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domenica 31 marzo 2019

Caso – Ad ogni buca


A distanza di tre anni dallo splendido “Cervino” Caso è tornato con questo nuovo “Ad ogni buca”, un disco più corto, scarno e diretto proprio come piace a noi. Con questa formazione in trio, chitarra, basso e batteria le canzoni del disco scorrono via veloci una via l’altra senza lasciarti il tempo di pensare ed elaborare. I testi sono avvolgenti e ti portano all’interno di vecchie fotografie o film che non riguardavi da parecchio tempo “come il soffio di un ricordo”. La vera forza di Caso è proprio questa, testi scritti in maniera perfetta, mai banali come se fossero un piccolo racconto dove il protagonista possiamo essere anche noi “quelli nati senza muscoli ma senza paura di guardarsi negli occhi” perché “il titolo è il tuo nome”.
Questo disco è pura attitudine punk in una fiat del ’96,  è una una gara di rutti prima di entrare di nascosto nella piscina comunale ormai chiusa, è un’avventura, è qualcosa che ci mancava ma non lo sapevamo, è una sensazione che è sempre stata lì e ci fa stare bene anche se non la riconosciamo più.
Otto canzoni come le diverse sfacettature della vena componitiva di Caso, tutte da scoprire e tutte da amare. Mettete il disco sul giradischi, abbassate la puntina e lasciatevi trasportare perché “il vento in faccia è soltanto il nostro” “e dimostriamo al mondo che non serve essere eroi”.
Ad ogni buca è fuori in vinile grazie a tre etichette italiane che si impegnano quotidianamente a supportate la buona musica nel nostro bel paese. Grazie di cuore a To Lose La Track, WildHoney Records e Sonatine Produzioni.





Tracklist:



1)      Ogni volta l’inverno

2)      Dente di Leone

3)      Il tuo nome

4)      Piscina

5)      Strade minori

6)      Fosbury

7)      Majorette

8)      Supercinema

mercoledì 28 febbraio 2018

Liam Gallagher – As You Were

Voce inconfondibile dal 1994, Liam Gallagher è ormai un’icona assoluta della musica britpop e della scena rock mondiale. Tutti riconoscono il suo timbro vocale e il suo modo particolare di cantare quando alla radio passa un suo pezzo o meglio ancora uno dei compianti Oasis. Nessuno che mastica un po’ di musica da tempo, anche mainstream, si può dimenticare di una voce così.
Questo “As You Were” è il suo primo disco da solista dopo l’avventura con i Beady Eye durata fino al 2014 quando il gruppo è stato sciolto. La band composta anche da  altri Oasis di quel periodo, era nata la sera del 28 agosto 2009 dopo la fuoriuscita del fratello Noel, compositore/mente/capo-supremo dal gruppo a tre date dalla fine del loro tour. Ricordo molto bene quel periodo ahimè. In una di queste tre date sarebbero dovuti passare anche da Milano ma non lo fecero. Ci sperai fino alla fine ma come me tanti altri che avevano preso i biglietti per vederli live rimasero a bocca asciutta. Niente Oasis. Niente gruppo preferito degli anni delle medie. Niente di niente. Ciao e grazie. Vennero sostituiti dai Deep Purple. Si mi vidi loro e posso dire di avere sentito live “Smoke On The Water” non suonata da una cover band. Che gioia. Dicevamo… tra le cose positive lasciate in eredità dai Beady Eye, a me non facevano particolarmente impaziente,  si dice che sono tra quegli artisti che hanno fatto crescere del 40% le vendite dei dischi in vinile in Gran Bretagna. Il mercato del vinile da anni aveva perso colpi a causa dell'arrivo dei nuovi mezzi digitali, che hanno cambiato ormai radicalmente il mondo del commercio musicale e grazie a loro è stato possibile dare di nuovo una spinta a questo mercato che noi patiti della puntina, amiamo tanto. Sarà vero? Mah, noi ci fidiamo e andiamo avanti a comprare dischi come abbiamo sempre fatto. Dai tempi delle medie appunto. Comunque, questo nuovo disco di Liam è davvero bello e forse è un ritorno alle origini. Ci sento dentro parecchio “Definitely Maybe”, un po’ di Stone Roses e di Smiths, gruppi che hanno sempre ispirato la band di Manchester nella creazione dei propri brani. Questo “As You Were” è un riprendere il filo dove lo si era lasciato parecchio tempo fa, è un riaffermasi ancora una volta per quello che si è davvero. Nel marzo 2010 Liam è stato nominato "più grande frontman di tutti i tempi" dalla rivista Q, due anni dopo ha ricevuto lo stesso premio anche dalla stazione radiofonica Xfm, che ha condotto un apposito sondaggio tra i propri ascoltatori. Nel novembre 2012 è stato votato nuovamente come miglior frontman dai lettori di NME su Facebook, Twitter e Yahoo. Siamo contenti per lui ma a noi però piace ricordarlo come lo scapestrato che sale sul palco per fare casino con la sua band tamburello in mano, una posa inconfondibile e una faccia da schiaffi arrogante come ben poche altre. A quelli come me la sua voce ricorda la seconda metà degli anni novanta, i primi video su MTv, le riviste musicali, la radio e le prime chiacchierate con gli amici su questo o quel gruppo musicale. Per noi all’epoca era tutto nuovo, anche questa ipnotica voce graffiante. Questo è il Liam che amiamo e ci piace ascoltare. Così come sei stato.



