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venerdì 30 dicembre 2022

Stinking Polecats e Retarded, il ritorno

 

Il 2022 è stato l’anno dei ritorni, vedi ad esempio i Blink182 che con il ritorno di Tom DeLonge in formazione hanno registrato un disco nuovo e programmato un tour mondiale già da tutto esaurito, i Pantera che sono tornati con un tour celebrativo, gli Abba che tornano a cantare ma in forma di avatar, i Rage Against the Machine che dovevano tornare ma poi ci hanno ripensato da veri ribelli, Max Pezzali che torna a cantare i primi dischi degli 883 e i Blur che si stanno preparando per festeggiare l’anno prossimo i 30 anni dall’uscita di “Parklife”. Insomma un anno ricco di reunion per tutti i gusti e per accontentare anche i fan più nostalgici.  A parte queste o altre operazioni, quello che sicuramente ci ha gasato di più di tutte è stato il ritorno in pianta stabile di due icone del punk rock italiano, ovvero gli Stinking Polecats e i Retarded. Per chi non li conoscesse i primi arrivano da Piacenza, si sono formati nel 1995, hanno pubblicato svariati dischi tra LP, 7” e split, venendo stampati anche da Wynona Records. Sono diventati in poco tempo uno dei nomi più conosciti tra la fine dei ’90 e i primi anni dei 2000, suonando ovunque in tutta Europa con un ottimo successo di critica e di pubblico. Dal loro scioglimento nel 2007 sono nati i Tough, mentre i loro membri hanno suonato anche nei Mitch and the Teekays e nei Kobenhavn Store. Il primo e unico concerto che riuscii a vedere della band ancora in attività fu nel giugno del 2006 al Tendenze Festival di Piacenza in apertura ai Queers. Fu una bomba. Già nel 2020 ci fecero intuire che qualcosa bolliva in pentola con la pubblicazione dell’EP 7” omonimo, ora con questo nuovo album riempiono un’attesa durata diciassette anni. Dieci pezzi tirati, in pieno stile Polecats, tra Screeching Weasel e Social Distortion che ci fanno stare bene come quando avevamo vent’anni. Il disco è uscito in vinile grazie a Bad Man Records (IT), El Topo Records (IT) e Mom’sBasement Records (USA). I Retarded invece sono originari di Voghera, si formano nel 1998 e nel 2007 fanno uscire il loro ultimo LP “Goes Louder” ristampato lo scorso anno e fatto suonare nel nostro giradischi un sacco di volte. Il nuovo lavoro “Locked Down City” è un 7” uscito grazie a Bad Man Records (IT) nella versione bianca o nera e contiene due pezzi che sono una bomba. In attesa dell’arrivo del disco nuovo ci spariamo a tutto volume questo piacevolissimo antipasto in pieno stile ramonescore.  Tutto sommato non è stato poi così male questo 2022.

 

Stinking Polecats – s/t

Attilio

Space Trip

Lost in Naples

Is this real?

Little jelly bean

A promise and a threat

I’m the wolf

Merry me

Go get ready

Once in a wild


Retarded - Locked Down City

Side A: Locked Down City

Side B: Same As The First


venerdì 20 agosto 2021

A Great Pile of Leaves – Pono

 

Finalmente qualcosa di fresco in quest’ estate bollente grazie ai A Great Pile of Leaves. La band di Brooklyn infatti con il suo nuovo disco “Pono” ci regala un delizioso ascolto emo/math come pochi ne abbiamo ascoltati ultimamente. Per chi non la conoscesse la band nasce nel 2007 inizialmente formata da Pete Weiland e Tyler Soucy. Fin da subito le loro coordinate sono un indie-rock anni ’90. Successivamente il duo diventa un power-trio grazie all’ingresso di Tucker Yaro che porterà alla scrittura e alla composizione del primo disco “Have You Seen My PrefrontalCortex?” uscito in digitale nel 2010. Dopo il successo del primo disco nel 2013 il gruppo firma per la Topshelf Records, assoluto sinonimo di qualità ed etichetta riconosciuta come una delle migliori nel genere, per l’uscita del secondo LP “You’re Always On My Mind”. Il disco esordisce nella classifica di Billabord e riceve fin da subito ottime recensioni dalla critica specializzata. Questo terzo disco è stato registrato principalmente in casa, senza fretta e con i ritmi pacati che piacciono ai componenti della band. “Pono” esce infatti otto anni dopo il precedente album e il suo percorso lento e tranquillo emerge dall’ascolto, trasmettendo a chi ne fruisce una sensazione di appagamento e di relax. I dieci brani scorrono via veloce, uno dopo l’altro, grazie a degli arrangiamenti ben curati e a delle melodie soffici e accoglienti. Il disco è appena uscito in digitale su tutte le piattaforme ma è già in preorder sul sito di Topshelf che ne propone una seconda ristampa. La prima è volata via, non fatevi scappare anche questa. Vogliatevi bene, ascoltate gli A Great Pile of Leaves, aggiungete “Pono” alla vostra collezione.

