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lunedì 19 luglio 2021

Bennett - II

 

I Bennett sono un bellissimo pugno nella ghigna quando meno te lo aspetti, sono un panzer che macina metri senza mai fermarsi e ti si schianta contro, sono la band di cui hai bisogno. II è il loro secondo disco, uscito dopo il precedente omonimo e strabiliante album del 2017. Il quartetto arriva dalla Toscana ed è formato da veterani della scena hardcore italiana che anche con questo lavoro confermano la propria efficacia quando si tratta di pestare forte e trasmettere emozioni. Già, perché oltre alle pacche e alle frequenze basse che ti spaccano da dentro, c’è una voglia di stare bene intrinseca a questa band come solo in poche altre si può sentire. La voglia di urlare e di suonare sempre più forte ci porta a uno stato di salute di impagabile armonia. I Bennett sono la vostra medicina, ascoltate i loro dischi e starete meglio. Le coordinate sono un post hardcore cantato e urlato con il cuore, arrangiamenti pensati e ritmi cadenzati che non vi lasceranno scampo. Il disco è uscito in una bellissima versione color mostarda ed è fuori per To Lose La Track, Sonatine Produzioni, Smelly Cat Records e Dingleberry Records. Munitevi di pettine perché verrete spettinati.

 

Tracklist

Side A

1)      Distant

2)      The Season

3)      Go Get Fucked Montemurlo

4)      All Right

Side B

5)      Red H(V)elm(v)et

6)      Hurricane

7)      Deny

8)      Hug(hes) Me


lunedì 25 maggio 2020

Rope – Crimson Youth


I Rope sono una nuovissima band torinese con ex componenti di band come Tutti i Colori del Buio e Ponches (che amavamo molto). Suonano punk misto al noise e al grunge con SubPop, Dischord e SST nelle orecchie. Torino ha sempre spaccato dal punto di vista delle proposte musicali e anche questa volta non ci delude. Crimson Youth è un disco hardcore fatto come si deve, sudato, urlato e di impatto. Il riferimento principale è una band italiana che ha fatto la storia del genere anche se cantava in italiano, ovvero La Crisi. Riff di chitarra potenti, cambi di ritmo improvvisi, un cantato urlato ma mai troppo sforzato fanno di questo disco gli ingredienti principali. “No More Chanche?” apre egregiamente il disco e ci da subito le coordinate, mentre “The Crimson Youth” dai continui cambi di ritmo è una mitragliatrice che ci spara milioni di proiettili inarrestabili addosso. “4 AM And Still Here” è un capolavoro hardcore che ci riporta agli OFF! così come la successiva e velocissima “New But Still Lone Rider”. Il disco fila via veloce e ci fa saltare e cantare a squarciagola pezzi come “About The Differences Between You And A Dog” e “Trust No One And You Will Never”. I Rope hanno tutte le carte in tavola per giocarsela alla grande e fare davvero bene. Questo è un disco d’esordio che ci piace tantissimo ed è fuori grazie alle italianissime etichette SonatineProduzioni, Nothing Left Records, Youth Of Today Records, No Reason Records, Fresh Outbreak Records e Mother Ship.



Tracklist:

1)      No More Chance?

2)      The Crimson Youth

3)      4 AM And Still Here

4)      New But Still Lone Rider

5)      Waiting For Myself Not So Patiently

6)      Choking Adults

7)      About The Differences Between You And A Dog

8)      Trust No One And You Will Never

9)       We Are The Lads

domenica 31 marzo 2019

Caso – Ad ogni buca


A distanza di tre anni dallo splendido “Cervino” Caso è tornato con questo nuovo “Ad ogni buca”, un disco più corto, scarno e diretto proprio come piace a noi. Con questa formazione in trio, chitarra, basso e batteria le canzoni del disco scorrono via veloci una via l’altra senza lasciarti il tempo di pensare ed elaborare. I testi sono avvolgenti e ti portano all’interno di vecchie fotografie o film che non riguardavi da parecchio tempo “come il soffio di un ricordo”. La vera forza di Caso è proprio questa, testi scritti in maniera perfetta, mai banali come se fossero un piccolo racconto dove il protagonista possiamo essere anche noi “quelli nati senza muscoli ma senza paura di guardarsi negli occhi” perché “il titolo è il tuo nome”.
Questo disco è pura attitudine punk in una fiat del ’96,  è una una gara di rutti prima di entrare di nascosto nella piscina comunale ormai chiusa, è un’avventura, è qualcosa che ci mancava ma non lo sapevamo, è una sensazione che è sempre stata lì e ci fa stare bene anche se non la riconosciamo più.
Otto canzoni come le diverse sfacettature della vena componitiva di Caso, tutte da scoprire e tutte da amare. Mettete il disco sul giradischi, abbassate la puntina e lasciatevi trasportare perché “il vento in faccia è soltanto il nostro” “e dimostriamo al mondo che non serve essere eroi”.
Ad ogni buca è fuori in vinile grazie a tre etichette italiane che si impegnano quotidianamente a supportate la buona musica nel nostro bel paese. Grazie di cuore a To Lose La Track, WildHoney Records e Sonatine Produzioni.





