domenica 20 ottobre 2013

THE VETERANS 2 & 3



L’estate è ormai finita da un pezzo ma la voglia di ascoltare questi due dischi è ben lontana dallo smettere. 2 e 3 dei Veterans continuano a girare nel mio giradischi senza sosta da fine maggio a questa parte, ovvero da quando grazie a moltissimi “raisers”, Andrea Manges e Alex Bounty hanno raggiunto l’obiettivo che si erano prefissati, chiedendo ai fans di aiutarli con una raccolta fondi per la stampa di questi due vinili.
Questi due lavori proseguono nella magica scia lasciata dal primo omonimo e splendido album uscito nel 2008.
Ogni 7” contiene due brani, uno per lato, come nella migliore tradizione del genere. I pezzi viaggiano tra atmosfere surf, rock e punk-rock, melodie che ti si appiccicano subito in testa , coretti azzeccatissimi che ti fanno subito venire una voglia matta di cantare insieme alla inconfondibile voce di Andrea. 
Quattro brani speciali, compresa la splendida cover di “The Restless Surfer” di Jan & Dean che ti fanno stare bene uno più dell’altro. Se proprio dovessi scegliere il mio disco preferito direi che 3 con le splendide “Sidwalk Beat” e “Mexican Standoff”, si aggiudica il primo posto. Da sottolineare anche le molte collaborazioni che hanno visti coinvolti tra gli altri al basso la Ally dei Teenage Bubblegum, Stefan-Eno dei Tough e Gardo dei leggendari “Psycho Surfers” alle chitarre e Perry Leenhouts degli olandesi Travoltas ai cori. 
All’interno delle copertine trovate anche i codici per scaricarvi i brani in mp3 da portare sempre con voi nel vostro lettore portatile.
In conclusione, vi dico che questi sono due dischi da avere assolutamente nella vostra collezione. Ascoltare i Veterans vi farà tornare il sorriso e una voglia matta di andare al mare. I Veterans vi fanno stare bene, li potete ascoltare sul loro bandcamp o acquistare qui. La triologia così è conclusa. Una domanda nasce spontanea: continua..?


2
Side A: Big heads, no brain
Side B: The restless surfer

3
Side A: Sidewalk Beat
Side B: Mexican Standoff

martedì 10 settembre 2013

Minnie's - Ortografia

“Ortografia” è l’ultimo disco dei milanesi Minnie’s, uscito dopo una pausa di tre anni dal precedente “L’esercizio delle distanze”.
Con questo disco i Minnie’s si confermano ancora una volta un gruppo completo, che sa scrivere ottime canzoni sia dal punto di vista degli arrangiamenti che da quello della scrittura dei testi.
Pochi gruppi in Italia riescono a trovare questa giusta amalgama. I Minnie’s invece, ci riescono alla grande.
In questo disco troviamo dieci canzoni scritte magistralmente. Musiche e testi vanno a braccetto e scorrono via veloci trasmettendoci gioia e la passione che il gruppo ha messo nello scrivere questo disco.
Sotto la puntina questo vinilone giallo, pompa alla grande regalandoci dieci canzoni eterogenee che si fanno subito amare.
La registrazione è ottimale e l’intensità con cui il gruppo ha registrato si sente appieno.
I pezzi sono tirati al punto giusto, le melodie ci sono tutte e i testi sono qualcosa di veramente azzeccato. Come sempre d’altronde. Questo è punk-rock d’autore.
In più di dieci anni di attività i ragazzi si sono evoluti molto, diventando una delle migliori realtà della musica rock/punk indipendente italiana.
Il packaging è curato e ben fatto, a due colori nero e giallo, il disco è prodotto da To Lose La Track, Fallo Dischi e Neat is Murder.

Dovete averlo, altrimenti lo potete anche scaricare gratuitamente qui.


Tracklist:

Side A
01 - Quanto costa una domanda
02 - Fiumi
03 - Tragedia
04 - E’ la quotidianità
05 - Seite
06 - La buona stagione