 

Tracklist:

1)      Yesterday’s Clothes

2)      Hit Reset

3)      Beat Up Shoes

4)      Waiting for Your Love

5)      Halloween

6)      Kitchen Concert

7)      Swimmer

8)      Water Cycle

9)      Writing Untensils

10)   Simple Pleasures


giovedì 29 luglio 2021

Retarded – Goes Louder

 

Ristampa di lusso per la Bad Man Records che ci ripropone in vinile l’ultimo disco registrato in studio dai Retarded e uscito precedentemente in CD nel 2007 per la Insubordination Records. “Goes Louder”. Esce nella versione color nero o nella bellissima color giallo che ben figurerà sul piatto del vostro giradischi. Rispetto all’originale questa edizione vanta due tracce in più. L’album è una mina punk rock che ti esplode dritta in faccia. Pezzi veloci, essenziali, tre accordi e via.  I vecchi fan come me, sanno di cosa parlo. Per tutti gli altri consiglio di recuperare tutta la discografia della band tra mercatini di vinili e negozi di dischi specializzati. I Retarded in attività dal 1998 al 2007, sono uno di quei gruppi  che hanno fatto la storia del genere nel nostro Bel Paese e in una collezione di dischi che si rispetti un loro album, split, ep o 7” non può mancare. Ricordo ancora come se fosse ieri che durante i primi anni del liceo, in una gita milanese presso Zabriskie trovai il loro primo e omonimo disco. Fu una folgorazione, me ne innamorai già dalla copertina e una volta arrivato a casa non facevo altro che ascoltarlo. Da allora sono entrati nella mia top 5 dei gruppi italiani preferiti. Riuscii a vederli dal vivo solo durante la loro reunion al Punk Rock Raduno del 2017, ma questa è un’altra storia. Non fate gli gnorri e recuperate questo disco!

 

Tracklist:

Side A

1) Staying Alive

2) The Monkey

3) High Heels Short Skirt

4) Gambling On Rock

5) Got her In My Brain

6) Faster and Faster (Time Is Running Out)

 

Side B:

1) Gasoline

2) Don't Wanna Be With You

3) You Gotta Hear Me

4) Reaction

5) Standing At The Party Without You

6) I Won't Give Up

7) Bye Bye Baby (bonus track, previously release on Gambling on Rock 7")

8) Sick On You (bonus track, originally performed by The Boys)


lunedì 19 luglio 2021

Bennett - II

 

I Bennett sono un bellissimo pugno nella ghigna quando meno te lo aspetti, sono un panzer che macina metri senza mai fermarsi e ti si schianta contro, sono la band di cui hai bisogno. II è il loro secondo disco, uscito dopo il precedente omonimo e strabiliante album del 2017. Il quartetto arriva dalla Toscana ed è formato da veterani della scena hardcore italiana che anche con questo lavoro confermano la propria efficacia quando si tratta di pestare forte e trasmettere emozioni. Già, perché oltre alle pacche e alle frequenze basse che ti spaccano da dentro, c’è una voglia di stare bene intrinseca a questa band come solo in poche altre si può sentire. La voglia di urlare e di suonare sempre più forte ci porta a uno stato di salute di impagabile armonia. I Bennett sono la vostra medicina, ascoltate i loro dischi e starete meglio. Le coordinate sono un post hardcore cantato e urlato con il cuore, arrangiamenti pensati e ritmi cadenzati che non vi lasceranno scampo. Il disco è uscito in una bellissima versione color mostarda ed è fuori per To Lose La Track, Sonatine Produzioni, Smelly Cat Records e Dingleberry Records. Munitevi di pettine perché verrete spettinati.