Tracklist:



1)      Ogni volta l’inverno

2)      Dente di Leone

3)      Il tuo nome

4)      Piscina

5)      Strade minori

6)      Fosbury

7)      Majorette

8)      Supercinema

venerdì 4 gennaio 2019

Johnny Mox – Future is not comig but you will


Johnny Mox torna con questo nuovo disco dopo il precedente e potente "Obstinate Sermons" del 2014. Già dal primo ascolto di questo “Future is not coming but you will” si nota subito un cambio di sonorità rispetto ai precedenti lavori ai quali ci ha abituato il reverendo Mox.  Uno su tutti, ricordo lo split “Santa Massenza” con i Gazebo Penguins. Il ritmo rispetto ai precedenti dischi si fa più lento, le atmosfere sono più dilatate e il suono avvolge l’ascoltatore in una nuova prospettiva più intima e introspettiva. Nel corso degli anni Johnny Mox ha creato un proprio stile musicale difficile da etichettare solo all’interno di un genere. Grazie a questo nuovo lavoro riesce così a raggiungere altre nuove e diverse sonorità al proprio suono a partire dal singolo “Destroy Everything” che ha anticipato l’uscita del disco. La forza di Mox risiede nei testi e nelle atmosfere che riesce a creare grazie al proprio suono, che a questo giro è curato insieme ai Moxters of the Universe che lo accompagnano anche nelle uscite live. Il disco fila via veloce e ci tiene li, sospesi tra una canzone e l’altra, tra un accordo e l’altro e ci sentiamo anche noi parte del tutto.  Un plauso a Johnny per questo splendido disco e per la passione che trasmette attraverso la propria musica attraverso la quale, ancora una volta ci insegna il valore dell’ostinazione. Il disco è fuori grazie a due etichette che hanno fatto dell’ostinazione il proprio punto di forza e proprio per questo vanno supportate: To Lose La Track e Sonatine Produzioni. Il futuro non arriverà ma noi siamo pronti per costruirlo insieme.



Tracklist:

