“Ortografia” è l’ultimo disco dei milanesi Minnie’s, uscito dopo una pausa di tre anni dal precedente “L’esercizio delle distanze”.
Con questo disco i Minnie’s si confermano ancora una volta un gruppo completo, che sa scrivere ottime canzoni sia dal punto di vista degli arrangiamenti che da quello della scrittura dei testi.
Pochi gruppi in Italia riescono a trovare questa giusta amalgama. I Minnie’s invece, ci riescono alla grande.
In questo disco troviamo dieci canzoni scritte magistralmente. Musiche e testi vanno a braccetto e scorrono via veloci trasmettendoci gioia e la passione che il gruppo ha messo nello scrivere questo disco.
Sotto la puntina questo vinilone giallo, pompa alla grande regalandoci dieci canzoni eterogenee che si fanno subito amare.
La registrazione è ottimale e l’intensità con cui il gruppo ha registrato si sente appieno.
I pezzi sono tirati al punto giusto, le melodie ci sono tutte e i testi sono qualcosa di veramente azzeccato. Come sempre d’altronde. Questo è punk-rock d’autore.
In più di dieci anni di attività i ragazzi si sono evoluti molto, diventando una delle migliori realtà della musica rock/punk indipendente italiana.
Il packaging è curato e ben fatto, a due colori nero e giallo, il disco è prodotto da To Lose La Track, Fallo Dischi e Neat is Murder.
Dovete averlo, altrimenti lo potete anche scaricare gratuitamente qui.
Tracklist:
Side A
01 - Quanto costa una domanda
02 - Fiumi
03 - Tragedia
04 - E’ la quotidianità
05 - Seite
06 - La buona stagione
Side B
07 - Daccapo
08 - Capodanno
09 - Ortografia
10 - Ogni colpo è l’ultimo
www.minnies.it
martedì 10 settembre 2013
Minnie's - Ortografia
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martedì 6 agosto 2013
THE LEECHES - UNDERWATER
Sott’acqua si sta bene, specialmente d’estate come quando in questi giorni si sfiorano i quaranta gradi centigradi.
Meglio ancora, si sta ascoltando a tutto volume l’ultimo disco dei Leeches. Sono mesi che mi ero ripromesso di recensirlo.
Underwater, uscito quest’inverno e subito accolto da tutti come un gran disco, è il quarto album della migliore punk-rock band live italiana.
Siamo tutti d’accordo si, ai Leeches si vuole bene. E ci piacciono da impazzire, sia live dove ci regalano degli show fantastici e sudatissimi, sia su disco.
Questo disco poi è prodotto dal leggendario Daniel Ray che ha saputo dare, secondo me, quel pizzico in più di precisione al lavoro in studio della band comasca.
In questo disco troviamo tredici pezzi, tra cui una cover, di un punk-rock fatto con i fiocchi e impacchettato per benino.
Le canzoni sono tutte belle, scritte magistralmente e arrangiate come solo pochi sanno fare. All’estero ci invidiano un gruppo e un disco così, ne sono certo!
Underwater conferma i Leeches, come se ce ne fosse ancora bisogno, tra i migliori nel panorama punk-rock europeo.
I Leeches sono un gruppo da amare, supportare e andare a sentire live.
Ascoltatevi questo disco e ne avrete la conferma. Fatelo!
Tracklist:
Side A
01 - I’m everything to me
02 - Piranha boys
03 - Serious
04 - Feelin’ alright tonight
05 - Down on my knees
06 - Vanilla Coke
Side B
01 - Stop the clock
02 - Nothing at all
03 - Standing on my tomp
04 - My life
05 - Too hungry to pray
06 - Me-262
07 - Into the storm
https://it-it.facebook.com/LEECHES
Meglio ancora, si sta ascoltando a tutto volume l’ultimo disco dei Leeches. Sono mesi che mi ero ripromesso di recensirlo.
Underwater, uscito quest’inverno e subito accolto da tutti come un gran disco, è il quarto album della migliore punk-rock band live italiana.
Siamo tutti d’accordo si, ai Leeches si vuole bene. E ci piacciono da impazzire, sia live dove ci regalano degli show fantastici e sudatissimi, sia su disco.
Questo disco poi è prodotto dal leggendario Daniel Ray che ha saputo dare, secondo me, quel pizzico in più di precisione al lavoro in studio della band comasca.
In questo disco troviamo tredici pezzi, tra cui una cover, di un punk-rock fatto con i fiocchi e impacchettato per benino.
