Visualizzazione post con etichetta fallo dischi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fallo dischi. Mostra tutti i post

sabato 30 gennaio 2016

Montana – Spergiuro

Spergiuro è l’ultimo disco dei Montana, uscito lo scorso anno in Febbraio ma arrivato nel nostro giradischi sfortunatamente solo da poco. Già, perché sto discone qui ci piace e ci gasa un sacco. Spergiuro è stato suonato e registrato dalla precedente formazione dei Montana, perché a parte per Fra alla voce che è l’unico rimasto, tutti gli altri componenti sono cambiati. Siamo curiosi di sentire quindi cosa ci regaleranno in futuro, ma intanto ci godiamo questo disco qua. Dieci pezzi veloci che non ti lasciano fiato, tirati senza alcuna remora, suonati benone e urlati in maniera precisa ed efficace. Testi in italiano, taglienti come una lama che ti arrivano dritti in faccia senza che aver il tempo di accorgersene.  “Non mi pesa sulla coscienza il maledire la tua esistenza, penso che io non sia il solo a farti dono del proprio odio” urla Fra dal testo di Magnete che è una bomba nello stomaco. Punk-rock non convenzionale, ritimi veloci e un cantato urlato fanno di questo disco una vera chicca. Tutte le canzoni sono una mina via l’altra. I Montana vengono da Fano e gli aspettiamo a braccia aperte in attesa del prossimo disco. Questo, è uscito grazie a SonatineProduzioni, Fallo Dischi e la francese Crapoulet Records. Le bellissime grafiche che accompagnano il vinilone sono a cura di Elvira Pagliuca. Lunga vita ai Montana!

Tracklist:

Lato A
1)    Zavorra
2)    Bussola
3)    Elite
4)    Clausura
5)    Ossequi

Lato B
1)    Lezione
2)    Magnete
3)    Mattinale
4)    Eclatante
5)    Podio

mercoledì 9 dicembre 2015

Intervista ai Giona













A un paio di mesi dall’uscita dello straordinario esordio con “Per tutti i giovani tristi” intervistiamo i Giona per sentire come stanno. Il gentilissimo Alessio risponde alle nostre domande.

1.  Ciao Alessio, presenta ai lettori di 7pollici Giona, la sua nascita, la sua anima e la sua evoluzione.
E’ accaduto tutto con molta naturalezza, quasi per caso. Finito L’Amo non avevo più molta voglia di suonare, di stare in mezzo e m’ero davvero deciso a smettere a tal punto da chiudere tutte le chitarre nell’armadio. Poi, un giorno, mi è capitato di ritrovarmi con le chitarre in giro ed in una quarantina di minuti mi sono scappate dalle mani Squassanti e Pendere e sempre in virtù del proposito iniziale, deciso a non suonare, soprattutto a non voler suonare con nessuno, le registrai solo col microfonino del Mac. Continuai così per un mesetto circa ed avevo le dodici canzoni del disco che immaginavo di lasciar morire in qualche hard-disk esterno, alla stregua di quello che Salinger fece con i suoi scritti, ma è qui che subentra il fattore Luca Benni. Non ricordo bene, ma credo di avergli linkato il soundcloud con tutte queste demo e lui ha cominciato a dirmi che dovevo fare, registrare, portarlo avanti, che era un discone e che dovevo suonarle alla festa per i dieci anni di To Lose La Track a Napoli ed è qui scatta il fattore Michele Leo. Mentre ci fumavamo la prima sigaretta della serata, ascoltando gli esiti delle nuove registrazioni, dicendogli del fatto che Luca ci teneva che suonassi quelle canzoni, Michele disse che lui poteva suonare il basso e che potevamo chiedere a Daniele di suonare i fusti. E così fu. Facemmo quattro prove e suonammo alla festa di To Lose La Track, poi da lì non ci siamo fermati. Forse non ci siamo accorti che la festa è finita.
Menzione la merita anche Ivan Tonelli di Stop Records perché anche lui è stato un fattore bello grosso da quando venne a suonare a Napoli con i Cosmetic e dopo il check gli feci sentire le demo. Si gasò tantissimo e da quel giorno Ivan c’è sempre e gli vogliamo bene nonostante tifi per brutte squadre.

