sabato 19 aprile 2014

Record Store Day tutto l'anno!

Oggi è il Record Store Day, oggi è la festa del vinile. In questa importante ricorrenza, noi di 7pollici vogliamo rendere omaggio e farvi conoscere chi ancora in Italia stampa e produce dischi come piace a noi, ovvero rigorosamente in vinile. Sono poche realtà che però lavorano bene, con passione e dedizione, tanto che sono riuscite a costruirsi una piccola fetta di fans e affezionati. Chi compra in vinile, è un ascoltatore attento e preciso, che segue le uscite, va ai concerti e supporta volentieri il lavoro e la fatica che queste piccole realtà italiane portano avanti da tempo, sempre con grande entusiasmo. Andiamo con ordine.


La prima realtà che vi vogliamo presentare è To Lose La Track, attivissima etichetta umbra portata avanti con tanto cuore e qualità da Luca Benni. Il suo catalogo è davvero lungo e c'è né per tutti i gusti. Provare per credere. Tra gli altri vi segnaliamo Gazebo Penguins, Fast Animals and Slow Kids, Il Buio, Minnie's, L'Amo, Chambers, Crash of Rhinos e Caso.


Direttamente da Napoli i ragazzi di Fallo Dischi stampano musica e realizzano concerti per tenere viva la scena musicale della propria città. Ragazzi con il sorriso stampato in faccia sempre, orgogliosi della propria terra e della musica che promuovono. Vi innamorerete facilmente di loro e dei loro gruppi. Provate ad ascoltare il nuovo disco dei Lantern e ci darete retta.


Difensori e paladini dei tre accordi, i ragazzi di One Chord Wonder si sono da pochissimo tempo fatti notare per produzioni interessantissime e gustosissime a suon di punk-rock suonato con i Ramones nel cuore. Tanta passione, copie limitate e ad edizioni speciali rendono i dischi dell'etichetta milanese delle perle rare da avere assolutamente nella propria collezione. 

Etichetta attivissima dal 2009, con più di cinquanta uscite, la Surfin' Ki è una certezza di musica rock'n'roll di qualità ormai da anni. Il buon Carlo si sbatte una cifra producendo e stampando davvero tanto materiale di qualità che in Italia altrimenti non avremmo. Supportatelo, date un ascolto ai suoi dischi e fateci spesa. Non ve ne pentirete. Davvero.


In conclusione vi presentiamo, Striped Punk Rock Shop, non una vera e propria etichetta ma uno shop on-line gestito direttamente da Andrea dei Manges. Qui potete trovare la maggior parte delle uscite più interessanti italiane e straniere per quanto riguarda il punk-rock, pop-punk, rock'n'roll e l'hardore. Dischi, cd, magliette e merch per tutti i gusti e per tutti i vostri desideri. Un bel punto di riferimento. Supportare!

domenica 12 gennaio 2014

One Chord Wonder intervista


7pollici con l'anno nuovo inaugura una nuovissima rubrica dedicata alle etichette che ancora stampano in vinile. La prima etichetta che abbiamo voluto intervistare è la One Chord Wonder e il suo guru Davide Speciani.
Buona lettura!

1) Ciao Davide, presentati ai lettori di 7pollici e raccontaci come è nata l’idea di creare One Chord Wonder e come si è sviluppata nel tempo.

L'idea di avere un'etichetta l'abbiamo sempre avuta da quando ascoltiamo questo tipo di musica e sono quasi vent'anni ormai; parlo al plurale perchè gli onnipotenti despoti della OCW sono due, io ed il Parolone. Dicevo, l'idea dell'etichetta ci ha sempre solleticato il palato, ma la pigrizia e la mancanza di quattrini han fatto sì che il progetto rimanesse tale fino all'inizio 2013 quando, per superare il periodo di crisi che attanaglia l'Italia, abbiamo finalmente deciso di passare all'azione e diventare ricchi. Non è passato neanche un anno, abbiamo fatto uscire 5 dischi della Madonna, ci siamo trasferiti in una villa con piscina e giriamo in limousine.

2) Perché hai scelto di stampare in vinile?

Il vinile è l'unico formato che reputiamo degno della grandiosa musica che produciamo. I cd fanno schifo, c'è poco da dire.

3) Come ti organizzi con la stampa e la distribuzione delle copie dei dischi?