Side A

1)      Battlefield

2)      Destroy Everything

3)      Still Praisin

4)      A Dangerous Summer

5)      Robots

Side B

6)      The Cleanest

7)      Bitterlake

8)      99,9%

9)      You Are Not Special
10) Sent From The Future

venerdì 2 novembre 2018

Marnero – Quando Vedrai Le Navi In Fiamme Sarà Giunta L’Ora


“Quando Vedrai Le Navi In Fiamme Sarà Giunta L’Ora” è il nuovo e atteso disco dei bolognesi Marnero. Questa nuova uscita chiude quello che per la band rappresenta un ciclo, o forse meglio un concept di cui fanno parte i precedenti "Naufragio Universale" (2010), “Il Sopravvissuto” (2013) e “La Malora” (2016). Questo ultimo capitolo della saga incarna ancora una volta lo spirito di lotta e di quel maledetto male di male alla quale i Marnero ci hanno abituato nelle precedenti uscite. Insieme a loro cadremo ancora una volta in un nuovo abisso per intraprendere un ennesimo viaggio di maturazione e di forza che ci porta a sbattere ancora e ancora contro la potenza della natura e della vita, contro la quale tutti noi, prima o poi siamo, costretti a fare i conti. Le splendide liriche ci accompagnano come se fossero il nostro Virgilio, o forse il nostro Caronte, durante l’ascolto delle dieci tracce di questo potentissimo disco. I Marnero danno ancora una volta prova di cosa significhi fare musica come si deve in Italia. Arrangiamenti curati, musiche travolgenti che puntano dritte allo stomaco dell’ascoltatore, il quale non può far altro che rimanerne sommerso e affascinato proprio come i compagni di Ulisse dinanzi al canto delle splendide ma cattivissime sirene. Ancora una volta il mare e le sue profondità la fanno da padrone, nel bene e nel male l’acqua è l’elemento principe che ci accompagna nell’immaginario del disco. Questo capitolo però è quello finale, è quello dove si dà tutto, dove il nostro eroe, o meglio anti-eroe, si scontrerà contro i suoi mali più grandi e le navi sue compagne di mille avventure non potranno più salvarlo. Unitevi a quest’ ultima (?) avventura e lasciatevi trasportare dalle navi in fiamme che come una fenice rinasceranno in qualcosa di nuovo e forse migliore. Questo disco lo potete trovare fuori grazie a una produzione Do It Yourself tra To Lose La Track, Sonatine Produzioni, Sangue Dischi, Epidemic Records, Dischi Bervisti, Shove Records, Controcanti o in free download sul sito del gruppo. Il mio consiglio è quello di scaricare, comprare e andarvi ad ascoltare dal vivo questo gruppo. Non ve ne pentirete, sarà un bellissimo viaggio.





Tracklist:



1)      Le Navi Non Ardono Ancora

2)      A.C.H.A.B.

3)      Il settimo Senso

4)      Detriti

5)      Il Dilemma dei Due Guardiani

6)      Sulla Rupe

7)      A Torinoi Lo

8)      Il Gabbiere

9)      Prologue

10)  L’Assedio di Malgrado

lunedì 17 luglio 2017

Bennett – s/t

I Bennett nascono dall’incontro tra alcuni musicisti di Chambers e Disquieted By. Dicono che Bennett è un personaggio del film Commando con Arnold Schwarzenegger ma io non ce l’ho presente. Voi? È un cattivo che alla fine, da quanto fa ridere, fa quasi tenerezza, a differenza della musica che il quartetto composto da David, Cola, Gigi, Ale produce picchiandoci dentro come dei dannatti. Nel loro disco d’esordio trovate sei pezzi di hardcore fatta e suonata da paura. Melodie strillate, riff potenti e ritmi incalzanti fanno di questo album un vero gioiellino. Il disco è stato registrato e mixato da Raffaele Marchetti di Audiobrothers poco fuori Bologna, mentre il master è di Andrea Suriani sinonimo di assoluta qualità. Fidatevi. Se vi affrettate lo potete trovare ancora in versione limitata rosa sugli store di To Lose La Track e Sonatine Produzioni, due tra le etichette italiane più interessanti del panorama indipendente. Fatevi un piacere, ascoltate questo disco e urlatelo dall’inizio alla fine. Vi farà stare bene e non ve ne pentirete. I Bennett diventeranno in un attimo la colonna preferita della vostra estate.


Tracklist:

A1. Love At The First Fight
A2. Confidence
A3. W Is For Writing

B1. Best view
B2. Start Again
B3. Zelda

lunedì 14 marzo 2016

Cayman The Animal – Apple Linder

Apple Linder è il terzo disco dei Cayman The Animal, gruppo che si divide tra Roma e Perugia. I cinque, veterani della scena punk/hard-core di mezzo stivale, a questo giro ci sfornano un disco bello peso ma al contempo melodico. Il ritmo dei dodici pezzi è incalzante e preciso. Questo disco non da alcun respiro all’ascoltatore che si trova appiccicato letteralmente al muro in tempo zero. Le canzoni filano via veloci senza compromessi, una più dissacrante dell’altra. La voce di Diego, urlata al punto giusto, arriva diretta e senza fronzoli. Le chitarre ti tagliano in due la faccia, mentre la sezione ritmica basso-batteria marcia come un carro armato indiavolato. L’armata del caimano, pazza al punto giusto, è pronta con questo disco a stendervi tutti per benino. Nessuno escluso. Già perché adesso davvero nessuno potrà più fare a meno di questo gruppo e di questo disco. Le splendide grafiche che accompagnano il vinilone giallo di Apple Linder sono a cura del mitico Ratigher, fan del gruppo. All’interno della copertina ci trovate un bellissimo posterone con su un batman caymano anziano che fa la pipì, così senza scomporsi troppo. Com’è nello spirito del gruppo. I Cayman suonano da paura e questo disco è una perla da avere nella vostra collezione. Se io fossi in voi recupererei pure i primi due. Questo è uscito grazie a SonatineProduzioni, Escape From Today e Diysco.