Side B
07 - Daccapo
08 - Capodanno
09 - Ortografia
10 - Ogni colpo è l’ultimo


www.minnies.it

martedì 6 agosto 2013

THE LEECHES - UNDERWATER

Sott’acqua si sta bene, specialmente d’estate come quando in questi giorni si sfiorano i quaranta gradi centigradi.
Meglio ancora, si sta ascoltando a tutto volume l’ultimo disco dei Leeches. Sono mesi che mi ero ripromesso di recensirlo.
Underwater, uscito quest’inverno e subito accolto da tutti come un gran disco, è il quarto album della migliore punk-rock band live italiana.
Siamo tutti d’accordo si, ai Leeches si vuole bene. E ci piacciono da impazzire, sia live dove ci regalano degli show fantastici e sudatissimi, sia su disco.
Questo disco poi è prodotto dal leggendario Daniel Ray che ha saputo dare, secondo me, quel pizzico in più di precisione al lavoro in studio della band comasca.
In questo disco troviamo tredici pezzi, tra cui una cover, di un punk-rock fatto con i fiocchi e impacchettato per benino.
Le canzoni sono tutte belle, scritte magistralmente e arrangiate come solo pochi sanno fare. All’estero ci invidiano un gruppo e un disco così, ne sono certo!
Underwater conferma i Leeches, come se ce ne fosse ancora bisogno, tra i migliori nel panorama punk-rock europeo.
I Leeches sono un gruppo da amare, supportare e andare a sentire live.
Ascoltatevi questo disco e ne avrete la conferma. Fatelo!

Tracklist:

Side A
01 - I’m everything to me
02 - Piranha boys
03 - Serious
04 - Feelin’ alright tonight
05 - Down on my knees
06 - Vanilla Coke

Side B
01 - Stop the clock
02 - Nothing at all
03 - Standing on my tomp
04 - My life
05 - Too hungry to pray
06 - Me-262
07 - Into the storm

https://it-it.facebook.com/LEECHES

domenica 12 maggio 2013

Gazebo Penguins - "Raudo"

"Raudo" millanta esplosioni ma in realtà crea un focolare.
Contestualizzo: "Legna" ci aveva stupito per una suono d'impatto senza una violenza fine a se stessa, testi semplici, coi piedi per terra ma con quel piglio accattivante. "Legna" funziona.
Anni di Fugazi e Refused masticati e metabolizzati fino a farli propri, a farli suonare completamente diversi, nostrani e genuini.
""Raudo" segue quella strada ma raddrizza il tiro.
Nella sua eterogeneità è più compatto, tracce pensate già nel contesto dell'abum. Ma ok, ci arrivo: il focolare, la famiglia.
Questa è l'impressione, questo è ciò che mi ha lasciato.
Largo ai sentimentalismi che l'oggettività l'ho persa da un pezzo.
In un momento in cui dalla loro alla mia generazione (Dai circa 20 ai circa 30 anni.) non ci si è ancora guardati negli occhi per ammettere la scomparsa della cosa più preziosa che abbiamo mai avuto
: La speranza di creare in tempi umani un reddito stabile, una vita completa e indipendente, la possibilità se mai lo vorremo di creare una famiglia (Sì, l'ho detto).
Esattamente in questo momento, nel momento giusto qui si parla di "Trasloco" si parla della vergogna di tornare alla "Casa dei miei" (per chi poi ha già provato ad uscirne.) si parla del proprio nonno, delle radici, dei mobili, del caffè, della mancanza, della convivenza, della proprio adolescenza nel proprio paese sperduto in campagna, senza vergogna, senza ripudiare nulla. Perché sì, c'è anche gente non vive a Milano o a Bologna e che sta benissimo comunque, si parla di questo insomma.
 Senza pedanteria, senza illusioni, senza spocchia.
E tu con loro in coro dal secondo ascolto.

Insomma: Basta poco per sentirsi piuttosto bene e quel poco e tutto qui dentro. (uo uo uo)


Tracklist:
 01 Finito il caffè
 02 Casa dei miei
 03 Difetto
 04 Domani è gennaio
 05 Ogni scelta è in perdita
 06 Correggio
 07 Trasloco
 08 Mio nonno
 09 Non morirò
 10 Piuttosto bene

P.S. Lo scarichi gratis QUI


.A.M.




domenica 18 novembre 2012

The Invalids / Tough, Split 7''

Mentre i Tough sono al Mofo Studio a registrare il disco nuovo, con la velocità che ci contraddistingue, recensiamo il loro ultimo sette pollici in split con gli americani The Invalids, uscito a inizio 2012.
Ad aprire le danze sul lato A troviamo proprio i californiani ritornati in attività e in ottima forma, con due pezzi davvero fighi."Franklin Ave. Lament"  è un pezzone melodico pieno di riff di chitarra e con un ritornello che ti si appiccica in testa come una gomma americana. Il secondo brano, "Into The Future", cover dei Vibrators è molto più duro e diretto senza tanti fronzoli. Direi un ottimo ritorno in attività per questa band americana sempre un po' troppo sottovalutata ma invece di grande esperienza e incisività. Sul lato B troviamo tre pezzi per i nostri beniamini nostrani Tough. "Bullshits", "Johnny is a Marshal" e "Got a Problem" sono tre mine che abbiamo imparato ad amare e a cantare durante i concerti del trio piacentino. Tre pezzi che sono una bomba, una migliore e più bella dell'altra. Da sottolineare è la splendida cover disegnata da Riccardo Bucchioni, che da sola vale l'acquisto del vinile. Il disco è prodotto dall'attivissima e italianissima Surfin'Ki Records. Per tutti gli amanti del Punk-Rock. E non solo. Obey the Ramones.