Prendo il merdoso cd con i pezzi del gruppo, lo porto alla fabbrica di vinili, mercanteggio per un'ora col rabbino a capo della suddetta fabbrica, come da copione non riesco a spillargli nemmeno 1 euro di sconto, accetto il preventivo piangendo e torno a casa deluso; dopo due settimane rieccomi alla fabbrica dei vinili, mi incazzo perchè il rabbino ha sbagliato qualcosa, lui mi abbindola con scuse puerili, io ci casco e torno a casa contento con i miei vinilozzi.
Finora abbiamo sempre fatto edizioni limitate a 100/150 copie, proprio per il problema della distribuzione.

Noi riusciamo a fare qualcosina facendo pubblicità sui vari social network, il resto generalmente lo fa la band stessa.

4) Spiegaci come scegli i gruppi da stampare e che rapporto hai con loro.

I gruppi che stampiamo devono avere due requisiti: piacerci e suonare in giro (perchè altrimenti, come detto poco sopra, i dischi ce li teniamo tutti nell'armadio).
I gruppi fondamentalmente ci odiano perchè loro ci mettono il talento e noi diventiamo ricchi alle loro spalle, ma i contratti parlano chiaro! La prossima volta imparate a leggerli bene prima di firmare, stronzi!

5) Chi ti piacerebbe stampare e quali progetti hai per il futuro?

A Parolone sarebbe piaciuto fare un 7” ai Teengenerate in occasione della recente reunion. Ci abbiamo provato, ma abbiamo fallito. Io invece punto al prossimo disco degli Screeching Weasel e sembra procedere tutto bene, stiamo giusto definendo i dettagli, dobbiamo solo capire come allegare al disco un cubetto di ghiaccio senza che si sciolga.

6) Come vedi la realtà delle piccole etichette all’interno del nostro paese e in relazione con Europa e resto del mondo?

La realtà delle piccole etichette italiane credo sia quella della mera sopravvivenza: fare dischi per il piacere di farli, far girare musica che si reputa figa e sperare di andare in pari. La relazione col resto del mondo credo sia quasi inesistente. Comunque non ho capito perchè fai questa domanda a noi che siamo praticamente una major.. vai a intervistare la Bedo Records, loro sì che stanno con l'acqua alla gola.

7) Come ultima curiosità, svela ai lettori di 7pollici qualè stato il primo vinile che hai ascoltato in vita tua e il primo che ti sei comprato.

Il ritardo con cui ti rispondo è dovuto proprio a quest'ultima domanda. Sono due giorni che mi arrovello il cervello, ma non ho raggiunto nessuna certezza. Il primo vinile che ho ascoltato sarà sicuramente qualche 45 giri dei cartoni animati che ai miei tempi si ascoltava nel mangiadischi (quanto vorrei che mia madre non l'avesse buttato): dico lo split “Il Grande Mazinga/Jeeg Robot d'Acciaio”.
Il primo vinile che ho comprato invece è sicuramente un disco punk rock e l'avrò comprato intorno al 95: quindi sparo a caso un “Move back home” dei Queers, perchè mi piace credere che sia così anche se in realtà sarà “Punk in drublic” dei NOFX.

Grazie per la disponibilità e in bocca al lupo per tutto. Lunga vita e prosperità! 




domenica 5 gennaio 2014

The Ponches / Riccobellis, 7" split

L’ultima uscita targata One Chord Wonder ci propone due tra le migliori band punk-rock che abbiamo nel nostro Bel Paese. A condividere questo split 7” sono infatti The Ponches di Torino e i Riccobellis di Brescia.
Ad aprire le danze sul lato A troviamo due pezzi furiosi del quartetto torinese; la splendida “Balls At Large” e una delle canzoni cantate di più nei loro concerti, la bellissima “Stobbart In Paris”. Questi due pezzi ci confermano ancora una volta che i Ponches stanno facendo davvero un bel lavoro.
Sul lato B del disco, troviamo i fratelli Riccobellis che ci regalano due pezzi belli tirati e melodici allo stesso tempo, come ci hanno ben abituato nel tempo.
“Don’t Hesitate” è una bomba ad orologeria e “I Create A Monster” ti fa cantare dall’inizio alla fine grazie a un ritornello che ti si appiccica in testa alla velocità della luce. In definitiva quattro pezzi davvero ben fatti  e suonati da due dei migliori gruppi Ramones addicted che abbiamo la fortuna di avere in Italia.
All’interno del disco trovate anche un codicino per scaricarvi i brani in mp3 così non avete più scuse e ve li potete ascoltare davvero ovunque.
Il disco, in vinile rosso, è uscito in numero limitato a 150 copie di cui alcune in edizione limitatissima e specialissima, disegnata da Tony Kelvin, bassista dei Ponches.
Insomma un disco da avere assolutamente se andate pazzi per Ramones e Screeching Weasel e volete sostenere chi nel nostro paese fa ancora le cose “come vanno fatte” e con estrema passione.  