Le canzoni sono tutte belle, scritte magistralmente e arrangiate come solo pochi sanno fare. All’estero ci invidiano un gruppo e un disco così, ne sono certo!
Underwater conferma i Leeches, come se ce ne fosse ancora bisogno, tra i migliori nel panorama punk-rock europeo.
I Leeches sono un gruppo da amare, supportare e andare a sentire live.
Ascoltatevi questo disco e ne avrete la conferma. Fatelo!
Tracklist:
Side A
01 - I’m everything to me
02 - Piranha boys
03 - Serious
04 - Feelin’ alright tonight
05 - Down on my knees
06 - Vanilla Coke
Side B
01 - Stop the clock
02 - Nothing at all
03 - Standing on my tomp
04 - My life
05 - Too hungry to pray
06 - Me-262
07 - Into the storm
https://it-it.facebook.com/LEECHES
domenica 12 maggio 2013
Gazebo Penguins - "Raudo"
"Raudo" millanta esplosioni ma in realtà crea un focolare.
Contestualizzo: "Legna" ci aveva stupito per una suono d'impatto senza una violenza fine a se stessa, testi semplici, coi piedi per terra ma con quel piglio accattivante. "Legna" funziona.
Anni di Fugazi e Refused masticati e metabolizzati fino a farli propri, a farli suonare completamente diversi, nostrani e genuini.
""Raudo" segue quella strada ma raddrizza il tiro.
Nella sua eterogeneità è più compatto, tracce pensate già nel contesto dell'abum. Ma ok, ci arrivo: il focolare, la famiglia.
Questa è l'impressione, questo è ciò che mi ha lasciato.
Largo ai sentimentalismi che l'oggettività l'ho persa da un pezzo.
In un momento in cui dalla loro alla mia generazione (Dai circa 20 ai circa 30 anni.) non ci si è ancora guardati negli occhi per ammettere la scomparsa della cosa più preziosa che abbiamo mai avuto
: La speranza di creare in tempi umani un reddito stabile, una vita completa e indipendente, la possibilità se mai lo vorremo di creare una famiglia (Sì, l'ho detto).
Esattamente in questo momento, nel momento giusto qui si parla di "Trasloco" si parla della vergogna di tornare alla "Casa dei miei" (per chi poi ha già provato ad uscirne.) si parla del proprio nonno, delle radici, dei mobili, del caffè, della mancanza, della convivenza, della proprio adolescenza nel proprio paese sperduto in campagna, senza vergogna, senza ripudiare nulla. Perché sì, c'è anche gente non vive a Milano o a Bologna e che sta benissimo comunque, si parla di questo insomma.
Senza pedanteria, senza illusioni, senza spocchia.
E tu con loro in coro dal secondo ascolto.
Insomma: Basta poco per sentirsi piuttosto bene e quel poco e tutto qui dentro. (uo uo uo)
Tracklist:
01 Finito il caffè
02 Casa dei miei
03 Difetto
04 Domani è gennaio
05 Ogni scelta è in perdita
06 Correggio
07 Trasloco
08 Mio nonno
09 Non morirò
10 Piuttosto bene
P.S. Lo scarichi gratis QUI
.A.M.
Contestualizzo: "Legna" ci aveva stupito per una suono d'impatto senza una violenza fine a se stessa, testi semplici, coi piedi per terra ma con quel piglio accattivante. "Legna" funziona.
Anni di Fugazi e Refused masticati e metabolizzati fino a farli propri, a farli suonare completamente diversi, nostrani e genuini.
""Raudo" segue quella strada ma raddrizza il tiro.
Nella sua eterogeneità è più compatto, tracce pensate già nel contesto dell'abum. Ma ok, ci arrivo: il focolare, la famiglia.
Questa è l'impressione, questo è ciò che mi ha lasciato.
Largo ai sentimentalismi che l'oggettività l'ho persa da un pezzo.
In un momento in cui dalla loro alla mia generazione (Dai circa 20 ai circa 30 anni.) non ci si è ancora guardati negli occhi per ammettere la scomparsa della cosa più preziosa che abbiamo mai avuto
: La speranza di creare in tempi umani un reddito stabile, una vita completa e indipendente, la possibilità se mai lo vorremo di creare una famiglia (Sì, l'ho detto).
Esattamente in questo momento, nel momento giusto qui si parla di "Trasloco" si parla della vergogna di tornare alla "Casa dei miei" (per chi poi ha già provato ad uscirne.) si parla del proprio nonno, delle radici, dei mobili, del caffè, della mancanza, della convivenza, della proprio adolescenza nel proprio paese sperduto in campagna, senza vergogna, senza ripudiare nulla. Perché sì, c'è anche gente non vive a Milano o a Bologna e che sta benissimo comunque, si parla di questo insomma.