2. Chi sono “tutti i giovani tristi” da cui prende spunto il titolo del tuo disco? 
Il titolo è un debito che avevo con Fitzgerald e con quegli amori che s’attorcigliano su stessi, in cui ci credi, crescono e poi implodono, sperdendosi nell’hangover del giorno dopo. Diciamo che il disco è un invito a godersi il momento, tutto finisce e tutti ne siamo consapevoli ed è nella consapevolezza della fine che dovremmo trarre la gioia per viverci il momento, riconoscendolo, appunto, come momentaneo, effimero e soprattutto leggero.
Chiamarlo così è anche per ricordarmi d’essere più leggero con le cose e le persone, anche ora che giovane non lo sono più. Magari a maggior ragione ora che giovane non lo sono più e comunque il disco tratta di un amore felice. Felice e basta.

3. State girando parecchio, cosa ci dobbiamo aspettare dal vostro live?
Un mucchio di birrette in giro, un po’ di dischi della distro, caramelle per la gola sparse ovunque. Diciamo che il live è più “picchiato” del disco.

4. Il mio gruppo preferito in assoluto sono i Ramones, quindi la domanda nasce spontanea, come mai hai scelto di fare la cover della cover di “Do you wanna dance”?
I Ramones, ancora oggi, sono una delle mie ossessioni musicali, ma a livello che posso riascoltare anche cinque volte consegutive un loro disco. L’unica cosa che cambia è la momentanea fissazione per un disco specifico. Un mese è Rocket To Russia, l’altro Leave Home - questo è il momento di End of the Century. Trovo che solo la parola “geniale” li descriva compiutamente, ma così geniali che appena aggiungi qualcos’altro li stai già sminuendo. Geniale è la loro estetica, la loro poetica, i loro cazzo di testi.
Non sapevo fosse una cover, l’abbiamo scoperto quando è stato il momento di scrivere i credits del disco, però ecco, mi sono voluto regalare l’attimo di essere i Ramones. S’invecchia, ma si rimane dei fanatici invasati per tutta la vita.

martedì 17 novembre 2015

Giona – Per tutti i giovani tristi

Giona è tante cose. La prima che bisogna raccontare è Alessio, già voce e chitarra de L’Amo, testa, cuore e anima di questo nuovo gruppo. Alessio è la voglia che non muore mai a tipi come lui di prendere in mano la chitarra, mettersi davanti a un microfono e buttare fuori tutto quello che si ha dentro. Giona è nato quindi come necessità. Poi sono arrivati Michele e Daniele, e tutto ha preso una forma. Poi c’è Napoli la città da cui vengono e che segna profondamente le loro canzoni. Ci sono anche il pop, il punk e la new wave ad accompagnare testi taglienti e intelligenti. Dodici canzoni che vanno a comporre questo “Per tutti i giovani tristi”, un disco che ti trascina dentro lo spirito di Giona e te ne fa assaporare il candore. Il vinilone bianco gira come un ossesso sul giradischi e le sue canzoni ti arrivano dritte al cuore. L’amore, le risse, i coltelli, i baci e l’odio. Le Peroni, gli amici, le abitudini e la cover della cover. Il nero, le guardie, i tagli e le cose importanti. Tutto quello che avete incontrato nella vostra vita qui c’è ed è raccontato con dolce semplicità. Anche se a volte fa un po’ male. Giona vi racconta le cose come stanno. Non abbiate paura, brindate alla salute, alla mente e al cuore. Siate felici. Ascoltate questo disco uscito grazie a To Lose La Track, FalloDischi e Stop Records. Giona sarà felice.


