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venerdì 11 dicembre 2020

Radio Days - I Got a Love

 

I Radio Days tornano alla grande, dopo gli ultimi dischi usciti nel 2018, con questo nuovo “I Got a Love”  7” frizzantino contenente tre canzoni che anticipano l’uscita prevista per il 21 Maggio 2021 di “Rave On!” il nuovo atteso album. Questo è l’aperitivo giusto per tutti i fan di una delle migliori band power-pop a livello globale e di cui dobbiamo essere molto orgogliosi nel nostro Bel Paese. I tre ragazzi di Voghera anche a questo giro ci fanno ballare per benino a partire dalla title track che apre le danze del vinile sul lato A e ci fa muovere il piedino e la testa su e giù. Cambiamo lato del disco e troviamo la romantica “Baby Blue” accompagnata alla voce da una bravissima Lia Pamina cantante e cantautrice spagnola che ben si mischia alla voce di Dario, voce principale della band. A chiudere questo fantastico singolo troviamo una cover azzeccatissima di “In the City” brano immortale dei The Jam che i nostri paladini del rock’n’roll sanno egregiamente come valorizzare.  Il disco in vinile, disponibile anche in una imperdibile versione blu,  è fuori grazie alla spagnola Snap Records, mentre in digitale lo trovate per Ammonia Records (IT) e Sounds Rad (USA).  Da segnalare la bellissima copertina realizzata da Hervé Peroncini di Slowbeat, cantante e chitarrista di un’altra fantastica band rock’n’roll italiana che sono i Peawees. In sostanza un disco da avere assolutamente per tutti i fanatici di rock’n’roll!

 

Tracklist:

 

Side A

I Got a Love

 

Side B

Baby Blue

In The City


lunedì 19 giugno 2017

7" split The Manges / The Peawees "Rumble In The Cement Jungle"

Due delle più importanti e longeve punk-rock band in Italia si sfidano e si coverizzano a vicenda. Prendi due canzoni ciascuno, mischiale con un po’ di attitudine personale, riarrangiale come le avresti suonate tu e il gioco è fatto. Questo è quello che troverete su questo fantastico split che festeggia i vent’anni  e passa di attività per entrambe le formazioni di casa allo Skaletta Rock Club di La Spezia.
Ad aprire le danze ci pensano i Manges, paladini del punk-rock di scuola Ramones che ci danno dentro mettendo sul piatto due pezzi storici dei compagni/amici spezzini. La bellissima “Tomorrow I'll Be Done” se la cercate in originale infatti la potete trovare sul bellissimo “Walking The Walk” uscito ormai dieci anni fa, mentre “By My Side” la trovate nel leggendario album “Dead End City” del 2003.
Quei quattro rockers dei Peawees invece ripropongono nel proprio classico stile rock’n’roll due perle dei Menges, ovvero “In My Head” e “Serenity Now!”, cavalli di battaglia del gruppo con le maglie a righe, contenuti rispettivamente nello split "Amp Records Battle Royale" fatto con i canadesi The Mc Rackins uscito nel 2003 e nell’LP “Bad Juju” del 2010. Una bomba!
A completare il tutto come ciliegina sulla torta c’è la bellissima copertina disegnata da Manuel Cossu, batterista dei Manges, mentre le grafiche sono a cura di Hervè Peroncini, voce e chitarra dei Peawees. Il disco è fuori in edizione limitata a 500 cipie blu o nere, per Slow Beat Records e Striped Records, etichetta di casa Manges, assoluto sinonimo di qualità e garanzia. Garantito. Gabba gabba hey!


Tracklist:

Side A
1)    The Manges - By My Side
2)    The Manges - Tomorrow I'll Be Done

Side B
1)    Peawees - In My Head
2)    Peawees - Serenity Now!

sabato 6 febbraio 2016

Intervista a Sonatine Produzioni

Intervistiamo Fra di Sonatine Produzioni per scoprire tutto ma proprio tutto su questa fantastica etichetta!


1) Ciao Fra, presentati ai lettori di 7pollici e raccontaci come è nata Sonatine Produzioni e come si è sviluppata nel tempo.

Ciao Davide! Sonatine Produzioni nasce nell’estate del 2009 per volontà mia e di Elvira, la mia compagna. Si tratta dunque di una etichetta decisamente “domestica”, gestita direttamente da noi due e con il suo quartier generale a casa nostra, nella provincia pesarese. Prima di Sonatine ho avuto un’altra piccola etichetta DIY per 4 o 5 anni (nel periodo in cui mi ero spostato a vivere a Perugia), si chiamava Piccole Speranze e ha pubblicato principalmente gruppi punk/HC, cosa abbastanza naturale in quanto noi tre amici che la gestivamo eravamo direttamente legati all’organizzazione dei concerti al c.s. Mattatoio di Perugia. Tornato a vivere nella mia città natale è nata Sonatine Produzioni: io ho sempre avuto a che fare con la musica e ho suonato in varie band (Montana, Un Quarto Morto, Slight etc), Elvira è una grafica ed illustratrice che nel tempo ha collaborato con diversi musicisti (Cosmetic, La Quiete, Caso, Johnny Mox etc), dunque far nascere l’etichetta è stato un gioco piuttosto semplice e stimolante per noi. Sonatine riflette il nostro amore trasversale per la musica: abbiamo pubblicato dischi che vanno dal noise al cantautorato passando per il rock’n’roll. Per il momento l’unico vincolo che ci siamo posti è il non pubblicare band esclusivamente strumentali, non perché non ci piaccia la musica strumentale ma per restringere un minimo il campo d’azione.