SIDE A - THE INVALIDS:
1 - Franklin Ave. Lament
2 - Into The Future

SIDE B - TOUGH:
1- Bullshits
2 - Johnny is a Marshal
3 - Got a Problem

lunedì 10 settembre 2012

Donald Thompson - “II”

 “II” è il secondo sette pollici dei fidentini Donald Thompson ed è una bomba.
“II” suona maledettamente bene e ti fa muovere il culo anche se non vuoi.
I Donald Thompson con questo disco replicano la perfezione che avevano già avuto con il precedente disco omonimo.
Quattro pezzi bomba, più tre che ti puoi scaricare gratuitamente, con il codice che trovi all’interno del disco stesso.
Generosi in tutto, non solo nella botta che ci regalano ascoltandoli.
Punk-rock e rock’n’roll si fondono come solo in altri pochi gruppi in Italia e il risultato sono delle canzoni energiche e potenti.
Per chi ha avuto il piacere di vederli dal vivo in uno dei loro fantastici show, questo disco suona bello grezzo, ruvido ma preciso al tempo stesso, proprio come i loro live.
Due lati che continuerete a cambiare e far andare sotto la puntina del vostro giradischi.
Questo disco è prodotto da una serie di piccole ma operose etichette italiane (Surfin'ki Rds, Sonatine autoproduzioni, Collettivo La Defènse, Mescaleros Crew, Lapaguis printing Team, Kornalcielo Rds, Attaque Sonique) che ci danno dentro sempre, e che vanno supportate alla grande. Un motivo in più per avere questo disco.
Come se ce ne fosse in realtà bisogno.
“II” dei Donald Thompson è da avere e da gustare.
I Donald Thompson sono da amare.

Tracklist:

Sida A
Screaming feddback
Fat generation

Side B
No way
Spicy baby Jesus

Donald Thompson su facebook

lunedì 20 agosto 2012

Splittone Paura: Un Threesome in HD

Scusatemi sin da subito se tergiverserò e finirò per parlare di tutt'altro ma mi pare impossibile non farlo con un occasione così ghiotta. Prima o poi finirò per fare una recensione seria e non la solita sfuriata sghemba di concetti poco inerenti.

Splittone Paura non è sicuramente il disco dell'estate ma è lo Split più scomodo che si potesse fare in questo momento e per questo va sentito.
Splittone Paura è un incrocio a tre vie, tutte a senso unico verso il centro, difficile non fare incidenti.

Splittone Paura prende tre coordinate non così distanti non così vicine le unisce creandro un triangolo scaleno, a quel punto si tirano le diagonali da ogni lato creando al centro questo asterisco brutto, lì poi devi scavare profondo quanto vuoi tu e quello che ci troverai sarà sempre una sorpresa

Facciamo le persone serie.
Splittone Paura è un vinile rosa del rosa del verme dei Verme, padrini di questo disco ne approfittano per chiudere il lato A, aprire il lato B e chiudere la loro carriera con queste due ultime canzoni che ci lasciano questo grande magone (che come diceva una band di cui non ricordo il nome vorremmo che fosse solo un grande mago.) A tenere alto il tiro le due tracce centrali spettano ai Gazebo Penguins, secondo split dell'anno per loro, rivelazione assodata, tramite fra i Veterani e i giovani Do nascimiento qua a sgomitare per il loro spazio ed emozionatissimi stare al passo e non sfigurare per niente di fronte all'anziano che saluta e se ne va e ai Pinguini, fondamentali istantanei che non c'è stato nemmeno il tempo di accorgersene.
   Tre situazioni agli antipodi in una generazione che pare che si invecchia veloce più dei calciatori qui.

Coproduzione a quattro via fra To Lose La Track, Two Two Cats, Que  Suerte! e Neat Is Murder
Splittone Paura è la celebrazione della scena italiana più ruvida, rumorosa e sincera che ci si potesse aspettare. Una cartina tornasole indispensabile per chi non ha ancora iniziato a urlare e un omaggio obbligato per chi è da anni che sbraita.
 E guai a chi ora mi dice "Maledetta sfortuna" eh?

Scaricalo QUI

Side A

01. Do Nascimiento - Tombino
02. Gazebo Penguins - Pugile
03. Verme - Lo squallore del tonno

Side B
04. Verme - L'inutilità del panorama
05. Gazebo Penguins - Renato A.T.
06. Do Nascimiento - Amplificatore

Abbiamo parlato di
Do Nascimiento: http://donascimiento.bandcamp.com/
Gazebo Penguins: http://www.gazebopenguins.com/legna/
VERME: http://verme666.wordpress.com/

.A.M.