Tracklist:

A1 Guardia
A2 Squassanti
A3 Pendere
A4 Coerenza Tralàlà
A5 Tutto Tutto Vero
A6 Gaiola

B1 Peroni
B2 BAR
B3 Tutto Tutto Nero
B4 Do You Wanna Dance?
B5 Traiano
B6 Assonnata

sabato 14 febbraio 2015

Girless & The Orphan – The Circle And The Barrel

I Girless & The Orphan hanno un cuore grande e nelle loro canzoni si sente. Suonano un folk dalle accelerazioni improvvise e dalle distorsioni fulminanti, a tratti quasi punk. Ma a loro di essere categorizzati frega poco. Sono una mina sul muso quando suonano dal vivo e i loro dischi sono uno più bello dell’altro. Questo è quello che conta. Con il precedente NothingTo Be Worried About Except Everything But You hanno vinto la targa giovani del MEI come miglior disco del 2012.
Con l’ultimo The Circle And The Barrel hanno vinto tutto. Almeno per quanto ci riguarda. Questo è un disco con due anime, due cuori grandi come una casa. Talmente grandi da dover essere contenuti in due parti distinte (appunto part 1 & 2), a cercare due estremi sonori. Il primo più indirizzato verso un pop nobile ma sporco, solido nei suoni e stratificatissimo. Sei canzoni, avvolte da un’insolito grigiore, dove la presamale si fa lentamente largo tra le liriche di Tommaso, polemiche come sempre ma ben più riflessive. Il secondo più veloce e violento, arriva a urlare per farsi sentire e il ritmo cresce notevolmente portandoci in sonorità più vicine al punk-rock. Cinque canzoni d’impatto che ti rimangono velocemente appiccicate in testa e di cui non ne puoi più fare a meno. Tra il primo e il secondo lato sono undici canzoni in tutto che a cantarle ti farà stare bene. Questo è uno di quei dischi che ti danno una sensazione di libertà. Perché noi possiamo ancora sognare insieme. Fatelo con i Girless & The Orphan. The Circle And The Barrel è una proficua produzione tra Stop Records, Fallo Dischi, To Lose La Track ed è accompagnato dalle splendide grafiche di Luca Zamagna di Errata Disain.

(part 1)
1. Hodmen and Ghost Writers
2. F.A.S.C.
3. Open Books
4. The Same Blanket
5. A Nice Guy
6. 27 and Counting

(part 2)
1. Leaders
2. Colon Ladle Pedlar Scenario
3. FYD
4. Quite Old (Coff-coffin)
5. Your Opinion Is Bullshit

mercoledì 14 gennaio 2015

SMNTCS – Self Title

SMNTCS è una band post hardcore formatasi a Milano nell’autunno del 2013 con membri di presenti e passate band interne all’ambito punk hardcore. Andrea, Giulio, Luca e Simo dopo sei mesi entrano in studio per registrare le sei canzoni che poi saranno contenute in questo primo LP omonimo uscito a novembre 2014. Musicalmente, si possono tracciare influenze che partono dal roster della Dischord Records di metà anni 80, agli anni 90 di Quicksand e Drive Like Jehu, così come dai contemporanei The Hope Conspiracy o Modern Life Is War. I testi sono degli appunti esistenziali collegati nel titolo a nomi di luogi dai gloriosi fasti attualmente abbandonati dall’uomo o distrutti da eventi naturali. La pacca è grossa e lo nel vostro stereo questo discone suonerà bene. Non abbiate paura, lasciatevi trasportare dalla turbina che creerà in voi questo disco. Vi sentirete bene. SMNTCS è una buona dose di potenza e disperazione quotidiana e questo è quello che ci vuole quando dentro qualcosa non vi torna. SMNTCS vi saprà stupire e shakerare per benino. Lasciatevi spettinare senza indugi.  Questo disco è una fruttuosa collaborazione tra più etichette: Dead Crumbs Edizioni, Neat is Murder, Fallo Dischi, Salad Days Records, Indelirium Records, RainingRecords, Oceano Records, Blessed Hands Records.