 

Tracklist

Side A

1)      Distant

2)      The Season

3)      Go Get Fucked Montemurlo

4)      All Right

Side B

5)      Red H(V)elm(v)et

6)      Hurricane

7)      Deny

8)      Hug(hes) Me


martedì 6 aprile 2021

Goin’ Places – Save The World

 

I Goin' Places hanno appena superato il traguardo dei vent’anni anni di carriera e per festeggiarlo lo fanno alla grande con l’uscita del nuovo disco “Save The World”. Nei loro dischi precedenti hanno lavorato con i mostri sacri del punk-rock, come Mass Giorgini (Sonic Iguana Studios) e Daniel Rey (Ramones, Misfits), mentre questa volta hanno voluto fare le cose in famiglia affidando la produzione al loro cantante chitarrista Richie Holes. Completano la formazione Victor batteria e cori insieme a Frank al basso. L'album di 16 tracce che ne risulta continua con la tradizione della band di fare sempre un passo avanti attraverso i propri dischi, senza dimenticare però le proprie radici. I ganci ben piazzati ci sono ancora e si sentono, le armonie sono sicuramente ancora lì ma le canzoni mostrano segni di crescita rispetto i dischi precedenti. Non troppa crescita però, state tranquilli, questi sono ancora gli stessi tre ragazzi che si sono diplomati alla Screeching Weasel High School sotto l'occhio vigile del preside Joe Queer.  "Save The World" ha un po ' di tutto ciò per cui la band è conosciuta. Se sei un fan del loro primo materiale ti consiglio la bellissima "Cell Phone Girl", ma se sei curioso di sapere come suona quando la generazione Dookie cresce, ascolta canzoni come "Recover" e "Message In a Dream". Il disco è fuori in vinile grazie a Mom's Basement Records (USA), mentre per gli amici della cassettina segnalo che ne è uscita un’edizione limitata per la Memorable But Not Honorable (USA). Come dice questa fantastica band di Staten Island, "Oggi il seminterrato, domani il mondo". I riferimenti penso che gli abbiate capiti, ovvero i primi dischi dei Green Day, i Queers e il catalogo della Lookout Records degli anni ’90, quindi aiutate questi ragazzi ad uscire dalla loro cantina per la conquista del mondo!

 

Tracklist:

1)      Save The World

2)      4:04

3)      I Don’t Know

4)      This Song Is Not About A Girl

5)      Listen To My Love Song

6)      Across The Room

7)      Lie

8)      Another Blackout Night

9)      Live Those Times

10)   And I Want You

11)   I’m Gonna Steal Your Girlfriend

12)   Cell Phone Girl

13)   Time To Kill

14)   Message In A Dream

15)   The End?

16)   Recover


domenica 21 marzo 2021

Screeching Weasel - Some Freaks of Atavism

 

Gli Screeching Weasel tornano con questo disco “Some Freaks of Atavism”, sulla scia del bellissimo album “FirstWorld Manifesto” e dell’EP Carnival of Schadenfreude” usciti entrambi nel 2011. “Baby Fat : Act 1” del 2015 forse è meglio non considerarlo troppo.  Fortunatamente la grinta di Ben Weasel soci è sempre la stessa, punk rock suonato come si deve, melodie strappa mutande e un ritmo che non ti lascia un attimo di respiro. Non è un caso che la band di Chicago è un punto di riferimento assoluto, fin dal 1987 anno di uscita del primo e straordinario disco omonimo. Questo disco con “She Ain’t Your Baby” parte subito con il piede giusto e ci fa capire la direzione che prenderà. La scaletta dei pezzi scorre via veloce con i coretti messi al posto giusto, le tastierine bubblegum che tanto adoriamo e gli assoli messi dove servono. Nella splendida ballad “Losing in my Mind” troviamo la partecipazione alla voce del cantante degli MXPX Mike Herrera, mentre in “Turn It Around” quella di Josie Cotton veterana cantautrice statunitense. C’è anche un pezzo che strizza l’occhio a sonorità un po’ swing come “Problematic”, mentre la strofa di “Brain in a Jar” ci rimane appiccicata in testa come una cicca da masticare per parecchio tempo. La voce inconfondibile di Ben è il valore aggiunto di un disco che ci piace e che ascoltiamo con piacere. “Settle In” e “Bleed Through Me” che chiude l’album, sono in assoluto i miei pezzi preferiti perché rappresentano appieno lo spirito degli Screeching Weasel e il loro unico e travolgente sound. Il disco in vinile in Europa è fuori per Striped Records mentre negli USA per la Recess Records.

