamo molto). Suonano punk misto al noise e al grunge con SubPop, Dischord e SST nelle orecchie. Torino ha sempre spaccato dal punto di vista delle proposte musicali e anche questa volta non ci delude. Crimson Youth è un disco hardcore fatto come si deve, sudato, urlato e di impatto. Il riferimento principale è una band italiana che ha fatto la storia del genere anche se cantava in italiano, ovvero La Crisi. Riff di chitarra potenti, cambi di ritmo improvvisi, un cantato urlato ma mai troppo sforzato fanno di questo disco gli ingredienti principali. “No More Chanche?” apre egregiamente il disco e ci da subito le coordinate, mentre “The Crimson Youth” dai continui cambi di ritmo è una mitragliatrice che ci spara milioni di proiettili inarrestabili addosso. “4 AM And Still Here” è un capolavoro hardcore che ci riporta agli OFF! così come la successiva e velocissima “New But Still Lone Rider”. Il disco fila via veloce e ci fa saltare e cantare a squarciagola pezzi come “About The Differences Between You And A Dog” e “Trust No One And You Will Never”. I Rope hanno tutte le carte in tavola per giocarsela alla grande e fare davvero bene. Questo è un disco d’esordio che ci piace tantissimo ed è fuori grazie alle italianissime etichette SonatineProduzioni, Nothing Left Records, Youth Of Today Records, No Reason Records, Fresh Outbreak Records e Mother Ship.



Tracklist:

1)      No More Chance?

2)      The Crimson Youth

3)      4 AM And Still Here

4)      New But Still Lone Rider

5)      Waiting For Myself Not So Patiently

6)      Choking Adults

7)      About The Differences Between You And A Dog

8)      Trust No One And You Will Never

9)       We Are The Lads

venerdì 22 maggio 2020

In Technicolour - Big Sleeper


Big Sleeper il debut album della band In Technicolour si apre con il riff in drop D di un pezzo come “Miami Funk”, che di funk ha ben poco e tantomeno richiama sonorità tipiche di South Beach o di spiagge assolate e di gente in costume. Non lasciatevi ingannare dalla copertina dai colori sgargianti, dalla piscina e dagli ombrelloni. Questo è un bel disco peso e non c’è biglietto da visita migliore per intraprendere questo viaggio. Lasciate a casa ogni speranza, ma non il costume perché suderete. Nove tracce di stoner rock e non solo a cura di una delle band più interessanti dal sud del Regno Unito. “Under The Sun” con la sua marcetta marcia che strizza l’occhio a un ritornello pop ci accompagna mano nella mano per non farci temere il peggio perchè poi arrivano pezzi come “Shaker” e “Big Sleeper” pronti a prenderci a schiaffi per bene. Con “Gallonman” e la sua rullata dritta in faccia veniamo trascinati nel turbine mentre con “Doomer”, che già fa paura dal nome ed è la traccia più bella dell’intero album, ci lasciamo completamente andare a un ballo frenetico e oscuro.  Lend Me A Crushed Ear” ci fa prendere fiato con il suo groove imponente mentre con “Slow Moth” che è una ballad desert rock dilatata come il Texas viaggiamo senza fare un passo da casa. “Tortoise” l’ultima traccia del disco è un pezzo di dieci minuti di ambient rock dal riff di chitarra ipnotico, che ci tiene appiccicati allo stereo fino alla fine e con la bocca aperta. Se vi volete bene, non dovete assolutamente perdere questo disco. Questa band di Brighton ci sa fare e lo fa alla grande.  I riferimenti sono band come Queens of the Stone Age, Kyuss and Karma to Burn. Roba grossa insomma. Il vinile è fuori grazie a Big Scary Monsters (UK) and Art As Catharsis (AU).



Tracklist:

1) Miami Funk

2) Under The Sun

3) Shaker

4) Big Sleeper

5) Gallonman

6) Doomer

7) Lend Me A Crushed Ear

8) Slow Moth

9) Tortoise

lunedì 13 aprile 2020

Riccobellis – Battlestar Galactica


I Riccobellis sono tornati con “Battlestar Galactica” il loro terzo album uscito per Monster Zero assoluta garanzia in ambito punk-rock di scuola Ramones. Le coordinate per questa fantastica band sono state sempre queste, fin dall’inizio della loro entusiasmante storia. Dieci anni fa recensivamo sul nostro blog proprio la loro prima uscita, un 7” che ci aveva subito colpito per la qualità della proposta musicale e la freschezza con cui ci veniva sparata in faccia. Da allora abbiamo sempre seguito con passione questo trio punk rock bresciano. Ad aprire le danze di questo nuovo “Battlestar Galactica” ci pensa la title track del disco, un pezzo che ci fa subito prendere bene e ci fa muovere la testa su e giù. Si prosegue con una serie di mine che ti arrivano veloci addosso come un raggio laser (vedi “Crazy Molly” e “Murder On Avenue A”) . Così come ci hanno particolarmente colpito pezzi come la bellissima “Drunk e Drugs”, “I Don’t Wanna Go In A Psycho Therapy”, “The Night Of The Living Dead” per i loro ritornelli e le melodie che ti rimangono appiccicate in testa fin dal primo ascolto. Il disco ci prende bene fino alla fine con la sing-alone “You’re The Reason” e il tributo ai quattro fratellini di  Forest Hills con “Born To Die In Berlin”. Quattordici tracce suonate con passione, belle tirate e arrangiate con riff e coretti sempre azzeccati fanno di questo un ottimo disco che non dovete lasciarvi scappare.



Tracklist:

1. Battlestar Galactica
2. Crazy Molly
3. Murder On Avenue A
4. Lost In Tokyo
5. Drunk & Drugs
6. I Know What You Did Last Summer
7. Forever Holiday
8. I Remember You
9. Without You
10. I Don't Wanna Go In A Psycho Therapy
11. The Night Of The Living Dead
12. Alone Tonight
13. You're The Reason
14. Born To Die In Berlin

martedì 17 marzo 2020

Xabier Iriondo e Snare Drum Exorcism - TIERRA / MAREE


Il 13 marzo è uscito TIERRA / MAREE, lo split tra Xabier Iriondo (chitarrista di Afterhours, BUÑUEL e Pleiadees) e Franz Valente (batterista de Il teatro degli orrori, BUÑUEL, One Dimensional Man e LUME). I due musicisti si cimentano, ognuno con il proprio progetto, in due lunghe suite musicalmente dedicate alla sperimentazione: Tierra in cui Xabier Iriondo suona il suo Mahai Metak e Maree per lo Snare Drum Exorcism di Franz Valente. In Mosaique, invece, possiamo ascoltare la commistione delle improvvisazioni di entrambe le menti creative. TIERRA / MAREE è disco di pura improvvisazione e sperimentazione sonora, in cui i due artisti suonano strumenti auto costruiti e strumenti tradizionali in maniera non convenzionale. Il lavoro si compone di un unico brano sul lato A intitolato "TIERRA" in cui Xabier Iriondo suona il suo Mahai Metak. Registrato, mixato e masterizzato dallo stesso artista, la cover è opera di Annapaola Martin e le grafiche di Mirko Spino. Sul lato B sono incisi "MAREE" e "MOSAIQUE" due brani di Snare Drum Exorcism. Il primo è suonato interamente da Franz Valente, registrato presso Lesder Studio e masterizzato da Simone Castellan presso The Basement Studio. Il secondo è suonato da Franz Valente e Xabier Iriondo, registrato e masterizzato presso Zulogorria Studio da Xabier Iriondo e l'artwork è opera dello stesso Franz Valente. XABIER IRIONDO e’ il deus-ex-machina di alcuni dei progetti musicali più avventurosi che siano stati concepiti negli ultimi 20 anni in Italia, chitarrista di Afterhours, BUNUEL e Pleiadees nonché manipolatore sonoro di progetti come Tasaday, A Short Apnea ed Uncode Duello.
TIERRA è il suo primo lavoro in solo con il Mahai Metak, cordofono auto costruito a 10 corde con il quale crea un caleidoscopico metalinguaggio di suoni e sfumature che sfiorano a tratti il silenzio a tratti il rumore, in cui il gesto creativo ha origine nella costruzione dello strumento e si protrae nella manipolazione calda delle sue possibilità.
SNARE DRUM EXORCISM Nasce da un idea di Franz Valente, già batterista killer ed artefice di potentissime band: BUNUEL, il Teatro degli Orrori. Quando non indossa le vesti di One Dimensional Man, è la mente creativa di LUME band psych-pop di ispirazione punk.
Snare Drum Exorcism E’ un progetto musicale che esplora i confini tra performance ed esperienza sonora, E’ un lavoro di ricerca, volto ad unire l’aspetto selvaggio e diretto dell’esperienza rock, post punk e noise, con quello imprevedibile ed astratto della musica sperimentale elettroacustica.
MAREE è un viaggio emozionale dove dimensioni caotiche e fendenti rumoristici si sciolgono in liquide divagazioni psichedeliche. Vuole rappresentare l’incessante successione dinamica tra ‘memorie’ e ‘presenze’ che si sovrappongono in una melodica periodicità. Le sonorità sono state create mediante l' audace sperimentazione ritmica e timbrica su rullanti suonati in maniera non convenzionale, su strumenti atipici come le percussioni di metallo e un meccanismo costruito con aste di metallo, molle e altri accessori che consentono riverberi metallici ed effetti spettrali. L ’azione e il movimento su di essi sono volti ad unire in un solo strumento - quello percussivo - la meccanica e la funzionalità di questi materiali. Puri utensili per una psichedelia industriale, creando una mappatura nell'universo meccanico e percussivo. Lo split è fuori grazie alla collaborazione di Dio Drone, Dischi Bervisti, True Bypass, Wallace Records.