Tracklist:
Note #1 (Mount Buzludzha)
Note #2 (Tuxedo Princess)
Note #3 (Majestic)
Note #4 (Tuxedo Royale)
Note #5 (Ruderi)
Note #6 (Antipodes)

venerdì 26 dicembre 2014

Riviera – Riviera

Scrivere dei Riviera è un po’ come scrivere di un bel libro. Uno di quelli che ti prende bene fin dalla prima pagina e fino alla fine ti tiene attaccato. I protagonisti sono cinque ragazzi della provincia romagnola e le loro canzoni. Canzoni semplici ma piene di vita, di vissuti e di speranza. La speranza è quella, che pur nella nostra piccolezza stiamo facendo qualcosa di giusto e di speciale. Almeno per noi e per le persone a cui vogliamo bene. Tutti i giorni, questi dannati giorni, stiamo riempiendo le pagine del nostro libro e vogliamo che sia un libro di quelli fighi, dove il protagonista siamo noi, si proprio gente come me o te. E la colonna sonora perfetta ad accompagnare le nostre avventure o disavventure, lo sai è proprio questo disco. Non te lo aspettavi vero? Undici pezzi, proprio come i giocatori della tua squadra del cuore, che ogni domenica scedono in campo nel campionato di seconda categoria, quello dove non c’è ne gloria ne grana per nessuno, solo fango, fiato corto e scarpette rotte. Riviera suona proprio bene ed è uno di quei dischi da cui ti fai accompagnare volentieri in ogni momento della tua giornata. La mattina quando ti fai la doccia e canti come non se ci fosse un domani le parole di “Piscina” perché sai che stai proprio così. Quando esci di corsa poi per andare a lavoro o a scuola ti senti sempre il protagonista di “Attrezzi” e alla sera quando rientri in treno o in macchina quello di “Cosa rimane”. A volte ti viene proprio da dire “ci si rivede alla prossima fermata” anche se sai che non sarà così perché tanto lo sai già che “è come un tuffo da sei metri, dove tutto quello che è resto non sei tu”. Anche a voi “serve un giorno per segnare tutto” altrimenti cosa stiamo qui a fare? Segnatevi che il disco è fuori grazie alla collaborazione di dieci etichette: Black With Sap, Cause Care, Fallo Dischi, Fight or Fight!, Neat is Murder, No Routine Records, Strigide Records, To Lose La Track, Trivel Records e Upwind Records. “Perché io metto i puntini sulle “i”, dove non li metti tu”. E i puntini dei Riviera, io spero proprio che proseguano regalandoci ancora tanti altri dischi così. Chiamatelo come vi pare, punk, emo o tiki-taka. Poco importa perché è proprio questa la musica che ci fa stare bene, sono queste le canzoni di cui abbiamo bisogno e sono questi i gruppi a cui vogliamo bene.


Lato 1
1)    aspetto
2)    a.n.c.o.r.a.
3)    camminare sui muri
4)    piscina
5)    tuffo bomba
6)    calanchi

Lato 2
7)    pioggia di forchette
8)    risata
9)    adriano
10) attrezzi
11) cosa rimane

sabato 6 settembre 2014

L’Amo – Niente (è un bel pensiero da mettere tra le gambe alle ragazze)


I L’Amo sono Alessio, Domenico e Federico. Sotto il loro palco poi c’è sempre Mario, il quarto Amo. Sono tutti di Napoli e scrivono canzoni bellissime. Mario poi da sotto il palco urla sempre e fa partire il pogo.
Se parli con Alessio, Mario e gli altri capisci quanto la musica e l’autoproduzione sia importante per loro. La voglia di fare, scrivere, suonare, sbattersi, organizzare concerti e coinvolgere persone. Il punk e il DIY prima di tutto. Con la loro città nel cuore. Perché “Barcellona è ok, ma non è Napoli”. Alla fine di una serata passata con loro a chiacchierare torni a casa con qualcosa di più e questa cosa poi col tempo te la porti dentro. Ti danno una carica che pochi altri ti possono trasmettere. La stessa carica che ti da questo disco. Vinilone nero che ti regala dieci canzoni tutte su un lato e sull’altro un cuore gigante con due tette grandi così. Come dire “e se a qualcuno occorresse un cuore lo fabbricheremo io e te a Bagnoli”.
Perché Niente (è un bel pensiero da mettere tra le gambe alle ragazze) è un disco che parla d’amore. Come quelli di una volta. Amore immenso, totale e totalizzante nel bene e nel male. Perché in fondo ne siamo tutti sommersi. Siamo solo dei marinai che ne carcano di stare a galla e trovare la rotta giusta. Come dice Alessio “ci vuol talento a dirsi addio a metà di questo viaggio”. Quindi è meglio continuare, ostinati e “camminare, prova e vedrai, non mi basterai”.
Questo è proprio un disco che non basta mai, perché dopo il primo ascolto farete ripartire la puntina daccapo. Solco dopo solco vi entrerà dentro. Lasciatevi ferire.
Comunque questo disco è uscito l’anno scorso per Fallo Dischi, V4V Records, To Lose La Track e Lafine. Si, lo so è passato un po’ di tempo ma ve ne volevo parlare da altrettanto perché questi ragazzi meritano davvero e queste righe sono state solo un pretesto per parlare di loro.

