sabato 4 ottobre 2014

Do Nascimiento – Giorgio

Giorgio è il disco nuovo dei Do Nascimiento, band ligure che da un paio di anni con la continuità del Recoba dei tempi d’oro, suona in giro e sforna dischi ogni tanto.
Giorgio è il secondo disco della band, uscito dopo anni di sbattimenti, di registrazioni e di gente che va e che viene dall’estero. Di concerti in giro i ragazzi non ne fanno tanti, ma se avete l’occasione vi raccomando di non perderli. Se suonano in posto senza palco, tanto meglio. Vi troverete Amedeo di fianco a cantare e urlare con voi. Il loro spirito è quello giusto, di chi si diverte e vuol far festa assieme. Questa è la cosa più importante, questo è quello che conta.
Ecco, proprio questo trovate all’interno di Giorgio. Vita. Quella vera, quella che vi fa star bene e capita anche a voi. Tra alti e bassi, momenti felici e momenti da cancellare. Tutto fa esperienza. Tutto quanto è vita. Che dite?
Si, Giorgio è proprio questo. Vita vissuta, cantata e suonata col cuore. Con il sudore di chi sa che ogni momento è unico e non va mai dimenticato. Ogni attimo ti scolpisce e va segnato “…in un giugno che pareva non avesse più niente da dire e invece continua a gasare”. Il tempo scorre e i Do Nascimiento lo hanno capito bene “ma noi saremo ancora qui, insieme a te al bar dell’angolo” perché la voglia di rimanere assieme e suonare è quella che ti fa andare avanti. Chi suona lo sa. Le canzoni servono anche a questo. Fissare li nero su bianco, momenti, emozioni, persone e posti che poi potrai riascoltare abbassando la puntina del giradischi. E per fortuna che i ragazzi della Flying Kids hanno insistito e coccolato come una madre i nostri, altrimenti Giorgio rimaneva nel cassetto. E che peccato che sarebbe stato.
Quindi comprate anche voi una copia di questo disco, perché qui se lo meritano davvero tutti un abbraccio e il vostro supporto. E poi sul lato B trovate Lampino, ma questa è un’altra storia…
Ah, la volete sentire? Lampino contiene qualche pezzo che magari avete già sentito. Tipo i sei pezzi che ci sono nella prima cassettina omonima della band, i due pezzi che ci sono nello Splittone Paura e “I fanti non piangono”, cover di “Boys don’t cry” dei Cure, che trovate nella cassetta di This Is Not A Love Song 01. Il tutto remixato e rimasterizzato, almeno i pezzi che i ragazzi sono riusciti a ritrovare.
Quindi non fate i buzzurri e prendetene anche voi una copia, che poi sono solo 200. Giorgio e Lampino vi faranno compagnia.

Giorgio
1)    Vecchio
2)    Estate
3)    Chitarra
4)    Fiato
5)    Baracchetta
6)    Chiromante

Lampino
1)    Bicicletta
2)    Cucchiaino
3)    Rasoio
4)    Ventilatore
5)    Materasso
6)    Megafono
7)    Amplificatore
8)    Tombino
9)    I fanti non piangono

sabato 20 settembre 2014

La Rennes du garage

Spulciando tra gli scaffali di un negozietto di dischi a Rennes, durante il mio viaggio tra Bretagna e Normandia la scorsa settimana, trovo per caso questo 45 giri che subito attrae la mia attenzione. Il titolo dice tutto “La Rennes du garage” e la grafica fa il resto. Chiedo conferma al commesso nel mio francese tiratissimo che sia un 7” di gruppi locali e il disco è mio. Quattro gruppi, due per lato, un pezzo a testa come nelle migliori tradizioni. L’unione fa la forza, questo è il segreto e lo sanno anche a Rennes in Bretagna.
Nel primo lato troviamo i BlackJack Davy e i Rigg che sparano a mille con il loro punk strafatto di rock’n’roll due perle mozzafiato. Rifettoni danzerecci per le peggiore bettole della zona dove poter far casino fino a tardi. Questo è lo spirito. Questo è quello che ci piace.
Ad aprire il secondo lato del disco ci pensano i Bikini Gorge che suonano riverberati più che mai continuando così le nostre danze scatenate in un turbine di rock’n’roll e fumi di alcol. A chiudere degnamente ci pensano i Kaviar Special che con la loro scanzonata “Pope of the pop” ci fanno battere veloce il piedino, alzare l’indice e cantare in coro aspettano il nuovo giorno che arriverà, in questa bettola di città.
Il disco non riporta contatti, mail, siti internet di riferimento, né l’anno di uscita e si capisce che il tutto è rigorosamente DIY. Degne di dona assolutamente le grafiche che con dei disegni strepitosi impacchettano bene il dischetto. La morale di questa storia strampalata è che quando si va in giro, fermatevi nei negozi di dischi che incontrate per strada e chiedete musica locale. Tornerete a casa felici.
Comunque la storia non è finita perché su SNAFU trovate la seconda parte. Continuate a leggere…