Tracklist:
1. No Mics No
2. Easy English           
3. Bad Religion - Italian Dictionary      
4. I promise To Keep Your Comics With Me      
5. You Debored Me   
6. We Don't Care    
7. Time Tail    
8. San Diego Coletti, CA      
9. Call My Name, Bastian, Please!            
10. Rainy Rain            
11. I Work So I Can Say I Work  
12. This Goes On Fat Wreck

sabato 13 febbraio 2016

7pollici su carta numero due

L’anno nuovo è arrivato e noi ci siamo finiti dentro senza quasi accorgercene. Onde grosse non se ne sono viste e il mare sembra sempre lo stesso all’orizzonte. Ma come ogni marinaio d’esperienza sa, c’è sempre calma prima della tempesta. E noi che lo sappiamo, ci stiamo preparando anche se l’oroscopo di Fox ci da tra i migliori segni dell’intero anno. Saliamo ancora, noi che siamo sempre in corsa con il naso all’insù, lo sguardo attento e la voglia di migliorarci sempre. Facciamolo insieme però, che da solo è uno sbattimento e poi come diceva quello “two is meglio che one” o come dico sempre io “l’unione fa la forza”. Non perdiamoci di vista, anche se navighiamo tutti in mari lontani e diversi. Affrontiamo il nuovo anno con questo spirito che il viaggio sarà buono e significativo proprio come te l’aspettavi. Metti nello zainetto tutto quello che ti serve, anche quel calzino vecchio che prima o poi ti tornerà ancora utile. Ascolta me, che sono un tipo sensibile e non butto via mai niente. Anzi ricerco, recupero, riprendo e riparo cose vecchie. Come i vinili che girano sempre dalla stessa parte e che se anche le cose cambiano loro sono sempre li, nel mio giradischi.

Zet

In questo numero trovi l'intervista a Fra di Sonatine Produzioni, la recensione di "Florida EP" dei Manges, il fumettino di Mirco e la rubrica culinaria che scalda il cuore Big Food.
Scarica gratis il numero due qui: https://goo.gl/0a9XWF
Se vuoi lo stampi, lo pieghi in quattro e buona lettura.
Poi se ti va puoi anche condividerlo.

sabato 6 febbraio 2016

Intervista a Sonatine Produzioni

Intervistiamo Fra di Sonatine Produzioni per scoprire tutto ma proprio tutto su questa fantastica etichetta!


1) Ciao Fra, presentati ai lettori di 7pollici e raccontaci come è nata Sonatine Produzioni e come si è sviluppata nel tempo.

Ciao Davide! Sonatine Produzioni nasce nell’estate del 2009 per volontà mia e di Elvira, la mia compagna. Si tratta dunque di una etichetta decisamente “domestica”, gestita direttamente da noi due e con il suo quartier generale a casa nostra, nella provincia pesarese. Prima di Sonatine ho avuto un’altra piccola etichetta DIY per 4 o 5 anni (nel periodo in cui mi ero spostato a vivere a Perugia), si chiamava Piccole Speranze e ha pubblicato principalmente gruppi punk/HC, cosa abbastanza naturale in quanto noi tre amici che la gestivamo eravamo direttamente legati all’organizzazione dei concerti al c.s. Mattatoio di Perugia. Tornato a vivere nella mia città natale è nata Sonatine Produzioni: io ho sempre avuto a che fare con la musica e ho suonato in varie band (Montana, Un Quarto Morto, Slight etc), Elvira è una grafica ed illustratrice che nel tempo ha collaborato con diversi musicisti (Cosmetic, La Quiete, Caso, Johnny Mox etc), dunque far nascere l’etichetta è stato un gioco piuttosto semplice e stimolante per noi. Sonatine riflette il nostro amore trasversale per la musica: abbiamo pubblicato dischi che vanno dal noise al cantautorato passando per il rock’n’roll. Per il momento l’unico vincolo che ci siamo posti è il non pubblicare band esclusivamente strumentali, non perché non ci piaccia la musica strumentale ma per restringere un minimo il campo d’azione.


2) Perché hai scelto di stampare in vinile? Come ti organizzi con la stampa e la distribuzione delle copie dei dischi?