Tracklist:
1)    Bagnoli
2)    Marinai
3)    E’ amore dalla terza in poi
4)    Luca Grieco è solo indeciso
5)    Nessun rimorso solo rimpianti
6)    Stupida
7)    La macchina da guerra
8)    Silvio e Veronica
9)    Anna
10) Ubriaca

martedì 19 agosto 2014

Lantern – Diavoleria

Diavoleria è la seconda e ultima uscita dei giovanissimi Lantern, uscita dopo il precedente album di esordio Noicomete del 2012.  I Lantern sono un gruppo di Rimini da tenere sotto stretta osservazione per le potenzialità e lo spitirito che ci mettono nel suonare, sia su disco che dal vivo, vista la loro giovane età e la bravura innegabile. Questo disco, uscito a inizio anno, contiene otto pezzi che suonano da paura, in una maniera corale come solo pochi altri sanno fare.
Post-hardcore, screamo e punk sono le coordinate se proprio ne avete bisogno.
Daniele, Sergio, Luca, Marco e Michael ci sanno regalare arrangiamenti impeccabili, un cantato in italiano mai banale che alterna parti urlate e veloci a parti più lente e melodiche, chitarroni imponenti miscelati a una parte ritimica precisissima e potentissima. 
Le canzoni di Diavoleria suonano liscie una in fila all’altra trasportando l’ascoltatore in “…case senza finestre, le stesse dove avevamo bussato tante volte.”
Un disco che dura solo un lato, così non devi neanche fare lo sbatti di doverlo girare nel giradischi. Il collante di tutto il disco sono i testi delle canzoni che ci portano in una dimensione altra, dove passato presente e futuro si ritrovano sullo stesso livello. O forse non c’è più nessun livello? Starà poi a noi che ascoltiamo, saper rimettere i pezzi in ordine per non rimanervi intrappolati dentro. Le emozioni scorrono veloci ascoltando questo disco e la musica le accompagna fuori in maniera fragorosa. Diavoleria vi aiuterà nel cammino. Prendete carta e penna, fissate nero su bianco quali e quante emozioni vi tirerà fuori. Poi vedete voi cosa farne. Paul Auster e i Lantern avranno già fatto un buon lavoro per voi.
Il disco è uscito per V4V, Flyng Kids Records, Fallo Dischi e potete scaricarlo qui.

Tracklist:
1)    Inferno a rotta di collo
2)    Il segreto delle ragazze
3)    Bleck macigno
4)    Mucchio di ossa Copperpot
5)    Antonio
6)    Siberia
7)    L’invincibile S50
8)    Profeta
 

lunedì 18 agosto 2014

Marnero – il Sopravvissuto

“Da bimbetto sognavo di fare il pirata. Ora che sono un pirata il mio sogno è di fare il bimbetto…”