01)  BlackJack Davy – Get a job
02)  Rigg – Come or die
03)  Bikini Gorge – Make up your mind
04)  Kaviar Special – Pope of the pope


sabato 6 settembre 2014

L’Amo – Niente (è un bel pensiero da mettere tra le gambe alle ragazze)


I L’Amo sono Alessio, Domenico e Federico. Sotto il loro palco poi c’è sempre Mario, il quarto Amo. Sono tutti di Napoli e scrivono canzoni bellissime. Mario poi da sotto il palco urla sempre e fa partire il pogo.
Se parli con Alessio, Mario e gli altri capisci quanto la musica e l’autoproduzione sia importante per loro. La voglia di fare, scrivere, suonare, sbattersi, organizzare concerti e coinvolgere persone. Il punk e il DIY prima di tutto. Con la loro città nel cuore. Perché “Barcellona è ok, ma non è Napoli”. Alla fine di una serata passata con loro a chiacchierare torni a casa con qualcosa di più e questa cosa poi col tempo te la porti dentro. Ti danno una carica che pochi altri ti possono trasmettere. La stessa carica che ti da questo disco. Vinilone nero che ti regala dieci canzoni tutte su un lato e sull’altro un cuore gigante con due tette grandi così. Come dire “e se a qualcuno occorresse un cuore lo fabbricheremo io e te a Bagnoli”.
Perché Niente (è un bel pensiero da mettere tra le gambe alle ragazze) è un disco che parla d’amore. Come quelli di una volta. Amore immenso, totale e totalizzante nel bene e nel male. Perché in fondo ne siamo tutti sommersi. Siamo solo dei marinai che ne carcano di stare a galla e trovare la rotta giusta. Come dice Alessio “ci vuol talento a dirsi addio a metà di questo viaggio”. Quindi è meglio continuare, ostinati e “camminare, prova e vedrai, non mi basterai”.
Questo è proprio un disco che non basta mai, perché dopo il primo ascolto farete ripartire la puntina daccapo. Solco dopo solco vi entrerà dentro. Lasciatevi ferire.
Comunque questo disco è uscito l’anno scorso per Fallo Dischi, V4V Records, To Lose La Track e Lafine. Si, lo so è passato un po’ di tempo ma ve ne volevo parlare da altrettanto perché questi ragazzi meritano davvero e queste righe sono state solo un pretesto per parlare di loro.

Tracklist:
1)    Bagnoli
2)    Marinai
3)    E’ amore dalla terza in poi
4)    Luca Grieco è solo indeciso
5)    Nessun rimorso solo rimpianti
6)    Stupida
7)    La macchina da guerra
8)    Silvio e Veronica
9)    Anna
10) Ubriaca

venerdì 22 agosto 2014

Gazebo Penguins / Johnny Mox – Santa Massenza

Santa Massenza è un piccolo lago di montagna in Trentino, sulle sue colline si coltivano vigneti e tutt’intorno a sé ha sviluppato un importante distretto di distillerie. Da qui nascono vini e grappe davvero notevoli.
Il lago si trova nei comuni di Vezzano e di Padergnone in provincia di Trento ed è nato dall’erosione glaciale migliaia di anni fà.  Da qui nascono storie di vita vera.
Da qui il nome per lo split tra Gezebo Penguins e JohnnyMox, gente che suona pesante, proprio come la vita su in montagna.
Un lato per gruppo, due pezzi a testa, proprio come nelle migliori tradizioni. Sembra Natale. Già perché appena apri la bustina che contiene il vinile, ti accorgi che c’è qualcosa in più e tu sei già felice. Non sono solo i racconti scritti da Capra e da Johnny Mox che accompagnano le canzoni, è qualcosa di più. E’ lo spirito di questo disco.
Lo senti perché pervade ogni cosa, dalle musiche ai testi, dalle grafiche alla narrativa, tutto è accompagnato dallo stesso spirito. Sta poi all’ascoltatore definirlo e darne un proprio significato. In questo spirito ognuno di noi vi ci può ritrovare qualcosa o semplicemente rivedere una parte di sé. Imparare ad ascoltare e ad ascoltarci, questo forse sembra essere lo sforzo più difficile che Santa Massenza ci chiede. Rimanere in silenzio non porterà a niente. Devi buttare fuori tutto, fissare su carta, pestare forte l’uva sotto i tuoi piedi o suonare il tuo strumento come se non ci fosse un domani.
Così hanno fatto i Gazebo Penguins e Johnny Mox. Hanno guardato dentro di sé fissando negli occhi le loro paure più forti e ne hanno fatto un disco.
Un disco, Santa Massenza, che suona da paura come i ricordi che il tuo superio cerca di nascondere e grosso come quando viene giù a piovere quando sei in montagna. 
Alla fine dell’ascolto, questo è un disco che ti lascia un po’ estraniato, quasi spaventato. Tranquillo, qualcosa si è aperto dentro di te, proprio come l’erosione di migliaia di anni fà. Ora sei davvero pronto a guardarci dentro, non aver paura.
Santa Massenza è prodotto da To Lose La Track e da Woodworm ed è scaricabile qui.