Senza pedanteria, senza illusioni, senza spocchia.
E tu con loro in coro dal secondo ascolto.
Insomma: Basta poco per sentirsi piuttosto bene e quel poco e tutto qui dentro. (uo uo uo)
Tracklist:
01 Finito il caffè
02 Casa dei miei
03 Difetto
04 Domani è gennaio
05 Ogni scelta è in perdita
06 Correggio
07 Trasloco
08 Mio nonno
09 Non morirò
10 Piuttosto bene
P.S. Lo scarichi gratis QUI
.A.M.
domenica 18 novembre 2012
The Invalids / Tough, Split 7''
Ad aprire le danze sul
lato A troviamo proprio i californiani ritornati in attività e in ottima forma,
con due pezzi davvero fighi."Franklin Ave. Lament" è un pezzone
melodico pieno di riff di chitarra e con un ritornello che ti si appiccica in
testa come una gomma americana. Il secondo brano, "Into The Future",
cover dei Vibrators è molto più duro e diretto senza tanti fronzoli. Direi un ottimo ritorno in attività per questa band
americana sempre un po' troppo sottovalutata ma invece di grande esperienza e incisività.
Sul lato B troviamo tre pezzi per i nostri beniamini nostrani Tough.
"Bullshits", "Johnny is a Marshal" e "Got a
Problem" sono tre mine che abbiamo imparato ad amare e a cantare durante i
concerti del trio piacentino. Tre pezzi che sono una bomba, una migliore e
più bella dell'altra. Da sottolineare è la splendida cover disegnata da
Riccardo Bucchioni, che da sola vale l'acquisto del vinile. Il disco è prodotto
dall'attivissima e italianissima Surfin'Ki Records. Per tutti gli amanti del
Punk-Rock. E
non solo. Obey the Ramones.
SIDE A - THE INVALIDS:
1 - Franklin Ave. Lament
2 - Into The Future
SIDE B - TOUGH:
1- Bullshits
2 - Johnny is a Marshal
3 - Got a Problem
lunedì 10 settembre 2012
Donald Thompson - “II”
“II” è il secondo sette pollici dei fidentini Donald Thompson ed è una bomba.
“II” suona maledettamente bene e ti fa muovere il culo anche se non vuoi.
I Donald Thompson con questo disco replicano la perfezione che avevano già avuto con il precedente disco omonimo.
Quattro pezzi bomba, più tre che ti puoi scaricare gratuitamente, con il codice che trovi all’interno del disco stesso.
Generosi in tutto, non solo nella botta che ci regalano ascoltandoli.
Punk-rock e rock’n’roll si fondono come solo in altri pochi gruppi in Italia e il risultato sono delle canzoni energiche e potenti.
Per chi ha avuto il piacere di vederli dal vivo in uno dei loro fantastici show, questo disco suona bello grezzo, ruvido ma preciso al tempo stesso, proprio come i loro live.
Due lati che continuerete a cambiare e far andare sotto la puntina del vostro giradischi.
Questo disco è prodotto da una serie di piccole ma operose etichette italiane (Surfin'ki Rds, Sonatine autoproduzioni, Collettivo La Defènse, Mescaleros Crew, Lapaguis printing Team, Kornalcielo Rds, Attaque Sonique) che ci danno dentro sempre, e che vanno supportate alla grande. Un motivo in più per avere questo disco.
Come se ce ne fosse in realtà bisogno.
“II” dei Donald Thompson è da avere e da gustare.
I Donald Thompson sono da amare.
Tracklist:
Sida A
Screaming feddback
Fat generation
Side B
No way
Spicy baby Jesus
Donald Thompson su facebook
“II” suona maledettamente bene e ti fa muovere il culo anche se non vuoi.
I Donald Thompson con questo disco replicano la perfezione che avevano già avuto con il precedente disco omonimo.
Quattro pezzi bomba, più tre che ti puoi scaricare gratuitamente, con il codice che trovi all’interno del disco stesso.
Generosi in tutto, non solo nella botta che ci regalano ascoltandoli.
Punk-rock e rock’n’roll si fondono come solo in altri pochi gruppi in Italia e il risultato sono delle canzoni energiche e potenti.
Per chi ha avuto il piacere di vederli dal vivo in uno dei loro fantastici show, questo disco suona bello grezzo, ruvido ma preciso al tempo stesso, proprio come i loro live.