Inizialmente siamo partiti stampando su diversi formati, compreso il CD, ma con il procedere dell’attività dell’etichetta ci siamo accorti che tendevamo a volerla sempre più far assomigliare a noi stessi ed alle nostre abitudini, dunque abbiamo deciso di adeguare la nostra politica dei formati in base all’effettivo consumo che noi per primi facciamo della musica: in vinile, preferibilmente 12”. Siamo una piccola etichetta Do It Yourself, non abbiamo alcuna velleità di guadagno con Sonatine (avendo già una nostra vita, anche lavorativa) e possiamo permetterci di fare determinate scelte a prescindere dalla loro proficuità economica, per cui vinile sia. Abbiamo ormai capito che, per quelle che sono le nostre (limitate) possibilità, possiamo pubblicare una media di 4 o 5 dischi all’anno, che non sono tanti: quindi ci concentriamo molto sulla scelta delle band, sul promuoverle al nostro meglio e sul fare una buona distribuzione dei loro lavori; anche volendo, specularci sopra sarebbe al di sopra delle nostre possibilità.


3) Spiegaci come scegli i gruppi da stampare e che rapporto hai con loro.

La scelta delle band avviene nei modi più disparati, davvero. Nel 90% dei casi conosciamo personalmente le persone con cui collaboreremo: giriamo molto per concerti, dunque abbiamo buone occasioni di interazione diretta. Inizialmente, ci limitavamo a valutare la qualità dei master che ricevevamo e, in base al nostro gusto, sceglievamo cosa pubblicare. Negli ultimi due anni abbiamo cambiato un po’ modalità: giochiamo d’anticipo. Andiamo a vedere una band che dal vivo ci colpisce particolarmente ed allora gli chiediamo se ha voglia di collaborare con noi per un disco futuro, oppure ci innamoriamo di un album e contattiamo l’autore per sapere se è interessato a pubblicare con noi il prossimo lavoro che registrerà. Direi che funziona, per ora porte in faccia non ne abbiamo ancora ricevute.


4) Chi ti piacerebbe stampare e quali progetti hai per il futuro?

Nei limiti del possibile, ci piacerebbe cercare di avere una continuità futura con band e musicisti con i quali abbiamo lavorato fino ad oggi. Sicuramente non potrà avvenire in tutti i casi, ma di base sarebbe bello: per ora non abbiamo grosse lamentele da avanzare nei confronti di nessuna delle persone con cui abbiamo collaborato. Intanto ci concentriamo sul 2016: sono da poco usciti gli LP di White Pagoda e Magic Cigarettes e noi abbiamo già quattro nuovi progetti in cantiere, che dovrebbero concretizzarsi tutti entro l’autunno. Evitando di fare nomi, possiamo solo anticipare che il 2016 sarà in assoluto il nostro anno più rumoroso, a livello di tipologia di uscite: abbiamo preso accordi con quattro band incredibili ma anche incredibilmente pestone. Quest’anno saremo spietati!


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domenica 31 gennaio 2016

Caso - Cervino


A scrivere di questo disco sono un po’ emozionato, perché Caso con il suo modo di suonare gentile e ordinato mi emoziona sempre. In questo nuovo disco poi io mi ritrovo in tante parti dei suoi testi. Ma penso di non essere il solo e questo un po’ mi tranquillizza. Infatti sapere di non essere da soli a dover scalare una montagna o a dover difendere il proprio regno è già qualcosa. Ci fa prendere bene. Già, perché ognuno di noi ha da scalare il proprio Cervino e prima noi gli diamo un nome, lo focalizziamo e lo affrontiamo, la nostra scalata sarà più facile. Poi che soddisfazione sarà, guardare il mondo da lassù? Intanto rimaniamo giù in pianura a pedalare con questo disco nelle orecchie e nella testa sempre. Le parole di Caso raccontano di avventure, fotografie, ricordi e racconti che ci accomunano tutti quanti, perché “canta a memora il motore, la strada verso casa e la canzone di un cantante di cui non ricordo il nome sembra enorme, scritta solo per noi due.” Caso è un cantastorie che ci tiene con i piedi per terra e il nostro cuore aperto nella mano. Con le sue canzoni ha il potere di metterci a nudo e farci emozionare. Sempre. Le sue parole sono precise, dolci e taglienti allo stesso modo. In questo Cervino le undici canzoni sono la perfetta colonna per qualsiasi momento della giornata che vogliamo dedicare a noi. Stoppiamoci e ascoltiamoci. Perché “sono ancora io quello che tira il rigore, vale tutto dalla macchina al cancello e c’è un pensiero così forte che sfonda la porta, sfonda la porta e il petto”. Capito? Che poi starete meglio.
Di solito va da solo ma a sto giro per salire sul Cervino, Andrea Casali in arte Caso, si è fatto accompagnare da Riccardo Zamboni alla chitarra elettrica, Gregorio Conti al basso e Stefano Zenoni alla batteria. La bellissima copertina è di Davide Reviati e il disco in vinile è fuori grazie a Sonatine Produzioni e Corpoc.