 

 

Tracklist:


Lato A
1) She Ain’t Your Baby
2) Back of Your Head
3) God Help Us
4) To Hell With You
5) Settle In
6) Not Even Close
7) Losing My Mind

Lato B
1)Never Been In Love
2) Turn It Around
3) Crying Shame
4) Brain in a Jar
5) Dead by Dawn
6) Problematic
7) Bleed Through Me


sabato 20 marzo 2021

The Queers – Save the World

 

Grazie Joe King, fortuna che ci sei tu e che ci regali questo disco, ne avevamo davvero bisogno. Dieci anni che lo stavamo aspettando. Un po’ di spensieratezza, senza prendersi troppo sul serio, rimanendo sempre se fedeli a se stessi, cantando e suonando ancora come vent’anni fa. Fanculo a tutti e soprattutto fanculo al tempo che scorre. “Save the World”, il nuovo disco dei Queers suona come un disco uscito a fine anni novanta e questo ci gasa un casino, ma la cosa che ci piace ancora di più è la stessa energia e la stessa passione che Joe ci ha messo nella sua realizzazione. Attitudine da vendere, puttanelle. Prendete i Beach Boys e mischiateli ai Ramones, cosa ottenete? I Queers naturalmente, un mix di energia e melodia, testi graffianti e una voce unica nel suo genere. La scuola punk rock da cui andare a lezione e da cui prendere sempre esempio. Dal 1990 il nostro gruppo preferito. Sicuramente con questo disco i Queers non salveranno il mondo ma salveranno l’umore dei loro ascoltatori. Fatevi un piacere, ascoltate questo disco e amate i Queers, le vostre endorfine ne gioveranno. In Europa il disco in vinile è fuori per Striped Records, la prima stampa è già andata esaurita, non fatevi scappare anche la seconda!

 

Tracklist

Side A
1) Attack of the 5 ft bitch
2) Shirley needs a dildo
3) Shit for brains
4) My heart’s in the right place
5) Cheeto in a speedo eating a burrito
6) Young dumb and into Iron Maiden
7) Fanculo a tutti
8) If i had a girl like you

Side B
9) Hong fucking kong
10)White power feud in Atlanta
11) Bubblegum girl
12) Let the rain wash away my tears
13) Leave that girl alone
14) Nightmare to deal with
15) We love our fans


domenica 29 novembre 2020

The Manges - Punk Rock Addio

 

I Manges, ovvero la migliore punk rock band della galassia torna con un disco nuovo di zecca dall’enigmatico titolo “Punk Rock Addio”, anticipato dal singolo su 7” Endless Detention /Ramones At Lollapalooza. A sei anni di distanza dal precedente album “All is well”, questo nuovo disco, prodotto da Danilo Silvestri e Lorenzo Moretti dei Giuda segna un ritorno alle origini rispetto alle ultime uscite. Per darvi delle coordinate le sonorità delle canzoni sono molto più simili a “The Manges Go Down”, disco straordinario della band spezzina uscito nel 2006. Questo nuovo quinto studio album è il disco più atteso della band, sicuramente il più maturo e quello che rappresenta al meglio i ventisette anni di storia di questa band culto che vanta fan in tutto il globo. Dodici tracce, una più bella dell’altra che filano via veloci accompagnando l’ascoltatore nel mondo Manges, fatto di avventure straordinarie o storie di dipendenze ambientate tra il Vietnam, la Nord Corea e la disperazione della domenica pomeriggio, in un immaginario che ha come protagonisti paninari anni ‘80, Dee Dee Ramone, il Stg. Mouse o i nostri peggiori incubi. La vera forza dei testi dei Manges è che in queste pazze storie ci possiamo ritrovare tutti quanti come protagonisti all’interno di un fumetto. Il mio pezzo preferito tra tutti è la cover di “Take It On The Chin”, struggente brano di William Elliott Whitmore appartenente alla cultura country folk nord americana, qui magistralmente rivisitato e valorizzato dai Manges. In conclusione del disco troviamo anche “Off My Tree” scritta da CJ Ramone e magistralmente suonata dai nostri che ben sanno come indossare la giacca di pelle ereditata dai quattro fratellini di Forest Hills. Eredità ed attitudine.