2) Perché hai scelto di stampare in vinile? Come ti organizzi con la stampa e la distribuzione delle copie dei dischi?

Inizialmente siamo partiti stampando su diversi formati, compreso il CD, ma con il procedere dell’attività dell’etichetta ci siamo accorti che tendevamo a volerla sempre più far assomigliare a noi stessi ed alle nostre abitudini, dunque abbiamo deciso di adeguare la nostra politica dei formati in base all’effettivo consumo che noi per primi facciamo della musica: in vinile, preferibilmente 12”. Siamo una piccola etichetta Do It Yourself, non abbiamo alcuna velleità di guadagno con Sonatine (avendo già una nostra vita, anche lavorativa) e possiamo permetterci di fare determinate scelte a prescindere dalla loro proficuità economica, per cui vinile sia. Abbiamo ormai capito che, per quelle che sono le nostre (limitate) possibilità, possiamo pubblicare una media di 4 o 5 dischi all’anno, che non sono tanti: quindi ci concentriamo molto sulla scelta delle band, sul promuoverle al nostro meglio e sul fare una buona distribuzione dei loro lavori; anche volendo, specularci sopra sarebbe al di sopra delle nostre possibilità.


3) Spiegaci come scegli i gruppi da stampare e che rapporto hai con loro.

La scelta delle band avviene nei modi più disparati, davvero. Nel 90% dei casi conosciamo personalmente le persone con cui collaboreremo: giriamo molto per concerti, dunque abbiamo buone occasioni di interazione diretta. Inizialmente, ci limitavamo a valutare la qualità dei master che ricevevamo e, in base al nostro gusto, sceglievamo cosa pubblicare. Negli ultimi due anni abbiamo cambiato un po’ modalità: giochiamo d’anticipo. Andiamo a vedere una band che dal vivo ci colpisce particolarmente ed allora gli chiediamo se ha voglia di collaborare con noi per un disco futuro, oppure ci innamoriamo di un album e contattiamo l’autore per sapere se è interessato a pubblicare con noi il prossimo lavoro che registrerà. Direi che funziona, per ora porte in faccia non ne abbiamo ancora ricevute.


4) Chi ti piacerebbe stampare e quali progetti hai per il futuro?

Nei limiti del possibile, ci piacerebbe cercare di avere una continuità futura con band e musicisti con i quali abbiamo lavorato fino ad oggi. Sicuramente non potrà avvenire in tutti i casi, ma di base sarebbe bello: per ora non abbiamo grosse lamentele da avanzare nei confronti di nessuna delle persone con cui abbiamo collaborato. Intanto ci concentriamo sul 2016: sono da poco usciti gli LP di White Pagoda e Magic Cigarettes e noi abbiamo già quattro nuovi progetti in cantiere, che dovrebbero concretizzarsi tutti entro l’autunno. Evitando di fare nomi, possiamo solo anticipare che il 2016 sarà in assoluto il nostro anno più rumoroso, a livello di tipologia di uscite: abbiamo preso accordi con quattro band incredibili ma anche incredibilmente pestone. Quest’anno saremo spietati!


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sabato 20 settembre 2014

La Rennes du garage

Spulciando tra gli scaffali di un negozietto di dischi a Rennes, durante il mio viaggio tra Bretagna e Normandia la scorsa settimana, trovo per caso questo 45 giri che subito attrae la mia attenzione. Il titolo dice tutto “La Rennes du garage” e la grafica fa il resto. Chiedo conferma al commesso nel mio francese tiratissimo che sia un 7” di gruppi locali e il disco è mio. Quattro gruppi, due per lato, un pezzo a testa come nelle migliori tradizioni. L’unione fa la forza, questo è il segreto e lo sanno anche a Rennes in Bretagna.
Nel primo lato troviamo i BlackJack Davy e i Rigg che sparano a mille con il loro punk strafatto di rock’n’roll due perle mozzafiato. Rifettoni danzerecci per le peggiore bettole della zona dove poter far casino fino a tardi. Questo è lo spirito. Questo è quello che ci piace.
Ad aprire il secondo lato del disco ci pensano i Bikini Gorge che suonano riverberati più che mai continuando così le nostre danze scatenate in un turbine di rock’n’roll e fumi di alcol. A chiudere degnamente ci pensano i Kaviar Special che con la loro scanzonata “Pope of the pop” ci fanno battere veloce il piedino, alzare l’indice e cantare in coro aspettano il nuovo giorno che arriverà, in questa bettola di città.
Il disco non riporta contatti, mail, siti internet di riferimento, né l’anno di uscita e si capisce che il tutto è rigorosamente DIY. Degne di dona assolutamente le grafiche che con dei disegni strepitosi impacchettano bene il dischetto. La morale di questa storia strampalata è che quando si va in giro, fermatevi nei negozi di dischi che incontrate per strada e chiedete musica locale. Tornerete a casa felici.
Comunque la storia non è finita perché su SNAFU trovate la seconda parte. Continuate a leggere…


01)  BlackJack Davy – Get a job
02)  Rigg – Come or die
03)  Bikini Gorge – Make up your mind
04)  Kaviar Special – Pope of the pope