Tracklist:

01. Wall of Glass
02. Bold
03. Greedy Soul
04. Paper Crown
05. For What It's Worth
06. When I'm in Need
07. You Better Run
08. I Get By
09. Chinatown
10. Come Back to Me
11. Universal Gleam
12. I've All I Need


venerdì 2 giugno 2017

The Travoltas – Until We Hit The Shore

I Travoltas sono tornati e lo fanno alla grande con questo disco che ci piace un sacco. Dieci pezzi straordinari, tra inediti e cover fatte come si deve, nel classico stile che ormai caratterizza questa fantastica e mitica band olandese.
Attiva dal 1990 la band che meglio di chiunque altra è riuscita a coniugare il punk-rock a melodie più pop e surfeggianti è tornata in pista con questo “Until We Hit The Shore”. Un album che aspettavamo tutti quanti da quando la band si è fermata nel 2006. Le canzoni che lo compongono scorrono veloci una via l’altra che appena finiscono ci fiondiamo a cambiare lato del disco e ad abbassare la puntina del giradischi. Melodie pop, ritmi serrati, riff di chitarra pungenti, arrangiamenti super curati e dei coretti da far invidia ai migliori Beach Boys fanno di queste canzoni una goduria per le nostre orecchie. Queste canzoni ti rimangono appiccicate in testa già dal primo ascolto e non ti mollano più. Cantatele bene che i Travoltas verranno a suonarle in Italia al prossimo Punk-Rock Raduno vol. 2 che si terrà all’Edonè di Bergamo tra il 13 e il 16 luglio. Compratevi questo disco, imparate i pezzi, segnatevi la data sul calendario e poi ci si vede sotto il palco del Raduno che ci sarà da divertirsi. Questa band ha fatto la storia per tutti gli affezzionati del punk-rock e tutti i fratellini dei Ramones. Tanti bei dischi in attivo tra LP, split e 7” fanno dei Travoltas una delle band più apprezzate ed amate del genere. “Until We Hit The Shore” è uscito in vinile per la White Russian Records e lo potete trovare anche su Striped Music. Fate vostro questo disco, con loro è davvero arrivata l’estate.
Gabba gabba hey!


Side A
1)    Ain’t That Enough
2)    Tokyo
3)    Dying To Do That With You
4)    Sugar Thing
5)    Great Expectations

Side B
1)    Until We Hit The Shore
2)    In This Room
3)    My Back Pages
4)    Better Days
5)    This Can’t Be Goodbye

martedì 10 settembre 2013

Minnie's - Ortografia

“Ortografia” è l’ultimo disco dei milanesi Minnie’s, uscito dopo una pausa di tre anni dal precedente “L’esercizio delle distanze”.
Con questo disco i Minnie’s si confermano ancora una volta un gruppo completo, che sa scrivere ottime canzoni sia dal punto di vista degli arrangiamenti che da quello della scrittura dei testi.
Pochi gruppi in Italia riescono a trovare questa giusta amalgama. I Minnie’s invece, ci riescono alla grande.
In questo disco troviamo dieci canzoni scritte magistralmente. Musiche e testi vanno a braccetto e scorrono via veloci trasmettendoci gioia e la passione che il gruppo ha messo nello scrivere questo disco.
Sotto la puntina questo vinilone giallo, pompa alla grande regalandoci dieci canzoni eterogenee che si fanno subito amare.
La registrazione è ottimale e l’intensità con cui il gruppo ha registrato si sente appieno.
I pezzi sono tirati al punto giusto, le melodie ci sono tutte e i testi sono qualcosa di veramente azzeccato. Come sempre d’altronde. Questo è punk-rock d’autore.
In più di dieci anni di attività i ragazzi si sono evoluti molto, diventando una delle migliori realtà della musica rock/punk indipendente italiana.
Il packaging è curato e ben fatto, a due colori nero e giallo, il disco è prodotto da To Lose La Track, Fallo Dischi e Neat is Murder.

Dovete averlo, altrimenti lo potete anche scaricare gratuitamente qui.


Tracklist:

Side A
01 - Quanto costa una domanda
02 - Fiumi
03 - Tragedia
04 - E’ la quotidianità
05 - Seite
06 - La buona stagione

Side B
07 - Daccapo
08 - Capodanno
09 - Ortografia
10 - Ogni colpo è l’ultimo


www.minnies.it