 

Tracklist:

Side A

1. Next To Zero
2. Vietnam Addio
3. Endless Detention
4. Paninaro
5. Ice Capades
6. Chinese Dragons

 

Side B
7. Viper Room
8. Tootsie Rolls
9. North Korea
10. Take It On The Chin
11. L.E.N.D.O.R.M.I.N.
12. Off My Tree


domenica 28 gennaio 2018

Verme – (RIP)


I Verme sono uno di quei gruppi che appartengono alla leggenda, un po’ come Falkor il FortunaDrago della Storia Infinita o come il caschetto arrogante di Fantaghirò. Quelle cose li che tutti conoscono e che tutti amano alla follia. Nati nel 2009 e morti la notte del 22/12/2012 in un concerto epico al Lo Fi di Milano, sono stati e saranno per sempre i paladini indiscussi dell’emo in Italia e per tutti gli appassionati e amanti del genere. Giacomo, Tommaso, Jacopo, Viole nel corso dei loro anni come Verme, ci hanno deliziati con alcune uscite ormai introvabili e rarissime. In ordine cronologico ricordiamo “Un verme resta un verme” (audiocasetta – 2010), “Vai verme vai” (audiocassetta – 2010), “Bad verme” (7” – 2011), “Vermica” (raccolta in cd delle precedenti uscite – 2011) e lo Splittone Paura (LP – 2012). Tutti dischi già sold-out da tempo. Ora grazie a un vero feticista dei dischi (come noi e tanti di voi immagino!), il buon Luca Benni di To Lose La Track, finalmente esce (RIP) la discografia completa dei Verme su vinile. Le bellissime stampe che accompagnano l’uscita sono invece a cura di Legno e alle grafiche di Jacopo e di Tommaso. Le fototessere che vi troverete all’interno sono del 2012 e il disco è uscito in edizione limitata a 300 copie. Fatelo vostro, mettetelo sul giradischi, abbassate la puntina e cantate a squarciagola come se non ci fosse un domani che tanto…”questo posto fa cagare”.


Tracklist:

Side A
A1 La Semplicità Della Montagna
A2 La Complessità Del Mare
A3 Piombo
A4 Ossimoro
A5 Coglione
A6 Figlio

Side B
B1 Gatto Gatto Gatto
B2 Risse Risse Risse
B3 Va Tutto Malone
B4 Va Tutto Marchette
B5 L'Inutilità Del Panorama
B6 Lo Squallore Del Tonno

venerdì 2 giugno 2017

The Travoltas – Until We Hit The Shore

I Travoltas sono tornati e lo fanno alla grande con questo disco che ci piace un sacco. Dieci pezzi straordinari, tra inediti e cover fatte come si deve, nel classico stile che ormai caratterizza questa fantastica e mitica band olandese.
Attiva dal 1990 la band che meglio di chiunque altra è riuscita a coniugare il punk-rock a melodie più pop e surfeggianti è tornata in pista con questo “Until We Hit The Shore”. Un album che aspettavamo tutti quanti da quando la band si è fermata nel 2006. Le canzoni che lo compongono scorrono veloci una via l’altra che appena finiscono ci fiondiamo a cambiare lato del disco e ad abbassare la puntina del giradischi. Melodie pop, ritmi serrati, riff di chitarra pungenti, arrangiamenti super curati e dei coretti da far invidia ai migliori Beach Boys fanno di queste canzoni una goduria per le nostre orecchie. Queste canzoni ti rimangono appiccicate in testa già dal primo ascolto e non ti mollano più. Cantatele bene che i Travoltas verranno a suonarle in Italia al prossimo Punk-Rock Raduno vol. 2 che si terrà all’Edonè di Bergamo tra il 13 e il 16 luglio. Compratevi questo disco, imparate i pezzi, segnatevi la data sul calendario e poi ci si vede sotto il palco del Raduno che ci sarà da divertirsi. Questa band ha fatto la storia per tutti gli affezzionati del punk-rock e tutti i fratellini dei Ramones. Tanti bei dischi in attivo tra LP, split e 7” fanno dei Travoltas una delle band più apprezzate ed amate del genere. “Until We Hit The Shore” è uscito in vinile per la White Russian Records e lo potete trovare anche su Striped Music. Fate vostro questo disco, con loro è davvero arrivata l’estate.
Gabba gabba hey!


Side A
1)    Ain’t That Enough
2)    Tokyo
3)    Dying To Do That With You
4)    Sugar Thing
5)    Great Expectations

Side B
1)    Until We Hit The Shore
2)    In This Room
3)    My Back Pages
4)    Better Days
5)    This Can’t Be Goodbye

domenica 15 marzo 2015

Cowbell- Beat Stampede/Skeleton Soul


Ieri sera per caso me ne vado in un noto locale "che fa suonare" in quel di Piacenza e m'imbatto in una band, o meglio in un power duo che si chiama Cowbell proveniente da Londra. Londra est per l'esattezza. E le mie orecchie s'innamorano subito. Il cantante al microfono dice: oggi è il 22 show di fila che teniamo in giro per l' Europa...