Side A (The Ponches)
1)  Balls At Large
2)  Stobbart In Paris

Side B (Riccobellis)
1)  Don’t Hesitate
2)  I Create A Monster

 

martedì 31 dicembre 2013

7pollici Awards 2013



7pollici Awards 2013
- prima edizione -

Anche 7pollici tira le fila di questo anno che volge al termine, segnalandovi quello che per noi sono state le migliore proposte musicali degne di nota. Sia chiaro, sono solo opinioni personali, nessuno vince niente di concreto, solo la gloria infinita all’interno del nostro piccolo blog scritto da appassionati di musica per altri appassionati di musica, che ascoltano roba in vinile. 7pollici durante l’ultimo anno ha teso l’orecchio, è stato un attento ascoltatore,  ha seguito con passione le proposte musicali, è andato ai concerti non rimandendo a casa dietro alla tastiera e si è fatto un’idea. Questa, noi di 7pollici, pensiamo sia una buona prassi per supportare e tenere viva la “scena” musicale italiana. Quella che leggerete poche righe più sotto è una fotografia che vi vogliamo lasciare di questo 2013, sottolineando quello che per noi è stato più importante e ci ha regalato emozioni. Perché in fondo noi amiamo la musica per questo, perché ci regala emozioni. Chi sta li sotto quest’anno ce ne ha regalate tante e lo vogliamo ringraziare così.

Bene, adesso basta pipponi e veniamo ai vincitori:

Miglior disco: “Knots” – Crash of Rhinos (leggetevi qui la recensione)

Miglior singolo: “Wild Tiger Woman” – Giuda (leggetevi qui la recensione)

Miglio artwork: “Il sopravvissuto” – Marnero (guarda qui)

Miglior etichetta: To Lose La Track (andate a farvi un giro qui)

Miglior nuova proposta: Fast Animals and Slow Kids (ascoltateli qui)

Miglior live:  Gazebo Penguins (guarda qui)

Premio alla carriera: The Manges (leggetevi qui la recensione)


E’ andata, adesso ci possiamo fare gli auguri in santa pace e dirci arrivederci all’anno prossimo, che poi è domani. 7pollici vi augura un buon fine/inizio anno, abbassando la puntina sul vinile che gira e alzando il volume come se non ci fosse un domani.

Gabba gabba hey!