Due lati che continuerete a cambiare e far andare sotto la puntina del vostro giradischi.
Questo disco è prodotto da una serie di piccole ma operose etichette italiane (Surfin'ki Rds, Sonatine autoproduzioni, Collettivo La Defènse, Mescaleros Crew, Lapaguis printing Team, Kornalcielo Rds, Attaque Sonique) che ci danno dentro sempre, e che vanno supportate alla grande. Un motivo in più per avere questo disco.
Come se ce ne fosse in realtà bisogno.
“II” dei Donald Thompson è da avere e da gustare.
I Donald Thompson sono da amare.
Tracklist:
Sida A
Screaming feddback
Fat generation
Side B
No way
Spicy baby Jesus
Donald Thompson su facebook
lunedì 20 agosto 2012
Splittone Paura: Un Threesome in HD
Scusatemi sin da subito se tergiverserò e finirò per parlare di tutt'altro ma mi pare impossibile non farlo con un occasione così ghiotta. Prima o poi finirò per fare una recensione seria e non la solita sfuriata sghemba di concetti poco inerenti.
Splittone Paura non è sicuramente il disco dell'estate ma è lo Split più scomodo che si potesse fare in questo momento e per questo va sentito.
Splittone Paura è un incrocio a tre vie, tutte a senso unico verso il centro, difficile non fare incidenti.
Splittone Paura prende tre coordinate non così distanti non così vicine le unisce creandro un triangolo scaleno, a quel punto si tirano le diagonali da ogni lato creando al centro questo asterisco brutto, lì poi devi scavare profondo quanto vuoi tu e quello che ci troverai sarà sempre una sorpresa
Facciamo le persone serie.
Splittone Paura è un vinile rosa del rosa del verme dei Verme, padrini di questo disco ne approfittano per chiudere il lato A, aprire il lato B e chiudere la loro carriera con queste due ultime canzoni che ci lasciano questo grande magone (che come diceva una band di cui non ricordo il nome vorremmo che fosse solo un grande mago.) A tenere alto il tiro le due tracce centrali spettano ai Gazebo Penguins, secondo split dell'anno per loro, rivelazione assodata, tramite fra i Veterani e i giovani Do nascimiento qua a sgomitare per il loro spazio ed emozionatissimi stare al passo e non sfigurare per niente di fronte all'anziano che saluta e se ne va e ai Pinguini, fondamentali istantanei che non c'è stato nemmeno il tempo di accorgersene.
Tre situazioni agli antipodi in una generazione che pare che si invecchia veloce più dei calciatori qui.
Coproduzione a quattro via fra To Lose La Track, Two Two Cats, Que Suerte! e Neat Is Murder
Splittone Paura è la celebrazione della scena italiana più ruvida, rumorosa e sincera che ci si potesse aspettare. Una cartina tornasole indispensabile per chi non ha ancora iniziato a urlare e un omaggio obbligato per chi è da anni che sbraita.
E guai a chi ora mi dice "Maledetta sfortuna" eh?
Scaricalo QUI
Side A
01. Do Nascimiento - Tombino
02. Gazebo Penguins - Pugile
03. Verme - Lo squallore del tonno
Side B
04. Verme - L'inutilità del panorama
05. Gazebo Penguins - Renato A.T.
06. Do Nascimiento - Amplificatore
Abbiamo parlato di
Do Nascimiento: http://donascimiento.bandcamp.com/
Gazebo Penguins: http://www.gazebopenguins.com/legna/
VERME: http://verme666.wordpress.com/
.A.M.
Splittone Paura non è sicuramente il disco dell'estate ma è lo Split più scomodo che si potesse fare in questo momento e per questo va sentito.
Splittone Paura è un incrocio a tre vie, tutte a senso unico verso il centro, difficile non fare incidenti.
Splittone Paura prende tre coordinate non così distanti non così vicine le unisce creandro un triangolo scaleno, a quel punto si tirano le diagonali da ogni lato creando al centro questo asterisco brutto, lì poi devi scavare profondo quanto vuoi tu e quello che ci troverai sarà sempre una sorpresa
Facciamo le persone serie.
Splittone Paura è un vinile rosa del rosa del verme dei Verme, padrini di questo disco ne approfittano per chiudere il lato A, aprire il lato B e chiudere la loro carriera con queste due ultime canzoni che ci lasciano questo grande magone (che come diceva una band di cui non ricordo il nome vorremmo che fosse solo un grande mago.) A tenere alto il tiro le due tracce centrali spettano ai Gazebo Penguins, secondo split dell'anno per loro, rivelazione assodata, tramite fra i Veterani e i giovani Do nascimiento qua a sgomitare per il loro spazio ed emozionatissimi stare al passo e non sfigurare per niente di fronte all'anziano che saluta e se ne va e ai Pinguini, fondamentali istantanei che non c'è stato nemmeno il tempo di accorgersene.