I due che portano i nomi di Jack Sandham e Wednesday Lyle, formano i Cowbell nel 2009 e d'allora rilasciano tre singoli in 7" in diciotto mesi, dopo di che firmano con la Damage Goods nel 2012 ed incidono per essa due dischi: Beat Stampede (2012) e l'ultimo Skeleton Soul (2014)-dei quali vi parlerò qui in breve- Il resto dovrete, se interessati, scoprirlo voi stessi con le vostre orecchie.

Cosa propone il duo in questione? 
Garage/soul/ROCK & ROLL, che non nasconde le sue influenze da un lato americane (Stax, Motown per citarne alcuni) e dell'altro il tocco, manco a dirlo, British degli anni sessanta (The Small Faces, The Kinks, The Zombies)
Niente di originale, sia chiaro (ora cosa lo è? se riuscite spiegatemelo voi) Suonano per divertire, divertirsi come è giusto che sia. Niente fronzoli e tessiture armonica di chissà quale complicanza.
Canzoni dirette (di solito 2 minuti) che fanno battere il piedino a tempo e ti fanno ballare.

Il debutto su LP



 Beat Stampede è un misto di sonorità blues e country, grazie all'utilizzo della tecnica Slide Guitar ed al finger picking da parte del cantante/chitarrista Jack. Che prima ci delizia con un Delta Blues in "All in good Time" e poi via di slide in "Tallulah" primo singolo estratto dal disco ne è la prova del loro talento. Nella track list ci si imbatte anche in due canzoni Honky Tonk garage blues cantate dalla batterista Wednesday "Love got me down" e "Castle walls". Un ottimo debutto per loro.

Tracklist:

Side A

  1. Tallulah
  2. Hanging by a thread
  3. Never Satisfied
  4. Love got me down
  5. Mississippi
Side B

  1. Scratch my back
  2. Bills
  3. Castle walls
  4. Oh girl
  5. All in a good time



Due anni  dopo rilasciano Skeleton Soul



il sound matura- come è giusto che sia- reduci anche da visite negli Stati Uniti, dall'interesse della BBC. Il duo inserisce in questo disco il suono psichedelico di un organo e le vibrazioni soul del sassofono. Potrete ascoltare queste sonorità soprattutto in "She's all over you", molto bello anche il video, e nella funkeggiante "Dirt". Senza dimenticare le atmosfere dell'esordio "Shake the blues" ne è un ottimo esempio.

Tracklist:

Side A:

  1. Cry wolf
  2. She's all over you
  3. Oh Yolande
  4. Baby it's you love
  5. Dirt
  6. Heart on the line
Side B

  1. The fear
  2. Darkness in your heart
  3. Shake the blues
  4. Change her ways
  5. Heavy on my mind



Che dire di più? ieri dopo aver assistito al loro live ho preso i  due LP. Registrazione low-fi come piace a me che da il giusto tocco ai brani. Canzoni fatte con anima, sudore e tanta passione. Bravi.

Cowbell
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sabato 7 marzo 2015

And So Your Life Is Ruined - S/T

Gli And So Your Life Is Ruined sono un quartetto emo-core/post-rock di quelli che spaccano. Provenienti dalla ridente Rimini con questo loro primo disco, scaricabile in free download qui, edito per V4VRecords, Voice Of The Unheard (Francia) e Lonely Voyage Records (UK) sono stati in grado di attirare l'attenzione su di sé al primo colpo. Questo bellissimo discone, serigrafato su un lato grazie alle splendide grafihe di Errata Disain è un ascolto piacevole e completo. Nonostante la giovane età i quattro ci sanno regalare sei pezzi eterogenei e carichi di svariate sfacettature. Il cantato in italiano completa l'opera con testi semplici ma efficaci che arrivano diretti al punto. Si rimane piacevolmente colpiti dalla musica degli And So Your Life Is Ruined, in grado di spaziare senza troppa difficoltà dall'emo-core a un post-core che in alcuni tratti ricorda gruppi blasonati come Explosions In The Sky. Ascoltate questo disco e andate a vederli dal vivo, non ve ne pentirete. Supportate questo gruppo e amate le loro canzoni.

Tracklist:

1) Berlino
2) Febbraio
3) Cariddi
4) 308 Negra Arroyo Lane
5) Inverno Senza Fuoco
6) Perchè Non Siamo Dove Siete Voi