domenica 29 dicembre 2013

The Manges - Everything released on 7" 93-13


I Manges sono il punk-rock. Punto. Su questo non si discute. Su questo siamo tutti d’accordo. Alzi la mano chi dice il contrario. Nessuno, bene.
Il fatto che siano pure italiani ci inorgoglisce proprio tanto e ci fa sentire più fortunati.
I Manges sono passione, cuore, sudore e magliette a righe da ormai vent’anni.
Per festeggiare degnamente questo importante loro passo in carriera (si ormai possiamo tranquillamente usare questo termine senza spaventarci o spaventare nessuno) le nostre scimmie spezzine preferite hanno deciso di regalarci un Box Set da paura a tiratura limitata a 333 copie (la mia è la 201/333, presa il 13 dicembre al release party al Tambourine) stampata da Otis Recordings, una costola dell’attivissimo booking Otis Tours.
All’interno del Box troviamo tre viniloni da 45’ contenenti cinquantaquattro (dico 54!)  canzoni uscite tra il 1993 e il 2013 su formato 7’, un fantastico booklet colorato  con foto e tutte le copertine dei dischi da cui provengono i pezzi, un posterone gigante con il logo “Munsters” della band,  due adesivi fighissimi, una toppa della Manges Army, una foto d’annata, la cartolina del concerto di Natale, un codice per scaricarti pure gli mp3 (così non ti puoi più lamentare e puoi ascoltare i Manges davvero ovunque!) e una bellissima stampa colorata a tirtatura limitata, disegnata e autografata da Manuel, batterista della band.
Insieme alla loro musica i cari Manges, ci regalano quindi anche un viaggio visivo nel tempo e nel corso dei loro ultimi vent’anni di attività su e giù dai palchi di tutto il mondo.  Si perché, per chi non lo sapesse ancora, i Manges hanno suonato con calibri come Screeching Weasel, Queers e CJ Ramone solo per citare i più importanti e significativi. Da segnalare per chi ancora non lo sapesse, che Dee Dee Ramone durante uno dei suoi ultimi concerti indossava la classica t-shirt “Punk-Rock Veterans” dei Manges. Ecco, questo per far capire a tutti, soprattutto ai neofiti o a chi non li conoscesse ancora, l’importanta e l’influenza che i Manges hanno sulla scena punk-rock mondiale. Si, non spaventiamoci a dirlo, i Manges sono un punto fermo ormai da anni sulla cartina del punk-rock di tutto il nostro bel pianeta. Nessuno come loro in questi vent’anni è riscito a rappresentare al meglio lo spirito e l’attitudine del punk-rock. I Ramones sarebbero sicuramente orgogliosi di loro. E questo ci fa sentire tutti più sereni e felici. Si perché questi ragazzi se lo meritano davvero tutto il nostro e il vostro rispetto. Sono delle persone fantastiche che mettono anima e cuore in quello che fanno, portando avanti un’idea di “fare musica” come solo pochi ormai sanno fare. I Manges sono una famiglia, questo viene fuori tutte le volte che li vedi suonare dal vivo e quando ci fai due chiacchiere prima o dopo il concerto.
Ascoltare a tutto volume Everything released on 7" 93-13 fa bene al cuore, ti fa muovere il piedino e la testa su e giù, ti fa alzare l’indice in alto mentre canti a squarciagola in camera tua come se non ci fosse un domani, ti fa rivivere, come succede a me, un pezzetto della tua vita bella o brutta non importa perché i Manges erano li a farti da colonna sonora e tutto andave bene. Sempre.
I vinili scorrono veloci uno dopo l’altro e canzone dopo canzone, ritornello dopo ritornello ti ritrovi felice a cantarle tutte con il sorriso stampato in faccia. Pochi gruppi riescono a darti questa bella sensazione, come invece i Manges sanno fare. E durare vent’anni, credetemi, non è cosa da tutti. I Manges sono come la migliore bottiglia del miglior vino che c’è in circolazione, più passa il tempo più acquisisce valore e bontà. Non c’è né, i Manges non stufano e non stuferanno mai, anzi adesso siamo tutti in trepidante attesa dell’uscita del prossimo disco. Per non farvi cogliere impreparati e per ammazzare al meglio l’attesa vi consiglio veramente di accaparrarvi una delle copie rimaste disponibili su Striped (web-shop gestito direttamente dal buon Andrea Manges). Immagino che la maggior parte delle copie sia volata via il 13 dicembre al Release Party e il 25 dicembre alla festa in Skaletta della Manges Army. Quindi fatevi furbi amici, non aspettate e non indugiate oltre a ordinare questo disco, ne vale davvero la pena. State sereni, ci si vede sotto il prossimo palco a divertirci insieme ai Manges e alle loro canzoni.

Gabba gabba hey!


Tracklist:
BOP BOP BOP
ANOTHER LOVE SONG FOR LUCY
BE ALONE
DO MY STUFF
SPOILT BOY COMMIE
BROKEN SHOE
S.O.S. I’M IN LOVE
I WANNA BE A CUNNINGHAM
ONLY YOU ARE THE GIRL WHO HITS THE GAS
FRANKIE AND JOHNNY
SHE’S A PUNK
COKE VENDING MACHINE
OH, MARY
MY ONLY FRIEND IS DEE DEE RAMONE
BREAK UP YOUR RADIO
SUMMER’S GONE
RUIN MYSELF WITH ROAD TO RUIN
TEENANGEL
I HATE YOU, DAVID
MELISSA IS A ROCKABILLY REBEL
TIME BOMB
THE ONLY COOL GIRL IN LADBROKE GROVE
WE ARE THE MANGES AND YOU SUCK!
FANATICO DI ROCK AND ROLL
BEHIND THE 8-BALL
MUNSTER BEAT
DUNKIN’ DONNA
I WILL ALWAYS DO
MANDY
BREAKDOWN
SUMMERTIME
BARRAGE OF HATE
HAVANA AFFAIR
JOEY’S SONG
ELVIS HAS LEFT THE BUILDING
THE GOONIES ‘R' GOOD ENOUGH
VENGEANCE IS MINE
NOW I WANNA BE A GOOD BOY
WAKE UP SCREAMING
RAINING
DUNE BUGGY
FLYING THROUGH THE AIR
BULLDOZER
IN THE MIDDLE OF ALL THAT TROUBLE AGAIN
DUCK AND COVER
BAD BRAIN
YOU DON’T WANNA BE LIKE ME
HIT THE PUNCHBALL
THESE TEARS MAY BELONG TO YOUR EYES
UNCLE WALT
BAD JUJU
SRI LANKA
IT’S ALL OVER YOU KNOW
GO MENTAL