Tre situazioni agli antipodi in una generazione che pare che si invecchia veloce più dei calciatori qui.
Coproduzione a quattro via fra To Lose La Track, Two Two Cats, Que Suerte! e Neat Is Murder
Splittone Paura è la celebrazione della scena italiana più ruvida, rumorosa e sincera che ci si potesse aspettare. Una cartina tornasole indispensabile per chi non ha ancora iniziato a urlare e un omaggio obbligato per chi è da anni che sbraita.
E guai a chi ora mi dice "Maledetta sfortuna" eh?
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Side A
01. Do Nascimiento - Tombino
02. Gazebo Penguins - Pugile
03. Verme - Lo squallore del tonno
Side B
04. Verme - L'inutilità del panorama
05. Gazebo Penguins - Renato A.T.
06. Do Nascimiento - Amplificatore
Abbiamo parlato di
Do Nascimiento: http://donascimiento.bandcamp.com/
Gazebo Penguins: http://www.gazebopenguins.com/legna/
VERME: http://verme666.wordpress.com/
.A.M.
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PocoSerioMoltoDivertente,
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domenica 12 agosto 2012
Lawyer Beaters - Sad Thoughts and Bikinis
Sad Thoughts and Bikinis è il nuovo disco dei piacentini Lawyer Beaters, che tornano sulla scena dopo un paio d’anni di stop e un cambio di formazione alla chitarra.
Questo disco è davvero una bomba. Dopo il precedente e bellissimo primo disco “Waited Enough” che li ha portati alla ribalta, era davvero difficile ripetersi.
Magari in alcuni brani è un po’ calato il ritmo, ma i nostri Beaters, come se sulla fosse, ce l’hanno fatta e hanno prodotto un gran bel disco.
Questi sono dodici pezzi, uno più bello dell’altro, che ti trascinano e ti fanno alzare l’indice della mano e la testina su e giù.
Arrangiamenti azzeccatissimi, voce aggressiva come sempre, cori spettacolari e mai banali, riff di chitarra belli potenti e una batteria precisissima fanno di questo disco gli ingredienti perfetti per renderlo una delle migliore uscite dell’anno.
Se devo scegliere dei pezzi preferiti, cito Dreadful Orders, Dream’s Need, South-River, The Grat Punishment e Beat The Lawyer.
Il disco è uscito per l’etichetta friulana Making Believe Records. Una garanzia. Da avere assolutamente e da far girare per ore e ore sul vostro giradischi.
Tracklist:
12-21-2012
Dreadful Orders
South-River
Kathrine
The Great Punishment
Japanese Iron Swarm
Dreams’ Need
Headbangers Soul
Lust To Love
The Take Over
Bad Day In Bolivia
Beat The Lawyer
http://www.myspace.com/lawyerbeaters
Questo disco è davvero una bomba. Dopo il precedente e bellissimo primo disco “Waited Enough” che li ha portati alla ribalta, era davvero difficile ripetersi.
Magari in alcuni brani è un po’ calato il ritmo, ma i nostri Beaters, come se sulla fosse, ce l’hanno fatta e hanno prodotto un gran bel disco.
Questi sono dodici pezzi, uno più bello dell’altro, che ti trascinano e ti fanno alzare l’indice della mano e la testina su e giù.
Arrangiamenti azzeccatissimi, voce aggressiva come sempre, cori spettacolari e mai banali, riff di chitarra belli potenti e una batteria precisissima fanno di questo disco gli ingredienti perfetti per renderlo una delle migliore uscite dell’anno.
Se devo scegliere dei pezzi preferiti, cito Dreadful Orders, Dream’s Need, South-River, The Grat Punishment e Beat The Lawyer.
Il disco è uscito per l’etichetta friulana Making Believe Records. Una garanzia. Da avere assolutamente e da far girare per ore e ore sul vostro giradischi.
Tracklist:
12-21-2012
Dreadful Orders
South-River
Kathrine
The Great Punishment
Japanese Iron Swarm
Dreams’ Need
Headbangers Soul
Lust To Love
The Take Over
Bad Day In Bolivia
Beat The Lawyer
http://www.myspace.com/lawyerbeaters
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