Tracklist:

[A01] Gazebo Penguins – Riposa in piedi
[A02] Gazebo Penguins – Aspetteremo
[B01] Jhonny Mox – Hollow prayers
[B02] Jhonny Mox – Oh Reverend

giovedì 21 agosto 2014

Manges – All is well


All is well è il settimo LP dei Manges, tra dischi in studio, live e raccolte. I Manges sono il migliore gruppo punk-rock al mondo e il mio gruppo preferito. Bene, adesso la mia recensione potrebbe anche finire qui. E invece no, perchè ho voglia di raccontarvi come questo vinilone bianco appena cominci a suonare vi farà stare bene. Muoverete testa e piedino su e giù come se non ci fosse un domani. I ritornelli vi rimarranno appiccicati in testa in men che non si dica e i pezzi del disco vi voleranno via veloci uno dopo l’altro. L’unica cosa che poi vorrete fare sarà quella di cambiare lato e tirare ancora giù la puntina del giradischi per ricominciare daccapo. Mamma mia come suona bene sto dico e vaffa a che ne dice della produzione. Suona bene. Punto. E poi alla produzione c’è un signore come Hervè Peroncini, mica balle. I Manges si confermano ancora una volta, come se ce ne fosse davvero bisogno, i migliori e questo disco ne è la conferma.
Tutti i brani sono suonati veloci e precisi, puliti e senza sbavature, potenti ma bubblegum al tempo stesso. Ascoltando questo disco vi accorgerete che i Ramones vibrano nell’aria intorno a voi.
Nota di merito per la strumentale Topolinia e per il gran finale di Lone Commando. “We know he’s bound to sit on the electric chair ALL IS WELL”.
Il disco è stampato per il mercato europeo da Monster Zero e da It’s Alive Records per quello USA. Qualità ed esperienza. Non fate gli gnorri, compratelo!
Lunga vita ai Manges.

Tracklist:

Sidea A
1)    Crocodile in my head
2)    My Bad
3)    Plan Honolulu
4)    Love is a disease
5)    Panic at the ice rink
6)    Don’t screw un the formula

Side B
1)    Don’t bet on me
2)    I tried to die young
3)    Topolinia
4)    Secret agent super dragon
5)    I just wanna make you gry
6)    Lone Commando (all is well)

martedì 19 agosto 2014

Lantern – Diavoleria

Diavoleria è la seconda e ultima uscita dei giovanissimi Lantern, uscita dopo il precedente album di esordio Noicomete del 2012.  I Lantern sono un gruppo di Rimini da tenere sotto stretta osservazione per le potenzialità e lo spitirito che ci mettono nel suonare, sia su disco che dal vivo, vista la loro giovane età e la bravura innegabile. Questo disco, uscito a inizio anno, contiene otto pezzi che suonano da paura, in una maniera corale come solo pochi altri sanno fare.
Post-hardcore, screamo e punk sono le coordinate se proprio ne avete bisogno.
Daniele, Sergio, Luca, Marco e Michael ci sanno regalare arrangiamenti impeccabili, un cantato in italiano mai banale che alterna parti urlate e veloci a parti più lente e melodiche, chitarroni imponenti miscelati a una parte ritimica precisissima e potentissima. 
Le canzoni di Diavoleria suonano liscie una in fila all’altra trasportando l’ascoltatore in “…case senza finestre, le stesse dove avevamo bussato tante volte.”
Un disco che dura solo un lato, così non devi neanche fare lo sbatti di doverlo girare nel giradischi. Il collante di tutto il disco sono i testi delle canzoni che ci portano in una dimensione altra, dove passato presente e futuro si ritrovano sullo stesso livello. O forse non c’è più nessun livello? Starà poi a noi che ascoltiamo, saper rimettere i pezzi in ordine per non rimanervi intrappolati dentro. Le emozioni scorrono veloci ascoltando questo disco e la musica le accompagna fuori in maniera fragorosa. Diavoleria vi aiuterà nel cammino. Prendete carta e penna, fissate nero su bianco quali e quante emozioni vi tirerà fuori. Poi vedete voi cosa farne. Paul Auster e i Lantern avranno già fatto un buon lavoro per voi.
Il disco è uscito per V4V, Flyng Kids Records, Fallo Dischi e potete scaricarlo qui.