Tracklist:

1)      Xabier Iriondo – Tierra

2)      Snare Drum Exorcism – Maree

3)      Snare Drum Exorcism e Xabier Iriondo - Mosaique

lunedì 2 marzo 2020

The Livermores – s/t


I Livermores sono un trio punk rock di Ancona attivo dal 2016 che suona con i Ramones nel cuore e questo è il loro primo LP, uscito dopo una serie di partecipazioni a diverse compilation, un EP e un singolo d’esordio. Tre accordi e via, ritmi serrati, melodie poppeggianti che ti rimangono in testa per molto e coretti messi al punto giusto fanno di questo lavoro un ottimo disco. La missione dichiarata è semplice e chiara per tutti: arrivare dritti e veloci al punto,  attenersi alle regole stilistiche del punk rock e non fare prigionieri. La truppa Livermores in questo è molto brava e riceverà sicuramente una medaglia d’onore. Il disco è molto bello, i tredici pezzi girano bene e sono assolutamente ben suonati. Segnatevi questo nome perché saranno sicuramente uno dei gruppi del nostro Bel Paese a girare di più e a far vittime nel genere. Un applauso a questi tre ragazzi che con assoluta semplicità hanno sfornato un disco assolutamente ben fatto che non ha niente da invidiare ai padri fondatori del genere e a tutti i suoi adepti contemporanei.  Questo bel discone rosa è fuori grazie a un trio di etichette punk rock davvero interessanti: Mom's Basement (USA), I Buy Records (Italy) e Commando Records (Italy). Second verse, same as the first!



Tracklist:

1)      Copacabana

2)      I love her (she don’t care)

3)      P.P. is a spy

4)      Who killed F.P.?

5)      The reunione

6)      2nd chance

7)      Bay California

8)      48’s

9)      Easter Island H.E.A.D.

10)   G.K. Commando

11)   Summer 16

12)   C.I.A.

13)   The sixth rule

domenica 1 marzo 2020

The Love Supreme - A shade of yellow very close to the gold album


I The Love Supreme sono 5 amici sparsi in giro per l’Italia che hanno deciso di iniziare a suonare insieme come succede più o meno sempre. Questa però è una super band formata da membri di Die Abete, Cayman The Animal, Bennett, Tutti I Colori Del Buio, Rope, Chambers, Six Feet Tall, ovvero alcuni dei gruppi punk hardcore più interessanti nel panorama italiano. Questo nuovo progetto si caratterizza per le due voci sempre presenti, che si intrecciano ricamando delle melodie potenti e graffianti insieme ad arrangiamenti ben fatti e ben suonati. “A shade of yellow very closeto the gold album” dei The Love Supreme è un disco d’esordio di sette tracce che scorrono veloci una via l’altra. Appena metterete giù la puntina del giradischi su questo bellissimo vinilone prenderete una bella botta di energia e verrete travolti da questi pezzi velocissimi. Lasciatevi trasportare e non ve ne pentirete.  Il vinile giallo one side serigrafato e illustrato da Gigi Fagni ed è fuori per To Lose La Track e ShoveRecords due delle etichette italiane più attive nel panorama indipendente e assolute garanzie di qualità. Non lasciatevelo sfuggire!



Tracklist:

1)      Scalford Rain

2)      Cospea chainsaw massacre

3)      The age of Talparius

4)      About the chanches

5)      Beware, he’s a prick

6)      An albatross

7)      El cajon