Sono mesi che voglio scrivere di questo disco. Già, perché “il Sopravvissuto” dei Marnero è uscito a metà dell’anno passato, ma sotto la puntina del mio giradischi è già passato un mucchio di volte. La pigrizia della scrittura per la tastiera ha fatto il resto, come sempre accade per le recensioni di questo blog.
Questo comunque mi è sembrato il periodo dell’anno più azzeccato, per condividere con voi un disco che parla di un viaggio, di mari, di porti e di cambiamenti.
Penso che adesso che siete tornati dalle ferie e vi siete riposati, siete davvero pronti per questo disco.
Lasciate a casa le vostre valigie grandi, le creme solari, le infradito e i costumini fashion; questo sarà un viaggio faticoso lungo rotte irreparabili dove imparerete a conoscervi meglio e se ce la farete sarete anche voi dei sopravvissuti.
Le musiche dei Marnero sono potenti come i cavalloni del mare quando è grosso e i loro testi sono pungenti come il grecale che spira da nord-est sulla vostra faccia fredda. Dovete essere pronti a tutto, perché neanche le sirene qui saranno dalla vostra.
Cari pirati, o presunti tali, imparate a memoria la lezione e salpate con i Marnero: “Il demone è figlio di luna calante. Il tempo è l’oceano, e io il navigante”.
Ascoltate questo disco e imparatelo come un mantra. Lasciatevi cullare dalle onde del mare e seguite la voce del capitano se volete arrivare al prossimo porto sani e salvi. Le insidie si nascondono dietro l’angolo ma “… la rotta è proprio questa sotto i piedi l’abisso, la schiuma negli occhi e il caos sopra la testa. Che cosa ci resta?”.
Ci resta un disco straordinario e completo (come dicono quelli che ne sanno). Un disco che davvero è un viaggio di formazione e di cambiamento. Spero solo per voi che non soffriate di mal di mare, perché qui i chitarroni e la linea di basso vi possono far brutti scherzi davvero. Qui si sente il miglior hardcore di scuola italiana. Musica potente e precisa, testi in italiano cantati come Poseidone comanda alternando sapientemente urla a linee vocali più melodiche. Gli arrangiamenti che vedono la presenza di viola e violino più dei cori ancestrali, rendono questa produzione una delle migliori degli ultimi anni nel panorama della musica indipendente italiana.
Finalmente “non c’è nessuna paura in questa notte senza luna”.
L’esperienza dei Marnero (ex Laghetto) da Bologna dopo i loro precedenti due dischi qui si fa sentire tutta ed è una goduria per le nostre orecchie da corsari del vinile.
Se non siete scemi ve lo scaricate gratis da marnero.bandcamp.com e se non lo siete del tutto ve lo comprate perché le grafiche e il packaging del vinile, dove trovate tutti i testi divisi in quattro cartoline come ognuno dei quadranti che compongono il filone narrativo del disco, sono qualcosa di spettacolare a cura di garadinervi.com
Il Sopravvissuto è stampato da una flotta variegata di etichette: Sangue Dischi, V4V Records, Fallo Dischi, Escape from Today, To Lose La Track, Dischi Bervisti e Mothership. Compratelo e supportate la musica indipendente italiana. Forza pirati!
“Dopo il primo passo oltre la prima soglia tutto è già dietro di miglia”.


Tracklist:

il Sopravvissuto Quadrante I
-       come se non ci fosse un domani
-       (come infatti non c’è)

il Sopravvissuto Quadrante II
-       non sono più il ghepardo di una volta
-       (che non sono mai stato)

il Sopravvissuto Quadrante III
-       il porto delle illusioni
-       prologologia

il Sopravvissuto Quadrante IV
-       rotta irreparabile
-       zonguldak

sabato 19 aprile 2014

Record Store Day tutto l'anno!

Oggi è il Record Store Day, oggi è la festa del vinile. In questa importante ricorrenza, noi di 7pollici vogliamo rendere omaggio e farvi conoscere chi ancora in Italia stampa e produce dischi come piace a noi, ovvero rigorosamente in vinile. Sono poche realtà che però lavorano bene, con passione e dedizione, tanto che sono riuscite a costruirsi una piccola fetta di fans e affezionati. Chi compra in vinile, è un ascoltatore attento e preciso, che segue le uscite, va ai concerti e supporta volentieri il lavoro e la fatica che queste piccole realtà italiane portano avanti da tempo, sempre con grande entusiasmo. Andiamo con ordine.