Tracklist:
1)    Inferno a rotta di collo
2)    Il segreto delle ragazze
3)    Bleck macigno
4)    Mucchio di ossa Copperpot
5)    Antonio
6)    Siberia
7)    L’invincibile S50
8)    Profeta
 

lunedì 18 agosto 2014

Marnero – il Sopravvissuto

“Da bimbetto sognavo di fare il pirata. Ora che sono un pirata il mio sogno è di fare il bimbetto…”

Sono mesi che voglio scrivere di questo disco. Già, perché “il Sopravvissuto” dei Marnero è uscito a metà dell’anno passato, ma sotto la puntina del mio giradischi è già passato un mucchio di volte. La pigrizia della scrittura per la tastiera ha fatto il resto, come sempre accade per le recensioni di questo blog.
Questo comunque mi è sembrato il periodo dell’anno più azzeccato, per condividere con voi un disco che parla di un viaggio, di mari, di porti e di cambiamenti.
Penso che adesso che siete tornati dalle ferie e vi siete riposati, siete davvero pronti per questo disco.
Lasciate a casa le vostre valigie grandi, le creme solari, le infradito e i costumini fashion; questo sarà un viaggio faticoso lungo rotte irreparabili dove imparerete a conoscervi meglio e se ce la farete sarete anche voi dei sopravvissuti.
Le musiche dei Marnero sono potenti come i cavalloni del mare quando è grosso e i loro testi sono pungenti come il grecale che spira da nord-est sulla vostra faccia fredda. Dovete essere pronti a tutto, perché neanche le sirene qui saranno dalla vostra.
Cari pirati, o presunti tali, imparate a memoria la lezione e salpate con i Marnero: “Il demone è figlio di luna calante. Il tempo è l’oceano, e io il navigante”.
Ascoltate questo disco e imparatelo come un mantra. Lasciatevi cullare dalle onde del mare e seguite la voce del capitano se volete arrivare al prossimo porto sani e salvi. Le insidie si nascondono dietro l’angolo ma “… la rotta è proprio questa sotto i piedi l’abisso, la schiuma negli occhi e il caos sopra la testa. Che cosa ci resta?”.
Ci resta un disco straordinario e completo (come dicono quelli che ne sanno). Un disco che davvero è un viaggio di formazione e di cambiamento. Spero solo per voi che non soffriate di mal di mare, perché qui i chitarroni e la linea di basso vi possono far brutti scherzi davvero. Qui si sente il miglior hardcore di scuola italiana. Musica potente e precisa, testi in italiano cantati come Poseidone comanda alternando sapientemente urla a linee vocali più melodiche. Gli arrangiamenti che vedono la presenza di viola e violino più dei cori ancestrali, rendono questa produzione una delle migliori degli ultimi anni nel panorama della musica indipendente italiana.
Finalmente “non c’è nessuna paura in questa notte senza luna”.
L’esperienza dei Marnero (ex Laghetto) da Bologna dopo i loro precedenti due dischi qui si fa sentire tutta ed è una goduria per le nostre orecchie da corsari del vinile.
Se non siete scemi ve lo scaricate gratis da marnero.bandcamp.com e se non lo siete del tutto ve lo comprate perché le grafiche e il packaging del vinile, dove trovate tutti i testi divisi in quattro cartoline come ognuno dei quadranti che compongono il filone narrativo del disco, sono qualcosa di spettacolare a cura di garadinervi.com
Il Sopravvissuto è stampato da una flotta variegata di etichette: Sangue Dischi, V4V Records, Fallo Dischi, Escape from Today, To Lose La Track, Dischi Bervisti e Mothership. Compratelo e supportate la musica indipendente italiana. Forza pirati!
“Dopo il primo passo oltre la prima soglia tutto è già dietro di miglia”.


Tracklist:

il Sopravvissuto Quadrante I
-       come se non ci fosse un domani
-       (come infatti non c’è)

il Sopravvissuto Quadrante II
-       non sono più il ghepardo di una volta
-       (che non sono mai stato)

il Sopravvissuto Quadrante III
-       il porto delle illusioni
-       prologologia

il Sopravvissuto Quadrante IV
-       rotta irreparabile
-       zonguldak