www.manges.it

 

mercoledì 27 novembre 2013

The Murderburgers – The Are Only Problems

I Murderburgers, trio pop-punk scozzese, a ottobre hanno fatto uscire un nuovo album. Esattamente il quinto della propria prolifica seppur breve carriera iniziata nel 2007. Questo “The Are Only Problems” continua sulla scia dei precedenti lavori. Melodia, batteria bella tirata, ritornelli bubblegum e riffettini di chitarra messi al punto giusto.
La cosa che si apprezza di più di questo gruppo è la costanza. La costanza con cui i tre continuano a lavorare dritti sulla propria strada, incidendo dischi, split e andando in giro a suonare per tutta Europa senza mai fermarsi.
Questi tre pop-punkers sono da apprezzare. Il disco piace, si fa ascoltare ed è fatto proprio bene. Canzoni azzeccate che filano via veloci e ti fanno muovere la testa e il piedino su e giù. Tredici pezzi suonati come si deve, che potete ascoltare anche qui. Come riferimento prendete la vecchia scuola anni ’90 della Lookout, i Tennaage Bottlerocket, i Lillingtons e i Riverdales.
Il disco è stampato dalla californiana Asian Man e dall’olandese Monster Zero, sinonimi di assoluta qualità quando si parla di punkrock.
Diamo quindi tutti un cinque alto ai Murderburgers e compriamo questo disco!

Tracklist:

1)    Another Way Out Of Here
2)    Everything Is Muted & Brown
3)    Sorry In Advance
4)    When Winter Doesn't End
5)    The Working Week Is A Case Study
6)    No Need For The Reminder
7)    The Next Time...
8)    All My Best Friends Are Dying
9)    The Shades Of Grey
10) Turning 25 Was Shit
11) My Name Is Elbows
12) Christine, I Forgive You
13) My Inner Mental Room


www.themurderburgers.co.uk

lunedì 11 novembre 2013

Giuda – Wild Tiger Woman

Wild Tiger Woman è il nuovo singolo dei Giuda che anticipa l’uscita del nuovo album “Let’s do it Again” prevista per il 16 novembre.
Il suono della band romana rimane stabile sulla linea intrapresa con lo stupefacente disco d’ersordio “Racey Roller” uscito nel 2010, che ha raggiunto le dieci mila copie vendute.
Le influenze della band sono chiare fin dal primo ascolto anche per un neofia. Rock’n’roll, glam e rock inglese anni ‘70 miscelati insieme con grande maestria riescono a dar vita al fantastico e inimitabile sound di questo gruppo strepitoso.
Le melodie sono ancora più “catchy” e conivolgenti rispetto gli inizi, la voce del cantante Lorenzo Moretti si fa più calda e trascinante, mentre le ritmiche si fanno più sostenute.
“Wild Tiger Woman” è un singolo perfetto sotto tutti i punti di vista. Ti rimane attaccata in testa fin dal primo ascolto mentre “Maybe it’s all over now” è il perfetto B side, melodico e conivolgente al punto giusto, con un riff di chitarra di altri tempi.
Insomma due canzoni che da sole valgono l’intero 7”. Da sottolineare poi le splendide grafiche a cura di Tony CrazeeKid che accompagna fin dagli esordi la band e il suo concept visivo. Copertina stupenda ed etichetta centrale del vinile davvero spettacolare e ben curata. Alla produzione troviamo lo stesso Danilo Silvestri del primo disco che grazie a una regsitrazione rigorosamente in analogico dona al sound generale quel timbro seventies, tipico marchio di fabbrica della band.
Questo disco è disponibile su Fungo (per Italia) e Brass City Boss Sound (per gli USA).
Prendetelo, è una bomba! Aaargh!

Tracklist:

Side A
Wild Tiger Woman

Side B
Maybe it’s all over now

www.giuda.net