Tracklist:

Lato A
1)    Blu elettrico
2)    Stanze buie
3)    Atletica leggera
4)    Nettuno
5)    Lario

Lato B
1)    Buste
2)    Santo Patrono
3)    Denti di ferro
4)    Pressione alta
5)    FM

sabato 30 gennaio 2016

Montana – Spergiuro

Spergiuro è l’ultimo disco dei Montana, uscito lo scorso anno in Febbraio ma arrivato nel nostro giradischi sfortunatamente solo da poco. Già, perché sto discone qui ci piace e ci gasa un sacco. Spergiuro è stato suonato e registrato dalla precedente formazione dei Montana, perché a parte per Fra alla voce che è l’unico rimasto, tutti gli altri componenti sono cambiati. Siamo curiosi di sentire quindi cosa ci regaleranno in futuro, ma intanto ci godiamo questo disco qua. Dieci pezzi veloci che non ti lasciano fiato, tirati senza alcuna remora, suonati benone e urlati in maniera precisa ed efficace. Testi in italiano, taglienti come una lama che ti arrivano dritti in faccia senza che aver il tempo di accorgersene.  “Non mi pesa sulla coscienza il maledire la tua esistenza, penso che io non sia il solo a farti dono del proprio odio” urla Fra dal testo di Magnete che è una bomba nello stomaco. Punk-rock non convenzionale, ritimi veloci e un cantato urlato fanno di questo disco una vera chicca. Tutte le canzoni sono una mina via l’altra. I Montana vengono da Fano e gli aspettiamo a braccia aperte in attesa del prossimo disco. Questo, è uscito grazie a SonatineProduzioni, Fallo Dischi e la francese Crapoulet Records. Le bellissime grafiche che accompagnano il vinilone sono a cura di Elvira Pagliuca. Lunga vita ai Montana!

Tracklist:

Lato A
1)    Zavorra
2)    Bussola
3)    Elite
4)    Clausura
5)    Ossequi

Lato B
1)    Lezione
2)    Magnete
3)    Mattinale
4)    Eclatante
5)    Podio

sabato 9 gennaio 2016

White Pagoda - Everything Explodes

 Everything Explodes è il nuovo album dei White Pagoda ed esce proprio in questi giorni per SonatineProduzioni, Let’s Goat Records e Area Pirata. Questo è il terzo disco della band toscana, preceduto dal 7” del 2014 uscito per Spectre Records, Area Pirata e Rocketman Records. I White Pagoda suonano un bel mix di punk-rock tirato, garage isterico che non ti lascia alcuna tregua e fantastiche melodie pop. Come dicono loro stessi questo è un disco di dodici pezzi che messi assieme durano il tempo di una canzone dei Dream Theater. La giusta colonna sonora per una sveltina. Le canzoni si suggeguono veloci una in fila all’altra, ti fanno muovere su e giù la testa e il piedino senza che tu te ne accorga. Gli arrangiamenti sono curati a puntino, così come i suoni delle registrazioni, davvero buoni. I pezzi gasano al punto giusto e si fanno godere. Ad accompagnare il tutto ci sono poi le bellissime grafiche a cura di Marco About, ottimo disegnatore di copertina e grafiche per i gruppi. Una garanzia. Cari amici del vinile, non potevamo che cominciare l’anno che con questo Everything Explodes per avere la carica giusta!


Tracklist:
1) Cherry Pies
2) Some trangers love
3) Long Tongues
4) You should be right
5) She’s gone
6) The right hand
7) Bride dog
8) Hi Sonic
9) Dee hi why
10) Sad girl
11) Violent (I feel fine)
12 ) It’s all wrong