La prima realtà che vi vogliamo presentare è To Lose La Track, attivissima etichetta umbra portata avanti con tanto cuore e qualità da Luca Benni. Il suo catalogo è davvero lungo e c'è né per tutti i gusti. Provare per credere. Tra gli altri vi segnaliamo Gazebo Penguins, Fast Animals and Slow Kids, Il Buio, Minnie's, L'Amo, Chambers, Crash of Rhinos e Caso.


Direttamente da Napoli i ragazzi di Fallo Dischi stampano musica e realizzano concerti per tenere viva la scena musicale della propria città. Ragazzi con il sorriso stampato in faccia sempre, orgogliosi della propria terra e della musica che promuovono. Vi innamorerete facilmente di loro e dei loro gruppi. Provate ad ascoltare il nuovo disco dei Lantern e ci darete retta.


Difensori e paladini dei tre accordi, i ragazzi di One Chord Wonder si sono da pochissimo tempo fatti notare per produzioni interessantissime e gustosissime a suon di punk-rock suonato con i Ramones nel cuore. Tanta passione, copie limitate e ad edizioni speciali rendono i dischi dell'etichetta milanese delle perle rare da avere assolutamente nella propria collezione. 

Etichetta attivissima dal 2009, con più di cinquanta uscite, la Surfin' Ki è una certezza di musica rock'n'roll di qualità ormai da anni. Il buon Carlo si sbatte una cifra producendo e stampando davvero tanto materiale di qualità che in Italia altrimenti non avremmo. Supportatelo, date un ascolto ai suoi dischi e fateci spesa. Non ve ne pentirete. Davvero.


In conclusione vi presentiamo, Striped Punk Rock Shop, non una vera e propria etichetta ma uno shop on-line gestito direttamente da Andrea dei Manges. Qui potete trovare la maggior parte delle uscite più interessanti italiane e straniere per quanto riguarda il punk-rock, pop-punk, rock'n'roll e l'hardore. Dischi, cd, magliette e merch per tutti i gusti e per tutti i vostri desideri. Un bel punto di riferimento. Supportare!

martedì 10 settembre 2013

Minnie's - Ortografia

“Ortografia” è l’ultimo disco dei milanesi Minnie’s, uscito dopo una pausa di tre anni dal precedente “L’esercizio delle distanze”.
Con questo disco i Minnie’s si confermano ancora una volta un gruppo completo, che sa scrivere ottime canzoni sia dal punto di vista degli arrangiamenti che da quello della scrittura dei testi.
Pochi gruppi in Italia riescono a trovare questa giusta amalgama. I Minnie’s invece, ci riescono alla grande.
In questo disco troviamo dieci canzoni scritte magistralmente. Musiche e testi vanno a braccetto e scorrono via veloci trasmettendoci gioia e la passione che il gruppo ha messo nello scrivere questo disco.
Sotto la puntina questo vinilone giallo, pompa alla grande regalandoci dieci canzoni eterogenee che si fanno subito amare.
La registrazione è ottimale e l’intensità con cui il gruppo ha registrato si sente appieno.
I pezzi sono tirati al punto giusto, le melodie ci sono tutte e i testi sono qualcosa di veramente azzeccato. Come sempre d’altronde. Questo è punk-rock d’autore.
In più di dieci anni di attività i ragazzi si sono evoluti molto, diventando una delle migliori realtà della musica rock/punk indipendente italiana.
Il packaging è curato e ben fatto, a due colori nero e giallo, il disco è prodotto da To Lose La Track, Fallo Dischi e Neat is Murder.

Dovete averlo, altrimenti lo potete anche scaricare gratuitamente qui.


Tracklist:

Side A
01 - Quanto costa una domanda
02 - Fiumi
03 - Tragedia
04 - E’ la quotidianità
05 - Seite
06 - La buona stagione

Side B
07 - Daccapo
08 - Capodanno
09 - Ortografia
10 - Ogni colpo è l’ultimo


www.minnies.it